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Le colpe altrui

Vittoria entrò nella camera della suocera e s'avvicinò alla finestra: il sole era tramontato lasciando sopra il muro del cortile una striscia di cielo verde dorata come acqua; le cornacchie e il falco sonnecchiavano già aggrappati ai rami della legnaia: e a lei parve di sentire, nel gran silenzio che precedeva il crepuscolo, voci e grida lontane; laggiù, nel mondo, la gente si divertiva, anche i più miseri gridavano di gioia; lei sola, in quell'esilio, viveva tra immagini di morte abbandonata come una colpevole.


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Il Manifesto del Partito Comunista

Il Manifesto del Partito Comunista
Tradotto da Palmiro Togliatti
Editori Riuniti 2005
il primo passo nella rivoluzione dei lavoratori è l'elevazione del proletariato a classe
dominante, la conquista della democrazia. Il proletariato userà il suo potere politico per strappare progressivamente alla borghesia tutti i suoi capitali, per centralizzare tutti gli strumenti di produzione nelle mani dello Stato, dunque del proletariato organizzato in classe dominante, e per moltiplicare il più rapidamente possibile la massa delle forze produttive. In un primo momento ciò può accadere solo per mezzo di interventi dispotici sul diritto di proprietà e sui rapporti di produzione borghesi, insomma attraverso misure che appaiono economicamente insufficienti e inconsistenti, ma che nel corso del movimento si spingono oltre i propri limiti e sono inevitabili strumenti di trasformazione dell'intero modo di produzione.


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MARGHERITA DOLCE VITA

Ci siamo trovati al buio, in una giungla di vecchie biciclette. papà le aveva accatastate tutte in fondo. ho visto la signora Legnano con il manubrio ferito. Dormiva. Per un attimo mi è sembrato tutto come una volta. Odore di muffa, vecchio legno e bambole morte. Era ancora la nostra stanza dei giochi. Ogni armadio nascondeva un segreto, ogni scopa era la testa di una strega, ogni ombra un dinosauro. L'odore era lo stesso, e uguale il rumore del nostro respiro. giochiamo ancora Giacinto, Luisa, Lorenza, Erminio, avrei voluto dire.
Vieni a giocare con noi, Angelo.
E ho sentito un fremito. Un lamento. o forse solo il vento, dalla finestra aperta.


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Simpatiche...queste righe,io pedalo con una Legnano,ha 32 anni...ciao Francesca
Sab, 27/04/2013 - 10:14- accedi o registrati per inviare commenti
Gli ultimi cinque secondi di Mussolini. Un'inchiesta giornalistica durata quarant'anni

Gli ultimi cinque secondi di Mussolini. Un'inchiesta giornalistica durata quarant'anni
Il Saggiatore 2009
Una volta giunti a Giulino di Mezzegra, davanti a quel cancello di Villa Belmonte dove, secondo al versione ormai nota, "Valerio" aveva ucciso il capo del fascismo e Claretta, Sandrino ripetè sostanzialmente quanto già detto e scritto sull'episodio, sottolineando però alcuni particolari che mi parvero molto interessanti interessanti. Per prima cosa ci tenne a chiarire che lui non aveva partecipato all'esecuzione davanti al cancello. " Io sono arrivato subito dopo" vole specificare "correndo giù per una scorciatoia che portava al punto dove "Valerio" aveva deciso di uccidere Mussolini e la Petacci. Ma so per certo che è stato Moretti, e non "Valerio" a esplodere la raffica mortale. Io ho solo visto "Valerio" che sparava a due cadaveri".


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Ho voglia di te

Quando ero piccolo e tornavo dalle vacanze, Roma mi sembrava diversa. più pulita, con meno macchine, con un senso di marcia improvvisamente cambiato, con un semaforo in più. Questa volta mi sembrava identica a quando l'abbiamo lasciata. E' Gin che mi sembra diversa. La guardo senza che lei se ne accorga. Aspetta ordinata in fila il nostro turno per prendere il taxi. Muove ogni tanto i capelli, ravvivandoli, li allontana dal viso e loro, ancora insaporiti di mare, ubbidiscono. No, non diversa. Semplicemente più donna. Tiene la sua sacca tra le gambe e uno zaino non troppo pesante sulla spalla destra. Austera e dritta ma morbida nei tratti. Si gira, mi guarda e sorride.


