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Che tu sia per me il coltello

Anni fa pensavo di sottoporre ogni donna attraente a un particolare esame per stabilire se sarebbe stata la "donna della mia vita". Pensavo che l'avrei guardata profondamente negli occhi, avvicinandole il viso. Più vicino, sempre più vicino, finché il mio occhio non avrebbe toccato il suo. Proprio toccato. Non solo le ciglia o le palpebre, ma i globi oculari, l'iride e i dotti lacrimali. Naturalmente sarebbe sgorgate subito le lacrime. Il corpo è fatto così. Ma noi non avremmo ceduto, non ci saremmo arresi ai riflessi condizionati e alla burocrazia del corpo finché non fossero emerse le immagini più offuscate e remote delle nostre anime. Questo voglio ora. Vedere l'oscurità che c'è nell'altro. Perché accontentarsi Myriam? Perché non chiedere, per una volta, di poter piangere con le lacrime di un altro?


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Che tu sia per me il coltello

Senti, ti sei accorta che da quasi un minuto cerco di nascondere una felicità improvvisa e assurda? Le lacrime hanno lo stesso sapore, ma è come se sgorgassero da punti diversi... Uno sbocco di felicità che non ha giustificazione nelle cose che ti ho raccontato - semmai nel fatto incredibile di avertele raccontate. Allerta! Tutti i reparti! Allarme generale! Fuga di felicità! Cercherò di individuare subito il guasto! No invece, no. Niente allarme generale. Voglio che questa felicità fluisca e voglio farmi trasportare da lei. Non importa che alle mie spalle i cani digrignino i denti e che sulle recinzioni di filo spinato appaia la scritta "la famiglia rende liberi".


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Che tu sia per me il coltello

Di sicuro ricordi il momento meraviglioso in cui un bambino comincia a chiamare le cose per nome. Eppure ogni volta che imparava una parola nuova, una parole che è anche un po' "loro", di tutti, persino la sua prima parola, una parola bella come "luce", io provavo una stretta al cuore, poiché pensavo: chissà cosa sta perdendo in questo momento. Chissà quanti tipi di chiarore ha visto e assaggiato e odorato prima di stiparli tutti in quella piccola scatola chiamata "luce", con quella "c" nel mezzo, come un interruttore per spegnerla.


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sacrilega? macché!!! ecologica direi e aggiungo pure "smart" perchè con gli e-book si risparmia. L'importante è condividere :-)
Mer, 22/08/2012 - 11:03- accedi o registrati per inviare commenti
Che tu sia per me il coltello

Di sicuro ricordi il momento meraviglioso in cui un bambino comincia a chiamare le cose per nome. Eppure ogni volta che imparava una parola nuova, una parole che è anche un po' "loro", di tutti, persino la sua prima parola, una parola bella come "luce", io provavo una stretta al cuore, poiché pensavo: chissà cosa sta perdendo in questo momento. Chissà quanti tipi di chiarore ha visto e assaggiato e odorato prima di stiparli tutti in quella piccola scatola chiamata "luce", con quella "c" nel mezzo, come un interruttore per spegnerla.


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"Quell'ombra io sono" Io, tu, noi nella poesia di Eugenio Montale

"Quell'ombra io sono" Io, tu, noi nella poesia di Eugenio Montale
Giulio Perrone Editore
L'adozione del plurale al posto del singolare condivide con gli altri demarcatori d'anonimato degli Ossi (di seppia) la funzione di non rendere i pensieri dell'io improvvise illuminazioni che lo distinguano e lo allontanino dagli atri uomini: ennesima forma d'anteriorità dell'io, il "noi" serve a rappresentare la voce degli Ossi come quella di chi è ancora al di qua della sua identità indivisa, in una prospettiva per la quale l'appartenenza all'umano depotenzia l'io in quanto tale e lo protegge (ma fino a che punto?) dal "male di vivere" impedendogli di sperimentare da solo il terrore del nulla che le opinioni universalmente convenute e le abitudini di tutti i giorni nascondono.


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"Quell'ombra io sono" Io, tu, noi nella poesia di Eugenio Montale

"Quell'ombra io sono" Io, tu, noi nella poesia di Eugenio Montale
Giulio Perrone Editore 2011
Ore perplesse, brividi
d'una vita fugge
come acqua tra le dita;
inafferrati eventi
luci - ombre, commovimenti
delle cose malferme della terra;
oh alide ali dell'aria
ora son io
l'agave che s'abbarbica al crepaccio
dello scoglio
e sfugge al mare da le braccia d'alghe
che spalanca ampie gole e abbranca rocce
(L'agave sullo scoglio - E. Montale)


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"Quell'ombra io sono" Io, tu, noi nella poesia di Eugenio Montale

"Quell'ombra io sono" Io, tu, noi nella poesia di Eugenio Montale
Giulio Perrone Editore 2011
Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede teso ghiaccio che si incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.


