Accedi da qui per inserire le tue 10 righe

Per inserire le tue 10 righe registrati oppure effettua il login
Richiedi una nuova password

Pagina di Eric Draven

Avere o essere?

immagine copertina
Erich Fromm
Avere o essere?
Tradotto da Francesco Saba Sardi
Oscar Saggi Mondadori 1976
10 righe da pagina 32:

Mentre a livello personale nessuno, a meno che non sia un pazzo, può rimanere indifferente testimone di una minaccia all'esistenza di tutti noi, coloro che sono investiti dalla responsabilità della pubblica amministrazione in pratica non muovono un dito, e quanti hanno affidato il proprio destino alle loro mani continuano a loro volta a non far nulla. [...] Una delle spiegazioni più ovvie è che i leader intraprendono molte iniziative che rendono loro possibile di fingere di operare efficacemente per evitare una catastrofe: conferenze senza fine, risoluzioni, trattative per il disarmo, sono tutte cose che concorrono a dare l'impressione che i problemi sono presi in considerazione e che si fa qualcosa per risolverli. Non accade nulla che abbia un'effettiva incidenza, ma ciò non toglie che i leader e coloro che ne sono guidati anestetizzino le proprie coscienze e la propria aspirazione alla sopravvivenza facendo credere di conoscere la strada e di procedere nella giusta direzione.

inviato il 17/05/2013
Nei segnalibri di:

Repubblica

immagine copertina
Platone
Repubblica
Grandi tascabili economici Newton

«Come stavo per chiederti», proseguii, «non sono dunque la brama insaziabile [di libertà] e la noncuranza d'ogni altro valore a trasformare questa forma di governo [la democrazia] e a prepararla ad avere bisogno della tirannide?”
«In che senso?», domandò.
«A mio parere, quando una città democratica, assetata di libertà, viene ad essere retta da cattivi coppieri, si ubriaca di libertà pura oltre il dovuto e perseguita i suoi governanti, a meno che non siano del tutto remissivi e non concedano molta libertà, accusandoli di essere scellerati e oligarchici».
«Sì”, disse, «fanno questo»
«E ricopre d'insulti», continuai, «coloro che si mostrano obbedienti alle autorità, trattandoli come uomini di nessun valore, contenti di essere schiavi, mentre elogia e onora in privato e in pubblico i governanti che sono simili ai sudditi e i sudditi che sono simili ai governanti. In una tale città non è inevitabile che la libertà tocchi il suo culmine?»

inviato il 29/01/2013
Nei segnalibri di:

A ciascuno il suo

immagine copertina
Leonardo Sciascia
A ciascuno il suo
Gli Adelphi 2004
10 righe da pagina 100:

«Non esce mai di casa?»
«Mai, da parecchi anni… Ad un certo punto della mia vita ho fatto dei calcoli precisi: che se io esco di casa per trovare la compagnia di una persona intelligente, di una persona onesta, mi trovo ad affrontare, in media, il rischio di incontrare dodici ladri e sette imbecilli che stanno lì pronti a comunicarmi le loro opinioni sull'umanità, sul governo, sull'amministrazione municipale, su Moravia… Le pare che valga la pena?»

inviato il 16/01/2013
Nei segnalibri di:

Commenti

Scusate, ho avuto problemi di connessione, vi ho inviato l'indirizzo!

Ciao Marco, le tue 10righe sono state scelte dalla redazione.
Complimenti!
invia il tuo indirizzo a libroincentivo@10righedailibri.it per ricevere il libro

Ben detto Pietro ;)

Questo che ho io è la VII edizione di marzo 2004

...soprattutto su Moravia! :-))

Il Signore degli anelli - La compagnia dell'anello

immagine copertina
10 righe da pagina 173:

Frodo e Sam ascoltavano come fossero incantati. [...] Udirono un altro breve brano di canzone e poi all'improvviso apparve, saltellante e danzante sopra i rovi lungo il sentiero, un vecchio cappello malconcio con un alto cocuzzolo e una larga piuma blu infilata nella fascia. Con un altro salto e un altro balzo apparve alla loro vista un uomo, o comunque un personaggio che somigliava molto a un uomo. Era troppo grande e pesante per essere un Hobbit, anche se forse non alto quanto uno della Gente Alta; ma era tanto rumoroso, camminava goffo con i suoi stivaloni infilati alle grosse gambe, e attraversava a passo di carica erbe e cespugli come una mucca che s'affretta all'abbeveratoio, che pareva proprio uno della Gente Alta. Aveva una lunga barba castana, e gli occhi azzurri e luminosi brillavano in un viso rosso come un pomodoro maturo, ma increspato da centinaia di rughe ridenti. Su una grande foglia, che teneva in mano come fosse un vassoio, eran disposti a mucchio candidi gigli.

