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VATICANUM

Sua madre aveva fede. Ma che cosa significava? Aveva senso avere fede in Cristo conoscendo già la vera storia di Gesù e della trasformazione dei suoi insegnamenti ebraici in qualcosa di completamente diverso? Tomas aveva sempre pensato che fosse una sciocchezza credere in una qualsiasi cosa che presentasse dati insufficienti. Erano la ricerca, la scienza e la conoscenza che riportavano alla fede, non la repressione dei dubbi, l’ignoranza e i dogmi. La fede non poteva essere cieca: doveva essere informata. Nessuna verità poteva essere indiscutibile. Le persone che credevano senza sufficienti informazioni, pensava lui, non erano che sempliciotti, sprovveduti e superstiziosi, disposti ad abboccare alla prima stupidaggine che veniva raccontata loro. La fede era valida soltanto se si basava sul sapere.


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VATICANUM

A Valentina rilucevano gli occhi.
- Non le sembra una trovata brillante? – chiese – In un colpo solo, Gesù ha reso impossibile l’applicazione di una legge crudele senza revocarla. Geniale, no?
- E’ una storia stupenda, - concordò Tomàs. – C’è dramma, conflitto, tragedia e, nel momento del climax, quando la tensione raggiunge l’apice e Gesù e l’adultera sembrano perduti, lei destinata alla lapidazione e lui ad essere sbeffeggiato dai farisei, ecco che ci si presenta una soluzione sorprendente e meravigliosa, piena di umanità, compassione, perdono e amore. Basta ascoltare questa magnifica storia per comprendere la grandezza di Gesù e dei suoi insegnamenti. – fece una smorfia e alzò un dito, interrompendo un flusso di parole. – C’è solo un piccolo problema.
- Problema? Quale problema?
- Non è mai accaduto.
- Come?
Tomàs sospirò.
- La storia dell’adultera, mia cara, è falsa.


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Il nome della rosa

Guardammo nelle prime vasche, che erano vuote. Solo l’ultima, celata da una tenda tirata, era piena e accanto vi giaceva, ammucchiata, una veste. A prima vista, alla luce della nostra lampada, la superficie del liquido ci apparve calma: ma come il lume vi batté sopra vi intravvedemmo sul fondo, esanime, un corpo umano, nudo. Lo tirammo lentamente fuori: era Berengario. E questo, disse Guglielmo, aveva veramente il volto di un annegato. Le fattezze del viso erano gonfie. Il corpo, bianco e molle, privo di peli, pareva quello di una donna, salvo lo spettacolo osceno delle flaccide pudenda. Arrossii, poi ebbi un brivido. Mi segnai, mentre Guglielmo benediceva il cadavere.


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Ciao Claudio Imperiale, ho scelto le tue dieci righe per il libro incentivo Un Crimine al Giorno :)) manda i tuoi dati a questo indirizzo per poterlo ricevere :D libroincentivo@10righedailibri.it
Lun, 09/07/2012 - 18:30- accedi o registrati per inviare commenti
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In difesa di Jakob

Poi mi sovvenne un altro pensiero, inevitabile date le circostanze: senza dubbio anche Dan Rifkin intendeva tenere il figlio lontano dai pericoli quanto me e, senza dubbio, era impreparato quanto me a dirgli addio. Ma Ben Rifkin giaceva nella cella frigorifera del dipartimento di medicina legale mentre mio figlio era sdraiato nel suo letto caldo, l’uno diviso dall’altro solo dalla sorte. Mi vergogno ad ammettere che pensai: Grazie a Dio. Grazie a Dio è stato ucciso suo figlio, non il mio. Pensai che non sarei riuscito a sopravvivere a una simile perdita


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Il cimitero di Praga

I tedeschi li ho conosciuti, e ho persino lavorato per loro: il più basso livello di umanità concepibile. Un tedesco produce in media il doppio delle feci di un francese. Iperattività della funzione intestinale a scapito di quella cerebrale, che dimostra la loro inferiorità fisiologica. Ai tempi delle invasioni barbariche le orde germaniche costellavano il percorso di ammassi irragionevoli di materia fecale. D’altra parte, anche nei secoli scorsi, un viaggiatore francese capiva subito se aveva già varcato la frontiera alsaziana dall’anormale grandezza degli escrementi abbandonati lungo le strade. E bastasse: è tipica del tedesco la bromidrosi, ossia l’odore disgustoso del sudore, ed è provato che l’orina di un tedesco contiene il venti per cento di azoto mentre quelle delle altre razze solo il quindici.
Il tedesco vive in uno stato di perpetuo imbarazzo intestinale dovuto all’eccesso di birra e di quelle salsicce di maiale di cui s’ingozza. Li ho visti una sera, durante il mio unico viaggio a Monaco, in quelle specie di cattedrali sconsacrate, fumose come un porto inglese


