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Narciso e Boccadoro

Quei pochi che all'occasione sorridevano della semplicità dell'abate erano tanto più incantati da Narciso, il fanciullo prodigio, il bel giovane dal greco elegante, dall'inappuntabile contegno cavalleresco, dallo sguardo calmo e penetrante di pensatore, dalle labbra severe e ben disegnate. Gli eruditi amavano in lui la straordinaria conoscenza del greco, quasi tutti la nobiltà e la fierezza; molti ne erano innamorati. Ma la sua taciturnità, il suo dominio sopra se stesso, le sue maniere eccessivamente compite urtavano taluni. Abate e novizio portavano ciascuno a modo suo il destino dell'eletto, ciascuno a modo suo dominava e soffriva. Sentivano fra loro un'affinità e un'attrazione reciproche più forti che verso tutti gli altri ospiti del convento; e tuttavia non riuscivano ad avvicinarsi, a scaldarsi l'uno accanto all'altro.


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Il lupo della steppa

E così il savio costruttore andava combinando con le figure, ciascuna delle quali era un pezzo di me stesso, un gioco dopo l'altro, tutti lontanamente simili tra loro, tutti appartenenti allo stesso mondo, legati alla stessa origine eppure sempre nuovi.
"Questa si chiama arte di vivere" continuò la lezione. "Lei stesso potrà plasmare e animare il gioco della sua vita a piacere, complicarlo e arricchirlo: dipende da lei. Come la pazzia, in un certo senso elevato, è l'inizio di ogni sapienza, così la schizofrenia è l'inizio di tutte le arti, di ogni fantasia.


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Le onde

Il sole non si era ancora levato. Il mare non si distingueva dal cielo; era solo appena increspato, come un panno gualcito. Pian piano, col cielo che si schiariva, si poggiò sull'orizzonte una linea scura che li divise, e il panno grigio si spezzò a forza di colpi veloci che da sotto salivano in superficie incalzandosi, uno dietro l'altro, in un movimento perpetuo. Avvicinandosi alla spiaggia ogni striscia si sollevava, si gonfiava, si rompeva, ricoprendo la sabbia di un velo sottile d'acqua bianca. L'onda si arrestava, poi si ritirava sibilando, come chi respiri lento, regolare e incosciente nel sonno. Pian piano la striscia scura all'orizzonte si fece più chiara, come se in una vecchia bottiglia di vino il sedimento fosse calato a fondo lasciando il vetro verde trasparente. E dietro, come se pure lì il sedimento bianco fosse sprofondato, o il braccio di una donna distesa sull'orizzonte avesse sollevato una lampada, anche il cielo si schiarì e dalle strisce piatte di bianco, di verde e di giallo si propagarono nell'aria a lama di ventaglio.


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I fratelli Karamàzov

Alëša guardò per mezzo minuto la bara, il corpo che era disteso lì dentro, allungato, immobile, con un'icona sul petto ed il cappuccio con la croce a otto punte sulla testa. Era la sua voce quella che aveva sentito solo un momento prima,
e quella voce gli risuonava ancora negli orecchi. La sua anima in estasi era assetata di libertà, di ampi spazi, d'infinito. Sopra di lui la volta celeste, disseminata di quiete stelle luminose, si aprì immensa, sconfinata. Dallo zenit all'orizzonte si diramava, vaga, la via Lattea. Tutto era immobile e la notte fresca e tranquilla avviluppava la terra. Le torri bianche e le cupole dorate della cattedrale risultavano sullo sfondo di un cielo di zaffiro. I bellissimi fiori autunnali, che adornavano le aiuole intorno alla casa, si erano addormentati aspettando il mattino. Il silenzio della terra e del cielo erano una cosa sola, il mistero terrestre si univa a quello del firmamento... Alëša stava in piedi a contemplare e, a un tratto, come spinto da una forza, si gettò a terra.