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Il treno era in orario - Il pane dei verdi anni

Il treno era in orario - Il pane dei verdi anni
Tradotto da Alighiero Chiusano
Oscar Mondadori 2000
Di tanto in tanto davo un'occhiata al mio orologio da polso, ma non guardavo mai le lancette dell'ora e dei minuti, bensì soltanto quel minuscolo cerchietto che, come un accessorio trascurabile, si trova sopra il sei: soltanto là scorreva per me il tempo, solo quel lesto e sottile indicatore, lì in basso, mi appassionava, non quelle sfere grandi e lente là in alto, e quel lesto e sottile indicatore correva veloce, una macchina di estrema precisione, che tagliava a fette qualcosa di invisibile, il tempo, e lavorava di fresa e di succhiello intorno al nulla, e la polvere che ne faceva cadere pioveva su di me come una polverina magica che mi tramutava in una statua di sale.


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Il treno era in orario - Il pane dei verdi anni

Il treno era in orario - Il pane dei verdi anni
Tradotto da Alighiero Chiusano
Oscar Mondadori 2000
("Il pane dei verdi anni") Il pensiero del pane appena sfornato mi faceva girare la testa, e spesso, la sera, vagavo per ore intere attraverso la città e non pensava ad altro che al pane. Gli occhi mi bruciavano, e le ginocchia mi si piegavano ed io sentivo in me qualcosa di ferino. Il Pane. Mi struggevo per un po' di pane come un tossicomane si può struggere per la morfina. (...) Mi succede spesso ancora oggi, quando ho riscosso la paga e gironzolo per la città con le banconote e le monete in tasca, di ricordarmi l'angoscia ferina di quei giorni, e allora compro del pane, come lo vedo esposto, appena sfornato, nelle vetrine dei panettieri: compro due pagnotte che mi sembrano particolarmente belle, poi un'altra nel negozio successivo, e ancora dei piccoli, croccanti panini bruni, in numero eccessivo, che più tardi lascio nella cucina della mia affittacamere, perché non sono in grado di mangiare nemmeno la quarta parte del pane acquistato e mi riempie di agoscia il pensiero che possa andare a male.


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Via Katalin

Quella notte mio padre cercava i bottoni per la sua camicia. aveva guardato in ogni posto immaginabile, s'aggirava illuminato dall'abat-jour, ormai convinto che fosse inutile rimettere le mani nel cassetto con il materiale da cucito: là dentro aveva trovato solo un po' di carta da lettere e una tazzina senza manico da rincollare. Mi levai a sedere sul letto, lo guardai, non se ne accorse, continuava a muoversi nella stanza.(...) Non so perché ma provai nei confronti di mio padre uno slancio di pietà e d'amore virulento come mai prima d'allora e mai più dopo (...) Fu la notte, o forse il silenzio, a farmi intuire la sua immensa solitudine e il peso enorme dei pensieri che aveva nella testa china.


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A mio padre ho dedicato il mio secondo libro... è lui che mi ha insegnato la parola "lavoro", con l'esempio.
Di tanto in tanto lo scorgo ancora quando a passo svelto si dirigeva verso la stazione, alle sette del mattino... Ciao papà
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Hai ragione, Natalina1 Ho perso mio padre all'età di 95 anni ed ora che é troppo tardi penso ai suoi insegnamenti, all'affetto che avrei potuto dimostrargli più spesso...
Gio, 07/06/2012 - 13:45- accedi o registrati per inviare commenti
Peccato che ci accorgiamo di loro solo in alcuni momenti..e poi quando oramai,non hanno piu' voce,naty
Gio, 07/06/2012 - 13:37- accedi o registrati per inviare commenti
Queste righe mi attirano! Anche io, ormai grande, penso ai miei genitori...
Gio, 07/06/2012 - 13:24- accedi o registrati per inviare commenti
La voce a te dovuta

[...] E finchè tu non verrai tu
io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni,
delle stelle, immobile.
Perché so che là dove sono stato
né ali, né ruote, né vele
conducono.
Hanno tutte smarrito il cammino.
Perché so che là dove sono stato
si giunge solo con te, attraverso te.


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Memorie di Adriano

Fino all'ultimo istante, Adriano sarà stato amato d'amore umano.
Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t'appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più... Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti...


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Per dare altro fiato a parole che risuonano ancora.
http://soundcloud.com/bizeta/memorie-di-adriano
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Pastorale americana

Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l'affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato.


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Il museo dell'innocenza

In realtà ,nessuno si rende conto di vivere l'istante più felice della propria vita nell'attimo in cui lo sta vivendo.
Alcune persone, in certi momenti emozionanti,possono pensare (e forse dirlo) del tutto sinceramente che l'istante più prezioso della loro vita è quello che stanno vivendo "ora", e allo stesso tempo credere in un angolo del loro cuore che in futuro vivranno comunque momenti più belli e felici di quello. Perchè, soprattutto da giovani,nessuno conduce la propria esistenza pensando che in futuro le cose andranno peggio,e se uno è felice al punto di poter sognare di vivere il momento più felice della propria vita, sarà ottimista al punto da pensare che anche il futuro sarà meraviglioso.


