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Compleanno

Ciao amici, oggi è il mio compleanno. Vi lascio una torta virtuale per festeggiare tutti insieme. Purtroppo sono due giorni che sono a letto con dei forti dolori, non riesco neanche a stare sul pc. Non appena mi sarò rimessa pubblicherò di nuovo.
Vi voglio bene, a presto. Buone letture.


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L'impero dei draghi

Marco Metello aveva trascorso nell'ansia i giorni di prigionia cercando di immaginare quale sorte attendesse lui e i suoi uomini, quale aiuto potesse aspettarsi dall'esterno e se questo aiuto sarebbe mai arrivato. Benché fosse isolato nella sua cella, cercava di mantenersi in contatto con i suoi uomini dando di tanto in tanto una voce, o battendo contro la porta con le nocche delle dita per farsi sentire e infondere coraggio e speranza. Sapeva quale ascendente aveva su di loro il suo atteggiamento. Aveva promesso che li avrebbe riportati a casa e dedicava le lunghe ore di prigionia a immaginare e progettare come riuscirvi, ma le nude pareti della cella, interrotte solo da una finestrella in alto vicino al soffitto da cui filtrava appena una luce fioca, sembravano precludere ogni speranza.


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Novelle

IL FIGLIO CAMBIATO.
Notare ch'era ancora in fasce, il bambino della Longo. Ora, un bambino in fasce, cadendo per inavvertenza della madre nel sonno, poteva mai schizzar così lontano e coi piedini verso la testata del letto, vale a dire al contrario di come avrebbe dovuto trovarsi?
Era dunque chiaro che le "Donne" erano entrate in casa della Longo, nella notte, e le avevano cambiato il figlio, prendendosi il bambino bello e lasciandogliene uno brutto per farle dispetto.
Uh, ne facevano tanti, di quei dispetti, alle povere mamme!


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Cuore

Mia madre - 10 novembre, giovedì
In presenza della maestra di tuo fratello tu mancasti di rispetto a tua madre! che questo non avvenga mai più, Enrico, mai più! La tua parola irriverante m'è entrata nel cuore come una punta d'acciaio. Io pensai a tua madre quando, anni sono, stette chinata tutta una notte sul tuo piccolo letto, a misurare il tuo respiro, piangendo sangue dall'angoscia e battendo i denti dal terrore, ché credeva di perderti, ed io temevo che smarrisse la ragione; e a quel pensiero provai un senso di ribrezzo per te. Tu, offender tua madre! Tua madre che darebbe un anno di felicità per risparmiarti un'ora di dolore, che mendicherebbe per te, che si farebbe uccidere per salvarti la vita! Senti, Enrico. Fissati bene in mente questo pensiero. Immagina pure che ti siano destinati nella vita molti giorni terribili: il più terribile di tutti sarà il giorno in cui perderai tua madre.


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Commenti
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grazie Elena, ho piacere di regalarti il libro incentivo per queste dieci righe deamicisiane :) ciao
Lun, 13/05/2013 - 19:01- accedi o registrati per inviare commenti
Navi in bottiglia e quattro racconti inediti

FUGA DA CARLO
Carlo Miura ha un'ossessione. Anagramma in continuazione parole e nomi. Ha cominciato da circa un anno. Chiuso nel suo ufficio al decimo piano della sede della banca si è guardato intorno e le PARETI erano diventate TRE API, le TAVOLE erano VOLATE, IN LIBERTA' da LIBRI E ANTE. Da allora non aveva più smesso: a casa, per strada, dovunque e in ogni ora. [...]
Depresso, i nervi a pezzi, Carlo Miura ricorre A UN TAL ASINA, ANALISTA. Non è un colloquio facile. [...] Risalito alla manifestazione dei primi sintomi, emette la diagnosi: "Lei sta fuggendo dal suo io, dal suo presente, dal suo mondo. In ogni cosa che incontra cerca un "altrodasé" che, però, non esiste. Deve ritrovare la pace con se stesso e l'ossessione sparirà. Trenta sedute e vedrà che tutto tornerà a posto".
Carlo Miura torna a casa perplesso. Davanti alla porta si blocca. Legge il suo nome sulla targa e capisce cosa deve fare. Due settimane più tardi il dottor Asina riceve una cartolina dal Kenya. "Ho aperto un bar su queste spiagge. Salutoni, MARCO LAURI". "E chi lo conosce?", pensa archiviandola.


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L'impero dei draghi

Shapur si rivolse al visir, un anziano dignitario di vecchia nobiltà che si chiamava Artabano."Non ha detto nulla, non ha invocato pietà, non ha chiesto di essere sollevato dal suo insopportabile fardello."
"Se lo avesse fatto lo avresti ascoltato?"
"Forse"
"La vera generosità è quella che non aspetta di essere invocata."
"Vuoi dire che non sono generoso? Che non sono magnanimo? Ho favorito nel mio regno la diffusione della cultura dei Greci e degli Indiani, ho permesso a chiunque di professare la propria religione. Non è forse questa magnanimità?"