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certamente un personaggio, ha ragione di sottolinearlo, poteva esprimere questi giudizi così pesanti. Resta il fatto che le ha scritte Eco... tutto qui.
Sab, 30/06/2012 - 08:37- accedi o registrati per inviare commenti
tutto torna: edito nell'ottobre 2010 non poteva averlo letto... era il 2009.
Ven, 29/06/2012 - 16:57- accedi o registrati per inviare commenti
Sono disorientata, confusa... mi è capitato in passato di insegnare rudimenti di italiano ad una signora tedesca che voleva a tutti i costi approfondire la nostra lingua per leggere (e capire, suppongo) proprio Umberto Eco... Forse la signora non aveva ancora letto questo libro e si era fermata a Il nome della rosa, di cui era più che affascinata... mistero...
Ven, 29/06/2012 - 16:54- accedi o registrati per inviare commenti
golden boot

- Maestro -, disse il prete, - in questo paese non arriva neppure il giornale della frontiera, la cultura vale meno delle falene che vanno a bruciarsi sulle lampade a olio. Perché un uomo della vostra levatura è finito quaggiù? –
Il maestro si sistemò la presa di tabacco che irritava le gengive. Era da tempo che aspettava quella domanda. – Vede reverendo -, cominciò, - c’è stato un tempo in cui Golden Boot esisteva. Le mandrie passavano regolari, la terra concedeva oro, la striscia di case si allungava a lambire il deserto, e avevamo aperto anche una scuola. Era la vita. La speranza riempiva le strade e si era arrivati ad avere tre hotel. Poi le insegne sono finite nelle stufe, la scuola senza ragazzi, le case abbandonate, tutto passato come un cambio di stagione. Siamo sopravvissuti alle tempeste di sabbia, agli inverni malevoli, ai disgeli che trasformano il mondo in palude. Abbiamo resistito alle cavallette l’anno che sono arrivate a sciami,


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I Miserabili

Fatto sta che non era piaciuto. Fra le altre stranezze, si dice una sera, trovandosi in casa di uno
dei suoi confratelli più qualificati, si lasciò sfuggire queste parole: - Che belle pendole! Che bei tappeti! Che belle livree! Tutto questo deve essere molto seccante. Oh! non vorrei aver d’attorno queste cose superflue che mi griderebbero incessantemente all’orecchio: C’è gente che ha fame! C’è gente che ha freddo! Ci sono i poveri!
Diciamolo di passaggio, l'odio del lusso non sarebbe un odio intelligente, perchè implicherebbe l'odio per le arti. Però tra la gente di chiesa, al di fuori della cerimonia il lusso è un torto e pare che riveli delle abitudini realmente poco caritatevoli. Un prete ricco è un controsenso. Il prete deve restare vicino ai poveri. Ora è possibile stare a contatto continuamente, notte e giorno, con tutte le miserie, con tutte le sventure, con tutte le indigenze senza possedere una parte di quella santa miseria, come la polvere del lavoro?


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La caduta dei giganti

La caduta dei giganti
Tradotto da Adriana Colombo, Paola Frezza Pavese, Nicoletta Lamberti, Roberta Scarabelli
A. MONDADORI 2010
- Quindi tutti i libri della Bibbia sono stati scritti in origine in varie lingue e poi tradotti in inglese – disse Billy al padre.
- Già. E la Chiesa cattolica romana ha cercato di bandire le traduzioni: non voleva che la gente come noi leggesse la Bibbia per conto proprio e discutesse con i preti. – Quando parlava dei cattolici, il papà era poco cristiano. Sembrava odiare il cattolicesimo più dell’ateismo, però adorava discutere.
- Bene, allora. Dove sono gli originali? – chiese Billy.
- Quali originali? –
- I libri originali della bibbia, scritti in ebraico ed in greco. Dove sono conservati? –
[…]
– Be’, in realtà noi non abbiamo gli originali – rispose il papà. – Si sono consumati secoli fa. Abbiamo le copie. –
- Allora dove sono le copie? –
- In posti diversi: monasteri, musei…
- Dovrebbero essere conservate tutte in un solo posto.