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Il Profumo

A sei anni aveva già una percezione totale del suo ambiente dal punto di vista olfattivo. In casa di Madame Gaillard non c'era oggetto, a nord di Rue de Charonne non c'era luogo, né persona, né pietra, albero, cespuglio o steccato, né pezzo di terra così piccolo che non conoscesse e riconoscesse all'olfatto e che non custodisse per sempre nella memoria con la sua particolare unicità. Aveva collezionato diecimila, centomila odori peculiari e specifici, e li teneva a sua disposizione, con tale chiarezza, quando lo desiderava, che non soltanto li ricordava quando li percepiva di nuovo, ma li sentiva concretamente ogni volta che li ricordava; anzi, più ancora, sapeva persino combinarli tra loro soltanto con la fantasia, e in tal modo creava dentro di sé odori che nel mondo reale non esistevano. Era come se possedesse un gigantesco vocabolario di odori appresi automaticamente che lo metteva in grado di formare, quasi a suo piacere, una quantità di proposizioni olfattive nuove.


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Anna Karenina

Vronskij seguì il capotreno, e all'ultima entrata del vagone si tirò da parte per lasciar passare una signora che ne usciva. Con quell'uso di mondo che possedeva, dando una sola occhiata a questa signora. egli giudicò che dovesse, senza meno, appartenere all'alta società. Con una parola di scusa, andò oltre, ma provò il bisogno di voltarsi e guardarla un'altra volta, non perché fosse molto bella né per l'eleganza e il grazioso riserbo che spiravano da tutta la sua persona, ma per quell'espressione di dolcezza e di bontà che le aveva veduto in viso passandole vicino. Anche lei si voltò al momento ch'egli la guardava e i suoi occhi grigi,
che le folte ciglia facevano sembrare scuri, gli gettarono un'occhiata amichevole, fermandosi su di lui come se ella lo avesse riconosciuto; poi si mise a cercare qualcuno nella folla. In quella fuggevole occhiata, Vronskij notò una vivacità contenuta che le si diffondeva in tutto il viso e specialmente nello splendore degli occhi e nell'impercettibile sorriso che le errava sulle labbra vermiglie.


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Siddartha

Il mondo, caro Govinda,non è imperfetto, o impegnato in una lunga via verso la perfezione: no, è perfetto in ogni istante, ogni peccato porta già in se' la grazia, tutti i bambini portano già in sè la vecchiaia, tutti i lattanti la morte, tutti i morenti la vita eterna. Non è concesso all'uomo di scorgere a che punto sia il suo simile della propria strada: in briganti e in giocatori d'azzardo si cela il Buddha, nel Brahmino può celarsi il brigante. La meditazione profonda consente la possibilità d'abolire il tempo, di vedere in contemporaneità tutto ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà, e allora tutto è bene, tutto è perfetto, tutto è Brahma. Per questo a me par buono tutto ciò che esiste, la vita come la morte, il peccato come la santità, l'intelligenza come la stoltezza, tutto dev'essere così, tutto richiede solamente il mio accordo, la mia buona volontà, la mia amorosa comprensione, e così per me tutto è bene, nulla mi può far male.


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Sistema dell'idealismo trascendentale

L'opera d'arte riflette per noi l'identità di attività conscia e di attività priva di coscienza. Ma l'opposizione di queste due attività è infinita e vien superata senza ricorrere a qualsivoglia intervento della libertà. Il carattere fondamentale dell'opera d'arte è perciò un'infinità priva di coscienza. Oltre quanto vi ho messo con un'intenzione manifesta, l'artista sembra aver esposto nella sua opera, per cosi' dir istintivamente, un'infinità che nessun intelletto finito è capace di sviluppare interamente. Prendiamo per illustrare in modo perspicuo, un solo esempio: la mitologia greca, di cui non si può negare che contenga un senso infinito e simboli per tutte le idee, è nata in seno a un popolo e in una maniera tali, l'uno e l'altra, da far ritenere impossibile un'intenzionalità permanente nell'invenzione e nell'armonia con la quale il tutto si trova unificato in un unico vasto insieme. Cosi' avviene per ogni vera opera d'arte, perchè essa, quasi vi fosse in lei un'infinità di intenzioni, è capace di un'infinita interpretazione.


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La signorina Else

E questo cos'è? Un coro al completo? E c'è anche l'organo? Canto anche io con voi. Che canzone è? Tutti si uniscono al coro. Anche i boschi e le stelle. Non ho mai udito nulla di più bello. Non ho mai visto una notte più chiara di questa. Dammi la mano, papà. Voliamo insieme. E' cosi' bello il mondo, quando si può volare. Sono la tua bambina papà. "Else, Else!". Chiamano da tanto lontano! Cosa volete? Non mi svegliate. Sto dormendo cosi' bene. Domani mattina. Io sogno e volo. Io volo...volo...volo...dormo e sogno...e volo...non mi svegliate...domani mattina... "El...". Io volo...io sogno...io dormo...io so...so...io vo...


