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Se ti abbraccio non aver paura

Ci siamo ritrovati tutti assieme per i saluti: io, la mamma, il figlio più piccolo e Andrea. Per preparare questo distacco. Ho guardato andrea e scritto una frase al computer: "Ciao, allora tra poco si parte". Lui stranamente d'impeto, ha risposto: " ci divertiremo grazie papà". (...)
Gli ho chiesto di salutare il fratello.
Stai in pace senza frate.
E anche la mamma.
Ciao mamma cara i baci ti do.
Eravamo tutti commossi. Come l'equipaggio di una missione lunare. ci sentivamo un poco astronauti.


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Sopravvissuti e dimenticati: il dramma delle foibe e l'esodo dei giuliano-dalmati

Sopravvissuti e dimenticati: il dramma delle foibe e l'esodo dei giuliano-dalmati
Paoline 2006
Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.
George Orwell


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l'amore non fa per me

Il giorno più felice - l'ora più felice
il mio inaridito e gaio cuore ha goà conosciuto;
la più alta speranza di trionfo e d'orgoglio
sento ch'è fuggita via.
Trionfo? oh si, così fantasticavo,
ma da gran tempo svanirono ormai
le visioni di quel mio giovanile tempo-
e sia pur così.
E quanto a te, orgoglio, che dirti?
Erediti pure un'altra fronte
quel veleno che approntasti per me-
Ora acquietati, o mio spirito.
Il giorno più felice - l'ora più felice
che questi occhi vedranno - hanno mai visto,
il rifulgente sguardo di trionfo e d'orgoglio
sento che è spento ormai.


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POESIE

Non mai dal ciel ch’io spirai parvolo
ridesti, o Sole, bel nume, splendido
a me, sí come oggi ch’effuso
t’amo per l’ampie vie di Livorno.
Non mai fervesti, Bromio, ne i calici
consolatore saggio e benevolo,
com’oggi ch’io libo a l’amico
pensando i varchi de l’Apennino.
O Sole, o Bromio, date che integri,
non senza amore, non senza cetera,
scendiamo a le placide ombre
-là dov’è Orazio- l’amico ed io.
Ma sorridete gli augurî a i parvoli
che, dolci fiori, la mensa adornano,
la pace a le madri, gli amori
a i baldi giovani e le glorie.


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Poesie

Non mai seren di piú tranquilla notte
Fu salutato dalle vaghe stelle
In riva di correnti e lucid’onde;
E tremolava rorida su ’l verde,
Rompendo l’ombre che scendean da’ colli,
L’antica, errante, solitaria luna.
Candida, vereconda, austera luna:
Che vapori e tepor per l’alta notte
Salíano a te da gli arborati colli!
Parea che in gara a le virginee stelle
Si svegliasser le ninfe in mezzo il verde,
E un soave susurro era ne l’onde.
Non tale un navigar d’oblio per l’onde
Ebbero amanti mai sotto la luna,
Qual io disamorato entro il bel verde:
Ché solo a i buoni splender quella notte
Pareami, e da gli avelli e da le stelle
Spirti amici vagar vidi su i colli.
O voi dormenti ne i materni colli,
E voi d’umili tombe a presso l’onde
Guardanti in cielo trapassar le stelle;
Voi sotto il fiso raggio de la luna
Rividi io popolar la cheta notte,
Lievi strisciando su ’l commosso verde.


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Commenti
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Ciao Dafne D. le tue 10 righe da che pagina sono state tratte? ;)
Mar, 26/03/2013 - 23:13- accedi o registrati per inviare commenti
candida vereconda austera luna: c'è un contrasto fra questi aggettivi eppure, messi tutti vicini uno all'altro, rendono perfettamente l'idea della sensazione provata dal poeta nell'osservare la luna.
Lun, 25/03/2013 - 20:42- accedi o registrati per inviare commenti
Morgante

Poi si vedea Nettunno col tridente
guardar con atti ammirativi e schifi
quando prima Argo nel suo regno sente,
che lo voleva a Colchi guidar Tifi;
Scilla abbaiar si sentia crudelmente,
e' mostri suoi digrignavano i grifi;
vedeasi Teti, e vedevasi Ulisse
come più là che' segni d'Ercol gisse.
Cimoto e Trìton placar la tempesta;
Glauco poi si vedeva ondeggiare;
Èssaco afflitto con molta molesta
cercando Esperia ancor sotto acqua andare;
talvolta Galatea fuor trar la testa
che fe' già Polifemo innamorare;
notavan per lo mar con ambo mane,
converse in ninfe, le nave troiane.


