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Il cimitero di Praga

- Peggio, ribatteva mio padre. Mai fidarsi dei gesuiti. Sai cosa ha scritto un santo prete (dico un prete, bada bene, non un massone, un carbonaro, un Illuminato di Satana come dicono io sia, ma un prete di angelica bontà, l’abate Gioberti)? E’ il gesuitismo che scredita, molesta, tribola, calunnia, perseguita, rovina gli uomini dotati di spirito libero, è il gesuitismo che caccia dai pubblici impieghi i buoni e i valenti e vi sostituisce i tristi e i vili, è il gesuitismo che rallenta, inceppa, molesta, frastorna, indebolisce, corrompe in mille guise l’istruzione pubblica e privata, che semina rancori, diffidenze,animosità, odi, liti, discordie palesi e nascoste fra gli individui, le famiglie, le classi, gli Stati, i governi e i popoli, è il gesuitismo che indebolisce gli intelletti, doma i cuori e i voleri coll’ignavia, snerva i giovani con una molle disciplina, corrompe l’età matura con una morale arrendevole e ipocrita, combatte, intiepidisce, spegne l’amicizia, gli affetti domestici, la pietà filiale, il santo amor della patria nel maggior numero di cittadini…


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L'albero del riccio

L'albero del riccio
Tradotto da e-bbok
http://www.liberliber.it/biblioteca/licenze/ 2009
Il paradiso della mamma.
[...]
Se ci pensi bene tutte le questioni dell’anima e dell’immortalità dell’anima e del paradiso e dell’inferno non sono poi in fondo che un modo di vedere questo semplice fatto: che ogni nostra azione si trasmette negli altri secondo il suo valore, di bene o di male, passa di padre in figlio, da una generazione all’altra in un movimento perpetuo. Poiché tutti i ricordi che abbiamo di te sono di bontà e di forza e tu hai dato le tue forze per tirarci su, ciò significa che tu sei già d’allora nell’unico paradiso che esista, che per una madre penso sia il cuore dei propri figli.


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In difesa di Jacob

Mentre gli restava meno di un minuto da vivere, Jacob era seduto nella fila centrale della monovolume, le lunghe gambe distese davanti a sé. Si sedeva sempre nella seconda fila, come un bambino piccolo, perfino quando lui e sua madre erano gli unici a bordo del veicolo. Non portava la cintura di sicurezza. Spesso non ci badava. Normalmente, Laurie l’avrebbe sollecitato a metterla. Quella mattina, no.
Jacob e Laurie non avevano parlato molto durante il tragitto. Non c’era un granchè da dire. La madre di Jacob era silenziosa e cupa da quando eravamo tornati dalla Giamaica, alcune settimane prima. Jacob era abbastanza intelligente da lasciarle fare come voleva. Nel profondo, doveva sapere di averla persa, di aver perso la sua fiducia, non il suo amore.


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La cavalcata dei morti

Il tizio che aveva dato appuntamento a Danglard aveva ideato un piano impeccabile, gettandolo sotto l’espresso Caen- Parigi a un’ora in cui non rischiava di avere testimoni. L’avrebbero ritrovato molte ore dopo, quando il corpo aveva ormai smaltito l’anestetico, qualunque fosse. A nessuno sarebbe neppure venuto in mente di cercare un anestetico. Cosa sarebbe stato dichiarato all’inchiesta? Che ultimamente la malinconia di Danglart si era molto aggravata, che aveva paura di morire a Orbetec. Che, completamente ubriaco, era andato a sdraiarsi su quei binari per uccidersi. Strana scelta, certo, ma poiché il delirio di un uomo ubriaco e con tendenze suicide non si valuta col bilancino, la conclusione sarebbe stata quella.


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Il cacciatore di aquiloni

… Amir agha, purtroppo l’Afghanistan della nostra infanzia è morto da tanto tempo. La gentilezza non abita più nel nostro paese ed è impossibile sfuggire alla morte. Kabul è in preda al terrore. Nelle strade, allo stadio, nei mercati, fa parte della nostra vita quotidiana, Amir agha. I selvaggi che governano il nostro Watan non hanno alcun senso di umanità. L’altro giorno ho accompagnato Farzana jan al bazar per comperare patate e naan. Farzana ha chiesto quanto costavano, ma l’uomo della bancarella non ha sentito, credo fosse sordo. Allora lei ha alzato la voce e subito è apparso un giovane talebano che l’ha colpita con forza sulle cosce con un manganello, facendola cadere. Urlava che il Ministero per il Vizio e la Virtù proibiva alle donne di parlare ad alta voce. Per giorni Farzana ha avuto un livido sulla gamba. Che cosa potevo fare io se non guardare impotente mentre mia moglie veniva picchiata? Se mi fossi ribellato quel cane sarebbe stato solo contento di piantarmi una pallottola in corpo!