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LE CORREZIONI

Circa una volta al mese, quando stava con Ruthie, Chip invitava a cena colleghi, vicini e qualche occasionale studente precoce, e li stupiva servendo gamberoni, carré d'agnello o selvaggina alle bacche di ginepro, e dessert spiritosi e retrò come la fonduta di cioccolato. Qualche volta, la sera tardi, seduto a capotavola davanti a una sfilza di bottiglie vuote che ricordavano il profilo di Manhattan, Chip trovava il coraggio di ridere di se stesso, di aprirsi, e raccontava le storie imbarazzanti della sua infanzia nel Midwest. Per esempio di come suo padre non solo facesse gli
straordinari alla Midland Pacific Railroad e leggesse le favole ai figli e si occupasse del giardino e della manutenzione domestica e di sera sbrigasse cartelle di pratiche, ma trovasse anche il tempo di organizzare un vero e proprio laboratorio di metallurgia nel seminterrato, restando poi alzato fin dopo la mezzanotte per sottoporre strane leghe a sollecitazioni elettriche e chimiche.


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Lungo il vento
Un lungo sbuffare, che spezza la frase della donna. Poi, nel buio, Giacomo la ascolta piangere. Ma non si muove, non apre gli occhi, non parla nemmeno.
- Scusa, scusa, è che, lo sai, se ci sentono, non siamo nemmeno sposati – cantilena Elisa da un luogo ormai lontano. E mica ci penso a sposarti, scema, le risponde lui, la bocca chiusa, sdraiato sul letto accanto alla donna che fino ad un attimo prima ha montato con foga.Bastava non farla tanto difficile, godersi l’attimo, e chi se ne frega se li sentivano. Tanto lo sanno tutti che Elisa è una sverginata, ormai buona solo per divertirsi.Ma lei si illude ancora, tanto appetibile quanto scema. Se ne sta lì, nell’angolo della chiesa riservato alle donne, e mentre il prete celebra la messa nella lingua antica dei romani, spera che al termine della funzione qualcuno le chieda di uscire e magari si innamori di lei.


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Vetro

Andrea tornò a provare l'intensa sensazione del primo incontro e ad avvertire nuovamente la strana familiarità del viso di Sofia.
A questo si aggiunse un possente e irrefrenabile desiderio di proteggerla, di difenderla. E, nel lasciarsi trasportare da quelle emozioni, gli parve di recepire l'essenza intima di Sofia, provando il desiderio di una reciproca appartenenza, totale e senza vergogna.
Si sentì vacillare, poggiò una mano sui mattoni che trasudavano umidità, ritrovando l'equilibrio in quel contatto freddo.
Ebbe paura. Trasse un respiro profondo.


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Ciao Angela, abiti a Roma? Se si, Giuseppe Furno farà una presentazione all'ibs il 30 maggio.
Mer, 08/05/2013 - 11:11- accedi o registrati per inviare commenti
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L'impero dei draghi

Shapur si rivolse al visir, un anziano dignitario di vecchia nobiltà che si chiamava Artabano."Non ha detto nulla, non ha invocato pietà, non ha chiesto di essere sollevato dal suo insopportabile fardello."
"Se lo avesse fatto lo avresti ascoltato?"
"Forse"
"La vera generosità è quella che non aspetta di essere invocata."
"Vuoi dire che non sono generoso? Che non sono magnanimo? Ho favorito nel mio regno la diffusione della cultura dei Greci e degli Indiani, ho permesso a chiunque di professare la propria religione. Non è forse questa magnanimità?"


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Il cancro e l’arcobaleno
In un pomeriggio dicembrino, freddo e umido, mi reco all’appuntamento che ho fissato due settimane fa con la mia amica Giusi. Lei è un’infermiera del Policlinico pesarese Santa Rita da Cascia distante circa 30 Km. dal centro cittadino e svolge la sua professione al reparto di ematologia. Il Policlinico è un complesso ospedaliero all’avanguardia e di recente costruzione. In Italia è diventato famoso soprattutto per gli studi e le terapie nel campo delle malattie del sangue -mi riferisco ai mielomi e alle leucemie. Al suo interno, esercitano équipe di dottori veramente preparati e qualificati. Qui vengono adottate procedure cliniche innovative che sono il frutto di scambi di opinioni e di competenze, sia in ambito nazionale che internazionale.


