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Avere o essere?

Mentre a livello personale nessuno, a meno che non sia un pazzo, può rimanere indifferente testimone di una minaccia all'esistenza di tutti noi, coloro che sono investiti dalla responsabilità della pubblica amministrazione in pratica non muovono un dito, e quanti hanno affidato il proprio destino alle loro mani continuano a loro volta a non far nulla. [...] Una delle spiegazioni più ovvie è che i leader intraprendono molte iniziative che rendono loro possibile di fingere di operare efficacemente per evitare una catastrofe: conferenze senza fine, risoluzioni, trattative per il disarmo, sono tutte cose che concorrono a dare l'impressione che i problemi sono presi in considerazione e che si fa qualcosa per risolverli. Non accade nulla che abbia un'effettiva incidenza, ma ciò non toglie che i leader e coloro che ne sono guidati anestetizzino le proprie coscienze e la propria aspirazione alla sopravvivenza facendo credere di conoscere la strada e di procedere nella giusta direzione.


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Repubblica

«Come stavo per chiederti», proseguii, «non sono dunque la brama insaziabile [di libertà] e la noncuranza d'ogni altro valore a trasformare questa forma di governo [la democrazia] e a prepararla ad avere bisogno della tirannide?”
«In che senso?», domandò.
«A mio parere, quando una città democratica, assetata di libertà, viene ad essere retta da cattivi coppieri, si ubriaca di libertà pura oltre il dovuto e perseguita i suoi governanti, a meno che non siano del tutto remissivi e non concedano molta libertà, accusandoli di essere scellerati e oligarchici».
«Sì”, disse, «fanno questo»
«E ricopre d'insulti», continuai, «coloro che si mostrano obbedienti alle autorità, trattandoli come uomini di nessun valore, contenti di essere schiavi, mentre elogia e onora in privato e in pubblico i governanti che sono simili ai sudditi e i sudditi che sono simili ai governanti. In una tale città non è inevitabile che la libertà tocchi il suo culmine?»


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A ciascuno il suo

«Non esce mai di casa?»
«Mai, da parecchi anni… Ad un certo punto della mia vita ho fatto dei calcoli precisi: che se io esco di casa per trovare la compagnia di una persona intelligente, di una persona onesta, mi trovo ad affrontare, in media, il rischio di incontrare dodici ladri e sette imbecilli che stanno lì pronti a comunicarmi le loro opinioni sull'umanità, sul governo, sull'amministrazione municipale, su Moravia… Le pare che valga la pena?»


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Il Signore degli anelli - La compagnia dell'anello

Frodo e Sam ascoltavano come fossero incantati. [...] Udirono un altro breve brano di canzone e poi all'improvviso apparve, saltellante e danzante sopra i rovi lungo il sentiero, un vecchio cappello malconcio con un alto cocuzzolo e una larga piuma blu infilata nella fascia. Con un altro salto e un altro balzo apparve alla loro vista un uomo, o comunque un personaggio che somigliava molto a un uomo. Era troppo grande e pesante per essere un Hobbit, anche se forse non alto quanto uno della Gente Alta; ma era tanto rumoroso, camminava goffo con i suoi stivaloni infilati alle grosse gambe, e attraversava a passo di carica erbe e cespugli come una mucca che s'affretta all'abbeveratoio, che pareva proprio uno della Gente Alta. Aveva una lunga barba castana, e gli occhi azzurri e luminosi brillavano in un viso rosso come un pomodoro maturo, ma increspato da centinaia di rughe ridenti. Su una grande foglia, che teneva in mano come fosse un vassoio, eran disposti a mucchio candidi gigli.


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Dissipatio H.G.

Non riprendo più sonno. E la notte è sconfinata. Si dilata, prosegue nel giorno che entra tardi, scarso, pei vetri della bussola, di là dei quali piove forte. Ma la mia paresi mentale, muscolare, è completa. Non lascio la mia poltrona; non ho più funzioni fisiologiche, nemmeno più il bisogno di mangiare, e non ho pensieri. Poi di nuovo la notte, che in qualche modo riesco a distinguere, perché l'ho temuta, ho sperato che non venisse. È venuto anche il sonno, senza distacco dalla veglia, che era torpore e silenzio, fra oggetti vicini e irraggiungibili, noti e irriconoscibili, sfigurati.