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L'impero dei draghi

Dopo un po' tutti dormivano o almeno così sembrava, ma Metello restò a lungo con gli occhi aperti a pensare a Clelia e al figlio Tito che gli mancavano ogni giorno di più.
Non si era mai trovato in una situazione tanto disperata e per la prima volta pensò quanto la sorte potesse sconvolgere la vita di un uomo. Ricordò che quella mattina in cui era uscito al fianco dell'imperatore per andare all'incontro con Shapur aveva come un presentimento di pericolo ma non immaginava quanto radicalmente potesse mutare la sua vita, come la sua esistenza sarebbe finita in fondo al pozzo di una miniera, in un recesso buio dove nessuno poteva più raggiungerlo.
Eppure, malgrado la profonda costernazione che lo affliggeva, cercava di riflettere: come la sorte aveva provocato un tale profondo mutamento nella sua esistenza, così, per altre ragioni per il momento impensabili, avrebbe potuto di nuovo invertire il corso degli eventi. L'importante era restare vivi e proteggere la vita dell'imperatore.


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Commenti
Ciao Elena ti scrivo qui perchè non so se leggerai il messaggio appena lasciato da me nel commento del libro vinto la settimana scorsa... Ti Dono il mio libro quindi ricordati di mandare l'email a libroincentivo@10righedailibri.it :D ciaooooo :)
Mar, 07/05/2013 - 21:21- accedi o registrati per inviare commenti
Il sospetto

Perché non aveva mai detto la verità a Dexter?
All'inizio del loro rapporto, naturalmente, sarebbe stato assurdo rivelargli qualsiasi cosa. Ma dopo sposati?
Lei lo guardò. Aveva un libro in grembo, come sempre. Dexter era un lettore vorace: riviste tecniche, giornali di finanza, saggi, e incredibilmente anche alcuni gialli inglesi che Kate considerava "da donne": C'era sempre una pila di libri sul suo comodino, l'unico dettaglio disorientato nella sua vita sempre ordinata e precisa.
Qual era la cosa che l'aveva indotta a mantenere il segreto? Dopo il matrimonio, dopo la nascita dei figli. Persino dopo aver lasciato il lavoro di agente operativo.
Non poteva essere solo una questione di segreto professionale, anche se il protocollo andava rispettato, almeno in parte. Poteva essere il semplice impulso di non voler ammettere per tanto tempo? Più aspettava a rivelare la verità, più diventava difficile immaginare la conversazione rivelatrice. "Dexter, devo dirti una cosa." Dio, sarebbe stato terribile.


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Gioco Segreto

Inconsapevole del pericolo corso, il cane si allontanò ciondolando.
"Un cazzo di cane, ecco cos'era!" gridò in direzione del suo superiore mentre riponeva la pistola nella fondina.
L'ispettore fece altrettanto e rimontò in auto sbadigliando. L'agente Ramaglia gettò un'ultima occhiata alla barca. In quello stesso momento una scarica elettrica squarciò il cielo che li circondava, illuminando a giorno la spiaggetta.
Allora la vide. Una gamba. Una gamba che terminava con un piede senza scarpa.


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Chris Pavone

Dexter osservò i bambini che si muovevano silenziosi e furtivi. "Cosa fanno?"
Kate mormorò, cercando di restare indifferente: "Giocano alle spie".
"Cosa?"
"Giocano alle spie" ripeté a voce alta. "E' un gioco che ho inventato io."
Stranamente, Dexter fece una faccia tesa. Poi si sforzò di sorridere e chiese: "Come funziona?".
"Vedi i tovaglioli che sporgono dalla tasca posteriore dei pantaloni?" Kate aveva trovato un altro uso per i tovagliolini da bar. Un giorno avrebbe scritto un libro: 101 modi per i tovagliolini di carta. "Se strappi il tovagliolino dalla tasca dell'avversario guadagni un punto. Per farlo devi avvicinarti alle spalle senza farti sentire. Devi essere paziente, cauto e deciso."


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IPPOLITO

FEDRA :
Disgraziato,infelice destino delle donne ! Adesso che abbiamo fallito, quali parole, quali modi ci sono di sciogliere il nodo creato dalla parola ?
Ho incontrato la giustizia.
Oh terra, oh luce !
Come sfuggire alla sventura, come nascondere la mia sofferenza, amiche mie ? Chi mi presterà aiuto, uomo o dio, che voglia essere complice delle mie colpe ?
La mia sofferenza insuperabile supera il limite della mia vita.
Sono la più infelice fra le donne !
....
NUTRICE :
Mia signora ,tu puoi certamente rimproverarmi i miei errori,giacchè in te il dolore ha la meglio sull'intelletto, ma io posso ben risponderti, se me lo consenti,.
Ti ho allevato e ti voglio bene, ho cercato un rimedio per la tua malattia e ho trovato ciò che non volevo.
Se avessi avuto successo, sarei stata riconosciuta saggia, perchè noi misuriamo la saggezza a seconda dell'esito.