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La caduta dei giganti

La caduta dei giganti
Tradotto da A. Colombo, Paola Frezza Pavese, Nicoletta Lamberti, Roberta Scarabelli
Mondadori 2010
- Ma c’è più di una copia per libro e alcune sono migliori di altre.
- Come fa una copia ad essere meglio di un’altra? Se sono copie non sono certo diverse.
- Si. Con gli anni si è insinuato l’errore umano. – Billy ne fu sconcertato.
- Bene, ma chi può dire qual è quella giusta?
- C’è una disciplina chiamata “critica testuale” che confronta le diverse versioni per arrivare a un testo condiviso. – Billy era scioccato. – Significa che non esiste un libro con l’insindacabile Verbo di Dio? Sono gli uomini a discutere e a decidere?
- Si.
- E come si fa a sapere se hanno ragione?
Il papà sorrise con aria saggia: segno che era con le spalle al muro. – Crediamo che se lavorano con umiltà e l’aiuto della preghiera, Dio guidi le loro fatiche.
- E se invece non lo fanno?


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Il cimitero di Praga

Per tutta la mia infanzia il nonno non aveva voluto mandarmi nelle scuole del Regno, perché diceva che vi insegnavano solo carbonari e repubblicani. Ho vissuto tutti quegli anni in casa, da solo, guardando con rancore, per ore, gli altri ragazzi che giocavano in riva al fiume, come se mi sottraessero qualcosa che era mio; e per il resto stavo rinchiuso a studiare in una stanza con un padre gesuita, che il nonno sceglieva sempre, secondo la mia età, tra i corbacci neri che lo attorniavano.
Odiavo il maestro di turno, non solo perché m’insegnava delle cose a bacchettate sulle dita, ma anche perché mio padre (le rare volte che s’intratteneva con me) mi instillava l’odio verso i preti.
– Ma i miei maestri non sono preti, sono padri gesuiti, dicevo.


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AUGURI allo Staff10Righe,a tutti Voi e alle Case Editrici

SOGNO DI NATALE di Luigi Pirandello
Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo,
lassù; innanzi a un Presepe,
laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena;
eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori…
E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini,
eran deserte nella rigida notte.
E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie,da questa casa a quella,
per godere della raccolta festa degli altri;
mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo:
-Buon Natale-


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E dire che non credevo nel colpo di fulmine!
Quindi... lo guardo negli occhi. Anche lui mi guarda negli occhi. Ci guardiamo.
Ed è come se lo conoscessi da sempre, o da mai.
Ammiro la bellezza perfetta, la più desiderabile al mondo, incarnata in un altro essere. Sento che lui è come me. E' uguale a me, e in qualche oscura maniera, sono certa di questo.
I suoi occhi sono verdi e scuri come un bosco di notte, ma non è il loro colore o la loro forma che calamita il mio sguardo su di lui. So soltanto che è impossibile staccarmene. Punto e basta.
Forse è colpa della sensazione che nei suoi occhi ci sia tutto il mondo conosciuto? E anche quello sconociuto...


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COMPLEANNI D'AUTORE

Buon compleanno Gian Luigi Bonelli! (Nato il 22 dicembre 1908).
"Tizzone d'inferno!" (Tex)


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una bistecca altra tre dita coperta da una montagna di patatine fritte
Sab, 22/12/2012 - 14:46- accedi o registrati per inviare commenti
Offferte

22 DICEMBRE
Tutto ciò che si manifesta intona un unico canto ed è quello della vacuità e della pienezza.Noi percepiamo il mondo dei fenomeni e della coscienza,della luce e del buio che si rivelano in una danza dove non esiste separazione.
A tutti voi i piu' sinceri AUGURI...


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Il panettone non bastò

LO STRANO FENOMENO CHE SI CHIAMA
NATALE
Abbiamo appena finito di riporre nell'armadio le candeline e i gingilli dell'albero, appena finito di rispondere agli auguri dell'anno scorso e già ricominciano a suonare le campane con quel suono così caratteristico.
Un altro Natale èarrivato, precipitando su di noi con la speventosa velocità del
tempo.
Ed eccoci perciò alle prese con la famosa ricorrenza, la quale ogni anno si presenta esattamente identica, conservando intatto attraverso i cataclismi e i secoli il suo incanto.
Sul Natale sono state dette fiumane di parole,scritti centinaia di libri,migliaia di racconti e di poesie.
A prima vista sembra che,per parlarne ancora, ci voglia una bella dose di coraggio.
Ma non è vero.
Non se ne parlerà mai abbastanza.
Senza neppure chiedersi il perchè, la gente si smarrisce in quella strana atmosfera di allegrezza,di riposo, di poesia,di bontà e, data l'abitudine, trova tutto molto naturale ; però nel profondo dell'animo c'è lo stupore, la incredulità.
Come è possibile che esista un giorno così differente dagli altri 364 giorni dell'anno ?


