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Pollina. Passano i ricordi...

Quei momenti passati, ricchi di emozioni, affioravano dal buio dei miei ricordi come un turbine di energia e sentimenti. Affetti, dolore, lacrime, gelosie, amore, amicizia e altre sensazioni che sembravano ormai affievolite iniziarono a danzare intorno a me, dandomi la possibilità di ricreare quella bellissima esperienza di vita. Nelle ultime pagine, quando mi resi conto che stavo per giungere al termine del racconto, mi si strinse il cuore come non volessi arrivare alla fine. Il dolore che provavo era ancora grande e le mille domande che mi ero sempre posta dovevano arrivare a un dunque.


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Pollina. Passano i ricordi...

Ci guardammo ridendo! I suoi occhi luccicanti fissavano i miei, e una forte energia magnetica non mi permetteva di distoglierli. Eravamo vicinissimi, potevo sentire il calore del suo viso sul mio, che si avvicinava sempre più! Chiusi gli occhi, e le sue morbide labbra sfiorarono le mie. Una parte di me voleva fuggire, ma l’altra cedette. Mi lasciai trasportare da quell’attimo, che sembrò durare un’eternità. Assaporai il suo sapore, fino a quando i battiti del mio cuore divennero talmente forti, che dal petto mi arrivarono alla gola. Solo allora, mi resi conto, che i nostri corpi si stavano avvicinando troppo l’uno all’altra. Mi bloccai. Avevo paura di non riuscire più a razionalizzare quello che poteva accadere, e finire in un vortice senza uscita.


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Commenti
Katia benvenuta : ) inserisci 10 righe tratte anche dai libri che leggi...
Sab, 21/07/2012 - 13:26- accedi o registrati per inviare commenti
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Il giocatore di scacchi

Non voltatevi!Non voltatevi mai!Dietro è il passato. Ed è morto. Davanti è la vita e tutta la sua meravigliosa avventura. Godete del minuto presente e del minuto vicino. Il vento che ci sfiora il viso ha visto tutto ciò che è davanti ai nostri occhi e che non conosciamo ancora. Esso è rude e pieno di dolcezza. Perché voltarvi Imprudente che, sensibile alla musica delle parole, volete voltarvi per conoscere anche le labbra che le pronunciano! Non voltatevi per pietà!Lasciatemi credere soltanto che partiamo senza pensiero di ritorno, che io sono bello e che voi mi amate.


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Giuliano

Tutto a un tratto, con una voce tonante, che non era la sua, Sosipatra disse: «Giuliano!».
La guardai attentamente. Aveva gli occhi semiaperti, ma si vedeva solo il bianco: mentre lo spirito la possedeva, lei dormiva, «Tu ci sei caro più di ogni altro uomo al mondo». Ero sconcertato. Quel «noi» doveva significare gli dèi. [...] Naturalmente avevo anche cominciato a mettere in dubbio la divinità del Nazareno, il che non faceva di me né un ellenista, né un galileo, né un credente e neppure un ateo. [...]
«Tu ricostruirai i nostri templi. Tu farai levare da mille altari il fumo di mille sacrifici. Tu sarai il nostro servo, e servi tuoi saranno tutti gli uomini, come pegno del nostro amore per te. La strada è pericolosa. Ma noi ti proteggeremo, come ti abbiamo protetto dal momento della tua nascita. Tua sarà la gloria della terra. E la morte, quando giungerà nella lontana Frigia per mano di un ferro nemico, sarà quella di un eroe, senza penosi indugi. Allora resterai con noi per sempre, vicino all'Unico dal quale tutta la luce proviene e al quale tutta la luce ritorna»


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Grandi speranze

-E' bella, graziosa ben fatta! L'ammiri?-
-Chiunque la veda non può che ammirarla, signorina Havisham-
-Amala, amala, amala! Come ti tratta?- Prima di poter rispondere, essa ripeté:
-Amala, amala, amala! Se lei ti favorisce le sue grazie, amala. Se ti spezza il cuore- e più il cuore si fa vecchio e forte più profonde sono le sue ferite- amala, amala, amala!-
-Mio caro Pip, l'ho adottata perchè fossa amata. L'ho allevata ed educata perchè fosse amata. L'ho trasformata allo stato in cui essa attualmente è perchè potesse essere amata. Amala!-
-Ti dirò che cosa è il vero amore. E' cieca devozione, incontestabile umiliazione di se stessi, estrema sottomissione, fiducia e convincimento incrollabile in se stessi e contro il mondo intero, consacrarsi interamente anima e cuore a chi ti ferisce, come io ho fatto.-


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Chiedi alla polvere

A un tratto fui assalito dalla paura di rivederla e, mentre mi agitavo, inquieto, sul sedile, la mia mano toccò qualcosa di morbido. Era un suo berretto, un piccolo basco nero con un pompon in cima. Lo tastai con le dita e lo annusai. Odorava di lei. Era quello che volevo. Me lo ficcai in tasca e mi allontanai. Salii per i gradini di Angel's Flight fino al mio albergo. Quando arrivai in camera lo tirai fuori e lo gettai sul letto. Mi spogliai, spensi la luce e lo presi tra le braccia.


