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Pagina di silvia.v84

NEVEE

immagine copertina
Maxence Fermine
NEVEE
Tradotto da Sergio Claudio Perroni
Bompiani
10 righe da pagina 11:

Yuko Akita aveva due passioni.
L'haiku.
E la neve.

L'haiku è un genere letterario giapponese. E' una breve poesia di tre versi e diciassette sillabe. Non una di più.

La neve è una poesia. Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri.
Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio.

Ha un nome. Un nome di un candore smagliante.

Neve.

inviato il 02/12/2010
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Bellissime righe:)

Il ragazzo giusto

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Vikram Seth
Il ragazzo giusto
Tradotto da Lidia Perria
Tea
10 righe da pagina 1037:

Pran e Savita, per quanto diverse fossero le loro origini, erano una coppia felice. Riconoscevano limiti e possibilità; i loro desideri non andavano oltre la loro portata. Si amavano o, meglio, avevano imparato a farlo. Erano entrambi convinti, senza neanche dichiararlo, o forse senza neanche pensarlo esplicitamente, che il matrimonio e i figli fossero un bene prezioso. Se Savita era irrequieta - e in quel momento alla luce schermata di mezzogiorno il suo viso addormentato non mostrava alcunna irrequietezza, ma piuttosto una pace e un piacere che stupivano Lata -, era perchè temeva i danni che forze esterne potevano arrecare a quel bene prezioso.

inviato il 04/11/2010
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L'eleganza del riccio

immagine copertina
Muriel Barbery
L'eleganza del riccio
Tradotto da Emanuelle Caillat e Cinzia Poli
Edizioni e/o (collana Dal mondo) 2007
10 righe da pagina 39:

Nella nostra società essere povera, brutta e per giunta intelligente condanna a percorsi cupi e disillusi a cui è meglio abituarsi quanto prima. Alla bellezza si perdona tutto, persino la volgarità. E l'intelligenza non sembra più una giusta compensazione delle cose, una sorta di riequilibrio che la natura offre ai figli meno privilegiati, ma solo un superfluo gingillo che aumenta il valore del gioiello. La bruttezza, invece, di per sé è sempre colpevole, e io ero già votata a quel tragico destino, reso ancora più doloroso se si pensa che non ero affatto stupida.

inviato il 14/12/2010
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Uno dei libri che amo di più.........ecco come ne ho parlato io: http://lamiadolcebambina.blogspot.it/2012/03/la-settimana-delle-parole.html

Ho letto il libro passatomi da una mia carinissima amica e devo dire che leggendolo ho avuto la percezione di aver già vissuto paradossalmente alcune situazioni citate nel libro, poichè mia madre lavorò come portinaia diversi anni in uno stabile dìepoca. l'autore ha interpretato a meraviglia i sentimenti di ognuno dei protagonisti con ilarità, fermezza, coesione, semplicità, affiancando senza alcun privilegio ignoranza e cultura delle parti. Un vero capolavoro!!!

La figura della portinaia é straordinaria: potrebbe aiutare ad abbattere gli stereotipi moderni, che, nonostante tutto, resistono!

Bella l'interpretazione del gatto visto come un totem moderno!

Non capisco perché sia inimmaginabile che una portinaia legga! Tutti possono avere questa grande gioia: viva la lettura!