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LA Testa Perduta Di Damasceno Monteiro

Il tono popolare era dato dai davanzali fioriti di gerani, che forse erano all'origine del nome, e l'eleganza dei negozi di gioiellieri con ricchissime vetrine. Firmino si era dimenticato di portare con sè la sua guida, il che in fondo gli dispiacque. Pazienza, l'avrebbe letta dopo. Il portone era maestoso, ma certo aveva conosciuto tempi migliori, un portone di quercia chiodato, che forse risaliva al XVIII secolo. Era spalancato per lasciare entrare le automobili, perchè nel cortiletto in fondo c'era spazio per parcheggiare. cercò sulla targa il nome dell'avvocato Mello Sequiera, ma non lo trovò. Entrò nell'atrio con perplessità. C'era una portiera.Sedeva in una guardiola a vetri e stava facendo lavorando a maglia.


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I Villaggi Del Silenzio

Era un giorno freddo, quando ci andai. Vento forte, vento che penetrava nella carne. Nell'ingresso erba e panchine nere di legno, e nella cinta del cimitero, mattoni rossi, incastonati di frammenti in pietra e di marmo delle lapide distrutte, andate a pezzi, pezzi di marmo nero e marmo bianco e frammenti di scritte e inizi di parole e fini di parole, una sorte di strano mosaico, sconvolgente, e poi nei sentieri interminabili di questo immenso cimitero che sembra non finire mai, si può camminare per giorni interi e non finisce, vie e vicoli e sentieri, vie principali e secondarie e viali, tortuosi e ramificati. Stele antiche, vecchie, alte, vere e proprie tenute di famiglia, tanto si impara sulla gente dalle lapidi, sorta di testimonianze, chi, come, cosa, povero,ricco, generoso, meschino, snob, saggio, possidente.


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E' vero "quanto s'impara sulla gente dalle lapidi",anche se è triste l'argomento...
Mer, 27/03/2013 - 16:26- accedi o registrati per inviare commenti
LA DOMATRICE

"Voi signora inglese o americana?" e come lei gli avesse risposto: "No, cinese", lasciandolo completamente sbalordito. Il ragazzo le era sembrato simile a un garbato e ardente scolaro, con qualcosa di patetico nel suo entusiasmo. E ora, senza una ragione al mondo, eccolo diventato timido, scontroso... villano addirittura. "Non voglio più interessarmi di lui" pensò Sarah indignatissima. Perchè Sarah King, senza esser presuntuosa, aveva una discreta opinione di sè. Sapeva di riuscire molto simpatica al sesso forte e non poteva soffrire di esser trascurata a quel modo... Si era mostrata fin troppo amichevole con quel ragazzo perchè, oscuramente, le ispirava un senso di compassione... ma ora aveva ben capito chi fosse: un rozzo americano pieno di superbia.


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Pensami stupido! La filosofia come terapia dell'idiozia

Pensami stupido! La filosofia come terapia dell'idiozia
Mimesis Edizioni Milano 2008
L'espansione dell'intelligenza umana, la sua lussuosa superfluità, sono, se guardi con gli occhi della cosiddetta natura, qualcosa di mostruoso, oltre che di devastante. La domanda che dobbiamo porci, allora, è la seguente: quest'espansione, che è stata casuale in termini evoluzionistici, è biologicamente irreversibile o manifesta una reversibilità sulla lunga durata, cioè la possibilità di un'involuzione delle capacità intellettive (rivolte al dominio concreto del mondo)(...)di homo sapiens?(...) l'individuo borghese emancipato, per essere tale, ha bisogno di sfruttare gli altri, cioè d'imporre quella forma economico - politica di comparazione che Marx ha chiamato "Capitalismo"."Nell'autonomia e nell'incomparabilità dell'individuo si cristallizza la resistenza contro il potere cieco e oppressivo della totalità". Si tratta di una totalità premoderna, preborghese, incarnata ad esempio dal sovrano.