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Il mercante di libri maledetti

- Dimmi di più, magister. Svelami altre cose sul quadrato magico e sugli angeli… -
A quelle parole Ignazio sobbalzò, quasi spaventato. - Ragazzo, per chi mi hai preso? - disse scattando in piedi. - Per quanto tu possa averlo pensato, io non ho mai detto di essere il tuo magister -.
Il giovane lo fissò allibito, come se avesse ricevuto uno schiaffo. Che aveva detto? Perché era stato trattato in quel modo?
Il mercante prese ad aggirarsi nervosamente per la stanza, poi si affacciò a una finestra. Willalme gli pose una mano sulla spalla. - Non è giusto che tu sia così duro con lui, non ha colpa di nulla - , gli disse.


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Ciao Claudio, intriganti e misteriose le dieci righe che hai inserito...bella scelta!Hai il mio segnalibro :) Silvia
Gio, 26/07/2012 - 21:52- accedi o registrati per inviare commenti
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La mano del defunto (seguito al Conte di Montecristo)

La mano del defunto (seguito al Conte di Montecristo)
Cesare Cioffi, Milano 1926
- Ripeto che devi viaggiare. L’anno scorso tu eri padrona di un milione e duecentomila franchi, che è come dire di sessantamila lire di rendita. Ora possiedi due milioni e quattrocentomila franchi, od in altri termini, centoventimila lire di rendita. Che importa a te di Parigi? Dì ai tuoi amici che tuo marito è a Roma, a Civitavecchia, a Napoli, e che desidera che tu faccia compagnia ad Eugenia. Le tue amiche spargeranno dovunque una tale notizia, e potrai andartene a Londra.
- Sicchè vuoi dunque che ci separiamo, Debray ? dimandò la baronessa, evocando invano una lacrima ribelle. Ne costerà tanto.
Luciano non rispose, ma, lanciata su di lei una obliqua occhiata, si alzò.
- Gli è un anno che abbiam fatto società e che i nostri interessi han prosperato…ed ora prenderebbero aspetto migliore, perchè essendo tu ministro della finanze…


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Claudio, abbiamo pubblicato la tua copertina nell'album Copertine libri prima del 2000 :) http://www.10righedailibri.it/prince-dumas-padre-mano-del-defunto-seguit...
Ven, 11/05/2012 - 17:33- accedi o registrati per inviare commenti
La lettera scarlatta

- Donna, non oltrepassare i limiti della misericordia divina! – proruppe il reverendo signor Wilson più aspramente di prima
- La piccina è stata dotata di una voce per assecondare e confermare il parere che hai udito. Rivela il nome! Insieme al tuo pentimento questo potrebbe valere a rimuovere la lettera scarlatta dal tuo petto.
- Mai! – replicò Hester Prynne, guardando non il signor Wilson, ma gli occhi profondi e turbati del pastore più giovane.
- E’ un marchio troppo profondo. Non potete
toglierlo. Se solo potessi soffrire anche il suo tormento insieme al mio!
- Parla, donna! - disse un'altra voce, fredda e severa, proveniente dalla folla intorno al palco. – Parla, e dai un padre a tuo figlio!
- Non parlerò! - rispose Hester, pallida come una morta, ma rispondendo alla voce che
Certo aveva riconosciuto. - E mia figlia dovrà cercare un Padre in cielo: mai ne conoscerà uno terreno!


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I peccati del Vaticano

A immagine dell’Ammanati si prefigge di vivere il cardinale Pietro Riario, ufficialmente nipote di Sisto IV, anche se le malelingue lo dicono figlio del papa e di una monaca[…] E Pietro entra in rapporto con la cortigiana Ciresia, nel contesto della corte che si organizza nel lussuoso palazzo cardinalizio situato a fianco della basilica dei Santi Apostoli, […] Il genovese Battista Fregoso la qualifica “amica”, che Pietro la mantiene con una prodigalità tale che si comprende dall’uso di scarpette ricoperte di perle. Il viterbese Giovanni di Iuzzo la descrive come “femina” ricoperta addosso e nei piedi di gioie infinite; mentre il piacentino Alberto di Ripalta riferisce che possiede gioielli del valore di 200.000 ducati, e più esplicitamente la definisce “scortum” ovvero “accompagnatrice, termine raffinato per dire prostituta, che la lingua inglese fa suo da quegli anni trasformandolo in “escort”


