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Come stare soli
Mi chiedo se l'attuale sensibilità culturale al fascino del materialismo - la crescente propensione a considerare la psicologia come una questione chimica, l'identità come una questione genetica, e il comportamento come il prodotto di antiche esigenze dell'evoluzione umana - non sia intimamente connessa alla rinascita dell'oralità e al declino della parola scritta tipici dell'era postmoderna: le nostre continue telefonate, le nostre effimere e-mail, la nostra tenace devozione al luccichio del televisore.


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MEDEA
La vidi bere alla fonte che si trovava nel cortile del suo palazzo, uno strabiliante portento, tra l'altro. Acqua, latte, vino e olio sgorgavano dai suoi quattro tubi, che erano orientati esattamente in direzione dei punti cardinali. La vidi così, la prima volta: curva sulla fontana, mentre attingeva acqua con le mani e la beveva a grandi sorsi. Io stavo sopraggiungendo insieme a Telamone dalla testa arruffata, che se non è il più intelligente dei miei argonauti, certamente è uno dei più allegri ed equilibrati, ed è legato a me da devozione.


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LA FOLIE BAUDELAIRE
Baudelaire proponeva alla madre Caroline incontri clandestini al Louvre: "Non c'è posto a Parigi dove si possa chiacchierare meglio; è riscaldato, si può rimanere in attesa senza annoiarsi, e d'altra parte per una donna è il luogo d'incontro più decente". La paura del freddo, il terrore della noia, la madre trattata come un'amante, la clandestinità e la decenza congiunte nel luogo dell'arte: soltanto Baudelaire poteva combinare questi elementi quasi senza accorgersene, con piena naturalezza.


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Prima che il buio nascondesse ogni cosa
Ogni due settimane Sandra Spajic porta fiori puliti nel luogo della tragedia e osserva nella foto Filippo che ride, ma è un sorriso presente soltanto nel passato di una fotografia o nella memoria di chi è rimasto da questa parte della vita. Sandra Spajic sta in piedi, reclina con grazia la testa a sinistra e nasconde nelle tasche dei jeans entrambe le mani. Peccato, perché ha mani davvero belle Sandra Spajic, dita di fiore e vene così marcate che, vedendole, ben comprendi come la vita sia qualcosa che scorre.


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Non avevo capito niente
Perché si va a passeggio alla fine di un amore:
a) Perché non si riesce a stare fermi.
b) Per fare capa e muro con la realtà senza stare a perdere tempo.
c) Per andare a comprare una camicia, un accendigas o qualsiasi altro oggetto che al momento non serva.
d) Perché con le lenti nuove è meglio abituarsi a vedere subito.
e) Per innamorarsi.
f) Per commiserarsi.


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Aracoeli
La sua fronte è coperta dai ricci fino sui sopraccigli. Quando lei si scosta i capelli dal viso, scoprendo la fronte, acquista una fisionomia diversa, di strana intelligenza e di inconsapevole, congenita malinconia. Altrimenti, la sua è la fisionomia intatta della natura: fra la fiducia e la difesa, la curiosità e la scontrosità. Nel suo sangue, tuttavia, di continuo vibra una letizia, anche per il solo motivo d'essere nata.
Dire "occhi come una notte stellata" pare una frase letteraria. Ma io non saprei in quale altro modo descrivere i suoi occhi.


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Aracoeli
La sua fronte è coperta dai ricci fino sui sopraccigli. Quando lei si scosta i capelli dal viso, scoprendo la fronte, acquista una fisionomia diversa, di strana intelligenza e di inconsapevole, congenita malinconia. Altrimenti, la sua è la fisionomia intatta della natura: fra la fiducia e la difesa, la curiosità e la scontrosità. Nel suo sangue, tuttavia, di continuo vibra una letizia, anche per il solo motivo d'essere nata.
Dire "occhi come una notte stellata" pare una frase letteraria. Ma io non saprei in quale altro modo descrivere i suoi occhi.


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Quella sera dorata
"A VOLTE MI SEMBRA CHE LA TERRA NON VOGLIA CHE LE COSE DURINO, MA VOGLIA CHE TUTTO CROLLI E CHE NOI TUTTI CE NE ANDIAMO VIA.CHE VOGLIA TORNARE AL PRINCIPIO, AL GIARDINO CON I FRUTTI E GLI ANIMALI, PRIMA CHE DIO DIVENTASSE AMBIZIOSO E ROVINASSE TUTTO. SI SAREBBE DOVUTO ACCONTENTARE. AVREBBE DOVUTO RIPOSARE AL SESTO GIORNO, NON AL SETTIMO".


