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Eravamo bambini abbastanza

La stazione una volta doveva essere bianca, forse anche bella da vedere, con la pensilina larga e i pilastri sottili. Ma l'intonaco perdeva pezzi disegnando continenti scomparsi o mai esistiti. Alex ci ha trovato l'Oceartica. Sotto la neve, l'edificio faceva pensare a un padiglione infestato, ma da fantasmi senza rabbia, solo tristi. La porta a molla ci si è richiusa dietro. Piccoli banchi d'aria entravano e uscivano dalle finestre. Dove una volta c'erano i cardini, adesso il muro era nudo e scrostato. Qualcuno, forse con un sasso, forse con un pugno, aveva rotto i vetri. L'imposta batteva con un ritmo sempre uguale. La biglietteria era chiusa. Però c'era la macchina automatica e c'era l'orario dei treni nella sua teca. Ho controllato la data: era aggiornato. Sul vetro dell'orario, attaccata con lo scotch, c'era una fotocopia con la mia faccia. Sono rimasto a guardarmi. Ero io ma non mi somigliava.


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la scienza del male. L'empatia e le origini della crudeltà

la scienza del male. L'empatia e le origini della crudeltà
Tradotto da Gianbruno Guerriero
Raffaello Cortina Editore 2012
La mia parafrasi della teoria di Bowlby è questa: ciò che dà al bambino chi se ne prende cura in quei primi anni critici è come una pentola d'oro interiore. L'idea - che si rifà all'intuizione di Freud - è che ciò che un genitore può dare al figlio colmandolo di emozioni positive è un dono più prezioso di qualsiasi cosa materiale. Questa pentola d'oro interiore è qualcosa che il bambino può portare con sé per la vita, anche se dovesse diventare un rifugiato che ha perso tutto o subisse le conseguenze di altre sfide. Questa pentola d'oro interiore è ciò che conferisce all'individuo la forza di affrontare quelle sfide, la capacità di riprendersi dalle avversità, la capacità di mostrare di soffrire e gioire nell'intimo con gli altri e nelle relazioni con gli altri.


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Diari

Le astrusità liriche di Auden risuonano misteriosamente nelle cavità circolari dell'orecchio e cominciano a sembrare neve. La cara neve grigia che conserva e cancella. Che attenua (in un candido merletto di eufemismi l'uno dietro l'altro) tutte le nere desolate spigolose non-angeliche ripugnanti brutture di questo accidenti di sterile relitto che è il mondo: germogli avvizziti, case di pietra rattrappite, morti in piedi semoventi tutto tutto tutto affonda sotto la grande, ingannevole ondata bianca. E ne esce trasformato.


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Il porto degli spiriti

Grazie allo studio approfondito dei testi degli Smiths avevano imparato l'inglese come nessun altro sull'isola, e quando Wilde, Keats e Yeats avevano fatto la loro comparsa in Cemetery gates avevano recuperato i testi originali alla biblioteca pubblica di Norrtalje e trascorso tutta quella primavera grigia e piovosa a decifrare le loro poesie con l'aiuto di un grosso dizionario.
Avrebbero potuto essere felici.
Non cercavano di adattarsi agli altri perchè sapevano che sarebbe stato inutile e quando gli altri iniziarono a legarsi ai polsi stringhe di pelle e ad ascoltare gruppi con una Z nel nome li guardarono con malcelato disprezzo. Citavano spesso un passaggio di una canzone degli Smiths che traducevano: Questo è il regno dei poveri. Ma la citazione era da I want the one I can't have, questo era il problema. Henrik e Bjorn potevano essere accettati come due tipi strani che giravano intorno al gruppo, a patto però che stessero al loro posto. Che non cercassero di avere quello che non potevano avere.


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Castelli di Rabbia

Pekisch conosceva tutte le musiche del mondo e le aggiustava per noi, le cambiava, cose così, ma... erano sempre musiche di qualcun altro, capisci?... e invece quella volta lui ce lo disse, questa musica è mia... così, molto semplicemente, prima di mettersi a provare, disse a bassa voce "questa musica è mia"/ Pekisch seduto davanti al pianoforte, ha chiuso la porta con il chiavistello, tiene le mani una dentro l'altra posate sulle gambe, guarda la tastiera. Gli occhi vanno da un tasto all'altro, come a seguire un grillo che ci danza sopra. Per delle ore. Non tocca un solo tasto, gli basta guardarli. Non viene fuori una nota, le ha tutte in testa. Ore. Poi chiude il pianoforte, si alza ed esce. Si accorge che è notte. Rientra nella stanza. Va a dormire.