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Ciao Emma,a te un augurio speciale per le tue preziose righe,armonia e serenità
per tutti queste festività,naty
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I Malriusciti

All'inizio degli anni ottanta, dopo la morte del nonno, mi ero imposto di cancellare ogni traccia del mio borgo montanaro. Anche i miei genitori non ci sono più venuti, anzi, avevamo stretto un patto, giurando di non fermarci più neanche per una visita, lasciandoci alle spalle un luogo soffocante. La scelta dei miei genitori è stata per me una spinta a crescere, a cercare altre strade, senza adagiarmi nel ritmo molle di un paese di duemila anime. Dopo qualche mese la casa del nonno era stata venduta. Solo alla morte di mio padre ho scoperto che mi miei genitori avevano comprato l' intera tenuta di Monte Spillo, dieci ettari di terra che domina dall' alto tutto l'abitato.


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Ecce Homo come si diventa ciò che si è

La mia formula per la grandezza dell'uomo è amor fati: non voler nulla di diverso, nè dietro nè davanti a sè, per tutta l'eternità. Non solo sopportare, e tanto meno dissimulare, il necessario - tutto l'idealismo è una continua menzogna di fronte al necessario - ma amarlo...


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Ti amo ti odio mi manchi

"Sì, mi ha insegnato moltissimo. Per esempio, che senso ha preoccuparsi della crisi finanziaria e della recessione? Ci stiamo passando tutti... dobbiamo vivere la vita al massimo e seguire i nostri sogni, afferrare la nostra felicità quando è possibile"
"Hai ragione". Non gli sto più dando ragione tanto per fare. Ha ragione... sul serio. D'un tratto ho una visione di me in piedi davanti al cavalletto, con il pennello in mano. Dipingere è davvero la mia passione. Sembra assurdo a pensarci, ma adesso so che - qualunque cosa succeda - ho intenzione di dedicarmi alla pittura in un modo o nella'altro. Robert ha ragione: la vita è troppo breve per non seguire il nostro sogno, e il mio sogno è dipingere.


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Il vangelo secondo Maria

Presi a tessere anche di notte, ed ero l'orgoglio di mio padre, il quale pensava mi preparassi a diventare una buona moglie.
Io, come un dio cui tutto è possibile tracciavo il disegno degl'innumerevoli fili; a volte guastavo tutto all'alba, e ricominciavo daccapo, testardamente cercando di riprodurre nel tessuto la vastità del cielo che ci sovrasta.
Immobile, seduta al telaio, costruivo mondi e distruggevo stelle, e lune:
Un'ebbrezza mi accompagnava, come il vino; il telaio divenne lo specchio misterioso dei miei pensieri che formulavo in apparenza di tovaglie, vesti, mantelli. Finché, un giorno, il lavoro mi riuscì: la combinazione inseguita nel tormento dei giorni era lì, davanti a me.
Su un manto di nozze avevo suscitato le stelle, e i mari, e la curva dei cieli.


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Tre scene da Moby Dick

Tre scene da Moby Dick
Fandango libri 2009
"Oh Starbuck,
è dolce, dolce il vento,
dolce a vedersi il cielo.
In un giorno così,
clemente proprio come questo,
ho colpito la mia prima balena,
giovane ramponiere diciottenne !
Quaranta, quaranta, quarant'anni fa !
Quarant'anni di caccia ininterrotta !
quarant'anni di privazione, di pericolo,
e di tempesta ! quarant'anni in questo mare senza pietà!
per quarant'anni Ahab ha lasciato la docile terra,
per quarant'anni ha combattuto questa guerra sugli orrori dell'abisso !


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Iliade
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Iliade
"Come fur giunti e in un raccolti, in mezzo Diavolo d'un Omero, aveva previsto, con millenni d'anticipo, l'attuale situazione greca... |
Le parole dell'amicizia
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Ciao Barbara, ricordi quel libro incentivo che tu gentilmente mi hai fatto vincere lo scorso luglio? Non l'ho mai ricevuto. |
La guerra del Papa
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Una porta di libri
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VATICANUM - Josè Rodriguez Dos Santos - Newton Compton |
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Grazie, Barbara. Una bella notizia. |
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In difesa di Jakob
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Commenti
Ahahah io avrei già paura di quel libro dalla copertina :D
Ven, 17/08/2012 - 17:40:))
Gio, 02/08/2012 - 16:13