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Pagina di Vera Viselli

Il corpo che vuoi

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Alexandra Kleeman
Il corpo che vuoi
Tradotto da Sara Reggiani
Black Coffee 2017
10 righe da pagina 22:

B odia comprare cose per sé. Preferisce prenderle in prestito da qualcun altro, sebbene i suoi possiedano tre automobili e un cavallo, e le inviino un assegno per l’affitto ogni mese. Se le chiedo perché si sforzi sempre di aver bisogno di più cose di quante effettivamente gliene servano, risponde che prendere in prestito ti avvicina alle altre persone, mentre comprare, in genere, ti rende più solo.

inviato il 30/03/2017
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Alexandra Kleeman, 26 febbraio 1986 Berkeley (California)

La linea d'ombra

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Joseph Conrad
La linea d'ombra
Tradotto da Dunja Badnjević Orazi
Newton Compton 2014
10 righe da pagina 43:

Una nave! La mia nave! Era mia, completamente mia, da dominare e curare più di qualsiasi cosa al mondo: un “oggetto” di responsabilità e di devozione. Era lì ad aspettarmi, colpita da un maleficio, senza potersi muovere, vivere e andare per il mondo (fino al mio arrivo), come una principessa stregata. Il suo richiamo mi era arrivato quasi dal cielo. Non avevo mai sospettato la sua esistenza. Non sapevo che aspetto avesse, avevo appena sentito il suo nome, pure saremmo stati indissolubilmente uniti per buona parte del nostro futuro, per affondare o navigare insieme.
Un’ondata improvvisa di ansia e di impazienza mi corse per le vene, dandomi un tale senso di pienezza vitale, che non ho mai avvertito né prime né dopo di allora. Presi coscienza di quanto fossi marinaio, di cuore, di mente e addirittura fisicamente – un uomo soltanto di mare e di navi. Il mare, l’unico mondo che contava veramente, le navi banco di prova della virilità, del carattere, del coraggio, della fedeltà – e dell’amore.
Passai un momento magico. E unico.

inviato il 06/02/2017
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Joseph Conrad, Berdyčiv, 3 dicembre 1857 – Bishopsbourne, 3 agosto 1924

Constance contro tutti

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Ray Bradbury
Constance contro tutti
Tradotto da Giuseppe Lippi
Mondadori 2004
10 righe da pagina 25:

Tutto di notte, è questo il segreto. Nulla deve succedere a mezzogiorno: il sole è troppo luminoso, le ombre sono timide, il cielo brucia e niente osa muoversi. Non è divertente esporsi al sole, ma a mezzanotte, quando le ombre sotto gli alberi raccolgono il pizzo della sottana e cominciano a danzare, il divertimento è assicurato. Poi viene il vento, cadono le foglie. I passi echeggiano, le travi e le assi del pavimento scricchiolano. La polvere cade sulle tombe dalle ali degli angeli. Le ombre svolazzano come corvi. Prima dell'alba i lampioni stradali muoiono e la città diventa cieca per un po'.
È allora che cominciano tutti i bei gialli, che si scatenano le avventure. Non dovrebbe mai arrivare l'alba,e noi tratteniamo il respiro per fermare le tenebre, risparmiare il terrore, inchiodare le ombre.

inviato il 30/01/2017
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Ray Bradbury, 22 agosto 1920, Waukegan - 5 giugno 2012, Los Angeles

L'eredità

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Louisa May Alcott
L'eredità
Tradotto da Valeria Mastroianni e Lorenza Ricci
Jo March 2015
10 righe da pagina 104:

«Milord» rispose Edith con tono mai vacillante, «per quanto povera, e modesta, la vostra ricchezza non potrà mai comprare i miei sentimenti, né il vostro titolo comandarmi il rispetto per qualcuno che mi ha reso infelice, la cui passione egoista non riesce ad avere considerazione della mia condizione, né vergogna per il dolore che mi ha causato, e che adesso cerca di conquistarmi con inutili offerte di beni e di privilegi che mai potranno guadagnare l'amore sincero di una donna. Milord, vi ringrazio, ma non ho nessun cuore da darvi».

inviato il 26/01/2017
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Louisa May Alcott, Germantown, 29 novembre 1832 – Boston, 6 marzo 1888

The quick

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Lauren Owen
The quick
Tradotto da Lucia Olivieri
Fazi Editore 2016
10 righe da pagina 51:

Si appoggiò allo schienale, sentendosi d’un tratto soddisfatto, del mondo e di se stesso, e di Paige, che sorrideva nel sonno.
James pensò, con orgoglio e non senza una certa esitazione, è mio amico. Soltanto in quel momento si rendeva conto di quanto fosse stata solitaria la sua vita.
Ma mentre sedeva a guardare il fuoco, c’era qualcosa che lo faceva sentire a disagio. Qualcosa cui non era abituato. Come quando ci si trova in una stanza in penombra, forse: malgrado la poca luce, è possibile vedere perché gli occhi vi si sono abituati. Ma se arriva qualcuno con una lampada, d’un tratto tutto si fa brillante, sin troppo, almeno da principio. E si rischia di provare un moto d’ira nei confronti di quella persona che ha introdotto la luce in modo tanto brusco e inatteso.
E che strano, che interessante perversione, provare sgomento all’idea di essere felici. Era il terrore di commettere un errore, la paura di perdere questo amico che era riuscito a trovare per pura fortuna.

inviato il 09/01/2017
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Lauren Owen, 6 luglio 1985, Cheltenham (Regno Unito)

Il ladro di libri incompiuti

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Matthew Pearl
Il ladro di libri incompiuti
Tradotto da Roberta Zuppet
Superpocket su licenza RCS 2013
10 righe da pagina 35:

Fra tutti gli scrittori di narrativa di genere dell’epoca, solo Dickens sapeva ricorrere in egual misura all’arguzia e all’acume, all’emozione e alla compassione, in ognuno dei suoi libri. I personaggi non erano semplici bambole di cartapesta né estensioni appena velate della personalità di Charles Dickens. No, i personaggi erano assolutamente se stessi. Una storia dickensiana non chiedeva ai lettori di aspirare a un ceto più alto o di odiare gli altri ceti, bensì di trovare l’umanità e la benevolenza in ciascuno di essi. Era questo ad averlo reso l’autore più famoso al mondo. Questa volta il nuovo libro si era fatto aspettare per cinque anni, più di quanto fosse mai successo in passato. «Il pubblico è maturo!» aveva esclamato Fields. Il romanzo avrebbe narrato la storia di un giovane gentiluomo, Edwin Drood, un personaggio onesto ma sfuggente che svaniva dopo aver suscitato la gelosia dell’equivoco John Jasper, zio del protagonista e rispettabile cittadino con una doppia vita da tossicomane.

inviato il 26/12/2016
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Matthew Pearl, New York, 2 ottobre 1975

Fare scene. Una storia di cinema

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Domenico Starnone
Fare scene. Una storia di cinema
Minimum Fax 2010
10 righe da pagina 22:

Quanto mi piaceva l’aria del cinema Stadio, fumosa, sudata, piena di fiati e di puzze, buialuminosa. […] Tanto che quando tornavo all’aria fresca di campagna che spirava per il Vomero ancora all’inizio degli anni Cinquanta, sentivo uno scontento, un dolore stranito, e mi rammaricavo di non poter respirare più insieme ad animali e persone dello schermo, di dover rinunciare alla bella atmosfera che, nella giungla dentro il cinema, continuava a fluttuare senza di me. Non so se oggi si percepisce ancora il cambiamento all’entrata o all’uscita di un cinema. Forse sì, forse un bambino se ne accorge, ma in modo blando, scarsamente emozionato. Ha altro con cui emozionarsi. Io invece sentivo, entrando, tutta la fretta di dimenticare il mondo disordinato da cui provenivo e, uscendo, tutta la svogliatezza stordita con cui mi riadattavo a spazi che non avevano né i colori immaginari del bianco e nero né lo splendore vero del technicolor, ma tinte insignificanti, suoni confusi, frasi in dialetto dette a caso, movimenti senza commenti musicali. Il tempo dello schermo era desiderato e imperdibile.

inviato il 12/12/2016
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Domenico Starnone, Napoli, 15 febbraio 1943

Il mistero di Edwin Drood

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Charles Dickens
Il mistero di Edwin Drood
Tradotto da Stefano Manferlotti
Gargoyle 2012
10 righe da pagina 164:

Chiedete ai primi cento cittadini di Cloisterham incontrati a caso per le strade, a mezzodì, se credono ai fantasmi. Vi direbbero di no; ma chiedete loro di scegliere se passare di notte per questi recinti irreali oppure per la via delle botteghe: scoprireste che novantanove sceglierebbero il giro più lungo e la strada più frequentata. La causa non va ricercata in una qualche superstizione locale connessa con questi recinti – benché una misteriosa signora con un bimbo fra le braccia e una corda che le pendeva dal collo sia stata vista volare tutt’intorno da diversi testimoni, impalpabili quanto lei – quanto piuttosto in quel rifuggire inconscio di ogni polvere che abbia ancora in sé il respiro della vita, dalla polvere che il respiro della vita ha invece abbandonato. Va ricercata, inoltre, in questa riflessione tanto ampiamente diffusa quanto ampiamente inconfessata: “Se è possibile che i morti diventino, in particolari circostanze, visibili ai vivi, questi ambienti si prestano talmente allo scopo che io, che sono il vivo, farò molto meglio a venirne fuori il più presto possibile”.

inviato il 06/12/2016
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Quaderno di lettura con il saggio Ore fra i libri di Virginia Woolf

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AA VV
Quaderno di lettura con il saggio Ore fra i libri di Virginia Woolf
Tradotto da Valeria Mastroianni e Lorenza Ricci
Jo March 2012
10 righe da pagina 13:

Lo stare in una libreria stipata di libri, tanto nuovi che le pagine quasi restano attaccate e la doratura sul dorso è ancora fresca, suscita un entusiasmo non meno delizioso del vecchio entusiasmo per la bancarella dell’usato. Non è forse intenso allo stesso modo. Ma l’antica brama di sapere cosa pensassero quegli autori immortali ha lasciato il posto alla curiosità molto più tollerante di sapere cosa stia pensando proprio la nostra generazione. Cosa sentano gli uomini e le donne di oggi, come sono le loro case e che abiti indossano, quanto denaro possiedono e che cibo mangiano, cosa amano e cosa detestano, in che modo vedono il mondo circostante, e qual è il sogno che riempie gli spazi delle loro vite pratiche? Ci raccontano tutte queste cose nei loro libri. Se abbiamo occhi per guardare, in essi possiamo vedere tanto sia della mente che del corpo del nostro tempo.
Quando una curiosità del genere si sarà pienamente impossessata di noi, la polvere si depositerà subito sui classici, a meno che qualche necessità non ci obblighi a leggerli.

inviato il 28/11/2016
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;)))))))))))))

Ciao sei nella finale settimanale di novembre.

Jane, la volpe & io

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Isabelle Arsenault Fanny Britt
Jane, la volpe & io
Tradotto da Michele Foschini
Mondadori 2014
10 righe da pagina 80:

Il signor Rochester ama Jane Eyre e le chiede di sposarlo. Strana, seria, vestita di scuro, la ama proprio così com'è.
E' fantastico, ma è impossibile.
Un ragazzo disposto ad amare una salsiccia in costume con i velieri, che si lascia avvicinare dalle volpi con la rabbia, sarebbe fantastico.
Ma é impossibile.
Perchè, come in Jane Eyre, finirebbe male.
Come in Jane Eyre, si scoprirebbe che il ragazzo ha già una moglie pazza da legare, imprigionata nella torre del maniero, e che anche se ama la salsiccia in costume, non la può sposare.
E poi la salsiccia sarebbe obbligata a lasciare il maniero per la vergogna e di andare all'altro capo del mondo, con il cuore spezzato in mille pezzi.
Come in Jane Eyre, la morale della storia sarebbe: non dimenticare mai che sei una miserabile salsiccia.

inviato il 24/11/2016
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Le cosmicomiche

Italo Calvino
Le cosmicomiche
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 94:

E sbandiera pagine dei quotidiani, bianche e nere come lo spazio quando s'andavano formando le galassie, e gremite -come allora lo spazio- di corpuscoli isolati, circondati di vuoto, privi in sé di destinazione e di senso.
E io penso a com'era bello allora, attraverso quel vuoto, tracciare rette e parabole, individuare il punto esatto, l'intersezione tra spazio e tempo in cui sarebbe scoccato l'avvenimento, incontestabile nello spicco del suo bagliore; mentre adesso gli avvenimenti vengono giù ininterrotti, come una colata di cemento, uno in colonna sull'altro, uno incastrato nell'altro, separati da titoli neri e incongrui, leggibili per più versi ma intrinsecamente illeggibili,una pasta d'avvenimenti senza forma né direzione, che circonda sommerge schiaccia ogni ragionamento.

inviato il 24/04/2017
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Grazie per la scelta :)

Ecco qua le dieci righe che ho scelto : http://scrivi.10righedailibri.it/come-non-educare-i-figli . grazie :)

Ciao Quantoscommettiamo, sei nella finale settimanale di Aprile. scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi 1 maggio a domenica 7 maggio, riportando qui nei commenti il link.