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Favole al telefono

In principio la Terra era tutta sbagliata, renderla più abitabile fu una bella faticata. Per passare i fiumi non c'erano ponti. Non c'erano sentieri per salire sui monti. Ti volevi sedere? Neanche l'ombra di un panchetto. Cascavi dal sonno? Non esisteva il letto. Per non pungersi i piedi, né scarpe né stivali. Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali. Per fare una partita non c'erano palloni: mancava la pentola e il fuoco per cuocere i maccheroni, anzi a guardare bene mancava anche la pasta. Non c'era nulla di niente. Zero via zero, e basta. C'erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare, e agli errori più grossi si poté rimediare. Da correggere, però, ne restano ancora tanti: rimboccatevi le maniche, c'è lavoro per tutti quanti!


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Commenti
Grazie Barbara!E' sempre bello sentirsi benvenuti :)) ! PS. Che bello! Ti sono piaciute anche le mie altre 10 righe...sono contenta!
Sab, 28/07/2012 - 13:40- accedi o registrati per inviare commenti
Caio Barbara, belle le tue dieci righe!l'arbitrio dell'uomo è incredibile...quanto sarebbe bello che se ne potesse fare più spesso un uso "sano"!
Gio, 26/07/2012 - 22:00- accedi o registrati per inviare commenti
Il quaderno azzurro

Non sono pazza. Non vedo davvero l'oro sul soffitto quando alzo lo sguardo e non sento profumi nell'aria. E non sento neppure il puzzo rancido della mia cella o del mio letto, perché ci sono abituata. Gli odori degli uomini, però, li sento. Nessuno di quelli che vengono a trovarmi è pulito; su alcuni sento l'odore dei cibi cucinati dalle mogli, o il loro profumo. Su alcuni sento il sapore del rossetto, baci che qualcuno ha posato sulle loro labbra poche ore o minuti prima dei miei.
Spesso sono confusa. Non capisco perché il giorno segua invariabilmente la notte, mentre tutto il resto è così variabile. Non capisco perché la bellezza risieda nella varietà piuttosto che nella regolarità. Immagino che esistano forze che vanno oltre la mia capacità di comprenderle. Ma in questo non c'è illusione né pazzia. Non sono pazza, ma ci sono innumerevoli giorni in cui vorrei esserlo.


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Bianca come il latte, rossa come il sangue

Fisso l'azzurro degli occhi di Silvia: un mare in cui far naufragio senza morirne, sul fondo del quale c'è sempre pace, anche quando la superficie è in tempesta. E mentre questo mare mi culla, sorrido il sorriso perfetto. Il mio sorriso dice senza parole che quando cominci a vivere davvero, quando la vita nuota dentro il nostro amore rosso, ogni giorno è il primo, ogni giorno è l'inizio di una vita nuova.


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I SOGNI DI SEBASTIANO S.

Sebastiano all'inizio vi entrò muto e intimorito, camminando solo sui tappeti e non sui marmi, per non far risuonare le semilune d'acciaio delle scarpe che in quell'elegante silenzio parevano lo schioccare violento del tuono. "Ah, ecco come vivono le persone ricche e istruite!" e pensava alle amache dondolanti al vento marino che entrava dalla porta e alle stuoie colorate dove l'Etiope e il Nostromo l'avevano concepito dodici anni prima.
Ogni giorno partiva all'alba dal suo cubo senza finestre, ma con la grande porta sempre aperta sulla scogliera dei Ciclopi, che portava dentro odori e luce in abbondanza, e camminava a passo veloce per due ore per arrivare alla casa della signora.


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Margot

Ma come guidi, testina di cazzo?! Dove ti infili, coglione? Non lo vedi che trasporto materiali pericolosi? È per te che sono pericolosi! Vuoi far piangere la mamma? Vuoi fare un bel botto? Ci sono le previsioni del tempo, no? Le condizioni sulla strada sono queste, no?! È una settimana che diluvia. Non c’è aderenza porca puttana! Clima schifoso in generale, un vero tempo di merda. Bassa pressione, dicono alla radio, bassa pressione che viene giù dalla Scandinavia! È un luglio unico in tutto il secolo. Ci manchi solo te che mi arrivi addosso! Accidenti a te! Ragazzo, forse ti manca qualche rotella, no? Baciami in quel posto! Fuck you, motherfucker! Passo e chiudo.


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La terrazza proibita

Sapevo che se ci si muove, la mente lavora più svelta, perché vede continuamente cose nuove alle quali è costretta a reagire. E di certo, in questo modo, si diventa più intelligenti di chi sta rinchiuso in un cortile. Anche la mamma ne era del tutto convinta, e sosteneva che la ragione principale per cui gli uomini tenevano le onne sotto chiave, era impedire loro di farsi troppo svegli. "Correre per tutto il pianeta fa correre anche il cervello", disse mia madre, "e mettere il cervello a riposo è l'idea che sta dietro alla pratica di mura e serrature".


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GIOCO - Riga 10
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Il dolore che provavo era ancora grande e le mille domande che mi ero sempre posta dovevano arrivare a un dunque. (Pollina. Passa i ricordi... - Edizione il Faro) |












































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Commenti
Ciao katja, condivido il lieve senso di "vuoto" e dispiacere che si prova quando si sta per concludere la lettura di un libro che ci piace...hai il mio segnalibro!Silvia
Ven, 27/07/2012 - 15:10