inviato il 15/11/2012
Nei segnalibri di:

Dissipatio H.G.

immagine copertina
Guido Morselli
Dissipatio H.G.
Gli Adelphi
10 righe da pagina 102:

Non riprendo più sonno. E la notte è sconfinata. Si dilata, prosegue nel giorno che entra tardi, scarso, pei vetri della bussola, di là dei quali piove forte. Ma la mia paresi mentale, muscolare, è completa. Non lascio la mia poltrona; non ho più funzioni fisiologiche, nemmeno più il bisogno di mangiare, e non ho pensieri. Poi di nuovo la notte, che in qualche modo riesco a distinguere, perché l'ho temuta, ho sperato che non venisse. È venuto anche il sonno, senza distacco dalla veglia, che era torpore e silenzio, fra oggetti vicini e irraggiungibili, noti e irriconoscibili, sfigurati.

inviato il 11/09/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

Eric, anno di edizione del libro?

Il giorno della civetta

immagine copertina
Leonardo Sciascia
Il giorno della civetta
Gli Adelphi
10 righe da pagina 109:

«Io» proseguì poi don Mariano «ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; mezz'uomini pochi, che mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora più in giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere che la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre... Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo...».

inviato il 22/07/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

Io ho la IX edizione di febbraio 2006, il libro in generale mi pare sia del 1960/1961

Marco, di che anno è il libro? :)

Un piccolo capolavoro come questo andrebbe riletto sempre ;)

Che bellezza! Mi è venuta voglia di rileggerlo!

Scar Tissue

immagine copertina
Anthony Kiedis
Scar Tissue
Piccola Biblioteca Oscar Mondadori
10 righe da pagina 221:

Guidai fino a casa, scesi dalla macchina avvolto dalla mia nebbia chimica e Ione uscì di corsa in strada, vestita a metà, il viso gonfio, rosso, macchiato e bagnato. Urlava: «Il tuo amico Hillel è morto». E perse il controllo. Si sarebbe potuto pensare che fosse il suo miglior amico. Ma provava dolore vero, mentre io rifiutavo di accettarlo. «Ci dev'essere un errore.» Ma nel profondo sapevo che era andato, solo che non volevo accettarlo.
Il resto è confuso, perché penso di aver spento il cervello. So che continuai a farmi per il resto della notte. Mi svegliai il giorno seguente in uno stato di shock e di rifiuto. Tutti stavano affrontando l'enorme sconvolgimento portato dalla morte, i momenti successivi, il funerale, la gente che accusava, ma sapevo che non c'era mai nessuno da incolpare quando uno si fa prendere dalle droghe. Se uno si fa, è sempre responsabile del suo comportamento, non è lo spacciatore, non è l'amico, non sono le cattive influenze, non è l'infanzia.

inviato il 21/07/2012
Nei segnalibri di:

Pablo Neruda - Poesie

immagine copertina
Pablo Neruda
Pablo Neruda - Poesie
Tradotto da Roberto Paoli
La Grande Poesia - Corriere della Sera
10 righe da pagina 43:

Succede che mi stanco di essere uomo.
Succede che entro nelle sartorie e nei cinema
smorto, impenetrabile, come un cigno di feltro
che naviga in un’acqua di origine e di cenere.

L’odore dei parrucchieri mi fa piangere e stridere.
Voglio solo un riposo di ciottoli o di lana,
non voglio più vedere stabilimenti e giardini,
mercanzie, occhiali e ascensori.

Succede che mi stanco dei miei piedi e delle mie unghie
e dei miei capelli e della mia ombra.
Succede che mi stanco di essere uomo.

inviato il 19/07/2012
Nei segnalibri di:

Inheritance

immagine copertina
Christopher Paolini
Inheritance
Rizzoli romanzo
10 righe da pagina 781:

Non mi serve lo spauracchio di una punizione divina per comportarmi bene. Altrimenti non sarei niente di più che un bambino che obbedisce alle regole del padre soltanto perché ne teme il castigo, non perché è animato da buone intenzioni.

inviato il 19/07/2012
Nei segnalibri di:

Solomon Kane

immagine copertina
Robert E. Howard
Solomon Kane
Newton Compton Editori
10 righe da pagina 224:

Il suo timore era diverso dalla paura terrena dei mortali, allo stesso modo in cui il suono di quei passi si differenziava dai passi degli esseri umani. Il suo terrore era simile a un vento gelido che soffiasse su di lui dalle lontane terre dell'insondata Oscurità, e gli portava tutto il senso del Male e della putrescenza di un'epoca già vissuta: un'epoca indicibilmente lontana.
Kane non era sicuro se il suono dei passi fosse una percezione fisica o piuttosto il messaggio di qualche istinto atavico che avvertiva solo debolmente. Tuttavia era sicuro che fossero ben reali. Non erano i passi di un uomo o di una bestia. Eppure all'interno di quel mausoleo nero, incredibilmente antico, una cosa senza nome si muoveva con passi di pachiderma, tali da far vibrare la sua stessa anima.

inviato il 19/07/2012
Nei segnalibri di:

Avere o essere?

immagine copertina
Erich Fromm
Avere o essere?
Tradotto da Francesco Saba Sardi
Oscar Saggi Mondadori 1976
10 righe da pagina 32:

Mentre a livello personale nessuno, a meno che non sia un pazzo, può rimanere indifferente testimone di una minaccia all'esistenza di tutti noi, coloro che sono investiti dalla responsabilità della pubblica amministrazione in pratica non muovono un dito, e quanti hanno affidato il proprio destino alle loro mani continuano a loro volta a non far nulla. [...] Una delle spiegazioni più ovvie è che i leader intraprendono molte iniziative che rendono loro possibile di fingere di operare efficacemente per evitare una catastrofe: conferenze senza fine, risoluzioni, trattative per il disarmo, sono tutte cose che concorrono a dare l'impressione che i problemi sono presi in considerazione e che si fa qualcosa per risolverli. Non accade nulla che abbia un'effettiva incidenza, ma ciò non toglie che i leader e coloro che ne sono guidati anestetizzino le proprie coscienze e la propria aspirazione alla sopravvivenza facendo credere di conoscere la strada e di procedere nella giusta direzione.

inviato il 17/05/2013
Nei segnalibri di:

Le parole dette

immagine copertina
Kahlil Gibran
Le parole dette
Tradotto da a cura di I. Farinelli
Paoline Editoriale Libri 1991
10 righe da pagina 96:

Tutte le cose sono belle in sè,
e più belle ancora diventano
quando l'uomo le apprende.
La conoscenza è Vita con le ali.

inviato il 14/02/2013
Nei segnalibri di:

il linguaggio nascosto della vita

immagine copertina
Richard Paul Evans
il linguaggio nascosto della vita
Tradotto da Valentina Zaffagnini
B.C. Dalai editore 2012
10 righe da pagina 246:

Si tirò su la manica rivelando due grosse cicatrici sul polso. "E' strano, ma sono riconoscente a queste cicatrici. Sono come una specie di monito."
"Monito di cosa?"
Lei mi guardò negli occhi. "Mi ricordano di vivere."
Ripensai a quello che aveva detto. "Quando McKale è morta, ho tentato di suicidarmi. Con dei sonniferi."
"Cosa ti ha fermato?"
"Una voce." Era strano dirlo ammetterlo, ma lei non sembrava affatto scettica.
"Cosa diceva la voce?"
"Mi diceva che non avevo il diritto di togliermi la vita."
Mi massaggiai il mento. "Poco prima di morire. McKale mi aveva fatto promettere che avrei continuato a vivere."
Lei annui. "Penso che dovremmo fare tutti quella scelta. Incontro morti viventi ogni giorno, al ristorante."
"Cosa vuoi dire?"
"Persone che hanno gettato la spugna. La morte non aspetta altro che rinunciamo a vivere."
Mi chiesi se anch'io fossi una di quelle persone.
"Il fatto è che l'unico vero segno di vita è la crscita. E la crescita comporta il dolore. Quindi scegliere la vita sighifica accettare il dolore.

inviato il 14/02/2013
Nei segnalibri di:

Commenti

Leggendo sui libri, tutto ciò ci appare così facile poi quando ci tocca in prima persona, allora qui ti voglio...
Il dolore fa parte della vita come tutti i momenti di felicità. Se siamo venuti al mondo dobbiamo cercare di vivere, nel bene e nel male... e poi già quando leggiamo non viviamo dunque? :)
Ciao Emma!

sto riflettendo sulle parole :scegliere la vita significa accettare il dolore . quanto mai vero !