Ciao :) grazie !

Benvenuta Quantoscommettiamo :)

Robin Hood

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Alexandre Dumas
Robin Hood
Tradotto da Vito Cosumano
DeAgostini 2016
10 righe da pagina 96:

“Benissimo, milord. Ora potete andarvene, ma non vorreste, prima, mangiare qualcosa... o bere un bicchiere di vino con noi?”
“No” rispose secco il vescovo.
“Davvero non volete né bere né mangiare, milord?”
“Non ho né fame né sete. Desidero solo andare via, ecco tutto. Non trattenetemi oltre.”
“Quand'è così” aggiunse Little John in tono beffardo “eccovi il conto.”
“Il conto?” ripeté il vescovo spalancando gli occhi. “Come sarebbe? Non ho né bevuto né mangiato.”
“Oh, non importo” rispose Little John in tutta tranquillità. “Dal momento che siete nostro ospite, dovete dividere le spese con noi. I vostri cavalli, almeno loro, hanno mangiato qualcosa, no?”
“prendete quello che volete e lasciatemi andare” rispose spazientito il vescovo.
“La borsa, signore, è sempre al solito posto?” chiese Little John.

inviato il 24/04/2017
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Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di Aprile.

Alexandre Dumas padre (Villers-Cotterêts, 24 luglio 1802)

Le città invisibili

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Italo Calvino
Le città invisibili
Tradotto da Presentazione Pier Paolo Pasolini
Oscar Mondadori 2012
10 righe da pagina 103:

Le città e gli occhi
Guadato il fiume,valicato il passo,l'uomo si trova di fronte tutt'a un tratto la città di Moriana,con le porte di alabastro trasparenti alla luce del sole,le colonne di corallo che sostengono i frontoni incrostati di serpentina,le ville tutte di vetro come acquari dove nuotano le ombre delle danzatrici dalle squame argentate sotto i lampadari a forma di medusa.Se non è al suo primo viaggio l'uomo sa già che le città come questa hanno un rovescio:basta percorrere un semicerchio e si avrà in vista la faccia nascosta di Moriana,una distesa di lamiera arruginita,tela di sacco ,assi irte di chiodi,tubi neri di fuliggine,mucchi di barattoli,muri ciechi con scritte stinte,telai di sedie spagliate,corde buone solo per impiccarsi a un trave marcio.Da una parte all'altra la città sembra continui in prospettiva moltiplicando il suo repertorio di immagini:invece non ha spessore ,consiste solo in un diritto e in un rovescio ,come un foglio di carta,con una figura di qua e una di là,che non possono staccarsi né guardarsi.

inviato il 24/04/2017
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Staff,un grazie a voi e tutti,naty

Ciao Natalina, sei nella finale settimanale di Aprile.

Italo Calvino n.13.10.1923-a Santiago de Las Vegas -De la Habana-
m.Siena 19.9.1985

Tenera è la notte

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Francis Scott Fitsgerald
Tenera è la notte
Tradotto da Fernanda Pivano
1997 Giulio Einaudi editore – Torino s.p.a. – 1960 – 1985 – 1997 – 2005 – 2014 1949
10 righe da pagina 17:

Aveva una magia nelle rosee palme, e guance accese in una bella fiamma, come il trepido rossore dei bimbi dopo il bagno freddo serale.
La bella fronte alta si arrotondava delicatamente dove i capelli, cingendola di uno scudo di blasone, esplodevano in riccioli ed onde e boccoli biondo cenere e oro.
Aveva occhi chiari, grandi, luminosi, umidi e splendenti, il colore delle guance era autentico, e irrompeva alla superficie della giovane pompa vigorosa del suo cuore.
Il corpo aleggiava delicatamente sull'estremo limite della fanciullezza: aveva diciotto anni, quasi compiuti, ma era ancora coperta di rugiada.

inviato il 24/04/2017
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Ciao Davide, sei nella finale settimanale di Aprile.

Francis Scott Key Fitzgerald (Saint Paul, 24 settembre 1896 – Los Angeles, 21 dicembre 1940) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense, autore di romanzi e racconti.