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I peccati del Vaticano

A immagine dell’Ammanati si prefigge di vivere il cardinale Pietro Riario, ufficialmente nipote di Sisto IV, anche se le malelingue lo dicono figlio del papa e di una monaca[…] E Pietro entra in rapporto con la cortigiana Ciresia, nel contesto della corte che si organizza nel lussuoso palazzo cardinalizio situato a fianco della basilica dei Santi Apostoli, […] Il genovese Battista Fregoso la qualifica “amica”, che Pietro la mantiene con una prodigalità tale che si comprende dall’uso di scarpette ricoperte di perle. Il viterbese Giovanni di Iuzzo la descrive come “femina” ricoperta addosso e nei piedi di gioie infinite; mentre il piacentino Alberto di Ripalta riferisce che possiede gioielli del valore di 200.000 ducati, e più esplicitamente la definisce “scortum” ovvero “accompagnatrice, termine raffinato per dire prostituta, che la lingua inglese fa suo da quegli anni trasformandolo in “escort”


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AUGURI allo Staff10Righe,a tutti Voi e alle Case Editrici

SOGNO DI NATALE di Luigi Pirandello
Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo,
lassù; innanzi a un Presepe,
laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena;
eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori…
E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini,
eran deserte nella rigida notte.
E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie,da questa casa a quella,
per godere della raccolta festa degli altri;
mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo:
-Buon Natale-


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E dire che non credevo nel colpo di fulmine!
Quindi... lo guardo negli occhi. Anche lui mi guarda negli occhi. Ci guardiamo.
Ed è come se lo conoscessi da sempre, o da mai.
Ammiro la bellezza perfetta, la più desiderabile al mondo, incarnata in un altro essere. Sento che lui è come me. E' uguale a me, e in qualche oscura maniera, sono certa di questo.
I suoi occhi sono verdi e scuri come un bosco di notte, ma non è il loro colore o la loro forma che calamita il mio sguardo su di lui. So soltanto che è impossibile staccarmene. Punto e basta.
Forse è colpa della sensazione che nei suoi occhi ci sia tutto il mondo conosciuto? E anche quello sconociuto...


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COMPLEANNI D'AUTORE

Buon compleanno Gian Luigi Bonelli! (Nato il 22 dicembre 1908).
"Tizzone d'inferno!" (Tex)


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una bistecca altra tre dita coperta da una montagna di patatine fritte
Sab, 22/12/2012 - 14:46- accedi o registrati per inviare commenti
Offferte

22 DICEMBRE
Tutto ciò che si manifesta intona un unico canto ed è quello della vacuità e della pienezza.Noi percepiamo il mondo dei fenomeni e della coscienza,della luce e del buio che si rivelano in una danza dove non esiste separazione.
A tutti voi i piu' sinceri AUGURI...


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Il panettone non bastò

LO STRANO FENOMENO CHE SI CHIAMA
NATALE
Abbiamo appena finito di riporre nell'armadio le candeline e i gingilli dell'albero, appena finito di rispondere agli auguri dell'anno scorso e già ricominciano a suonare le campane con quel suono così caratteristico.
Un altro Natale èarrivato, precipitando su di noi con la speventosa velocità del
tempo.
Ed eccoci perciò alle prese con la famosa ricorrenza, la quale ogni anno si presenta esattamente identica, conservando intatto attraverso i cataclismi e i secoli il suo incanto.
Sul Natale sono state dette fiumane di parole,scritti centinaia di libri,migliaia di racconti e di poesie.
A prima vista sembra che,per parlarne ancora, ci voglia una bella dose di coraggio.
Ma non è vero.
Non se ne parlerà mai abbastanza.
Senza neppure chiedersi il perchè, la gente si smarrisce in quella strana atmosfera di allegrezza,di riposo, di poesia,di bontà e, data l'abitudine, trova tutto molto naturale ; però nel profondo dell'animo c'è lo stupore, la incredulità.
Come è possibile che esista un giorno così differente dagli altri 364 giorni dell'anno ?