Visto il grande successo di questo romanzo...vi scrivo l'incipit (che ho preso da Wikiquote e mi auguro che sia uguale al libro che in questo momento non ho con me):
"Marx cambia completamente la mia visione del mondo" mi ha dichiarato questa mattina il giovane Pallières che di solito non mi rivolge nemmeno la parola.
Antoine Pallières, prospero erede di un'antica dinastia industriale, è il figlio di uno dei miei otto datori di lavoro. Ultimo ruttino dell'alta borghesia degli affari – la quale si riproduce unicamente per singulti decorosi e senza vizi –, era tuttavia raggiante per la sua scoperta e me la narrava di riflesso, senza sognarsi neppure che io potessi capirci qualche cosa. Che cosa possono capirci le masse lavoratrici dell'opera di Marx? La lettura è ardua, la lingua forbita, la prosa raffinata, la tesi complessa.
A questo punto, per poco non mi tradisco stupidamente. "Dovrebbe leggere L'ideologia tedesca" gli dico a quel cretino in montgomery verde bottiglia. Per capire Marx, e per capire perché ha torto, bisogna leggere L'ideologia tedesca. È lo zoccolo antropologico sul quale si erigeranno tutte le esortazioni per un mondo migliore e sul quale è imperniata una certezza capitale: gli uomini, che si dannano dietro ai desideri, dovrebbero attenersi invece ai proprio bisogni. In un mondo in cui la hybris del desiderio verrà imbavagliata potrà nascere un'organizzazione sociale nuova, purificata dalle lotte, dalle oppressioni e dalle gerarchie deleterie.
"Chi semina desiderio raccoglie oppressione" sono sul punto di mormorare, come se mi ascoltasse solo il mio gatto. Ma Antoine Pallières, a cui un ripugnante aborto di baffi non conferisce invece niente di felino, mi guarda, confuso dalle mie strane parole. Come sempre, mi salva l'incapacità del genere umano di credere ciò che manda in frantumi gli schemi di abitudini mentali meschine. Una portinaia non legge L'ideologia tedesca e di conseguenza non sarebbe affatto in grado di citare l'undicesima tesi su Feuerbach. Per giunta, una portinaia che legge Marx ha necessariamente mire sovversive ed è venduta a un diavolo chiamato sindacato. Che possa leggerlo per elevare il proprio spirito, poi, è un'assurdità che nessun borghese può concepire.
"Mi saluti tanto la sua mamma" borbotto chiudendogli la porta in faccia e sperando che la disfonia delle due frasi venga coperta dalla forza di pregiudizi millenari".

W l'intelligenza che ti spinge a leggere!

Libro che si fa leggere d'un fiato!

La storia é molto bella, i personaggi aprticoalri!

Libro straordinario, che ho amato e che voglio rileggere!

Non vi lascerò orfani

immagine copertina
Daria Bignardi
Non vi lascerò orfani
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 18:

Mio fratello Micione dormiva sul televisore. Ogni tanto gli cadeva la coda davanti allo schermo: la mamma e Donatella urlavano a turno: Micione, la coda!"e lui la tirava su. Poi si riaddormentava e gli ricadeva giù. Altro Micione la coda. E avanti cosi per tutta la sera. La coda di Micione, gatto tigrato a pelo lungo trovato da mia sorella davanti al portone di casa il 21 gennaio 1966, vissuto oltre vent'anni e considerato da tutti, da lui per primo, un componente umano della famiglia, era molto pelosa. Quando cadeva davanti allo schermo non si vedeva più niente.

inviato il 06/12/2010
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mia mamma questo libro nn è riuscita neanche a finirlo nn le è piaciuto. tu ke ne dici?

Venuto al mondo

immagine copertina
Margaret Mazzantini
Venuto al mondo
Oscar Mondadori 2010
10 righe da pagina 134:

" Non mi vuoi?"
"Si che ti voglio"
Avevamo spento la luce, una candela gocciolava sul bordo della vasca accanto alla saponetta. Restammo lì in quella schiumetta evanescente, in quella luce morbida che cancellava i contorni di quella vasca comune, di quelle piccole mattonelle diamantate...immersi in un benessere totale. La vita ci aveva dolcemente trascinati fin lì. Quella era la diga dove tutto confluiva, quella pozza calma, stagnante di noi, dei nostri piccoli movimenti sommersi. Ci cercammo le mani, incrociammo le dita con le dita dell'altro, come quelle cellule laggiù che si abbracciavano, si raggrumavano indifese.
" Lo amo già"

inviato il 08/12/2010
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A tratti un pò prolisso nel descrivere soprattutto certe situazioni politico-ambientali, ma nel complesso un buon libro.