Alcune persone si spingono così lontano per evitare il dolore che rinunciano alla vita. Soffocano i loro sentimenti, si drogano, o si stordiscono con l'alcol finché non sentono più niente. Paradossalmente alla fine la loro fuga diventa persino più dolorosa di ciò che stavano evitando."
Alcune persone si spingono così lontano per evitare il dolore che rinunciano alla vita. Soffocano i loro sentimenti, si drogano, o si stordiscono con l'alcol finché non sentono più niente. Paradossalmente alla fine la loro fuga diventa persino più dolorosa di ciò che stavano evitando."
Guardai in basso per un istante. "Lo so che hai ragione. Ma non so se posso vivere, senza di lei. Una parte di me se ne andata per sempre, quando è morta."

La morte di Diotima: il mito dell'Unica nell'Iperione di Holderlin

immagine copertina
10 righe da pagina 22:

Iperione a bellarmino:
Cos’è tutto ciò che gli uomini in millenni hanno fatto e pensato, se paragonato ad un solo istante d’amore? Esso è però anche la cosa più riuscita, più divina e più bella della natura! Là conducono tutti i giardini della vita. Da là veniamo, colà andiamo.

inviato il 04/02/2013
Nei segnalibri di:

Frammenti di un dicorso amoroso

immagine copertina
Roland Barthes
Frammenti di un dicorso amoroso
Tradotto da Renzo Guidieri
Einaudi 2001
10 righe da pagina 119:

Passato il momento della prima confessione, il "ti amo" non vuol dire più niente; esso non fa che riprendere in maniera enigmatica l'antico messaggio. Io lo ripeto senza alcuna pertinenza; esso esorbita dal linguaggio, divaga: ma dove? [...] Il verbo amare non esiste all'infinito: il soggetto e l'oggetto formano un tutt'unico con la parola che viene proferita e l'io-ti-amo va inteso all'ungherese che, in una sola parola, suona szeretlek, come se l'italiano fosse una lingua agglutinante[...] La parola ha un senso solo nel momento in cui io la pronunzio;oltre il suo dire immediato, in essa non c'è altra informazione: nessuna riserva, nessun magazzino di significati [...]è una formula, ma questa formula non corrisponde a un rituale; le situazioni in cui io dico ti amo non possono essere classificate:io-ti-amo è irreprimibile e imprevedibile.

inviato il 01/02/2013
Nei segnalibri di:

IPERIONE

immagine copertina
FRIEDRICH HÖLDERLIN
IPERIONE
Tradotto da Giovanni V. Amoretti
ECONOMICA UNIVERSALE FELTRINELLI 2004
10 righe da pagina 56:

Così, una volta, gli indicai in una serena mezzanotte, i dinosauri, e Alabanda mi posò la mano sul cuore e disse:
"non sono che stelle, Iperione, sono soltanto lettere con le quali è scritto in cielo il nome degli eroici fratelli: essi sono in noi viventi e veri con il loro coraggio e con il loro amore divino, e tu sei un figlio degli dei e dividi con il tuo divino Castore la tua immortalità.

inviato il 04/02/2013
Nei segnalibri di:

Un altro giro di giostra

immagine copertina
Tiziano Terzani
Un altro giro di giostra
Casa editrice TEA 2011
10 righe da pagina 286:

Eknath Easwaran, un mistico indiano morto nel 1999, (...)raccontava come sua nonna, che era stata la sua guida spirituale, gli aveva dato una semplice, ma importante lezione. Quando, ancora bambino, era rimasto colpito dalla morte di un familiare, lei lo avva fatto sedere su una grande sedia di legno e gli aveva detto di reggersi a quella con tutte le sue forze. Lui s'era aggrappato ai braccioli, ma lei era riuscita lo stesso a strapparlo via. La nonna gli aveva poi chiesto di sedersi di nuovo, ma questa volta snza fare alcuna resistenza.Eknath Easwaran, un mistico indiano morto nel 1999, (...)raccontava come sua nonna, che era stata la sua guida spirituale, gli aveva dato una semplice, ma importante lezione. Quando, ancora bambino, era rimasto colpito dalla morte di un familiare, lei lo avva fatto sedere su una grande sedia di legno e gli aveva detto di reggersi a quella con tutte le sue forze. Lui s'era aggrappato ai braccioli, ma lei era riuscita lo stesso a strapparlo via. La nonna gli aveva poi chiesto di sedersi di nuovo, ma questa volta senza fare alcuna resistenza. Lei lo

inviato il 28/01/2013
Nei segnalibri di:

Commenti

Grazie!!! Mel... sei stata di una gentilezza squisita...grazie Staff!

staff di 10righe, tra le 10righe postate questa settimana scelgo quelle di Lucio Anneo Seneca, "La tranquillità dell'animo" postate da Natalina Maio. Grazie e buona lettura a tutti!!

staff, dimenticavo, ma la mia scelta la devo comunicare su questi commenti o via mail a 10righe? grazie ancora per la disponibilità

grazie tante! a presto allora!!

va bene!