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L'uccellino di Maeterlinck
Un'altra fotografia
Mi tiene in braccio, seduta su una panchina di un antico giardino, le spalle in ombra sotto la chioma fitta di un tiglio. Il vestito è di cotone stampato, bianco con tanti cavallucci rossi. Mi guarda apprensiva. A me appare lontana, più incomprensibile della mia stessa immagine: sono un io che non ricordo.


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Commenti
Grazie Nadia, nell'attesa che il sito ci permetta di comunicare tra di noi via email senza invadere per questo la privacy di nessuno, come ho già chiesto nelle Faq. Ciao
Lun, 11/06/2012 - 13:11- accedi o registrati per inviare commenti
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La libreria del Buon Romanzo

Ma il nonno mi ha lasciato molto di più, mi ha lasciato l'amore per la letteratura e un'altra cosa fondamentale, la convinzione che la letteratura sia importante. Ne parlava spesso.La letteratura é fonte di piacere, diceva, é una delle rare gioie inestinguibili, e non solo. Non deve essere separata dalla realtà. Nella letteratura c'é tutto. E' il motivo per cui non uso mai la parola finzione. La materia dei libri é costituita dalle sottigliezze della vita. Insisteva: hai capito che sto parlando del romanzo? Non ci sono solo le situazioni eccezionali nei romanzi, le questioni di vita o di morte o le grandi prove, ci sono anche le difficoltà ordinarie, le tentazioni, le delusioni banali. E rispondono a tutte le attitudini umane, a tutti i comportamenti, dal più nobile al più miserabile. Uno legge e si domanda: cosa avrei fatto io? Deve domandarselo. Ascoltami bene: é un modo di imparare a vivere. Certi adulti ti diranno di no, che la letteratura non é la vita, che i romanzi non insegnano niente. Sbagliano. La letteratura informa, istruisce, addestra.


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Le città invisibili

A Cloe,grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono.
Al vedersi immaginano mille cose uno dell'altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s'incrociano per un secondo e poi si sfuggono,cercano altri sguardi, non si fermano.
Pssa una ragazza che fa girare un parasole appoggiato alla spalla e anche un poco il tondo delle anche.Pssa una donna nerovestita che dimostra tutti i suoi anni,con gli occhi inquieti sotto il velo e le labbra tremanti.Passa un gigante tatuato un uomo giovane con i capelli bianchi; una nana;due gemelle vestite di corallo. Qualcosa corre tra loro,uno scambiarsi di sguardi come linee che collegano una figura all'altra e disegnano frecce,stelle,triangoli,finchè tutte le combinazioni in un attimo sono esaurite e altri personaggi entrano in scena.


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Emma, da che pagina hai tratto le 10 righe? anno di edizione?
Lun, 08/10/2012 - 18:50- accedi o registrati per inviare commenti
Il libro è

Il libro è come un innamorato. Ti emoziona, ti fa trattenere il fiato e talvolta ti fa piangere, ma... se è davvero quello giusto nessun altro potrà mai sostituirlo.
(Ilenia Unida)
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fonte: Il libro è http://scrivi.10righedailibri.it/il-libro-%C3%A8
fonte foto: http://www.duitang.com/people/mblog/29739860/detail/


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COMPLEANNI D'AUTORE

Buon compleanno Carlos Ruiz Zafón! (nato il 25 settembre 1964)
"Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un'anima, l'anima di chi lo ha scritto e l'anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza."
(L'ombra del vento)


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I dolori del giovane Werther

I dolori del giovane Werther
Tradotto da Angelo G.Sabatini e Anna Maria Pozzan
Grande tascabili economici Newton 2010
Le labbra e gli occhi di Werther bruciavano sul braccio di Carlotta, mentre un fremito la invadeva tutta. Ella avrebbe voluto allontanarsi, ma il dolore e la compassione la tenevano come inchiodata. Con un sospiro tentò di riaversi, e tra i singhiozzi chiese a Werther con una voce divina di riprendere la lettura; Werther tremò e gli parve che il suo cuore cedesse per sempre; riprese i fogli e lesse con la voce rotta dalla commozione: "Perchè mi svegli o aura di primavera? Tu mi carezzi e dici: Io ti irroro come la rugiada del cielo! Ma prossimo è il tempo in cui appassirò e vicina è la tempesta che appassirà le mie foglie. Domani verrà il viandante, verrà colui che vide la mia splendida bellezza, e volgendo gli occhi intorno nei campi mi cercherà, e non mi troverà".