Shantaram

immagine copertina
Gregory David Roberts
Shantaram
Tradotto da Vincenzo Mingiardi
Neri Pozza 2003
10 righe da pagina 9:

Ho impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell'amore, del destino e delle scelte che si fanno nella vita.
Per capire l'essenziale, però, mi è bastato un istante, mentre mi torturavano legato a un muro. Fra le urla silenziose che mi squarciavano la mente riuscii a comprendere che nonostante i ceppi e la devastazione del mio corpo ero ancora libero: libero di odiare gli uomini che mi stavano torturando oppure di perdonarli. Non sembra granché, me ne rendo conto. Ma quando non hai altro, stretto da una catena che ti morde la carne, una libertà del genere rappresenta un universo sconfinato di possibilità. E la scelta che fai, odio o perdono, può diventare la storia della tua vita.

inviato il 09/12/2010
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Stavo per mandare le dieci righe, poi ho visto che ci aveva pensato già sylver bi.
Aprendolo a caso a pagina 465 leggevo" anche se abbiamo abbandonato il mare dopo milioni d'anni di vita nelle sue profondità, l'oceano è rimasto dentro di noi."
Forte il nostroGregory David Roberts: metà Papillon e metà Madre Teresa!

Stavo per mandare le dieci righe, poi ho visto che ci aveva pensato già sylver bi.
Aprendolo a caso a pagina 465 leggevo" anche se abbiamo abbandonato il mare dopo milioni d'anni di vita nelle sue profondità, l'oceano è rimasto dentro di noi."
Forte il nostroGregory David Roberts: metà Papillon e metà Madre Teresa!

anch'io ho letto questo libro,è stato un viaggio in india in tutta la sua complessità,intrigante. e bello ..

questo è il mio Libro per eccellenza... un amore a prima riga, una passionaccia letteraria.
ero tra quelli che hanno incontrato l'autore a Torino, quest'anno...
ho conosciuto il traduttore e sorriso al racconto di aneddoti divertenti della sua collaborazione con G. Roberts...
questa estate sono andata sul campo, in India...

Quando leggendo anche solo poche righe, senti un brivido percorrerti la schiena, beh: penso proprio che quello sia il massimo che uno scrittore possa aspettarsi da chi legge...Complimenti per la scelta!!!

Che bel libro! Ottima scelta!

il portafortuna della felicità

immagine copertina
indexOf
il portafortuna della felicità
Tradotto da Leonella Prato Caruso
Frassinelli 2001
10 righe da pagina 110:

Oblio è il piacere, felicità è la memoria. Dopo l'amore riaffiorano le immagini; infatti l'amore è un pò entrambe le cose, piacere acuto come una gioia d'infanzia e poi malinconia calma di essere in due nel tempo ritrovato, nell'acqua fragile e dolce del tempo misurato. Un infelice ha detto che dopo l'amore si è tristi. La frase ha attraversato i secoli, ed è un peccato.
E' vero, si è tristi dopo l'amore quando non ci si ama davvero. Ma io ti amo, il dopo è meraviglioso. La stanchezza diventa barca per un lento viaggio, ti basta lo spazio nell'incavo della mia spalla per ranicchiarti contro di me.
Dopo l'amore, ti appoggi alla mia spalla e io guardo al termine del mondo.
Al termine del letto l'immagine vertiginosa e familiare dove si può cadere sognando, perdersi lentamente, ritrovarsi, come nel sonno, come nell'amore....