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Ciao Francesca M. ti regalo il mio libro incentivo manda i tuoi dati a libroincentivo@10righedailibri.it
Gio, 28/02/2013 - 19:27- accedi o registrati per inviare commenti
Il Manifesto del Partito Comunista

Il Manifesto del Partito Comunista
Tradotto da F. Zaino
Fermento Editore 2005
La borghesia ha strutturato in modo cosmopolitico la produzione e il consumo di tutti i paesi grazie allo sfruttamento del mercato mondiale.Con grande dispiacere dei reazionari essa ha sottratto all'industria il suo fondamento nazionale.Antichissime industrie nazionali sono state distrutte e continuano a esserlo ogni giorno.Nuove industrie le soppiantano,industrie la cui nascita diventa una questione vitale per tutte le nazioni civili,industrie che non lavorano più le materie prime di casa ma quelle provenienti dalle regioni più lontane,e i cui prodotti non vengono utilizzati solo nel paese stesso ma, insieme, in tutte le parti del mondo.Al posto dei vecchi bisogni,soddisfatti dai prodotti nazionali, se ne affermano di nuovi,che per essere soddisfatti esigono i prodotti delle terre e dei climi più lontani.Al posto dell'antica autosufficienza e delimitazione locale e nazionale si sviluppano traffici in tutte le direzioni,si stringe una reciproca interdipendenza universale fra le nazioni. E ciò sia nella produzione materiale che in quella spirituale.


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Tranquilla: queste dieci righe più siamo a postarle meglio è :)
Mar, 19/02/2013 - 23:18- accedi o registrati per inviare commenti
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Apnea

Si pensa sempre di avere a disposizione tutto il tempo che si vuole, che si possano posticipare tante cose: prima o poi si faranno. Ed è giusto che sia così, altrimenti non ci sarebbe vita, non esisterebbe libertà. Ma ora è cambiato tutto, pagherei qualunque cifra per avere l'opportunità di rivivere in modo diverso molti spezzoni di vita, per ritrovarmi in situazioni passate e scegliere una strada differente. Non per evitare l'incidente, non si può evitare l'inevitabile, ma per dare più qualità a momenti che non sembravano importanti.


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Notti di pace occidentale

In una stessa terra
Se ho scritto è per pensiero
perché ero in pensiero per la vita
per gli esseri felici
stretti nell’ombra della sera
per la sera che di colpo crollava sulle nuche.
Scrivevo per la pietà del buio
per ogni creatura che indietreggia
con la schiena premuta a una ringhiera
per l’attesa marina – senza grido – infinita.
Scrivi, dico a me stessa
e scrivo io per avanzare più sola nell’enigma
perché gli occhi mi allarmano
e mio è il silenzio dei passi, mia la luce deserta
- da brughiera -
sulla terra del viale.
Scrivi perché nulla è difeso e la parola bosco
trema più fragile del bosco, senza rami né uccelli
perché solo il coraggio può scavare
in alto la pazienza
fino a togliere peso
al peso nero del prato.


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L'argine

Ella tende la sua, verso quella mano nuda, fresca e snodata, che le dà l’impressione della mano di un fanciullo; e i suoi occhi s’incontrano meglio, con quelli che già cercavano con insistenza: ed ecco, d’un colpo, torna l’allucinazione: il Commissario, gli occhi castanei, dolci, quasi languidi come quelli di un uomo che bacia con desiderio inappagabile la bocca di una donna amata; sì, ricordo di un uomo che non è il Commissario, non è Antioco: e che ella tuttavia ha ben conosciuto, in un luogo, in una lontananza indefinita, eppure reali, certi, ancora profondamente vivi entro di lei. Poiché quel viso, quei capelli, quella bocca, sopra tutto quegli occhi tutto amore, sono quelli del suo Giacomo, quando l'ha baciata la prima volta.