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COMPLEANNI D'AUTORE 2013

Nasceva oggi: Michail Afanas'evič Bulgakov (15 maggio 1891)
"Oh, no" esclamò Pilato, e, una parola dopo l'altra, cominciò a sentirsi meglio: non c'era più alcun bisogno di fingere, non c'era bisogno di soppesare le parole. "Ti sei lagnato un po' troppo di me con Cesare, e adesso è giunta la mia ora, Caifa! Adesso sarà da me che partirà la notizia, e non andrà al legato di Antiochia, e nemmeno a Roma, ma direttamente a Capri, all'imperatore in persona, la notizia che a Jershalaim si risparmia la vita a famigerati rivoltosi. E ricorda che allora non sarà con l'acqua dello stagno di Salomone che disseterò Jershalaim, com'era nei miei progetti, per il vostro bene, no, non con l'acqua!"
(Il Maestro e Margherita)


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Il Maestro e Margherita

Numi, miei numi ! Com'è triste la Terra di sera !
Come sono misteriose le nebbie sulle paludi ! Chi ha peregrinato in queste nebbie, chi ha molto sofferto prima della morte, chi è passato in volo su questa terra portando un peso superiore alle sue forze, costui lo sa bene.
Lo sa colui che è stanco.
Ed egli senza rimpianto abbandona le nebbie della terra, la sua paludosità e i fiumi, si consegna a cuor leggero nelle mani della morte sapendo che lei soltanto può dargli la pace.
Anche i magici cavalli neri erano esausti e portavano lentamente i loro cavalieri, e la notte ineluttabiile era a loro ridosso.
Sentendone il soffio dietro le spalle, s'era azzittito anche l'instancabile Behemoth e, aggrappatosi con le unghie alla sella, volava silenzioso e serio, con la coda rizzata.
La notte cominciava a coprire col nero mantello i boschi e i campi, la nottte accendeva meste lucine in qualche luogo lontano, giù in basso,luci ormai prive d'interesse e inutili per Margherita e per il Maestro, luci altrui.


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IL FILO ROSSO

Era fatto così, non poteva non essere fatto come era fatto.
"Sei sicuro di voler fare questa cosa? Sei...sembri un ragazzino, quanti anni hai?"
Il ragazzo si liberò con disinvoltura, con gentilezza.
Lo guardò negli occhi, ma questa volta Antonio non vide l'odio liquido a cui doveva ancora abituarsi. Questo era peggio. Erano gli occhi di un vecchio.
"Abbastanza" gli rispose.


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DECAMERON

Già nella sommità de' più alti monti apparivano, la domenica mattina, i raggi della surgente luce e, ogni ombra partitasi,manifestamente le cose si conosceano, quando la reina levatasi con la sua compagnia primieramente alquanto su per le rugiadose erbette andarono, e poi in su la mezza terza una chiesetta lor vicina visitata, in quella il divino oficio ascoltarono.
E a casa tornatisene, poi che con letizia e con festa ebber mangiato, cantarono e danzarono alquanto; e appresso, licenziati dalla reina , chi volle andare a riposarsi potè. Ma avendo il sol già passato il cerchio di meriggio, come alla reina piacque, al novellare usato tutti appresso la bella fontana a seder posti,per comandamento della reina così Neifile cominciò.


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Rime di tre gentildonne del secolo XVI

Rime di tre gentildonne del secolo XVI
E-book Liber liber da Ed. Sonzogno
SONETTO XXVII.
Fiammeggiavano vivi i lumi chiari,
Ch'accendon di valor gli alti intelletti;
L'anime gloriose e i spirti eletti
Davan ciascuno a prova i don più cari.
Non fur le grazie parche e i cieli avari:
Gli almi pianeti in propria sede eretti
Mostravan lieti quei benigni aspetti,
Che instillan le virtù nei cor più rari.
Più chiaro giorno non aperse il sole:
S'udian per l'aere angelici concenti:
Quanto volse natura all'opra ottenne.
Col sen carco di gigli e di viole
Stava la terra, e 'l mar tranquillo e i venti,
Quando 'l bel lume mio nel mondo venne.