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LA BELLA E LA BESTIA

L'anziano uomo sospirò. "un'emergenza è certamente un'ottima scusa. ma ciò non toglie che sia comunque una scusa e le scuse tendono a non valere più, col passare del tempo. Non possiamo farlo, Ho. Il nostro mondo è un luogo assai fragile, e noi lo abitiamo a determinate condizioni... la segretezza che ci nasconde, gli Aiutanti che ci proteggono, le Gallerie che ci consentono di andare e vendire non visti da coloro che sono Sopra... servano a violare il codice secondario secondo il quale viviamo". Il suo sguardo si posò su Vincent, che rimaneva silenzioso, in piedi al suo fianco, e questi capì che per lui, e non per Ho, il vecchio aggiungeva: "Noi apparteniamo a questo mondo. Non possiamo avere i privilegi di entrambi".


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Piccolo Cesare

Ha scritto Luigi Pintor: "Per un quarto di secolo abbiamo avuto un regime fascista, per cinquanta uno democristiano, oggi ne abbiamo uno inedito che li somma e li immischia". Per l'appunto, la continuità. Il nuovo blocco di potere non è fascismo ma non mancano le affinità: per esempio il ducismo, il carisma indiscutibile del leader, la fedeltà che gli è dovuta. E anche una tendenza comune all'autoritarismo, ai piccoli duci cui valori democratici sono più di fastidio che di civile sostegno: non gradiscono la separazione dei poteri, la libertà di stampa, l'ossequio alle leggi, preferiscono "lo stato siamo noi tendono all'ossimoro "del fascismo democratico".


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La coscienza di Zeno

Carla ebbe un impeto di affetto che mi seccò abbastanza, ma che sopportai
valorosamente. Poi mi raccontò ch’essa non avrebbe mai abbandonato il canto. Cantava tutto il giorno, ma a modo suo. Voleva anzi farmi sentire subito una sua canzone. Ma io non ne volli sapere e alquanto villanamente corsi via. Perciò penso che anche quella notte essa abbia meditato il suicidio, ma io non le lasciai mai il tempo di dirmelo. (...) Avrei amato di sentirmi sgorgare dagli occhi una lacrima sincera di compianto per il poverino che tanto aveva lottato con la malattia fino a
tentar di trovare un accordo con essa. -È doloroso! - dissi. La malattia per
la quale esistevano tanti farmachi, l’aveva brutalmente ucciso. Pareva un’irrisione. Ma la mia lacrima mancò.


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La felicità. Meditazioni sull'arte di gioire

La felicità. Meditazioni sull'arte di gioire
Tradotto da Nicoletta Salomon
Oscar Mondadori 2010
Sole, brilla adesso dentro al cuore,
vento, porta via con me fatiche e cure!
Gioia più profonda non conosco sulla terra,
che l'essere per via nell'ampia vastità.
Verso la pianura inizio il mio cammino ,
sole mi fiammeggi, acqua mi rinfreschi;
per sentire la vita nostra terra
apro tutti i sensi in festa.
Mi mostrerà ogni giorno nuovo;
fratelli nuovi e nuovi amici,
finchè senza dolore ogni forza loderò,
e di ogni stella sarò ospite e amico.


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Sardinia blues

Brucia di stelle il cielo di luglio in quest’isola immensa che suda l’estate, siamo tre laureati senza macchia e senza paura e senza amore e senza fede e la Sardegna è il nostro Messico.
Controlliamo l’orologio in silenzio, tra sessanta secondi entriamo in azione.
Martello e pile e calze di nylon, lucidità e coraggio: tutto è pronto, tre pirati nella notte calda di un’isola del Sud.
Tra un minuto entriamo in azione: Progetto Agevolazione Immigrazione
Parallela.
Fumiamo sigarette francesi nella mia stationwagon grigio chiaro da zingari senza denari, parcheggiati sotto i rami di un ulivo di cent’anni nel cortile dell’ultimo edificio prima della campagna.


