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Pagina di mplazzer

Il deserto dei Tartari

immagine copertina
Dino Buzzati
Il deserto dei Tartari
A. MONDADORI
10 righe da pagina 123:

Fino a che la neve sulle terrazze della Fortezza diventò molle e i piedi affondavano come nella melma. Il dolce suono delle acque giunse improvvisamente dalle più vicine montagne, qua e la lungo gli apicchi si scorgevano strisce bianche verticali che scintillavano al sole, e i soldati ogni tanto si sorprendevano a canticchiare, come da mesi non facevano.
Il sole non corse più via come prima, ansioso di tramontare, ma cominciava a fermarsi un po' in mezzo al cielo, divorando la neve accumulata, ed era inutile che le nuvole si precipitassero ancora dai ghiacci del nord: di neve non riuscivano più a farne, solo pioggia potevano, e la pioggia non faceva che sciogliere quella poca neve che restava. Era tornata la buona stagione.
Già si udivano al mattino voci di uccelli che tutti credevano di avere dimenticate. In compenso i corvi non se ne stavano più riuniti sul pianoro della Fortezza, ad aspettare i pi rifiuti delle cucine ma si sparpagliavano per le valli in cerca di cibo fresco.

inviato il 22/02/2015
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Ciao Mplazzer, anno di edizione? Grazie :)

Il deserto dei Tartari

immagine copertina
Dino Buzzati
Il deserto dei Tartari
A. MONDADORI
10 righe da pagina 119:

Era venuto improvvisamente l'inverno, lunga stagione. Sarebbe caduta la neve, prima quattro cinque centimetri; poi, dopo una pausa, uno strato più alto, e poi ancora altre volte, pareva impossibile farne il conto, c'era tanto tempo davanti prima che ritornasse la primavera. (Eppure un giorno molti prima del previsto, molto prima, si sentirà dai bordi delle terrazze scrosciare giù rivoli d'acqua e l'inverno sarà inesplicabilmente finito.)

inviato il 22/02/2015
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Ciao Mplazzer, anno di edizione? Grazie :)

La zattera di pietra

Josè Saramago
La zattera di pietra
Tradotto da Rita Desti
Universale Economica Feltrinelli 1986
10 righe da pagina 88:

Giunsero a Lisbona sul far della sera, all'ora in cui la dolcezza del cielo infonde nell'anima un tenero struggimento, notate come aveva ragione quel sorprendente intenditore di sensazioni e di impressioni quando ha detto che il paesaggio è uno stato d'animo, anche se non è riuscito a dirci come erano i panorami ai tempi in cui non esistevano al mondo altro che pitecantropi, ancora con poca anima e, oltre che poca, confusa. Dopo tanti millenni, e grazie ai perfezionamenti, ormai Pedro Orce può riconoscere nella malinconia apparente della città l'immagine fedele della propria tristezza interiore. Si era abituato alla compagnia di questi portoghesi che sono andati a pescarlo nei luoghi inospitali in cui era nato e vissuto, fra poco dovevano separarsi, ognuno per la sua strada, neppure le famiglie resistono all'erosione della necessità, che cosa potrebbero mai fare semplici conoscenti, amici di fresca data e tenere radici.

inviato il 30/03/2014
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Partecipo al Giuoco domenicale #55: 10 righe portoghesi http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-55-righe-portoghesi

La bellezza delle cose fragili

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Taiye Selasi
La bellezza delle cose fragili
Tradotto da Federica Aceto
Einaudi 2013
10 righe da pagina 315:

"L'unico scopo di una relazione è quello di inscenare, in miniatura, tutto lo stramaledetto dramma della vita e della morte. L'amore nasce, come nasce un bambino. L'amore cresce, come cresce un bambino. Un uomo sa bene che deve morire ma non avendo conosciuto altre realtà che la vita non crede veramente nella propria morte. E poi, un giorno, il sui amore si raffredda. Il cuore dell'amore smette di battere. L'amore muore. In questo modo, l'uomo impara che la morte è la realtà: che la morte può essere nell'essenza di una persona, la sua morte. La perdita di un animale domestico o di una rosa o un genitore può farlo soffrire, ma non sono convincenti, non abbastanza. La morte deve avvenire nel cuore per poter essere creduta. Dopo la morte dell'amore, l'uomo riesce a credere nella propria morte."