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Sardinia blues

Brucia di stelle il cielo di luglio in quest’isola immensa che suda l’estate, siamo tre laureati senza macchia e senza paura e senza amore e senza fede e la Sardegna è il nostro Messico.
Controlliamo l’orologio in silenzio, tra sessanta secondi entriamo in azione.
Martello e pile e calze di nylon, lucidità e coraggio: tutto è pronto, tre pirati nella notte calda di un’isola del Sud.
Tra un minuto entriamo in azione: Progetto Agevolazione Immigrazione
Parallela.
Fumiamo sigarette francesi nella mia stationwagon grigio chiaro da zingari senza denari, parcheggiati sotto i rami di un ulivo di cent’anni nel cortile dell’ultimo edificio prima della campagna.


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Cenere

Portate, venti, questi dolci versi Dentro all'orecchio della Ninfa mia...
E gli sembrava di essere agile e leggero come il passero sull'estremità della fronda.
Più tardi andò nell'orto, dove poté consegnare alla serva di Margherita la lettera già
preparata. L'orto ancora umido per la pioggia notturna esalava un forte odore di terra bagnata e di vegetazione secca. I bruchi avevano ridotto i cavoli a mazzi di strani merletti grigiastri; le altee, filogranate di bocciuoli e adorne di fiori violacei senza stelo, tagliavano lo sfondo azzurro del cielo coi loro disegni bizzarri. Sull'orizzonte perlato le montagne sorgevano vaporose, coi picchi più lontani immersi in nuvole d'oro. In un angolo dell'orto Anania trovò Efes Cau ubriaco, invecchiato, ridotto ad un mucchio di stracci, e lo toccò col piede: l'infelice sollevò il volto, che pareva una maschera di cera affumicata, aprì un occhio vitreo e mormorò il suo verso favorito: Quando Amelia sì pura e sì candida.


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L'incontro

Quando calava il sole i vecchi uscivano dalle loro case come lumache dopo la pioggia,trascinando con sè delle picccole sedie basse con la seduta di paglia.
Quel popolo della sera sembrava seguire scie invisibili agli occhi dei bambini della via.
"Andiamo a prendere il fresco", dicevano, quasi fosse un pesce da afferrare con le mani lungo il fiume sterrato della strada.
Anche i nonni di Maurizio dopo cena obbedivano a quel richiamo silenzioso,strusciando le sedie all'esterno come tutti gli altri.
Misteriosi accordi presi durante il giorno disegnavano la mappatura di crocicchi solo apparentemente spontanei, ciascun adulto portava la propria sedia davanti a una casa concordata,assestandola sul marciapiede e talvolta anche sul ciglio della strada fino a formare una precisa platea.
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ANIME ONESTE

La chiesa era stata comprata da Paolo in uno stato quasi di rovina, senza tetto, invasa dai roveti e dall'edera. Ma l'interno, preservato dalla grossa volta, si conservava ancora bene (…)La chiesa di San Giacomo era stata diversa da tutte le chiese sarde di campagna; non teneva addossate le solite stanze dette cumbissias, ove i fedeli dimorano durante il tempo della novena, ma aveva due piccole sagrestie e un loggiato ad archi dalla parte del nord. Non aveva campanile,e sulla facciata che si alzava a punta al di sopra del tetto si osservavano striscie di mosaico di rozza fattura.


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Passavamo sulla terra leggeri

Non so definire la parola felicità. Ovvero: non so che sia la felicità. Credo di aver sperimentato momenti di gioia intensa, da battermi i pugni sul petto, al sole, alla pioggia o al coperto, urlando (a volte vorrei farlo e non si può, sarebbe giudicato segno di disturbo mentale) o da credere di camminare sulle nuvole o da sentirsi l'anima farsi leggera e volare alta fino a Dio (è capitato di rado). E' la felicità? Così breve? Così poca?
Se esiste una parola per dire i sentimenti dei sardi nei millenni di isolamento fra nuraghe e bronzetti forse è felicità.