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L'ombra del vento

Clara mi stava aspettando in un salone, al limitare di quella foresta urbana. L'oggetto della mia passione indossava un vaporoso abito di cotone azzurro turchese e sedeva davanti a un piano, sotto la luce fioca di un lampadario. Clara non andava a tempo e sbagliava metà delle note, ma a me la sua serenata parve splendida. Con la schiena dritta, la testa leggermente piegata e un vago sorriso sulle labbra, sembrava una visione celestiale. Non fu necessario dire nè fare nulla per annunciarmi: gli effluvi dell'acqua di colonia anticiparono le mie intenzioni. Clara smise di suonare e mi sorrise imbarazzata.
"Per un attimo ho creduto che fossi lo zio" disse. "Mi ha proibito di suonare Mompou, dice che ne faccio scempio."


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La campana di vetro

Mi affiorò alla memoria la faccia di mia madre durante l'ultima, e unica, visita dal giorno del mio ventesimo compleanno, una pallida luna, carica di rimprovero. Sua figlia in manicomio! Io farle una cosa del genere! Ma evidentemente aveva deciso di perdonarmi.
"Ricominceremo da dove eravamo, Esther" aveva detto con il suo dolce sorriso da martire. "Faremo come se fosse stato soltanto un brutto sogno."
Un brutto sogno.
Per chi è chiuso sotto una campana di vetro, vuoto e bloccato come un bambino nato morto, il brutto sogno è il mondo.
Un brutto sogno.
Io ricordavo tutto.


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La campana di vetro

Adesso, sdraiata a letto, mi immaginai che Buddy mi chiedesse: "Lo sai che cos'è una poesia, Esther?".
"No, che cos'è?" dicevo io.
"Polvere."
Poi, mentre lui sorrideva, cominciando a tirare fuori quella sua aria di superiorità, io dicevo: "Anche i cadaveri che tagliuzzi tu. Anche la gente che credi di curare: polvere sono, polvere, nient'altro che polvere. E una vera poesia dura molto ma molto più a lungo di cento dei tuoi pazienti messi insieme".
E a questo naturalmente Buddy non avrebbe saputo ribattere, perchè era la pura verità. Era vero che siamo fatti essenzialmente di polvere e non mi pareva proprio che curare tutta quella polvere fosse meglio che scrivere poesie che gli uomini ricorderanno e si reciteranno quando sono infelici o malati e non riescono a dormire.


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Il mondo di Sofia - romanzo sulla storia della filosofia

Il mondo di Sofia - romanzo sulla storia della filosofia
Tradotto da margherita podestà heir
Longanesi 1994
Breve riassunto: un coniglio bianco viene estratto da un cilindro vuoto. Dal momento che l'animale è molto grosso, ci vogliono miliardi d'anni per fare questo gioco di prestigio. Sulla punta dei suoi peli nascono i bambini. In questo modo hanno la possibilità di stupirsi di questa incredibile magia. Tuttavia, a mano a mano che diventano vecchi, scivolano sempre più giù nella pelliccia del coniglio. E lì rimangono. Molti stanno così bene che non osano più arrampicarsi nuovamente sui peli sottili. Solo i filosofi si imbarcano in questo viaggio pericoloso alla ricerca dei confini ultimi della lingua e dell'esistenza. Alcuni cadono, altri però si aggrappano con tutte le loro forze ai peli del coniglio e gridano agli uomini che, comodamente sistemati nella morbida pelliccia dell'animale, mangiano e bevono in assoluta tranquillità.
"Signori e signore", dicono i filosofi. "Siamo sospesi nel vuoto!"