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Innamorati dei sogni
Ci sono persone che entrano nella nostra vita all’improvviso, come fulmini, per uscirne immediata- mente lasciandoci la loro energia per sempre. Altre, in- vece, appena ci sfiorano. Sentiamo solo il profumo deli- cato della loro presenza in lontananza, negli spazi lascia- ti vuoti, nei nostri sogni. Semplicemente un’ora, un giorno, una notte. Anche solo donandoci un ingenuo e dolce sorriso, una carezza. Guardo in lontananza, oltre la finestra illuminata dalle prime luci del mattino. Le pagine si riempiono da so- le, passando attraverso la mia memoria, come nuvole, che, veloci, viaggiano nel cielo in un pomeriggio estivo.


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Un giorno questo dolore ti sarà utile

Non ha senso entrare in contatto così con una persona e poi andare via. Non lo capisco. Lo strano è che io sono un asociale, ma quando entro in contatto con uno sconosciuto – anche se si tratta solo di un sorriso o di un cenno con la mano, che non credo sia considerato un vero contatto ma per me lo è – mi sembra che dopo non possiamo andarcene ognuno per la sua strada come se niente fosse. Per esempio, quel ragazzo messicano come era finito lì a Hartsdale a tosare il prato, dove viveva, che cosa pensava? Immagino la sua vita come una piramide, un iceberg di cui vedo solo la punta, la punta minuscola, ma sotto la superficie la piramide si allarga, si allarga verso il basso e nel passato, sempre più indietro, tutta la vita gli sta sotto, gli sta dentro, le mille cose che gli sono successe, e il risultato è quel momento, quel secondo in cui mi ha sorriso. [...] Forse era solo, come me, forse aveva letto Denton Welch. Andandomene mi sembrava di abbandonarlo, di passar la vita, giorno dopo giorno, a abbandonare la gente.


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Commenti
Complimenti Enrico!!!!!
Le tue 10 righe sono risultate le più segnalibrate e per questo ti aggiudichi il libro incentivo!
Lunedì prossimo, dopo aver scelto il vincitore tra le 10 righe postate da oggi a domenica 19 maggio, invia il tuo indirizzo a libroincentivo@10righedailibri.it
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Il sospetto

Perché non aveva mai detto la verità a Dexter?
All'inizio del loro rapporto, naturalmente, sarebbe stato assurdo rivelargli qualsiasi cosa. Ma dopo sposati?
Lei lo guardò. Aveva un libro in grembo, come sempre. Dexter era un lettore vorace: riviste tecniche, giornali di finanza, saggi, e incredibilmente anche alcuni gialli inglesi che Kate considerava "da donne": C'era sempre una pila di libri sul suo comodino, l'unico dettaglio disorientato nella sua vita sempre ordinata e precisa.
Qual era la cosa che l'aveva indotta a mantenere il segreto? Dopo il matrimonio, dopo la nascita dei figli. Persino dopo aver lasciato il lavoro di agente operativo.
Non poteva essere solo una questione di segreto professionale, anche se il protocollo andava rispettato, almeno in parte. Poteva essere il semplice impulso di non voler ammettere per tanto tempo? Più aspettava a rivelare la verità, più diventava difficile immaginare la conversazione rivelatrice. "Dexter, devo dirti una cosa." Dio, sarebbe stato terribile.


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Montaigne l'arte di vivere

Montaigne amava stare in mezzo agli altri.
Conversare gli piaceva più di ognii altra cosa. Avrebbe preferito di gran lunga perdere la vista che l'udito o la parola, poiché considerava parlare più dilettevole che leggere.
E non si riferiva solo ai discorsi seri e solenni : quelli che più lo divertivano erano " i discorsi pungenti e concisi che l'allegria e l'intimità portano fra gli amici, che celiano e si burlano scherzosamente e vivacemente gli uni degli altri"
Ogni conversazione è buona, purchè sia amichevole e bonaria..
La socievolezza andrebbe inculcata ai bambini fin dalla più tenera età,per aiutarli a uscire dal loro guscio: "Dal frequentare la gente si ricava una meravigliosa chiarezza per giudicare gli uomini. Noi siamo tutti ristretti e rattrappiti in noi stessi, e non vediamo più in là del nostro naso".