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Il giorno della civetta

«Io» proseguì poi don Mariano «ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; mezz'uomini pochi, che mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora più in giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere che la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre... Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo...».


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Scar Tissue

Guidai fino a casa, scesi dalla macchina avvolto dalla mia nebbia chimica e Ione uscì di corsa in strada, vestita a metà, il viso gonfio, rosso, macchiato e bagnato. Urlava: «Il tuo amico Hillel è morto». E perse il controllo. Si sarebbe potuto pensare che fosse il suo miglior amico. Ma provava dolore vero, mentre io rifiutavo di accettarlo. «Ci dev'essere un errore.» Ma nel profondo sapevo che era andato, solo che non volevo accettarlo.
Il resto è confuso, perché penso di aver spento il cervello. So che continuai a farmi per il resto della notte. Mi svegliai il giorno seguente in uno stato di shock e di rifiuto. Tutti stavano affrontando l'enorme sconvolgimento portato dalla morte, i momenti successivi, il funerale, la gente che accusava, ma sapevo che non c'era mai nessuno da incolpare quando uno si fa prendere dalle droghe. Se uno si fa, è sempre responsabile del suo comportamento, non è lo spacciatore, non è l'amico, non sono le cattive influenze, non è l'infanzia.


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Pablo Neruda - Poesie

Succede che mi stanco di essere uomo.
Succede che entro nelle sartorie e nei cinema
smorto, impenetrabile, come un cigno di feltro
che naviga in un’acqua di origine e di cenere.
L’odore dei parrucchieri mi fa piangere e stridere.
Voglio solo un riposo di ciottoli o di lana,
non voglio più vedere stabilimenti e giardini,
mercanzie, occhiali e ascensori.
Succede che mi stanco dei miei piedi e delle mie unghie
e dei miei capelli e della mia ombra.
Succede che mi stanco di essere uomo.


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Inheritance

Non mi serve lo spauracchio di una punizione divina per comportarmi bene. Altrimenti non sarei niente di più che un bambino che obbedisce alle regole del padre soltanto perché ne teme il castigo, non perché è animato da buone intenzioni.


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Solomon Kane

Il suo timore era diverso dalla paura terrena dei mortali, allo stesso modo in cui il suono di quei passi si differenziava dai passi degli esseri umani. Il suo terrore era simile a un vento gelido che soffiasse su di lui dalle lontane terre dell'insondata Oscurità, e gli portava tutto il senso del Male e della putrescenza di un'epoca già vissuta: un'epoca indicibilmente lontana.
Kane non era sicuro se il suono dei passi fosse una percezione fisica o piuttosto il messaggio di qualche istinto atavico che avvertiva solo debolmente. Tuttavia era sicuro che fossero ben reali. Non erano i passi di un uomo o di una bestia. Eppure all'interno di quel mausoleo nero, incredibilmente antico, una cosa senza nome si muoveva con passi di pachiderma, tali da far vibrare la sua stessa anima.


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Avere o essere?

Mentre a livello personale nessuno, a meno che non sia un pazzo, può rimanere indifferente testimone di una minaccia all'esistenza di tutti noi, coloro che sono investiti dalla responsabilità della pubblica amministrazione in pratica non muovono un dito, e quanti hanno affidato il proprio destino alle loro mani continuano a loro volta a non far nulla. [...] Una delle spiegazioni più ovvie è che i leader intraprendono molte iniziative che rendono loro possibile di fingere di operare efficacemente per evitare una catastrofe: conferenze senza fine, risoluzioni, trattative per il disarmo, sono tutte cose che concorrono a dare l'impressione che i problemi sono presi in considerazione e che si fa qualcosa per risolverli. Non accade nulla che abbia un'effettiva incidenza, ma ciò non toglie che i leader e coloro che ne sono guidati anestetizzino le proprie coscienze e la propria aspirazione alla sopravvivenza facendo credere di conoscere la strada e di procedere nella giusta direzione.


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Le parole dette

Tutte le cose sono belle in sè,
e più belle ancora diventano
quando l'uomo le apprende.
La conoscenza è Vita con le ali.


