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Dura madre

Raffaele si sporse quanto bastava per dare uno sguardo di sotto. Pensò che in quel l'angolo di mondo fossero possibili magie. Ce n'erano state a milioni. Cose incredibili: bestiame resuscitato dalla mano di un bambino; raccolti strappati dalle cavallette con novene e rosari, verruche guarite con giunchi e sale grosso la notte di san Giovanni; uomini dati per morti che si alzavano dal letto e soffiavano sui ceri della loro camera ardente. Pensò che era arrivato il momento di un'altra magia.


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L'argine

Ella tende la sua, verso quella mano nuda, fresca e snodata, che le dà l’impressione della mano di un fanciullo; e i suoi occhi s’incontrano meglio, con quelli che già cercavano con insistenza: ed ecco, d’un colpo, torna l’allucinazione: il Commissario, gli occhi castanei, dolci, quasi languidi come quelli di un uomo che bacia con desiderio inappagabile la bocca di una donna amata; sì, ricordo di un uomo che non è il Commissario, non è Antioco: e che ella tuttavia ha ben conosciuto, in un luogo, in una lontananza indefinita, eppure reali, certi, ancora profondamente vivi entro di lei. Poiché quel viso, quei capelli, quella bocca, sopra tutto quegli occhi tutto amore, sono quelli del suo Giacomo, quando l'ha baciata la prima volta.


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La danza della collana

Poi la stessa mano si tese fino a terra, e tirò su il mantello ma lo lasciò subito ricadere; e per un poco il discorso parve cambiar tono, anche perché l'altra s'era sollevata e suonava il campanello e alla serva, apparsa con la rapidità di uno che sta appena dietro l'uscio, ordinò di portare il tè."Non disturbarti, zia,"pregò la giovine; "ho già preso il caffè prima di venir qui. Piuttosto, se mi permetti, fumo una sigaretta. “Tu fumi?"disse l'altra sorpresa."Eh, sí, ho preso anche quest'abitudine. È bello; mi piace: le sigarette le faccio da me," (…)intanto aveva tirato fuori della borsa il portasigarette e l'accendino d'oro, e in un attimo l'aria odorò di un indefinibile profumo fra d'incenso e di tabacco forte, che nell'altra riaccese il ricordo fisico dell'uomo che nelle sere calde e luminose della primavera scorsa portava nella casa l'alito della passione.


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LA COMMEDIA DEGLI ERRORI

LA COMMEDIA DEGLI ERRORI
Tradotto da Natalia fusini
UNIVERSALE ECONOMICA I CLASSICI 2008
A fidarsi di te, c’è da star bene!
M’ero spinto a impegnare la parola
che saresti venuto al “Porcospino”
con la collana, ma né la collana
né l’orefice si son fatti vivi.
Forse hai pensato che tra me e te,
se fosse stata incatenata insieme,
l’amicizia durasse troppo a lungo,
perciò ti sei guardato dal venire.
Salvo il rispetto pel tuo umore allegro,
ecco il conto della collana: il peso
esatto fino all’ultimo carato,
il titolo dell’oro e la quietanza;
il che fa in tutto tre ducati in più
di quanto debbo a questo gentiluomo,
che si deve imbarcare in tutta fretta
e aspetta solo questo per partire.


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Fellini del giorno dopo: con un alfabetiere felliniano

Fellini del giorno dopo: con un alfabetiere felliniano
Tradotto da Fabio Pedone
Fazi Editore 1996
Nell'ambiente del cinema si racconta che un regista, trovandosi in vacanza a Cortina d'Ampezzo e dovendo spedire delle cartoline agli amici, fece venire a gran velocità da Roma due sceneggiatori e gli raccomandò: "Buttatemi giù qualche idea". E' una storiella che capire quanto poco credono "all'autorismo" alla francese i i faticatori del set , inesorabili nel deriderei finti autori e nel rispettare i pochi veri. In questo caso l'autorevolezza creativa di Federico Fellini non è mai stata messa in discussione nemmeno dai nemici. Si è sempre saputo, del resto, che il riminese arrivò ai vertici della regia dal versante della scrittura, con l'aggiunta capacità di visualizzare tipi e situazioni nei suoi icastici disegnetti.