inviato il 29/11/2010
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Il valzer degli addii

immagine copertina
Milan Kundera
Il valzer degli addii
Adelphi 1997

...Il suo volto era bello e vuoto. Abbastanza bello per attirare gli uomini, e abbastanza vuoto perché in esso si perdessero tutte le loro supplichevoli preghiere. Ma era anche un volto orgoglioso, e a Jakub parve orgoglioso non della propria bellezza ma del proprio vuoto. Gli parve che in quel volto gli venissero incontro migliaia di altri volti che conosceva molto bene. Che tutta la propria vita non fosse nient'altro che un dialogo ininterrotto con quel volto. Quando cercava di spiegargli qualcosa, quel volto si girava da una parte con aria offesa e rispondeva alle sue argomentazioni parlando d'altro; quando gli sorrideva, lo rimproverava di leggerezza; quando lo implorava, quel volto lo accusava di superiorità, quel volto che non capiva nulla e decideva di tutto, quel volto vuoto come un deserto e orgoglioso del proprio deserto......
pag 147

inviato il 30/11/2010
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NEVEE

immagine copertina
Maxence Fermine
NEVEE
Tradotto da Sergio Claudio Perroni
Bompiani
10 righe da pagina 11:

Yuko Akita aveva due passioni.
L'haiku.
E la neve.

L'haiku è un genere letterario giapponese. E' una breve poesia di tre versi e diciassette sillabe. Non una di più.

La neve è una poesia. Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri.
Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio.

Ha un nome. Un nome di un candore smagliante.

Neve.

inviato il 02/12/2010
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Bellissime righe:)

Siddharta

immagine copertina
Hermann Hesse
Siddharta
Adelphi
10 righe da pagina 190:

Posso amare una pietra, Govinda, e anche un albero o un pezzo di corteccia.
Queste son cose, e le cose si possono amare. Ma le parole non le posso amare. Ecco perché le dottrine non contan nulla per me: non sono né dure né molli, non hanno colore, non hanno spigoli, non hanno odori, non hanno sapore, non hanno null'altro che parole. Forse è questo ciò che impedisce di trovar la pace: le troppe parole.

inviato il 01/12/2010
Nei segnalibri di:

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Un romanzo che mi ha segnato e che ha alimentato la mia curiosità verso la filosofia buddhista.

MAL DI PIETRE

immagine copertina
Milena Agus
MAL DI PIETRE
Nottetempo 2006
10 righe da pagina 43:

Io son nata che mia nonna aveva piu' di sessant'anni.Mi ricordo che da piccola la trovavo bellissima e stavo sempre incantata a vedere quando si pettinava e si faceva "sa crocchia" all'antica,con le trecce di capelli che non sono mai diventati bianchi,nè radi,e che partivano dalla discriminatura in mezzo per poi essere raccolti in due chignon.
Ero orgogliosa quando veniva a prendermi a scuola con quel suo sorriso giovane fra le mamme e i padri degli altri,perchè i miei,essendo musicisti,erano sempre in giro per il mondo.
Mia nonna è stata tutta per me,almeno quanto mio padre tutto per la musica e mia madre tutta per mio padre.

inviato il 09/11/2010
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I giorni del tè e delle rose

immagine copertina
Jennifer Donnelly
I giorni del tè e delle rose
Tradotto da Lucia Fochi e Stefania De Franco
Sonzogno 2010
10 righe da pagina 15:

Non le importava del fatto che normalmente le ragazze non si occupavano di affari commerciali, in special modo le ragazze del porto, come sua madre le ricordava in continuazione: dovevano imparare a cucinare, a cucire e a tenere in ordine la casa per trovare un marito che si occupasse di loro, come avevano fatti i loro padri. "Stupidaggini", così la madre liquidava le sue idee e le consigliava di cercare di imparare a fare il pane, invece di stare al fiume. Ma il padre non credeva che i suoi sogni fossero stupidi. "Bisogna avere dei sogni, Fee", diceva. "Il giorno che smetti di sognare puoi anche andare dal becchino, perchè non sei niente di più di un morto".

inviato il 09/11/2010
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bel libro mi è piaciuto molto!!

Grazie Holly, ora li inserisco
:)

La traduzione è di Lucia Fochi e Stefania De Franco, la pagina da cui ho tratto la citazione è pag. 15 ( il libro che ho io è la seconda edizione tascabili sonzogno dello scorso mese)

Holly chi è il traduttore? da che pagina hai tratto la citazione?
;)

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