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Il cielo diviso

La giornata, la prima giornata della sua nuova libertà è quasi finita. Il crepuscolo sta sospeso basso sulle vie. La gente torna a casa dal lavoro. Tra le buie pareti delle case scattano i quadrilateri di luce. Ora, hanno inizio le cerimonie private e ufficiali della sera - mille gesti vengono compiuti, anche se alla fine non producono altro, se non un piatto di minestra, una stufa calda, una canzoncina per i bimbi. [...] Rita fa un lungo giro vizioso per le vie e guarda dentro molte finestre. Vede, come ogni sera, un cumulo infinito di benevolenza, consumata durante il giorno, si sia rigenerata e prodotta a nuovo. Non teme di restare a mani vuote nella ripartizione di quella benevolenza. Sa che talvolta sarà stanca, talvolta irritata e rabbiosa. Ma non ha paura.
Pareggia tutto il fatto che ci abituiamo a dormire tranquilli. Che viviamo senza risparmiarci, come se ce ne fosse anche troppa di questa strana sostanza che è la vita.
Come se non dovesse avere mai fine.


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Altri colori

L'estate scorsa ho riletto "La Certosa di Parma". Dopo essere arrivato in fondo ad alcune pagine di quel meraviglioso libro,allontanavo il vecchio volume dagli occhi e da quella distanza fissavo il suoi fogli ingialliti. (Proprio come quando,da bambino,bevevo la mia gassosa preferita e indugiavo a contemplare la bottiglia che stringevo fra le mani..)
Ciò che provavo era felicità e,portando con me il libro quest'estate,mi sonoo spesso chiesto perchè mi facesse sentire così contento la sua sola vicinanza.
Poi mi sono domandato se fosse possibile dire della gioia di leggere un romanzo senza parlare del romanzo stesso,come discorrere d'amore senza un cenno alla persona amata. E' quanto sto provando adesso.
(Il lettore che desidera tenere distinti il romanzo e la passione di leggere il romanzo non deve considerare le mie frasi fra parentesi)


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Questa è poesia

Nelle sere azzurre d'estate, andrò pei sentieri,
punzecchiato dal grano, a pestar l'erba fine:
trasognato, ne sentirò sotto i piedi la freschezza.
Lascerò il vento a bagnarmi il capo nudo.
Non parlerò, non penserò a nulla:
ma l'amore infinito mi salirà nell'anima
e andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro,
nella Natura, felice come assieme a una donna.


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Urvinum Mataurense

Urbino fu uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, di cui ancora oggi conserva appieno l'eredità architettonica, dal 1998 il suo centro storico è patrimonio dell'umanità UNESCO.
Aforisma
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.
Marcel Proust


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La storia di un matrimonio

Una mattina ci svegliamo. Accanto a noi, nel letto, il corpo familiare che dorme : uno straniero di tipo nuovo.
A me è capitato nel 1953. Lì, a casa mia , ho visto una creatura che aveva la faccia di mio marito solo grazie a un sortilegio.
Forse un matrimonio non si vede, un pò come quei giganteschi corpi celesti che sfuggono all'occhio umano : lo si può monitorare solo in base alla forza di gravità, all'attrazione che esercita su tutto ciò che lo circonda. Mi sembra di doverlo scrutare così, il matrimonio, con tutti i suoi fatti nascosti, le parti segrete, perchè finalmente mi si riveli, lontano, ruotando come una stella oscura.


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Che tu sia per me il coltello

Senti, ti sei accorta che da quasi un minuto cerco di nascondere una felicità improvvisa e assurda?Le lacrime hanno lo stesso sapore, ma è come se sgorgassero da punti diversi...Uno sbocco di felicità che non ha giustificazione nelle cose che ti ho raccontato -semmai nel fatto incredibile che te le ho raccontate. All'erta!Tutti i reparti, allarme generale!Fuga di felicità!Cercherò di individuare subito il guasto!


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Urvinum Mataurense
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Urvinum Mataurense
Urbino è un vero, bellissimo gioiello! Ciao! |
Che tu sia per me il coltello
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Che tu sia per me il coltello
abbiamo scelto (quasi) le stesse righe! |
Il treno era in orario - Il pane dei verdi anni
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Il treno era in orario - Il pane dei verdi anni
ciao Elena! Oltre a questi due racconti anche "Opinioni di un clown" mi è piaciuto molto! Heinrich Boll scrive in maniera sopraffina. |
Non avevo capito niente
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Non avevo capito niente
"ho l'impressione che niente finisca veramente": com'è vero! |
Anna Karenina
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Anna Karenina
Meravigliosi russi |
Che tu sia per me il coltello
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Che tu sia per me il coltello
Location kindle 2244 |
Che tu sia per me il coltello
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Che tu sia per me il coltello
Location su Kindle: 2067 |
Questa è poesia
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Questa è poesia
Come le parole di uomini formano altri uomini. Poesia eterna, come se mi fosse stata sempre dentro. |
Pianto di Stelle
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Pianto di Stelle
mi son venuti i brividi. Grazie, non la conoscevo. |
Che tu sia per me il coltello
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Che tu sia per me il coltello
ciao Daniela! simpatiche le tue parole! grazie! |































































































Commenti
mi arriverà a settembre
Lun, 27/08/2012 - 18:41Location kindle 2244
Lun, 27/08/2012 - 18:34