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Il mondo di Sofia - romanzo sulla storia della filosofia

Il mondo di Sofia - romanzo sulla storia della filosofia
Tradotto da margherita podestà heir
Longanesi 1994
A scuola le riusciva difficile concentrarsi su quello che spiegava l'insegnante: le sembrava che il professore si occupasse solo di cose insignificanti. Perchè non parlava invece di che cos'è un essere umano, di che cos'è il mondo e del modo in cui è stato creato?
Provava una sensazione finora sconosciuta: sentiva che la gente si occupava soltanto di cose futili. Invece esistevano domande più grandi, più complesse di quelle fatte a scuola, domande che richiedevano una risposta.
Qualcuno era in grado di rispondere a queste domande? Per Sofia era più importante riflettere su queste cose che imparare a memoria i verbi irregolari.


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COMPLEANNI D'AUTORE 2013

Nasceva oggi: Karl Marx (5 maggio 1818)
Voi inorridite perché noi vogliamo eliminare la proprietà privata. Ma nella vostra società esistente la proprietà privata è abolita per i nove decimi dei suoi membri; anzi, essa esiste proprio in quanto non esiste per quei nove decimi. Voi ci rimproverate dunque di voler abolire una proprietà che ha per condizione necessaria la mancanza di proprietà per la stragrande maggioranza della società.
(Il capitale)


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Aforismi d'Autore

Non leggete, come fanno i bambini,
per divertirvi, o, come fanno
gli ambiziosi, per istruirvi.
No. Leggete per vivere!


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Poesie d'amore

ELISABETH BARRET BROWNING
Se devi amarmi fallo, ma solo
per puro amore. Non dire mai
"L'amo per l'aspetto,lo sguardo e
il parlare gentile, o perchè il suo pensiero
concorda col mio, e certo quel giorno
mi diede un senso di piacere ".
Da sé, queste cose,amore,possono
mutare, o mutare per te, e l'amore nato così
così potrebbe essere distrutto. Non mi amare mai per la dolce pietà che asciuga la mia gota;
il pianto può scordare una creatura che tedia
il tuo eterno conforto, e l'amore perciò perde !
Ma amami solo per puro amore,che sempre
m'amerai per l'eternità d'amore.


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La meraviglia di Alice

A ventanni mi sentivo una persona finita.
Quello in cui vivevo era un piccolo, ordinario, comune paese di provincia, e la mia, una tipica famiglia di un paese di provincia, una famiglia normale. Questo aveva rappresentato il mio giudizio e la mia pena: le persone normali non gradiscono sconvolgimenti, né gradiscono che le loro faccende possano finire sulla bocca di tutti.
Il mio destino era stato segnato dalla colpa di aver reso pubblica quella vergogna che, mia madre in particolare, considerava bucato da lavare sotto il tetto di casa. Il mio rifiuto di accettare un “mettiamo tutto a tacere”, che è, pare, il miglior modo di curare i mali terribili fingendo che non siano mai comparsi né esistiti, non era stato accettato, e io pagavo semplicemente le conseguenze della mia testardaggine .


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Il fabbricante di sogni

“Se sai leggere e scrivere,” aveva detto “e fare almeno i conti più semplici, nessuno ti potrà imbrogliare e far firmare un contratto che ti renderà nuovamente schiavo. Il mondo è pieno di gente che presta soldi, di negrieri e di persone senza scrupoli che si approfitteranno sempre degli ignoranti. Quando avrai ricevuto un'istruzione potrai tornare al villaggio e aiutare la tua famiglia e i vicini a saperne di più sui loro diritti, così saranno in grado di proteggersi da gente come il tuo vecchio padrone. In tutti i villaggi dovrebbe esserci chi spiega agli altri quello che si può fare. E' il solo modo che abbiamo per cambiare le cose”


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Metamorfosi

Prima del mare, della terra e del cielo, che tutto copre, unico era il volto della natura in tutto l'universo, quello che è detto Caos, mole informe e confusa, non più che materia inerte, una congerie di germi differenti di cose mal combinate fra loro. Non c'era Titano che donasse al mondo la luce, né Febe che nuova crescendo unisse le sue corna;in mezzo all'aria, retta dalla gravità, non si librava la terra, né lungo i margini dei continenti stendeva Anfitrite le sue braccia.