Come non educare i figli

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Franz Kafka
Come non educare i figli
Tradotto da Marco Federici Solari
L'orma Editore 2013
10 righe da pagina 29:

Ciò che da questa superficie si porta dietro lo scrivere – quando non ci sono alternative e le fonti più profonde restano mute – non è nulla e crolla su se stesso nell'istante in cui un sentimento vero scuote il terreno superiore. Perciò quando si scrive non si è mai abbastanza soli, quando si scrive non si può mai avere abbastanza silenzio attorno, quando si scrive la notte è sempre troppo poco notte. Perciò non si può mai avere abbastanza tempo a disposizione, perché le vie sono lunghe e ci si perde facilmente e a volte si è persino preda della paura e, senza essere costretti o chiamati, viene voglia di tornare indietro correndo (una voglia che dopo è sempre duramente punita), come se si dovesse ricevere all'improvviso un bacio dalla bocca più amata! Ho pensato spesso che lo stile di vita migliore per me consisterebbe nel vivere, con il materiale per scrivere e una lampada, nel locale più interno di un’ampia cantina chiusa a chiave.

inviato il 01/05/2017
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Grazie :)

Fatto! :)

Piconzero, puoi verificare il tuo indirizzo e-mail? Quando commentiamo i tuoi post ci ritornano indietro l'email.

Il passo è tratto da una lettera a Felice Bauer scritta nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1913.

Come non educare i figli

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Franz Kafka
Come non educare i figli
Tradotto da Marco Federici Solari
L'orma Editore 2013
10 righe da pagina 37:

Non ho memoria, né per quel che ho imparato e letto, né per quel che ho vissuto e udito, e neanche per uomini e avvenimenti, mi sembra di non aver vissuto nulla, di non aver imparato nulla, un qualunque scolaretto ne sa più di me su quasi tutto e quel poco che so lo so così superficialmente che alla seconda domanda che mi si pone non sono già più capace di rispondere. Pensare mi è impossibile, quando penso inciampo in limiti a ogni piè sospinto, una volta ogni tanto riesco a capire qualcosa di colpo, ma non sono affatto capace di seguire o sviluppare un pensiero coerente. Non so neppure davvero raccontare, e in realtà quasi nemmeno parlare; nel raccontare qualcosa, la maggior parte delle volte ho la sensazione che devono provare i bambini quando tentano i primi passi non ancora per un proprio bisogno interiore, ma perché lo vuole la famiglia, adulta e che già cammina perfettamente. E tu, Felice, senti di non essere al livello di un uomo siffatto, tu che sei allegra, vivace, sicura e sana?

inviato il 01/05/2017
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Ultimo viene il corvo

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Italo Calvino
Ultimo viene il corvo
Oscar Mondadori 2012
10 righe da pagina 80:

Il comunista era un uomo basso,con una grossa testa calva,che aveva girato il mondo e sapeva tutti i mestieri.era uno che conosceva il male e il bene della vita,vedeva tutto andar male ma sapeva che un giorno andrebbe meglio,era un operaio che aveva letto libri,un comunista.
Lavorava a giornata per le campagne,perché l'aria della città non era più buona per lui;e lavorava bene,s'intendeva di semine,d'ortaggi.Ma più gli piaceva starsene seduto sui muri a parlare delle cose che si perdono nel mondo,del caffè che si brucia nel Brasile,dello zucchero che si butta in mare a cuba,delle scatole di carne che marciscono nei docks di Chicago.E ricordi suoi ,di una vita impastata di miseria,d'emigrazione,di carabinieri;ricordi di un uomo preso a botte dalla vita,di un uomo che si interessa a tutte le cose ,al male e al bene del mondo ,e ci ragiona sopra.

inviato il 01/05/2017
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Grazie

http://scrivi.10righedailibri.it/i-malavoglia-5 le 10 righe che più mi piacciono sono queste,!natalina

Perfetto...mi ricordo sicuramente!!! Grazie!!!

Ciao Natalina, sei nella finale del mese di maggio. da oggi lunedi 8 a domenica 14 maggio, scegli 10 righe che più ti piacciono riportando qui nei commenti il link.