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Paese d'Ombre

Ricominciò a piovere quella stessa notte, e continuò ininterrottamente per giorni e giorni,come zio Raimondo aveva previsto.
Quando la terra si fu imbevuta,mille rivoli scesero dalle omntagne , e unendosi formavano torrenti che trascinavano nella loro corsa rapinosa terra, asssi,sterpi,cespugli, e persino interi alberi con le radici che ostruivano o rendevano più violenta la corsa dei torrenti,specialmente quelli in cui tutti gli altri confluivano, la Fluminera, che attraversa tutto il paese da monte a valle, e il cui corso non era stato ancora regolato.
Il torrente infuriava contro gli argini e scalzava le fondamenta delle case. Già in altri tempi ,le piene avevano trascinato via intere abitazioni causando anche vittime umane.
Ma per quell'anno non accadde nulla,perchè dopo sei giorni la pioggia cessò e il cielo si rifece azzurro.


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adoro questo libro, io attualmente lavoro accanto alla Fluminera :)
Ven, 17/05/2013 - 14:43- accedi o registrati per inviare commenti
Paese d'ombre

Le parole di un ragazzo possono lasciare indifferenti le persone costrette ad alzarsi a un'ora insolita, ma quando una campana si mette a suonare a martello nel cuore della notte, si salta giù dal letto. Così accadde quella notte. Molti montarono a cavallo e con vanghe e picconi in spalla galopparono al buio verso il fuoco.
Nonostante il rancore per i toscani, che tagliavano i boschi, tutti gli uomini accorsero. Angelo baciò Valentina, sello Zurito e galoppò insieme con gli altri. Girato Monte Homo entrarono nella luce rossa dell'incendio.
Un'intera montagna bruciava e il ruggito risucchiava tutti gli altri rumori dando l'illusione di uno spaventoso silenzio. Non riuscivano a sentire la propria voce nemmeno se urlavano. Si udiva il crepitìo delle foglie e dei rami, scoppi come di granate e nel frastuono, i rumori erano visibili, perché sul fianco del monte si vedevano alberi contorcersi e volatizzarsi in una vampata, per poi ricadere in scintille.


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Passi sardi
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Passi sardi
partecipo al gioco con http://scrivi.10righedailibri.it/le-colpe-altrui |
Le colpe altrui
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Le colpe altrui
Partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi |
GIUOCO DOMENICALE #25: 10 RIGHE PER IL 1' MAGGIO
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GIUOCO DOMENICALE #25: 10 RIGHE PER IL 1' MAGGIO
partecipo al gioco con http://scrivi.10righedailibri.it/il-manifesto-del-partito-comunista-0 |
Il Manifesto del Partito Comunista
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Il Manifesto del Partito Comunista
Partecipo al Giuoco domenicale #25: 10 RIGHE PER IL 1' MAGGIO + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-25-10-righe-il-1-maggio |
GIUOCO DOMENICALE #24: RIGHE PARTIGIANE
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Gli ultimi cinque secondi di Mussolini. Un'inchiesta giornalistica durata quarant'anni
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Gli ultimi cinque secondi di Mussolini. Un'inchiesta giornalistica durata quarant'anni
Partecipo al Giuoco domenicale #24: Righe partigiane + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-24-righe-partigiane |
Chocolat
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Chocolat
si, bellissimo film, il libro lo leggerò, grazie Lara :-) |
Và dove ti porta il cuore
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Và dove ti porta il cuore
che bella immagine |
Pensami stupido! La filosofia come terapia dell'idiozia
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Pensami stupido! La filosofia come terapia dell'idiozia
Il mio primo libro incentivo grazie Barbara!!! Grazie grazie grazie mando l'email subito subito ^_^ |
10 righe al Parlamento
| 10 righe al Parlamento |















































































Commenti
Partecipo a Passi sardi su http://scrivi.10righedailibri.it/passi-sardi
Ven, 17/05/2013 - 13:36