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Commenti
Ciao Roberta, l'altra settimana ho vinto il libro incentivo nella classifica settimanale, oggi (veramente ieri) :D dovevo comunicare 10 righe scelte da me... Ho scelto le tue.... Manda per ricevere il Tuo libro incentivo un'email a libroincentivo@10righedailibri.it
Ciao :)
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Il matrimonio

Mi conosci da molti anni, amico, e mia moglie da cinque; la trovi molto graziosa,particolarmente avvenente; anch'io. Però so anche che la mattina non è così graziosa come la sera,che un certo tratto mesto, quasi patito, scompare solamente quando il sole è già alto nel cielo.
So che il suo naso non è di una bellezza perfetta, anzi francamente è troppo piccolo, ma esso guarda fieramente il mondo, e so che proprio questo piccolo naso ha già dato occasione a tanti innocenti motteggi, e che mai lo desidererei diverso, anche qualora potessi modificarlo.
Ciò offre un più prpfondo significato del fortuito nella vita rispetto a quello per cui tu ti fai trasportare con tanto entusiasmo.
Di tale bene ringrazio Dio, e dimentico il punto debole, che non è mai di gran conto.
Per una cosa ,una in particolare, ringrazio Dio di tutto cuore: che è la sola donna ch'io abbia mai amatao, la prima.


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Il falco pellegrino

Per dieci anni ho seguito il pellegrino. Ne ero posseduto. Per me era un Graal. Ora se n'è andato. La lunga ricerca è finita. Restano pochi falchi pellegrini, saranno sempre meno, forse non sopravvivranno. Molti muoiono rovesciati sul dorso, artigliando follemente il cielo nelle ultime convulsioni, bruciati e inariditi dal polline sordido e insidioso dei prodotti chimici usati in agricoltura. Prima che sia troppo tardi, ho cercato di richiamare alla memoria la straordinaria bellezza di quest'uccello e di abbozzare un ritratto della splendida terra in cui viveva, una terra, per me, prodiga e gloriosa come l'Africa. E' un mondo che muore, come Marte, ma che irradia ancora il suo fulgore.


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Sonetti

Odiami pure quando vuoi; anche adesso,
proprio ora che il mondo mi è avverso;
unisciti ai dispetti della fortuna, spezzami,
ma non cadermi addosso quando sono già a terra.
E quando il cuore si sarà ripreso da questo colpo,
non raggiungermi alle spalle per vibrarne un altro;
a notte di vento non far seguire al mattino la pioggia,
facendomi centellinare una rovina che è già nell'aria.
Se intendi lasciarmi, non aspettare la fine
quando altri dolori mi avranno fiaccato;
vieni subito all'assalto. sì ch'io assapori
sin da principio il colpo gobbo della fortuna.
E gli altri guai che mi affliggono,
paragonati alla tua perdita, mi parranno inerzie.


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Sentimenti e frustrazioni tradotti in parole...meraviglioso Shakespeare...
Sab, 27/04/2013 - 23:00- accedi o registrati per inviare commenti
Omaggio al Meteore Liridi in 10 Righe

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere iddio
ma i poeti nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.


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GIUOCO DOMENICALE #18: 10 RIGHE MUSICALI
Il porto degli spiriti
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Il porto degli spiriti
Partecipo al Giuoco domenicale #18: 10 righe musicali + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-18-10-righe-musicali |
Castelli di Rabbia
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Castelli di Rabbia
Partecipo al Giuoco domenicale #18: 10 righe musicali + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-18-10-righe-musicali |
L'ombra del vento
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L'ombra del vento
Partecipo al Giuoco domenicale #18: 10 righe musicali + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-18-10-righe-musicali |
Il mondo di Sofia - romanzo sulla storia della filosofia
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Il mondo di Sofia - romanzo sulla storia della filosofia
:) |
IL VAGABONDO
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IL VAGABONDO
bellissime righe *_* |
Giuoco domenicale #8: CRONACHE DAL FRONTE
| Giuoco domenicale #8: CRONACHE DAL FRONTE |
La Furia - La Trilogia di Magdeburg
|
La Furia - La Trilogia di Magdeburg
Partecipo al Giuoco domenicale #8 Cronache dal fronte http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-8-cronache-dal-fronte |















































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Partecipo al Giuoco domenicale #18: 10 righe musicali + link http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-18-10-righe-musicali
Dom, 03/03/2013 - 15:16