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il linguaggio nascosto della vita

il linguaggio nascosto della vita
Tradotto da Valentina Zaffagnini
B.C. Dalai editore 2012
Si tirò su la manica rivelando due grosse cicatrici sul polso. "E' strano, ma sono riconoscente a queste cicatrici. Sono come una specie di monito."
"Monito di cosa?"
Lei mi guardò negli occhi. "Mi ricordano di vivere."
Ripensai a quello che aveva detto. "Quando McKale è morta, ho tentato di suicidarmi. Con dei sonniferi."
"Cosa ti ha fermato?"
"Una voce." Era strano dirlo ammetterlo, ma lei non sembrava affatto scettica.
"Cosa diceva la voce?"
"Mi diceva che non avevo il diritto di togliermi la vita."
Mi massaggiai il mento. "Poco prima di morire. McKale mi aveva fatto promettere che avrei continuato a vivere."
Lei annui. "Penso che dovremmo fare tutti quella scelta. Incontro morti viventi ogni giorno, al ristorante."
"Cosa vuoi dire?"
"Persone che hanno gettato la spugna. La morte non aspetta altro che rinunciamo a vivere."
Mi chiesi se anch'io fossi una di quelle persone.
"Il fatto è che l'unico vero segno di vita è la crscita. E la crescita comporta il dolore. Quindi scegliere la vita sighifica accettare il dolore.


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Commenti
sto riflettendo sulle parole :scegliere la vita significa accettare il dolore . quanto mai vero !
Gio, 14/02/2013 - 15:37- accedi o registrati per inviare commenti
La morte di Diotima: il mito dell'Unica nell'Iperione di Holderlin

Iperione a bellarmino:
Cos’è tutto ciò che gli uomini in millenni hanno fatto e pensato, se paragonato ad un solo istante d’amore? Esso è però anche la cosa più riuscita, più divina e più bella della natura! Là conducono tutti i giardini della vita. Da là veniamo, colà andiamo.


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Frammenti di un dicorso amoroso

Passato il momento della prima confessione, il "ti amo" non vuol dire più niente; esso non fa che riprendere in maniera enigmatica l'antico messaggio. Io lo ripeto senza alcuna pertinenza; esso esorbita dal linguaggio, divaga: ma dove? [...] Il verbo amare non esiste all'infinito: il soggetto e l'oggetto formano un tutt'unico con la parola che viene proferita e l'io-ti-amo va inteso all'ungherese che, in una sola parola, suona szeretlek, come se l'italiano fosse una lingua agglutinante[...] La parola ha un senso solo nel momento in cui io la pronunzio;oltre il suo dire immediato, in essa non c'è altra informazione: nessuna riserva, nessun magazzino di significati [...]è una formula, ma questa formula non corrisponde a un rituale; le situazioni in cui io dico ti amo non possono essere classificate:io-ti-amo è irreprimibile e imprevedibile.


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IPERIONE

Così, una volta, gli indicai in una serena mezzanotte, i dinosauri, e Alabanda mi posò la mano sul cuore e disse:
"non sono che stelle, Iperione, sono soltanto lettere con le quali è scritto in cielo il nome degli eroici fratelli: essi sono in noi viventi e veri con il loro coraggio e con il loro amore divino, e tu sei un figlio degli dei e dividi con il tuo divino Castore la tua immortalità.


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Un altro giro di giostra

Eknath Easwaran, un mistico indiano morto nel 1999, (...)raccontava come sua nonna, che era stata la sua guida spirituale, gli aveva dato una semplice, ma importante lezione. Quando, ancora bambino, era rimasto colpito dalla morte di un familiare, lei lo avva fatto sedere su una grande sedia di legno e gli aveva detto di reggersi a quella con tutte le sue forze. Lui s'era aggrappato ai braccioli, ma lei era riuscita lo stesso a strapparlo via. La nonna gli aveva poi chiesto di sedersi di nuovo, ma questa volta snza fare alcuna resistenza.Eknath Easwaran, un mistico indiano morto nel 1999, (...)raccontava come sua nonna, che era stata la sua guida spirituale, gli aveva dato una semplice, ma importante lezione. Quando, ancora bambino, era rimasto colpito dalla morte di un familiare, lei lo avva fatto sedere su una grande sedia di legno e gli aveva detto di reggersi a quella con tutte le sue forze. Lui s'era aggrappato ai braccioli, ma lei era riuscita lo stesso a strapparlo via. La nonna gli aveva poi chiesto di sedersi di nuovo, ma questa volta senza fare alcuna resistenza. Lei lo