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La Cambusa storie d'amore e di altre malattie

Omar era intento a scherzare con un gruppo di bambini inviati alla presentazione del corso. aveva il naso rosso e almeno una dozzina di marmocchi intorno.
"Piacere io sono Giulia."
Lui sorrise. Tirò fuori dalla tasca un palloncino sgonfio. Ci soffiò dentro r in un attimo le regalò un barboncino, un classico. Aveva colpito nel segno. Si girò verso i suoi piccoli amici e con un "a dopo" sussurrato con voce profonda la inchiodò alla sedia per tutta la serata.
"Ahi, permette signorina, sono il re della cantina, vampiro nella vigna, sottrattor nella cucina..."
Vinicio Capossela, che cos'è l'amor


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Nuove storielle a Ninetta

Al mattino, quando gli operai vanno alla fabbrica, la trovano fredda, nera, come una triste rovina. In fondo alla gran sala, la macchina è muta, colle sue braccia magre, colle sue ruote immobili; essa ci mette una malinconia di più, essa, che col suo soffio e col suo moto anima, d'ordinario, tutta la casa del battito d'un cuore di
gigante, forte ad ogni bisogno. Il padrone discende dal suo piccolo gabinetto. Egli dice tristamente a' suoi operai: – Figli miei, non c'è lavoro oggi.... Le ordinazioni non arrivano più; ricevo contr'ordini da tutte le parti e resterò ben presto colla mercanzia sulle braccia Questo mese di dicembre, sul quale io contava, questo mese di gran lavoro negli altri anni, minaccia di rovinare le Case più solide.... Bisogna sospendere tutto.


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Moll Flanders

Adesso ero rientrata a Londra,(...)Feci alla mia governante la storia del mio viaggio; a lei piacque molto l'impresa di Harwich, e, discorrendone tra noi, disse che, siccome il ladro è una persona che studia gli errori altrui, è impossibile che manchino le occasioni a chi sa essere attento e paziente, e di conseguenza, a suo parere, a una persona brava nel mestiere com'ero io non poteva non presentarsi almeno una bella occasione dovunque me ne andassi. D’altra parte, ogni episodio del mio racconto, purchè debitamente considerato, può riuscire utile alla gente onesta, e costituire un serio monito per le persone d'un tipo o di un altro a premunirsi dalle sorprese e a tener gli occhi aperti quando hanno a che fare con forestieri d'ogni genere, perchè è raro che non vi sia qualche trappola sul loro cammino. La morale, insomma, di tutta la mia storia, è lasciata da tirare al buon senso e al giudizio del lettore; io non sono qualificata per far la predica. Possa l'esperienza di una persona tanto corrotta e tanto sciagurata essere un repertorio completo di insegnamenti utili per chi legge .


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Gelosia

Quando fu solo, si sentì il cuore più grosso di prima; non aveva potuto
parlare dell'Annetta, e aveva compreso che la Gina, sapendolo così avvilito, si
era lusingata di poterlo sposare. Un'onda di amarezza gli salì alla gola. Ecco quanto gli restava! Si gettò bocconi sul divano, mordendone il drappo per soffocare i singulti, perché oramai si vergognava di piangere sempre come un fanciullo per quell'abbandono di una donna, che avrebbe dovuto abbandonare in tempo secondo i consigli della mamma. Ma non lo aveva potuto. Anche allora provava i morsi acuti della gelosia come il primo giorno. Non lo avrebbe confessato ad alcuno, ma tutte le notti prima di andare a letto passava e ripassava pel corso sotto le sue finestre, incantandosi dolorosamente nel loro lume, cacciandosi quasi dentro il segreto delle loro tenebre cogli occhi dilatati e veggenti, mentre tutte le ricordanze lo riasalivano in tumulto febbrile fra i sogni più pazzi di vendetta e di riconciliazione.