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Le notti bianche

Era una notte incantevole, una di quelle notti, come ci possono forse capitare solo quando siamo giovani, caro lettore. Il cielo era un cielo così stellato, così luminoso che, guardandolo, non si poteva fare a meno di chiedersi: è mai possibile che esistano sotto un simile cielo persone irritate e capricciose? Questa pure è una domanda giovane, caro lettore, molto giovane, ma che il Signore la mandi più spesso alla vostra anima!…


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L'arte di vivere

Ci sono due modi per non pensare al tran tran della vita quotidiana: uno è non pensare a nulla, l'altro è pensare ad altro.
Pensare ad altro, a qualunque cosa che ti faccia evadere, andare altrove,non importa dove, ma altrove : questo è fantasticare e, se vuoi, questo è pescare con la lenza !
Sei impaziente ? Pesca con la lenza ! Sei malinconico ? Pesca con la lenza. Trovi la gente stupida e cattiva,gli uomini gelosi, le donne vanitose, la vita difficile ? Pesca con la lenza, amico mio, pesca con la lenza !
Non c'è senso di pace più grande che guardare le nuvole comporsi e scomporsi in cielo, o nell'acqua che le riflette, immagini gigantesche.
Come potrebbe mai annoiarsi colui che si interessa alla forma delle nuvole e alle loro corse maestose o rapide ?
Una piccola nuvola bianca prenderà la grossa nuvola laggiù carica di pioggia ? E la piccola nuvola si è appena fusa nella nuvola grande...


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Se una notte d'inverno un viaggiatore
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Se una notte d'inverno un viaggiatore
La presente è una ristampa Mondadori del 2011. (L'originale fu pubblicata dall'editore Einaudi nel giugno 1979) :) |
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Se una notte d'inverno un viaggiatore
Straordinario Calvino nello sviscerare i meccanismi psicologici del Lettore in rapporto alla lettura. Un romanzo quindi diverso dagli altri, dove lo scrittore, anche attraverso l'invenzione di una decina di storie fantasiose, è davvero bravo nell'astrarre questi concetti e nel fare riflessioni profonde, di carattere generale. |
Anna Karenina
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Anna Karenina
Grazie! Trovo straordinario il fatto che, per le prime settanta pagine, Tolstoj riesca efficacamente ad alimentare la curiosità del lettore fornendo solo delle indicazioni in merito alla figura di Anna, tramite dialoghi dei loro congiunti. Le righe che ho riportato ci presentano il suo ingresso. |
Siddartha
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Siddartha
Grazie Natalina! |
La Certosa di Parma
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La Certosa di Parma
Ti passerei volentieri questo romanzo, Silvia. Stendhal che lo scrisse in una cinquantina di giorni, pur progettando un'opera in cui il realismo storico è predominante (periodo napoleonico), non disdegna, nella trama romanzata, passaggi romantici come quello che ho riportato. Concordo con le tue valutazioni, Silvia. :-) |
La signorina Else
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La signorina Else
Grazie! |
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La signorina Else
Romanzo breve caratterizzato dalla tecnica del monologo interiore. |
DOVE IL VENTO E' SEMPRE SALATO
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DOVE IL VENTO E' SEMPRE SALATO
Grazie Silvia!! Sono contento che ti sei iscritta. Vedrai che diecirighedailibri ti darà tante soddisfazioni perchè è un sito costruttivo che alimenta sempre nuove idee per la lettura. Benvenuta! In quanto a queste che hai pubblicato, del cui libro mi avevi parlato, trovo siano bellissime. Semplici e profonde, a suggello di uno splendido connubio. |
I dolori del giovane Werther
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I dolori del giovane Werther
Grazie! |
La morte a Venezia
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La morte a Venezia
Grazie mille! Sono molto contento :) |
























































































Commenti
Grazie! Trovo straordinario il fatto che, per le prime settanta pagine, Tolstoj riesca efficacamente ad alimentare la curiosità del lettore fornendo solo delle indicazioni in merito alla figura di Anna, tramite dialoghi dei loro congiunti. Le righe che ho riportato ci presentano il suo ingresso.
Sab, 01/09/2012 - 14:44stupendo
Mar, 28/08/2012 - 18:06Meravigliosi russi
Mar, 28/08/2012 - 07:45