La lama del Druido supremo

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Terry Brooks
La lama del Druido supremo
Tradotto da Gaetano Luigi Staffilano
A. MONDADORI 2015
10 righe da pagina 40:

Arcannen si stava già muovendo. Si raggomitolò su se stesso, come se fosse sul punto di crollare, poi protese violentemente le braccia e una maligna luce nera scaturì dalla punta delle sue dita, saettando nello spazio che lo separava da Paxon.
Il ragazzo, agendo senza riflettere, alzò di scatto la spada per deviare l'attacco.
In quell'istante accadde qualcosa di strano. Un'ondata di calore esplose dentro di lui e la spada nera prese vita: divenne splendente come uno specchio, mentre lungo tutto il metallo della lama si intrecciavano serpi verdastre. Fu un fenomeno improvviso, talmente rapido che Paxon ebbe solo una frazione di secondo per rendersene conto, prima che magia dello stregone lo colpisse e lo scagliasse nel corridoio, mandandolo a sbattere contro la parete opposta.
L'attacco di Arcannen tuttavia non lo ferì in alcun modo.

inviato il 02/05/2017
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Terry Brooks (Sterling, 8 gennaio 1944)

Il figlio dell'oscurità

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Terry Brooks
Il figlio dell'oscurità
Tradotto da Gaetano Luigi Staffilano
A. MONDADORI 2016
10 righe da pagina 23:

Poi il centro del Perno dell'Ade esplose verso il cielo in un enorme geyser da cui emerse una gigantesca sagoma scura. Ammantata nelle vesti nere tipiche dei Druidi, si librò sullo specchio d'acqua come se non avesse peso. Pareva incorporea e tuttavia la sua oscurità era più intensa della notte che la circondava. Tutte le altre minuscole ombre fuggirono ai bordi del lago e rimasero lì, al sicuro in disparte, mentre le acque continuavano a sibilare e a emettere vapore. Paxon osservò l'entità andare lentamente verso Aphenglow Elessedil. Fluttuava, con il corpo e le membra immobili sotto le vesti. Il cappuccio gli nascondeva completamente il volto. Quando si fermò a qualche passo da lei, l'Ard Rhys alzò le braccia e le protese in un gesto di saluto.
“Allanon!” chiamò audacemente. “Sono pronta!”

inviato il 08/05/2017
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Terry Brooks (Sterling, 8 gennaio 1944)

Il gabbiano Jonathan Livingston

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Richard Bach
Il gabbiano Jonathan Livingston
Tradotto da Pier Francesco Paolini
Biblioteca Rizzoli Romanzo 2003
10 righe da pagina 17:

Poiché tu hai imparato tutto. Hai terminato un corso di istruzione, e ne incomincia un altro, per te. Adesso». Come aveva illuminato tutta quanta la sua vita, il lume dell'intelletto lo soccorse in quel momento, e lui capì. Avevano ragione quegli uccelli. Lui poteva volare, sì, più in alto. Ed era l'ora, sì di andare a casa. Abbracciò con un ultimo sguardo il suo cielo, i magnifici campi del cielo, dove aveva imparato molte cose.
«Sono pronto» disse alfine.
E il gabbiano Jonathan Livingston fece prua verso l'alto, scortato da quei due splendidi uccelli, e scomparvero insieme nella notte.

inviato il 08/05/2017
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Grazie!

Ciao Davide Corsi, sei nella finale di maggio, 10 righe scelte dalla redazione.

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Il corpo che vuoi 8 settimane 35 min fa

Alexandra Kleeman, 26 febbraio 1986 Berkeley (California)

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La linea d'ombra 15 settimane 2 giorni fa

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L'eredità 16 settimane 6 giorni fa

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Harry Potter e la camera dei segreti

Harry Potter e la camera dei segreti 17 settimane 4 giorni fa

sì, sono stupende le illustrazioni...! io sono sempre un sacco tentata di prendere queste nuove, ma ho già le edizioni normali :))

Harry Potter e la camera dei segreti 18 settimane 3 giorni fa

Oddio hai comprato questa edizione!!!! :))))))))))

The quick

The quick 19 settimane 3 giorni fa

Lauren Owen, 6 luglio 1985, Cheltenham (Regno Unito)

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Matthew Pearl, New York, 2 ottobre 1975

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Fare scene. Una storia di cinema 23 settimane 1 giorno fa

Domenico Starnone, Napoli, 15 febbraio 1943

Quaderno di lettura con il saggio Ore fra i libri di Virginia Woolf

Quaderno di lettura con il saggio Ore fra i libri di Virginia Woolf 24 settimane 2 giorni fa

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