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Il trionfo della morte

Sei stata molto felice, in questi pochi giorni? Rispondimi.
Aveva la voce commossa e insinuante.
Ippolita rispose:
Come non mai.
Giorgio le strinse forte le mani, poiché sentiva in quelle parole
una sincerità profonda.
Soggiunse:
Puoi tu seguitare a vivere come vivi?
Ippolita rispose:
Non so; non vedo nulla innanzi a me. Tu sai che tutto è
caduto.
Ella abbassò gli occhi. Giorgio la prese fra le sue braccia,
appassionatamente.
Tu mi ami; è vero? Io Io sono per te l'unico scopo della tua
esistenza; tu non vedi che me nel tuo avvenire...
Ella disse, con un sorriso impreveduto che le sollevò i lunghi
cigli:
Tu sai che è così.


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Racconti sardi

Vivevano in fondo al villaggio, uno dei più forti e pittoreschi villaggi delle montagne
del Logudoro, anzi la loro casetta nera e piccina era proprio l'ultima, e guardava giù
per le chine, coperte di ginestre e di lentischi a grandi macchie.Filando ritta sulla porta, Saveria vedeva il mare in lontananza, nell'estremo orizzonte, confuso col cielo di platino in estate, nebbioso in inverno: cucendo presso la finestra scorgeva una immensità di vallate stendentisi ai piedi delle sue montagne, e sentiva il caldo profumo delle messi d'oro ondeggianti al sole, e il sussulto del torrente che
scorreva fra le roccie e i roveti montani.


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Antonella Anedda

Adesso che il sonno si è spezzato come un ramo
sarebbe possibile inghiottire questa brina
sfinirsi di freddo in cerca di parole
scucire i sogni e appenderli sui fili
come i lenzuoli nel gioco dei fantasmi.
Invece solo il dolore è forte.
Sale dall'osso della schiena
fa della mente un cranio,
gela e vorrebbe tepore,
intiepidire,essere un uovo, un albume di sole.


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La bambina col falcone

Un’altra volta a re Federico era venuta la curiosità di sapere quale lingua parlerebbero gli uomini ‘spontaneamente’, se non ne venisse insegnata loro nessuna, e per controllarlo aveva ordinato che una dozzina di neonati fossero allevati nel più completo isolamento: venivano nutriti e riparati dal freddo, ma nessuno stava a lungo con loro, nessuno gli parlava. Il re non aveva scoperto la lingua originale del genere umano, ma aveva appreso che la compagnia è necessaria come l’aria o il cibo, perché tutti i bambini morirono - muti - entro i primi due anni d’età.


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Mal di Pietre

Nonna on era mai stata in Continente, se non nel paesino delle Terme, e nonostante quello che le aveva scritto la sorella pensava che a Milano ci si incontrasse facilmente come a Cagliari ed era emozionatissima perchè perchè credeva di vedere subito per strada il suo Reduce.
Però Milano era grandissima, altissima,coi palazzi massicci,decorati in modo suntuoso,bellissima,grigia,nebbiosa,tanto traffico, il cielo a pezzetti fra i rami spogli degli alberi,tante luci di negozi,fari di auto,semafori, sferragliate di tram,la gente fitta con le facce nei baveri dei cappotti dentro un'aria di pioggia.


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Pantumas

La vita restituita dalle immagini sputate su una parete di calcina turchese come un fondale di cielo barbaricino è cosa diversa da quella semplicemente data dal caso, dall'odio o dall'amore.
E' cosa diversa, come nascere cieco o diventarlo da vecchio, dopo che hai visto tutto quello che c'era da vedere e anche di più.
E' cosa diversa come morire vergine dopo che ti hanno rifiutato tutte le bagasse del mondo, come diventare chierichetti per rubare le ostie del tabernacolo..
Solo la confusione e lo stupore sono gli stessi, aggiunti al fatto che sai già camminare e parlare. Rosaria mi stringeva la mano e mi sussurrava: "Amore meu, amore meu bellu !".
Io ero una statua calda di sangue e ricordi,che ringiovaniva di minuto in minuto.
Mi sentivo riempire di vita lentamente,come una brocca rimasta vuota per tanto tempo.