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Rime di tre gentildonne del secolo XVI

Rime di tre gentildonne del secolo XVI
E-book Liber liber da Ed. Sonzogno
SONETTO XLIII.
Dura è la stella mia, maggior durezza
È quella del mio Conte; egli mi fugge,
Io seguo lui; altri per me si strugge,
Io non posso mirare altra bellezza.
Odio chi m'ama, ed amo chi mi sprezza;
Verso chi m'è umíle il mio cor rugge;
Io son umíl con chi mia speme adugge;
A così strano cibo ho l'alma avvezza.
Egli ognor dà cagione a nuovo sdegno,
Essi mi cercan dar conforto e pace;
Io lascio questi, ed a quell'un m'attegno.
Così nella tua scola, Amor, si face
Sempre il contrario di quel ch'egli è degno:
L'umil si sprezza, e l'empio si compiace.


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Il seme del male

Penso che credessi, perfino allora, che un giorno, se fossi stato sbadato, se avessi distolto l’attenzione anche per un solo momento, il treno avrebbe finalmente raggiunto la sua destinazione misteriosa, impossibile, come un serpente che si divora cominciando dalla coda. E sarebbe esploso, mostruoso, nel mondo reale, tutto fiammeggiante, l’acciaio che avrebbe sprizzato scintille nella quiete della stanza da gioco, e lui sarebbe venuto a prendermi, per vendicare la sua lunga prigionia. E forse una parte del mio piacere era sapere che lo avevo intrappolato, che non sarebbe mai fuggito perché io ero troppo attento e potevo guardarlo quando mi pareva. Il suo cielo, le sue siepi, la sua folle corsa attraverso il mondo erano tutti miei, perché li mettessi in moto quando mi piaceva, perché ero attento, perché ero intelligente. Ma forse no.


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Multiversum

Gli occhi del ragazzo incontrarono i suoi per la prima volta. Si riconobbero a una decina di metri di distanza l'uno dall'altra. Rimasero per alcuni istanti immobili, si osservarono. Dentro di loro, le ansie, le paure, i dubbi che avevano tormentato l'animo per quattro anni. L'emozione e la gioia di vedere l'epilogo di una ricerca all'apparenza infinita. Di colpo iniziarono a correre, l'uno verso l'altra, come se su quella banchina ci fossero soltanto loro. Come se non esistesse nient'altro su quel pianeta per cui valesse la pena vivere. Nessuno dei due voleva rischiare di veder svanire l'immagine della persona che aveva cercato da sempre, la persona per la quale aveva dubitato della propria saluta mentale, la causa o l'effetto della propria diversità.


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IL LIBRO CHE NON HO ANCORA SCRITTO

posso giurare che quello in fila alla cassa davanti a me fosse un uomo ma non posso essere sicura allo stesso modo, da tutte le schiffezze esibite sul nastro, che non avesse le mestruazioni come me. in questi giorni mi dimentico della mia età più del solito e come una bambina faccio quello che mi viene di fare senza tener conto del giudizio dei 'grandi' ed è proprio mentre, uscendo dal supermercato, raccatto da terra due ciliegie scappate da chissà quale sporta poco sicura, che immagino ciò che uno a caso dei miei mille 'fidanzati' mi avrebbe detto tirandomi via per un braccio "ma che fai, te ne compro un chilo se vuoi", certo caro ma non è lo stesso, queste sono le prime della stagione e sono perfette per esprimere un desiderio sputando il nocciolo il più lontano possibile o ingoiandolo ridendo al pensiero di poterne sentile il rumore sulla ceramica del water.


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Compleanno
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Compleanno
Grazie ragazze, ho tantissimo male ad un braccio e non posso scrivere. A presto baci. |
Qualcuno con cui correre
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Qualcuno con cui correre
Bellissimo |
Cuore
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Cuore
Ho la possibilità di fare felice una persona. Grazie :) |
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Cuore
Grazie di cuore |
Medea - Ippolito
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Medea - Ippolito
Un abbraccio con tanto affetto Ale e a tutti gli amici di 10 righe perché mi ricordate sempre i veri valori e dirvi che quest'anno sono molto migliorata caratterialmente, cercando di non arrabbiarmi più. |
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Medea - Ippolito
Ma Ale! Hai vinto tu perché devi privartene? |
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Medea - Ippolito
Brava Ale |
GIUOCO DOMENICALE #26: 10 RIGHE PER LA MAMMA
Novelle
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Novelle
Partecipo al Giuoco domenicale #26: 10 righe per la mamma + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-26-10-righe-la-mamma |







































































Commenti
Auguroni :D
Ven, 17/05/2013 - 09:36Ho letto solo ora, anche se in ritardo...Tanti auguri!! Rimettiti presto!!
Ven, 17/05/2013 - 09:28Tanti Auguri Elena :) e rimettiti presto!
Ven, 17/05/2013 - 08:55Auguri Elena :))
Ven, 17/05/2013 - 00:58Tanti auguri Elena, guarisci presto!
Ven, 17/05/2013 - 00:36