Repubblica

immagine copertina
Platone
Repubblica
Grandi tascabili economici Newton

«Come stavo per chiederti», proseguii, «non sono dunque la brama insaziabile [di libertà] e la noncuranza d'ogni altro valore a trasformare questa forma di governo [la democrazia] e a prepararla ad avere bisogno della tirannide?”
«In che senso?», domandò.
«A mio parere, quando una città democratica, assetata di libertà, viene ad essere retta da cattivi coppieri, si ubriaca di libertà pura oltre il dovuto e perseguita i suoi governanti, a meno che non siano del tutto remissivi e non concedano molta libertà, accusandoli di essere scellerati e oligarchici».
«Sì”, disse, «fanno questo»
«E ricopre d'insulti», continuai, «coloro che si mostrano obbedienti alle autorità, trattandoli come uomini di nessun valore, contenti di essere schiavi, mentre elogia e onora in privato e in pubblico i governanti che sono simili ai sudditi e i sudditi che sono simili ai governanti. In una tale città non è inevitabile che la libertà tocchi il suo culmine?»

inviato il 29/01/2013
Nei segnalibri di:

Le favole

immagine copertina
Fedro
Le favole
Feltrinelli 1979
10 righe da pagina 36:

Personam tragicam forte vulpes viderat.
"O quanta species," inquit, "cerebrum non habet!"
Hoc illis dictum est quibus honorem et gloriam
fortuna tribuit, sensum communem abstulit.

inviato il 25/01/2013
Nei segnalibri di:

Commenti

Una volpe aveva visto per caso la maschera di un attore tragico.
"Quant'è bella" disse, "però... non ha cervello!"
Questo vale per quelle persone a cui la fortuna ha donato onore e gloria, ma ha tolto il buon senso.

Ragionevoli dubbi

immagine copertina
Gianrico Carofiglio
Ragionevoli dubbi
Sellerio editore Palermo 2006
10 righe da pagina 128:

Le nostre parole spesso sono prive di significato. Ciò accade perché le abbiamo consumate, estenuate, svuotate con un uso eccessivo e soprattutto inconsapevole.
Le abbiamo rese bozzoli vuoti.
Per raccontare, dobbiamo rigenerare le nostre parole. Dobbiamo restituire loro senso, consistenza, colore, suono, odore. E per fare questo dobbiamo farle a pezzi e poi ricostruirle. Nei nostri seminari chiamiamo "manomissione" questa operazione di rottura e ricostruzione.
La parola manomissione ha due significati, in apparenza molto diversi. Nel primo significatoe ssa è sinonimo di alterazione, violazione, danneggiamento.
Nel secondo, che discende direttamente dall'antico diritto romano [manomissione era la cerimonia con cui uno schiavo veniva liberato], essa è sinonimo di liberazione, riscatto, emancipazione.
La manomissione delle parole include entrambi questi significati.
Noi facciamo a pezzi le parole (le manomettiamo nel senso di liberarle dai vincoli delle convenzioni verbali e dei non significati). Solo dopo la manomissione, possiamo usare le nostre parole per raccontare storie.

inviato il 25/01/2013
Nei segnalibri di:

A ciascuno il suo

A ciascuno il suo 4 years 47 settimane fa

Scusate, ho avuto problemi di connessione, vi ho inviato l'indirizzo!

A ciascuno il suo 4 years 48 settimane fa

Ben detto Pietro ;)

A ciascuno il suo 4 years 48 settimane fa

Questo che ho io è la VII edizione di marzo 2004

Il giorno della civetta

Il giorno della civetta 4 years 48 settimane fa

Io ho la IX edizione di febbraio 2006, il libro in generale mi pare sia del 1960/1961

Il giorno della civetta 5 years 21 settimane fa

Un piccolo capolavoro come questo andrebbe riletto sempre ;)

Pensieri sui libri

Pensieri sui libri 5 years 21 settimane fa

Grande film, credo sia stato molto sottovalutato dalla critica.

Le porte della percezione

Le porte della percezione 5 years 21 settimane fa

Grazie del benvenuto! :)

© 10righedailibri 2015

partner tecnologico

 

Privacy Policy