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Commenti
Grazie!!! Mel... sei stata di una gentilezza squisita...grazie Staff!
Ven, 08/02/2013 - 18:12- accedi o registrati per inviare commenti
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Repubblica

«Come stavo per chiederti», proseguii, «non sono dunque la brama insaziabile [di libertà] e la noncuranza d'ogni altro valore a trasformare questa forma di governo [la democrazia] e a prepararla ad avere bisogno della tirannide?”
«In che senso?», domandò.
«A mio parere, quando una città democratica, assetata di libertà, viene ad essere retta da cattivi coppieri, si ubriaca di libertà pura oltre il dovuto e perseguita i suoi governanti, a meno che non siano del tutto remissivi e non concedano molta libertà, accusandoli di essere scellerati e oligarchici».
«Sì”, disse, «fanno questo»
«E ricopre d'insulti», continuai, «coloro che si mostrano obbedienti alle autorità, trattandoli come uomini di nessun valore, contenti di essere schiavi, mentre elogia e onora in privato e in pubblico i governanti che sono simili ai sudditi e i sudditi che sono simili ai governanti. In una tale città non è inevitabile che la libertà tocchi il suo culmine?»


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Le favole

Personam tragicam forte vulpes viderat.
"O quanta species," inquit, "cerebrum non habet!"
Hoc illis dictum est quibus honorem et gloriam
fortuna tribuit, sensum communem abstulit.


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Ragionevoli dubbi

Le nostre parole spesso sono prive di significato. Ciò accade perché le abbiamo consumate, estenuate, svuotate con un uso eccessivo e soprattutto inconsapevole.
Le abbiamo rese bozzoli vuoti.
Per raccontare, dobbiamo rigenerare le nostre parole. Dobbiamo restituire loro senso, consistenza, colore, suono, odore. E per fare questo dobbiamo farle a pezzi e poi ricostruirle. Nei nostri seminari chiamiamo "manomissione" questa operazione di rottura e ricostruzione.
La parola manomissione ha due significati, in apparenza molto diversi. Nel primo significatoe ssa è sinonimo di alterazione, violazione, danneggiamento.
Nel secondo, che discende direttamente dall'antico diritto romano [manomissione era la cerimonia con cui uno schiavo veniva liberato], essa è sinonimo di liberazione, riscatto, emancipazione.
La manomissione delle parole include entrambi questi significati.
Noi facciamo a pezzi le parole (le manomettiamo nel senso di liberarle dai vincoli delle convenzioni verbali e dei non significati). Solo dopo la manomissione, possiamo usare le nostre parole per raccontare storie.


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A ciascuno il suo
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A ciascuno il suo
Scusate, ho avuto problemi di connessione, vi ho inviato l'indirizzo! |
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A ciascuno il suo
Ben detto Pietro ;) |
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A ciascuno il suo
Questo che ho io è la VII edizione di marzo 2004 |
Il giorno della civetta
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Il giorno della civetta
Io ho la IX edizione di febbraio 2006, il libro in generale mi pare sia del 1960/1961 |
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Il giorno della civetta
Un piccolo capolavoro come questo andrebbe riletto sempre ;) |
Pensieri sui libri
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Pensieri sui libri
Grande film, credo sia stato molto sottovalutato dalla critica. |
Le porte della percezione
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Le porte della percezione
Grazie del benvenuto! :) |






















































































Commenti
Scusate, ho avuto problemi di connessione, vi ho inviato l'indirizzo!
Mer, 23/01/2013 - 19:09Ciao Marco, le tue 10righe sono state scelte dalla redazione.
Lun, 21/01/2013 - 18:20Complimenti!
invia il tuo indirizzo a libroincentivo@10righedailibri.it per ricevere il libro
Ben detto Pietro ;)
Mer, 16/01/2013 - 16:45Questo che ho io è la VII edizione di marzo 2004
Mer, 16/01/2013 - 16:44...soprattutto su Moravia! :-))
Mer, 16/01/2013 - 16:08