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Ciao Emma,a te un augurio speciale per le tue preziose righe,armonia e serenità
per tutti queste festività,naty
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I Malriusciti

All'inizio degli anni ottanta, dopo la morte del nonno, mi ero imposto di cancellare ogni traccia del mio borgo montanaro. Anche i miei genitori non ci sono più venuti, anzi, avevamo stretto un patto, giurando di non fermarci più neanche per una visita, lasciandoci alle spalle un luogo soffocante. La scelta dei miei genitori è stata per me una spinta a crescere, a cercare altre strade, senza adagiarmi nel ritmo molle di un paese di duemila anime. Dopo qualche mese la casa del nonno era stata venduta. Solo alla morte di mio padre ho scoperto che mi miei genitori avevano comprato l' intera tenuta di Monte Spillo, dieci ettari di terra che domina dall' alto tutto l'abitato.


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Ecce Homo come si diventa ciò che si è

La mia formula per la grandezza dell'uomo è amor fati: non voler nulla di diverso, nè dietro nè davanti a sè, per tutta l'eternità. Non solo sopportare, e tanto meno dissimulare, il necessario - tutto l'idealismo è una continua menzogna di fronte al necessario - ma amarlo...


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Ti amo ti odio mi manchi

"Sì, mi ha insegnato moltissimo. Per esempio, che senso ha preoccuparsi della crisi finanziaria e della recessione? Ci stiamo passando tutti... dobbiamo vivere la vita al massimo e seguire i nostri sogni, afferrare la nostra felicità quando è possibile"
"Hai ragione". Non gli sto più dando ragione tanto per fare. Ha ragione... sul serio. D'un tratto ho una visione di me in piedi davanti al cavalletto, con il pennello in mano. Dipingere è davvero la mia passione. Sembra assurdo a pensarci, ma adesso so che - qualunque cosa succeda - ho intenzione di dedicarmi alla pittura in un modo o nella'altro. Robert ha ragione: la vita è troppo breve per non seguire il nostro sogno, e il mio sogno è dipingere.


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Il vangelo secondo Maria

Presi a tessere anche di notte, ed ero l'orgoglio di mio padre, il quale pensava mi preparassi a diventare una buona moglie.
Io, come un dio cui tutto è possibile tracciavo il disegno degl'innumerevoli fili; a volte guastavo tutto all'alba, e ricominciavo daccapo, testardamente cercando di riprodurre nel tessuto la vastità del cielo che ci sovrasta.
Immobile, seduta al telaio, costruivo mondi e distruggevo stelle, e lune:
Un'ebbrezza mi accompagnava, come il vino; il telaio divenne lo specchio misterioso dei miei pensieri che formulavo in apparenza di tovaglie, vesti, mantelli. Finché, un giorno, il lavoro mi riuscì: la combinazione inseguita nel tormento dei giorni era lì, davanti a me.
Su un manto di nozze avevo suscitato le stelle, e i mari, e la curva dei cieli.


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Tre scene da Moby Dick

Tre scene da Moby Dick
Fandango libri 2009
"Oh Starbuck,
è dolce, dolce il vento,
dolce a vedersi il cielo.
In un giorno così,
clemente proprio come questo,
ho colpito la mia prima balena,
giovane ramponiere diciottenne !
Quaranta, quaranta, quarant'anni fa !
Quarant'anni di caccia ininterrotta !
quarant'anni di privazione, di pericolo,
e di tempesta ! quarant'anni in questo mare senza pietà!
per quarant'anni Ahab ha lasciato la docile terra,
per quarant'anni ha combattuto questa guerra sugli orrori dell'abisso !


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Iliade
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Iliade
"Come fur giunti e in un raccolti, in mezzo Diavolo d'un Omero, aveva previsto, con millenni d'anticipo, l'attuale situazione greca... |
Le parole dell'amicizia
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Ciao Barbara, ricordi quel libro incentivo che tu gentilmente mi hai fatto vincere lo scorso luglio? Non l'ho mai ricevuto. |
La guerra del Papa
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Una porta di libri
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VATICANUM - Josè Rodriguez Dos Santos - Newton Compton |
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Grazie, Barbara. Una bella notizia. |
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Commenti
Grazie! Partecipo a Santa mamma dei libri http://scrivi.10righedailibri.it/santa-mamma-dai-libri
Dom, 13/05/2012 - 17:22Claudio il link esatto da scrivere qui è Partecipo a Santa mamma dai libri http://scrivi.10righedailibri.it/santa-mamma-dai-libri
Dom, 13/05/2012 - 16:58essendo l'e-book sprovvisto di copertina, ne ho utilizzata una trovata in rete.
Dom, 13/05/2012 - 16:46