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si sta facendo sempre più tardi

... Il passato è più facile da leggere: uno si volta all’indietro e, potendo, dà un’occhiata. E poi, sia come sia, esso rimane sempre impigliato da qualche parte, magari a brandelli. A volte bastano soltanto l’olfatto e le papille gustative, è notorio: lo sappiamo da certi romanzi, anche belli. Oppure un ricordo, quale che sia: un oggetto visto nell’infanzia, un bottone ritrovato in un cassetto, che so, una persona che essendo un’altra te ne ricorda un’altra, un vecchio biglietto del tram. E ho pensato alla vita, che è surrettizia, e che raramente mostra in superficie le sue ragioni, e invece il suo vero percorso avviene in profondità, come un fiume carsico. Ben più difficile è il silenzio. Esso presuppone pazienza, costanza, testardaggine; e soprattutto si confronta con il giorno-dopo-giorno della nostra vita, i giorni che ci restano, uno dopo l’altro, lunghi davvero nelle piccole ore...


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Complimenti Sweets.
Le tue 10 righe sono state le più segnalibrate e quindi ti sei aggiudicata il libro incentivo di questa settimana.
Ricordati di scegliere le tue 10 righe preferite fra quella che verranno condivise da oggi e fino alle 24 di domenica notte.
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Caino

Ci fu un lungo silenzio. Poi caino disse, Adesso puoi anche uccidermi, Non posso, dio non si rimangia la parola, morirai di morte naturale nella terra abbandonata e gli uccelli rapaci verranno a divorare la tua carne. Sì, dopo che tu avrai prima divorato il mio spirito. La risposta di dio non si riuscì a sentire, e anche le parole seguenti di caino andarono perdute, la cosa più naturale è che siano stati lì a ragionare l'uno contro l'altro una e più volte, ciò che si sa per certo è solo che continuarono a discutere e che stanno ancora discutendo. La storia è finita, non ci sarà nient'altro da raccontare.


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L'inventore dei sogni

Fu solo quando era ormai già grande da un pezzo che Peter finalmente capì. La gente lo considerava difficile perché se ne stava sempre zitto. E a quanto pare questo dava fastidio. L'altro problema era che gli piaceva starsene da solo. Non sempre naturalmente. Nemmeno tutti i giorni. Ma per lo più gli piaceva prendersi un'ora per stare tranquillo in qualche posto, che so nella sua stanza, oppure al parco. Gli piaceva stare da solo, e pensare i suoi pensieri.
Il guaio è che i grandi si illudono di sapere che cosa succede dentro la testa di un bambino di dieci anni. Ed è impossibile sapere di una persona che cosa pensa, se quella persona non lo dice.


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Il Grande Gatsby

E mentre meditavo sull'antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all'estremità del modo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter sfuggire più. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in questa vasta oscurità dietro la città, dove i campi oscuri della repubblica si estendevano nella notte. Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia... e una bella manina... Così continueremo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.


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Questa è poesia

Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.


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Come stare soli
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Come stare soli
Grazie, scusa per la distrazione! |
I dolori del giovane Werther
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I dolori del giovane Werther
Ah, dolce Carlotta! |
I dolori del giovane Werther
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I dolori del giovane Werther
Ah, dolce Carlotta! |
L'uccellino di Maeterlinck
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L'uccellino di Maeterlinck
Grazie a tutti dei vostri segnalibri! |
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L'uccellino di Maeterlinck
Grazie Tino, utente sì, ma non semplice... piuttosto direi: importante! |
IL BUIO OLTRE LA SIEPE
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IL BUIO OLTRE LA SIEPE
Bellissimi tanto il libro quanto il film con un Gregory Peck al top della sua carriera. |
GIOCO - Riga 10
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GIOCO - Riga 10
"ossari si erano accumulati, strato su strato, ossa e ossicini." |
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GIOCO - Riga 10
IL GIOVINOTTO AVEVA MOLTA MEMORIA (Madame Bovary, Gustave Flaubert) |
Il ponte sulla Drina, 1960
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Il ponte sulla Drina, 1960
Bello! E' stato il mio primo ponte verso la conoscenza dei Balcani. |
Esercizi d'amore
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Esercizi d'amore
Non ho voluto sapere, ma ho saputo che una delle bambine, quando non era più bambina ed era appena tornata dal viaggio di nozze, andò in bagno, si mise davanti allo specchio, si sbottonò la camicetta, si sfilò il reggiseno e si cercò il cuore con la canna della pistola di suo padre, il quale si trovava in sala da pranzo in compagnia di parte della famiglia e di tre ospiti. Quando echeggiò lo sparo, più o meno cinque minuti dopo che la bambina si era allontanata, il padre non si alzò subito da tavola, ma restò per qualche secondo incapace di... |













































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Commenti
Grazie, scusa per la distrazione!
Mar, 25/09/2012 - 21:34Ciao Nadia, ti ricordo che per partecipare alla classifica settimanale le tue 10 righe devono essere complete di immagine di copertina, traduttore e anno di edizione :)
Mar, 25/09/2012 - 14:07