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Cosima

Il mare: il grande mistero, la landa di cespugli azzurri, con a riva una siepe di biancospini fioriti; il deserto che la rondine sognava di trasvolare verso le meravigliose regioni del Continente. Se non altro ella avrebbe voluto restare lì sullo spalto dei macigni, come la castellana nel solitario maniero, a guardare l'orizzonte in attesa che una vela vi apparisse con i segni della speranza, o sulla riva balzasse, vestito dei colori del mare, il Principe dell'amore. Le grida dei giovani nella radura la richiamavano alla realtà: si udivano anche i fischi dei pastori che radunavano il gregge, e ogni voce, ogni suono vibrava nel grande silenzio con un'eco limpida come in una casa di cristallo. Il sole calava dalla parte opposta, sopra le montagne di là della pianura, e già le capre, ancora arrampicate sulle vette, avevano gli occhi rossi come quelli dei falchi.


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La danza della collana

L'amore è una cosa grande e sacra alla quale ci si deve accostare come a Dio, in silenzio e in adorazione.
Egli ebbe un fuggevole sogghigno.
“L'amore come lo si sogna a quindici anni! In realtà è un'altra cosa; è quasi sempre poggiato su basi materiali che presto crollano.
E se la stima, l'amicizia, il proposito di una vita pura e dritta, fatta più di doveri che di piaceri, non l'accompagnano, la rovina è completa”.
“Tuttavia”osò dire dopo averci pensato un momento, “ho piacere che lei abbia dell'amore un'idea così religiosa: ciò significa che non ha avuto delusioni”. “Grazie a Dio no” ella rispose quasi aspra: “non avevo ragione d'illudermi, e quindi di disilludermi”.


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La danza della collana

Poi la stessa mano si tese fino a terra, e tirò su il mantello ma lo lasciò subito ricadere; e per un poco il discorso parve cambiar tono, anche perché l'altra s'era sollevata e suonava il campanello e alla serva, apparsa con la rapidità di uno che sta appena dietro l'uscio, ordinò di portare il tè."Non disturbarti, zia,"pregò la giovine; "ho già preso il caffè prima di venir qui. Piuttosto, se mi permetti, fumo una sigaretta. “Tu fumi?"disse l'altra sorpresa."Eh, sí, ho preso anche quest'abitudine. È bello; mi piace: le sigarette le faccio da me," (…)intanto aveva tirato fuori della borsa il portasigarette e l'accendino d'oro, e in un attimo l'aria odorò di un indefinibile profumo fra d'incenso e di tabacco forte, che nell'altra riaccese il ricordo fisico dell'uomo che nelle sere calde e luminose della primavera scorsa portava nella casa l'alito della passione.


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Tracce

PRIMA DI TE
Prima di te
Non ho amato nessuno veramente
Ho visto ombre tutte uguali
Di uomini smarriti come fantasmi
Ho evocato danze di eroi mai nati
Come nelle gesta di una leggenda
Ho visto sorrisi tramutarsi in polvere
Vite dominate da deserti
Aride come atolli senza oceano
Ogni cosa era fluttuante, spettrale, asettica, perduta
Nelle tue orme ho ricomposto i sensi
Come immortali, preziose reliquie.


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Anime oneste

E già quasi tutto il corredo era pronto, già le stoffe dei vestiti erano ordinate ad una Casa di buoni tessuti italiani. Li avrebbe confezionati a Sassari una brava sarta
di moda. I vestiti arrivarono qualche settimana prima di Pasqua, giusto il giorno in cui Angela guarniva l'ultima cuffietta."Apro io?"domandò Anna posando le mani sulla
cassa sottile di legno bianco. Ma Angela la respinse dolcemente e aprì la cassa con
un fremito nelle dita. A poco a poco, e senza che ella se ne accorgesse, tutti quei di casa si trovarono intorno, zitti e curiosi. Angela sollevò il coperchio quasi religiosamente, poi mandò in aria una nuvola di carta bianca, trasparente e profumata. Venne fuori l'abito da sposa; era intero, forma principessa, di raso color paglia, tutto merletti di una vaporosa delicatezza.


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Sardegna come un'infanzia

Io so cosa vuol dire essere felici nella vita - e la bontà dell'esistenza,il gusto dell'ora che passa e delle cose che si hanno intorno,pur senza muoversi, la bontà di amarle,le cose,fumando, e una donna in esse. Conosco la gioia di un pomeriggio d'estate a leggere un libro d'avventure cannibalesche seminudo in una chaise-longue davanti a una casa di collina che guardi il mare.
E molte altre gioie insieme; di stare in un giardino in agguato e ascoltare che il vento muove le foglie appena (le più alte) di un albero; o in una sabbia sentirsi screpolare e crollare infinita esistenza di sabbia; o nel mondo popolato di galli levarsi prima dell'alba e nuotare,solo in tutta l'acqua del mondo, presso a una spiaggia rosa.