inviato il 14/02/2014
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La bellezza delle cose fragili

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Taiye Selasi
La bellezza delle cose fragili
Tradotto da Federica Aceto
Einaudi 2013
10 righe da pagina 28:

Dopo nemmeno sessanta secondi, la ragazza tornò di corsa tirando per il sottilissimo polso un bambino che doveva essere suo fratello. Il bambino sorrideva radioso, straripante di quel genere di indomita allegria che Kweku aveva avito modo di riscontrare solo nei bambini che vivono in condizioni di povertà in paesi equatoriali: quell'istinto che li portava a ridere in faccia al mondo per come il mondo gli appariva, che li portava a trovare sempre cose su cui ridere, a sapere dove andarle a cercare. Quell'entusiasmo nei confronti un po' di tutto e di niente, inestinguibile. Inspiegabile, date le circostanze.

inviato il 21/01/2014
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bellissimo...e vero!

Il cappotto

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Nikolaj V. Gogol
Il cappotto
Tradotto da Luisa De Nardis
Tascabili economici Newton 1993
10 righe da pagina 29:

Esiste a Pietroburgo un acerrimo nemico di tutti coloro che prendono quattrocento rubli all'anno di stipendio, o su per giù. Questo nemico altri non è se non il nostro gelo nordico, sebbene, del resto, dicono anche sia molto salutare. Passate le otto del mattino, proprio nell'ora in cui le strade si coprono di gente che va al dipartimento, inizia a dare dei buffetti tanto forti e pungenti indiscriminatamente su tutti i nasi, che i poveri impiegati non sanno decisamente dove ficcarli. Nel momento in cui perfino a quelli che occupano le cariche più alte duole la fronte per il gelo, e agli occhi compaiono le lacrime, i poveri consiglieri titolari sono a volte indifesi. L'intera salvezza consiste nell'attraversare di corsa il più velocemente possibile, nel misero cappottino, cinque-sei strade e poi riscaldarsi per bene i piedi in portineria, finchè in tal modo non si scongelino tutte le capacità e le doti per le mansioni d'ufficio gelatesi per la strada.

inviato il 05/01/2014
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#47

Partecipo al Giuoco domenicale #43: Righe invernali + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-47-righe-invernali

Se una notte d'inverno un vaggiatore

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Italo Calvino
Se una notte d'inverno un vaggiatore
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 210:

Ti allacci la cintura. L'aereo sta atterrando. Volare è l contrario del viaggio: attraversi una discontinuità dello spazio, sparisci nel vuoto, accetti di non essere in nessun luogo per una durata che è anch'essa una specie di vuoto nel tempo; poi riappari, in un luogo e in un momento senza rapporto col dove e col quando in cui eri sparito. Intanto cosa fai? Come occupi quest'assenza tia dal mondo e del mondo da te? Leggi; non stacchi l'occhio dal libro da un aeroporto all'altro, perchè al di là della pagina c'è il vuoto, l'anonimato degli scali aerei, dell'utero metallico che ti contiene e ti nutre, della folla passeggera sempre diversa e sempre uguale. Tanto vale tenerti a quest'altra astrazione di percorso, compiuta attraverso l'anonima uniformità dei caratteri tipografici: anche qui è il potere d'evocazione dei nomi a persuaderti di che stai sorvolando qualcosa e non il nulla.

inviato il 06/10/2013
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i pendolari delle 16:02

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Priya Basil
i pendolari delle 16:02
Tradotto da Roberta Scarabelli
Piemme Open 2013
10 righe da pagina 20:

A volte a Helen sembra che si trovi più saggezza su Facebook che nei testi di filosofia che studia all'università. Ogni tanto, pensa, Facebook è persino più divertente di un buon romanzo. C'è più spazio per giocare a indovinare perchè si conoscono personalmente i personaggi e la trama può avere innumerevoli filoni. Oltretutto, si può contribuire personalmente con una riga o due e forse anche influenzare il finale. Facebook è il futuro della narrativa: magari potrebbe essere l'argomento della sua prossima tesina.

inviato il 07/06/2013
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Un tipo tranquillo

immagine copertina
Marco Vichi
Un tipo tranquillo
Guanda
10 righe da pagina 26:

Con un brivido immaginò che sua moglie si svegliasse e lo trovasse a fumare e a bere affacciato alla finestra... Una cosa che "non era da lui", come diceva Gisella quando lo coglieva in fallo. Mario non aveva mai dato troppo peso a quella frase. Adesso sapeva di aver fatto male. Era ora di finirla. Se qualcuno faceva qualcosa significava che "era da lui", altrimenti non l'avrebbe fatta, porcaccia miseria. E invece quante volte aveva sentito pronunciare quelle parole? "Non è da te". Non solo da sia moglie, ma da chiunquem in mille occasioni. Perfino lui l'aveva detto qualche volta ai suoi figli e adesso se ne vergognava. "Non è da te". Come mai avevano tutti paura di scoprire che gli altri non sono sempre uguali a come li vogliamo?

inviato il 10/05/2013
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Grazie :)

2011

Massimo, anno di edizione? :)

Favole al telefono

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Gianni Rodari
Favole al telefono
Einaudi
10 righe da pagina 103:

- Uh, i ciclamini, - esclamò una signora, tutta giuliva.
- E' proprio il momento di pensare ai ciclamini, - ribattè l'avvocato.
- Non importa, - dichiarò la signora, - arriverò tardi al ministero, avrò una lavata di capo, ma tanto è lo stesso, e giacchè ci sono mi voglio cavare la voglia dei ciclamini. Saranno dieci anni che non ne colgo.
Scese dal filobus, respirando a bocca spalancata l'aria di quello strano mattino, e si mise a fare un mazzetto di ciclamini.
Visto che il filobus non voleva saperne di ripartire, uno dopo l'altro i viaggiatori scesero a sgranchirsi le gambe o a fumare una sigaretta e intanto il loro malumore scompariva come la nebbia al sole. Uno coglieva una margherita e se la infilava all'occhiello, l'altro scopriva una fragola acerba e gridava:
- L'ho trovata io. Ora ci metto il mio biglietto, e quando è matura la vengo a cogliere, e guai se non la trovo.
Difatti levò dal portafogli un bigietto da visita, lo infilò su uno stecchino e piantò lo stecchino accanto alla fragola. Sul biglietto c'era scritto: Dottor Giulio Bollati.

inviato il 14/04/2013
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Partecipo al Giuoco domenicale #23: Righe primaverili http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-23-righe-primaverili

L'ultimo quaderno

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Josè Saramago
L'ultimo quaderno
Feltrinelli 2010
10 righe da pagina 15:

Dialogo in una pubblicità di automobili in televisione. Accanto al padre, che guida, la figlia, di sei o sette anni, domanda: "Papà, sapevi che Irene, la mia compagna di scuola, è nera?". Risponde il padre: "Sì, certo...". E la figlia: "Io no, invece...".
Se queste tre parole non sono un vero e proprio cazzotto alla bocca dello stomaco, un'altra cosa saranno di sicuro: un ceffone alla mente. Si dirà che il breve dialogo non è che il frutto del talento creativo di un pubblicitario geniale, ma, proprio qui accanto, mia nipote Júlia, che non ha più di cinque anni, interpellata se a Tías, località in cui viviamo, ci fossero donne nere, ha risposto che non lo sapeva. E Júlia è cinese...

inviato il 30/03/2014
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Grazie Staff!!!! Grazie a tutti!!!!

Ciao Sara, hai vinto il giuoco domenicale, a te un libro incentivo!

Partecipo al Giuoco domenicale #55: 10 righe portoghesi + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-55-righe-portoghesi

Caino

immagine copertina
José Saramago
Caino
Tradotto da Rita Desti
Universale Economia Feltrinelli
10 righe da pagina 44:

Come tutto, le parole hanno i loro che, i loro come e i loro perché. Alcune, solenni, ci interpellano con aria pomposa, dandosi importanza, come se fossero destinate a grandi cose, e, guarda un po', non erano altro che una leggera brezza che non sarebbe riuscita a muovere la pala di un mulino, altre, parole comuni, parole solite, parole di tutti i giorni, sarebbero arrivate ad avere, in definitiva, conseguenze che nessuno avrebbe osato prevedere, non è per questo che erano nate, eppure hanno finito per scuotere il mondo.