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Dal balcone del corpo

L'ARIA È PIENA DI GRIDA
Pensi davvero che basti non avere colpe per non essere puniti,
ma tu hai colpe.
L’aria è piena di grida. Sono attaccate ai muri,
basta sfregare leggermente.
Dai mattoni salgono respiri, brandelli di parole.
Ferri di cavalli morti circondano immagini di battaglie
Le trattengono prima che vadano in un futuro senza cornici.
Cosa ci rende tanto crudeli gli uni con gli altri?
Cosa rende alcuni più crudeli di altri?
Le crudeltà subite e poi inghiottite fino a formare una guaina
con aculei sul corpo ferito?
O semplicemente siamo predestinati al male,
e la vita è solo fatta di tregue dove sostiamo
per non odiare e non colpire?


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Dura madre

Raffaele si sporse quanto bastava per dare uno sguardo di sotto. Pensò che in quel l'angolo di mondo fossero possibili magie. Ce n'erano state a milioni. Cose incredibili: bestiame resuscitato dalla mano di un bambino; raccolti strappati dalle cavallette con novene e rosari, verruche guarite con giunchi e sale grosso la notte di san Giovanni; uomini dati per morti che si alzavano dal letto e soffiavano sui ceri della loro camera ardente. Pensò che era arrivato il momento di un'altra magia.


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Paese d'ombre

Le parole di un ragazzo possono lasciare indifferenti le persone costrette ad alzarsi a un'ora insolita, ma quando una campana si mette a suonare a martello nel cuore della notte, si salta giù dal letto. Così accadde quella notte. Molti montarono a cavallo e con vanghe e picconi in spalla galopparono al buio verso il fuoco.
Nonostante il rancore per i toscani, che tagliavano i boschi, tutti gli uomini accorsero. Angelo baciò Valentina, sello Zurito e galoppò insieme con gli altri. Girato Monte Homo entrarono nella luce rossa dell'incendio.
Un'intera montagna bruciava e il ruggito risucchiava tutti gli altri rumori dando l'illusione di uno spaventoso silenzio. Non riuscivano a sentire la propria voce nemmeno se urlavano. Si udiva il crepitìo delle foglie e dei rami, scoppi come di granate e nel frastuono, i rumori erano visibili, perché sul fianco del monte si vedevano alberi contorcersi e volatizzarsi in una vampata, per poi ricadere in scintille.


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Amore lontano: lettere al gigante biondo

E le rose coperte di neve! L'altro giorno ne vidi e mi colpirono così che fui per ricadere nel mondo dei versi: ma anch'io ho assolutamente perduto la vena. A proposito: non sapevo che siete stato anche poeta... pei ventagli delle vostre innamorate! E come venite a dirmelo! Avete dunque avuto molte innamorate? Come mio fratello che al presente ne ha sette tutte in una volta! E vorreste mettermi nel numero? Ma non sapete che potrei rispondervi: Se scrivete versi è segno che non siete innamorato, perché chi lo è non sa punto scriverne, è un fatto provato. De Musset in tutto il tempo che amò la Sand non compose che due versi!...


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Amore lontano: lettere al gigante biondo

No, no, basta - non fatemi soffrire più. Io non voglio più soffrire perché ho bisogno di essere forte e calma per compiere il dovere che mi sono prefissa: quello, non vano, di far del bene alla Sardegna, alla mia, alla nostra diletta Sardegna. Non fatemi più del male, con le vostre atroci punizioni. Sarò sempre sincera. Sì, ho scritto i Piccoli poemi pensando vagamente a voi. Specialmente il secondo... Anche il primo è qualcosa di me, ma non tutto, perché vedete bene che si accenna ad un amore corrisposto, mentre il mio non fu tale. Ritenetevi pure i miei scarabocchi. Io non mi fidanzerò, statene certo. È un tenente abruzzese del reggimento partito or ora dalla Sardegna che mi vuole. È ricco, di grande famiglia, ma io non lo voglio, perché non l'amo, perché non è sardo, perché è brutto...


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Passi sardi
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Grazie :-) |
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Nuove storielle a Ninetta
E vedendo che gli operai si guardavano l'un l'altro colla paura di ritornare a casa, colla paura della fame dell'indomani, egli aggiunse con voce più bassa: |
POESIE
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scusa ho rimesso il segnalibro l'ho tolto per sbaglio! |
gesù il figlio dell'uomo
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Auguri in ritardo!!! |
















































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Ven, 17/05/2013 - 17:57