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nuraghe beach

Se uno volesse capire cos’è la Sardegna oggi, nel 2011, aldilà dell’estate e delle vacanze organizzate, dei cori a tenore e dei nuraghe, delle fiabe e delle leggende, che cos’è la vita normale per la stragrande maggioranza di chi abita permanentemente nell’isola del Mediterraneo chiamata Sardegna, se uno volesse capirlo davvero, dovrebbe prendere la macchina e guidare da Cagliari viale Marconi a Quartu Sant’Elena, poi tornare indietro passando per Quartucciu, Selargius, Monserrato, Pirri. Un simile giro in automobile, nell’enorme, sterminata periferia cagliaritana, con il tipico continuo alternarsi di casette ingrandite e palazzetti non finiti, centri commerciali e orti abbandonati, capannoni malandati e scintillanti villette a schiera, multisala e parcheggi, centri storici campidanesi e palazzi di edilizia popolare, un simile giro in automobile sarebbe il modo migliore per capire questa terra, il regno di Marco Carta, dove Amici è la Bibbia, dove la De Filippi è la madre nostra che dà senso al giorno che arriva, dove Dimensione Danza non è una marca, ma una scelta di vita


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Canne al vento

L'euforbia odorava intorno, la luna azzurrognola splendeva sul rudero della torre come una fiamma su un candelabro nero, e pareva che in quell'angolo di mondo morto non dovesse più spuntare il giorno. Ma subito dietro lo spiazzo biancheggiava fra i melograni e i palmizi, simile a un'abitazione moresca, con porte ad arco, logge in muratura, finestre a mezza luna, la casa di don Predu. Attraversando il grande cortile ove luccicavano alla luna larghi graticolati di canna su cui di giorno s'essiccavano i legumi adesso coperti da stuoie di giunco, Giacinto vide la grossa figura di suo zio e quella smilza del Milese immobili sullo sfondo dorato d'una porta preceduta da un portico. Bevevano, seduti nella queta stanza terrena, con le gambe accavallate e il gomito sullo spigolo del tavolo: e tutti e due, l'uomo grasso e l'uomo magro, sembravano contenti della vita.


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La contessa di ricotta

A cosa servono allora i sentieri fra i muretti a secco, sepolti nella macchia, il silenzio, a parte i grilli e le cicale, le spiagge azzurre e oro dove ti puoi sdraiare e osservare le onde più lunghe che ti bagnano i piedi, le strade che si stringono sulle scogliere a strapiombo, il mare infinito? E le colline dalle rocce basse e le scogliere d'argento come crateri lunari, che accolgono le piscine naturali colmi di sabbia, e il mare, che è sempre bello, minaccioso quando le onde ruggiscono e si gonfiano e si abbattono con fragore, dolcissimo quando ti accoglie senza muoversi, a cosa servono, per essere così tristi? A niente."


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Commenti
Silvia T. Anno di pubblicazione e numero di pagina ;)
Ven, 17/05/2013 - 11:30- accedi o registrati per inviare commenti
La danza della collana
|
La danza della collana
bellissimo |
La danza della collana
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La danza della collana
bellissimo |
Anime oneste
|
Anime oneste
Forte l'immagine ^_^ |
Sardegna come un'infanzia
|
Sardegna come un'infanzia
bella foto Emma ^_^ |
Sorella Rugiada
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Sorella Rugiada
segnalibro molto bella |
Canne al vento
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Canne al vento
Opera meravigliosa |
Canne al vento
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Canne al vento
Grande Deledda ^_^ |
GIUOCO DOMENICALE #26: 10 RIGHE PER LA MAMMA
| GIUOCO DOMENICALE #26: 10 RIGHE PER LA MAMMA |
Se ti abbraccio non aver paura
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Se ti abbraccio non aver paura
Partecipo al Giuoco domenicale #26: 10 righe per la mamma + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-26-10-righe-la-mamma |
Leggo i libri perché ...
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Leggo i libri perché ...
Leggere è l'ossigeno per la mia mente. |





















































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Commenti
Partecipo al Giuoco domenicale #26: 10 righe per la mamma + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-26-10-righe-la-mamma
Dom, 12/05/2013 - 11:25