inviato il 30/03/2014
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Partecipo al Giuoco domenicale #55: 10 righe portoghesi + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-55-righe-portoghesi

Morimondo

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Paolo Rumiz
Morimondo
Feltrinelli 2013
10 righe da pagina 51:

Scivolammo come un sogno, in un silenzio immobile che sembrava preludio di agguati e temporali. Po era torbido, pigro e surriscaldato da una cappa di afa. Se il viaggio è il collaudo dei nostri sogni e di quest'ultimi la mia mappa era la fedele rappresentazione, tutto in quel momento ne differiva. Salii sull'argine e non vidi che campi e vapori. La fata morgana ci stava intrappolando. Dov'erano le nevi alpine del Monviso? Dove il vertiginoso eremo dedicato a San Michele all'imbocco della Valsusa? Dove i dolci vigneti del Monferrato? Annaspavano nel nulla e faticavamo il triplo: mancavano il vento, il canto delle acque, la spinta, la gioia. Anche il pensiero si svuotò. Uno svasso prese il volo a pelo d'acqua, poi si immerse. Udimmo spari, forse un poligono di tiro al piattello. Le rive deserte rimandarono i colpi, e l'eco rese il vuoto ancora più spettrale. Era chiaro: gli italiani avevano rinunciato al fiume, ignoravano il Dio che li sfiorava.

inviato il 06/03/2014
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L'insostenibile leggerezza dell'essere

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L’incontenibile aumento della grafomania tra uomini politici, autisti di taxi, partorienti, amanti, assassini, ladri, prostitute, prefetti, medici e pazienti, mi dimostra che ogni uomo, senza eccezione, porta in sé lo scrittore come una sua potenzialità, tanto che tutta la specie umana potrebbe a buon diritto scendere per strada e gridare: Noi siamo tutti scrittori! Tutti, infatti, soffrono all’idea di scomparire senza essere stati visti né uditi in un universo indifferente e per questo vogliono, finché sono in tempo, trasformare se stessi nel proprio universo di parole.

inviato il 18/02/2014
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Il peso della farfalla

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Erri De Luca
Il peso della farfalla
Feltrinelli 2010
10 righe da pagina 37:

Un ciottolo di fiume gli serve a frantumare la forma rotonda del pane di segala, lo sbriciola nel latte. Con una fetta di formaggio è la cena.
L'inverno è una ganascia intorno alla capanna, a uscire affonda i passi sopra le cime degli alberi. Si va a rifornire di formaggio e latte all'ultimo maso rimasto in quota. C'è da attraversare due canaloni esposti ai carichi di neve pronti al crollo. Ci va di notte, quando il freddo stringe il nodo alle valanghe.
Scende in paese quando rasserena, una volta al mese per caricare lo zaino di patate, cipolle, riso e lenticchie. Fa il giro dei saluti, ascolta i soliti discorsi, i progetti della strada, della teleferica: andrà meglio, e che ne pensi, e non se ne farà niente. Intanto sente se è morto qualcuno e c'è da fare visita.

inviato il 27/04/2013
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Aspetta l'uscita dei bambini dalla scuola, il nuovo mondo, le voci continueranno quando la sua armonica sarà ammutolita. La vita senza di lui è già in cammino. Risale che è buio alla capanna, lasciando la traccia dei ramponi sul lastrico del ghiaccio. Il bastone di ciliegio ha una punta di ferro per assaggiare il cammino, fa il suono compagno dei passi di un cieco.

La leggenda del Santo Bevitore

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Joseph Roth
La leggenda del Santo Bevitore
Tradotto da Laura Terreni
Adelphi 1981
10 righe da pagina 3:

Il figlioletto del postino Andreas Wanzl aveva il viso più singolare che un bambino possa avere a questo mondo.
La sua faccetta pallida,smunta, dai lineamenti marcati, che un serio naso aquilino accentuava ancor di più, era coronata da un ciuffo quanto mai esiguo di capelli d'un giallo quasi bianco.
Un'alta fronte troneggiava incutendo rispetto sopra le due sopracciglia bianche, che sì e no si vedevano, e sotto a questi due occhiolini infossati,celesti, scrutavano il mondo seri e saccenti.
Un che di testardo aduggiava le labbra sottili,premute strette,pallide,mentre un bel mento regolare concludeva il viso con autorità.
La testa era piantata su un collo esile,tutta la sua corporatura era graciile e delicata.
Solo le mani, rosse,forti,che ciondolavano come non fossero ben fissate ai sottili e fragili polsi,contrastavano stranamente con la sua figura.

inviato il 14/02/2014
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ho indugiato su queste righe perchè mi sembra una descrizione perfetta e ben dettagliata del personaggio.

Anche le cose hanno un'anima

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Claudia Volpe
Anche le cose hanno un'anima
Youcanprint
10 righe da pagina 83:

1 Storia del Cocomero solitario

Il piccolo Cocomero nacque, un bel giorno di fine giugno, in un vasto campo circondato da vecchi alberi di ulivo, contorti e doloranti per l'avanzata artrosi.
Cresceva a vista d'occhio e, ben presto, sviluppò un bel faccione striato di verde chiaro e scuro.
Era anche molto curioso e notò che molti suoi compagni, quelli più sviluppati, venivano raccolti dal Dio del campo, il contadino, che li caricava su un carro che rotolava sbuffando su vecchie ruote consumate ...e poi non facevano più ritorno.
Nelle calde notti estive si chiacchierava nel campo e ogni Cocomero tentava di dare una spiegazione personale su quelle misteriose sparizioni

inviato il 14/02/2014
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CHI TI CREDI DI ESSERE?

ALICE MUNRO
CHI TI CREDI DI ESSERE?
Tradotto da SUSANNA BASSO
EINUAUDI 2012

Era un po' come i rumori in bagno. Flo aveva messo d parte dei soldi per far installare il bagno, ma l'unico vano disponibile per costruirlo era un angolo della cucina. La porta non si chiudeva, le pareti erano di truciolato. Perciò perfino strappare un foglio di carta igienica e cambiare appoggio sull'asse produceva rumori che non sfuggivano a chi intanto, in cucina, lavorava, mangiava o chiacchierava. Si conoscevano bene, anche nelle manifestazioni sonore più private, non solo quelle di furia esplosiva, ma anche nei singhiozzi, i gemiti, le suppliche e le dichiarazioni intime. Ed erano tutti quanti gente assai pudica. Perciò fingevano di non sentire, di non prestare ascolto, e nessuno faceva mai commenti. La persona che produceva i rumori nel gabinetto non aveva niente a che fare con quello che ne usciva.

inviato il 15/02/2014
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L'eroe discreto

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Mario Vargas Llosa
L'eroe discreto
Tradotto da Federica Niola
Einaudi 2013
10 righe da pagina 199:

- Non capisco una cosa, - azzardò Fonchito a disagio. -Di te, papà. Ti sono sempre piaciuti l'arte, la pittura, la musica, i libri. Sono le uniche cose delle quali parli con passione. Allora perchè sei diventato avvocato?Perchè hai dedicato la tua vita a lavorare in una compagnia assicurativa?Sarebbe stato meglio fare il pittore, il musicista, insomma,non so. Perchè non hai seguito la tua vocazione?
Don Rigoberto annuì e riflettè un momento prima di parlare.
-Per vigliaccheria, figliolo,- mormorò alla fine.-Per mancanza di fiducia in me stesso. Non ho mai pensato di avere il talento necessario per essere un vero artista. Ma forse era solo un pretesto per non provarci. Ho deciso di non essere un creatore, solo un consumatore d'arte, un dilettante della cultura. E' stato per vigliaccheria, è la triste verità. Quindi ora lo sai. Non seguire il mio esempio.

inviato il 12/02/2014
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Bella idea! :)

Martina, abbiamo condiviso le tue 10 righe sui social :)

LibriAcasa ALA (Trento)

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Martina Dei Cas
LibriAcasa ALA (Trento)
10 RIGHE DAI LIBRI 2014

Anche i piccoli libri hanno un loro destino.
Terenziano Mauro

Piccola, ma fondamentale mensola della mia libreria, dedicata agli autori emergenti, che spero cresca sempre di più. Buone scritture a tutti coloro che compaiono in questa foto...non smettete mai di raccontare, scrivere e sognare!!!

inviato il 29/01/2014
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