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Pagina di Vera Viselli

Vittime

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Dorothy Uhnak
Vittime
Tradotto da Annamaria Raffo
Mondadori 1994
10 righe da pagina 42:

Quando era una ragazzina, sua madre le diceva sempre: “Miranda, parla piano, educatamente e senza alzare la voce. Quando parli con le suore a scuola, quando parli con il droghiere, quando parli con quella signora della biblioteca così gentile che ti lascia portare a casa tutti quei libri. Mostra che hai rispetto e capiranno che sei una brava ragazza”. Sua madre era convinta che tutte le persone con cui entrava in contatto fossero nella posizione di concedere o negare qualcosa: cibo, informazioni, opportunità. Niente accadeva direttamente a causa di quanto Miranda stessa aveva fatto, bensì come risultato del modo in cui le persone che contavano valutavano ciò che aveva fatto. In un certo senso, sua madre aveva ragione.

inviato il 18/04/2019

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Dorothy Uhnak
The Bronx, 24 aprile 1930 – Greenport West, 8 luglio 2006

Neverworld

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Marisha Pessl
Neverworld
Tradotto da Valentina Daniele
Mondadori 2019
10 righe da pagina 92:

Ero sicura che da vecchia, ripensando alla mia giovinezza, avrei ricordato quelle notti, passate seduta sullo stretto davanzale della finestra della torre del caposquadra insieme ad altre cinque persone, davanti al lago blu, decine di metri più sotto. Lì era nata la nostra amicizia. Lì ci eravamo legati gli uni agli altri. C'era qualcosa, nel vedersi su quello sfondo brullo e alieno di roccia, acqua e cielo (per non parlare della cosa proibita e pericolosa che stavamo facendo), che ci rendeva trasparenti, rivelava le domande tacite che ci ponevamo. Sentivamo la vita che ci bruciava, le nostre cicatrici vere come il cielo che ci sferzavano la faccia. Sapevamo che niente sarebbe stato più lo stesso, che la giovinezza era qui ma era già quasi finita, che l'amore era fragile e la morte una realtà.

inviato il 03/04/2019
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Marisha Pessl
26 ottobre 1977, Clarkston, Michigan, Usa

Ballata di ogni donna

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Erica Jong
Ballata di ogni donna
Tradotto da Tilde Riva
Bompiani 1991
10 righe da pagina 283:

Italia. Non c’è niente di questo paese che non mi piaccia: la lingua, in cui tutto suona meglio, da “per favore passami i fagioli”, al posto di “please pass me the beans”, a “ti amo”, al posto di “I love you”. La gente, con la sua umanità, la sua anarchia, la sua eccentricità, eppure con una fede profonda in tutto quello che conta veramente: figli, arte, cibo, famiglia, conversazione, opera, giardinaggio, scarpe. […] Tutto lo stivale dell’Italia (e a me piacciono gli stivali) è lambito da una lingua di mare sensuale. Dai tempi di Roma a oggi, l’Italia è sempre stato un paese di cui ci si innamora, un tributo a tutto ciò che esiste nell’animo umano di durevole, folle, pagano, allegro, malinconico, ora banale ora divino.

inviato il 27/03/2019
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Ciao Paola, sei nella finale di marzo, 10righe scelte dalla redazione.

http://scrivi.10righedailibri.it/ballata-di-ogni-donna -Cari amici dello Staff...ho scelto queste 10 righe,mi piacciono !!!

Erica Jong
Manhattan (USA), 26 marzo 1942

Gli extratererstri torneranno

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Erich von Däniken
Gli extratererstri torneranno
Tradotto da Maria Attardo Magrini
Armenia 1976
10 righe da pagina 33:

Perché le più antiche biblioteche del mondo sono biblioteche segrete? Di che si ha dunque paura? Si teme forse che la verità custodita e celata per millenni venga finalmente a galla? La ricerca e il progresso non si possono fermare. Per 4.000 anni gli egiziani considerarono i loro dei come esseri reali. Anche noi nel medioevo abbiamo ucciso con accanito fanatismo teologico le "streghe". Se quegli uomini di talento che furono gli antichi greci credevano di poter leggere il futuro nello stomaco di un'oca, questa pratica oggi è altrettanto superata quanto la convinzione di certi nostalgici del passato, che credono ancora nel valore del nazionalismo.

inviato il 23/03/2019
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ERICH VON DÄNIKEN
Zofingen (Svizzera), 14 aprile 1935

Come non scrivere

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Claudio Giunta
Come non scrivere
Utet 2018
10 righe da pagina 222:

Se si scrive male non si è in grado di apprezzare davvero chi scrive bene (anche se si finge di farlo), cioè non si ha davvero modo di capire perché Proust è uno scrittore così grande, e XY (mettete voi il nome: non voglio congedarmi con una spiacevolezza) uno scrittore così mediocre. È un po’ tutto uguale. Continuo a pensare insomma che cavarsela bene nello scrivere voglia dire anche essere, a parità di condizioni, sia più intelligenti sia più capaci di apprezzare le cose che si leggono o si ascoltano, dai romanzi ai giornali, dalle battute dei film ai testi delle canzoni. Non più di questo: ma è moltissimo.

inviato il 22/03/2019
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Claudio Giunta
Torino, 7 aprile 1971

L'albero velenoso della fede

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Barbara Kingsolver
L'albero velenoso della fede
Tradotto da Alessandra Petrelli
Neri Pozza - Beat 2013
10 righe da pagina 52:

Il Congo è un ottimo posto per imparare a leggere lo stesso libro più volte. Soprattutto quando piove a dirotto e dobbiamo sopportare lunghe ore di cattività, durante le quali le mie sorelle finiscono regolarmente per annoiarsi. Ma esistono i libri, i libri esistono! Parole che si agitano sulla pagina e invitano il mio occhio a danzare con loro. Tutti gli altri finiscono per scorrerle una volta soltanto, mentre Ada, che volteggia avanti e indietro, fa scoperte in quantità.

inviato il 22/03/2019
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Barbara Kingsolver
Annapolis (USA), 8 aprile 1955

La rossa e il nero

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Carmen Covito
La rossa e il nero
Mondadori 2002
10 righe da pagina 21:

Il mio ex marito si mise a borbottare che non era stata un'idea molto fine da parte mia chiedere quel lavoro, perché sebbene io adesso non usassi più il suo cognome... Mi morsicai un pezzetto di lingua e resistetti alla tentazione di fargli osservare che non l'avevo mai usato neanche quando eravamo sposati. Un cognome è un cognome, e il mio, per quanto assurdo, era la mia etichetta sociale dalla nascita, troppo comodo coprirla incollandoci sopra quella del primo maschio arrivato. A combinarli assieme come si fa di solito ci avevo pensato sì, all'inizio, ma perfino in quei primi tempi di ubriachezza da amore e di smemoramento di me, solo a pensarci mi veniva da ridere.

inviato il 21/03/2019
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Carmen Covito
Castellammare di Stabia, 14 novembre 1948

La famiglia Moskat

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Isaac Bashevis Singer
La famiglia Moskat
Tradotto da Bruno Ponzi
Tea 1989
10 righe da pagina 97:

Scese dal letto, infilò i piedi nelle babbucce, e andò al tavolo. Prese il suo diario dal cassetto e cominciò a voltare le pagine. Aveva una copertina marrone, con fregi d'oro, il taglio tinto di giallo. Tra le pagine v'erano alcuni fiori schiacciati, e foglie il cui verde era sbiadito, lasciando soltanto il segno della venatura. I margini delle pagine erano tutti istoriati di tralci di rosa, grappoli d'uva, serpenti, piccole figure fantastiche, chiomate, cornute, con pinne di pesce e piedi palmati. V'era una incredibile varietà di disegni: circoletti, tondi, oblunghi, note, il cui segreto significato soltanto Hadassah conosceva. Aveva cominciato a tenere quel diario quando era una bambinetta, in terza elementare, con la sua scrittura infantile, e con infantili errori di grammatica. Ora era cresciuta.

inviato il 20/03/2019
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Improvvisi per macchina da scrivere

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Giorgio Manganelli
Improvvisi per macchina da scrivere
Adelphi 2014
10 righe da pagina 21:

Roma contiene innumerevoli sale cinematografiche. Vista dall’alto, da un pensoso elicottero, presidente degli insetti, Roma è un dedalo di strade, stradette, slarghi, monumenti, rovine, gran bei palazzi; sembra tutto da godere, un bengodi dell’anima. Ma dovunque sono sparsi, a centinaia, oscuri capannoni; fitti o radi, spaziosi o angusti, destinati a folle o capannelli, queste sale buie si accoccolano dovunque. Fuori c’è il barocco, la porchetta, il Colosseo, ci sono i bei negozi, uomini e donne pieni come fiaschi di anima immortale; ci sono le rovine dell’età repubblicana, le edicole con tutte le brutte notizie del mondo – «sterminata in Alaska una famiglia con otto bambini balbuzienti», «nonno goloso divora il nipotino senza togliergli le scarpe».

inviato il 20/03/2019
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La via dei Re

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André Malraux
La via dei Re
Tradotto da Corrado Pavolini
Adelphi 1992
10 righe da pagina 52:

Vi auguro di morir giovane, Claude, come poche altre cose ho augurato al mondo… Voi non immaginate che cosa sia esser prigionieri della propria vita: io non ho cominciato a indovinarlo che quando ci siamo separati, Sarah e io. Che sia andata a letto con quelli la cui bocca le piaceva- soprattutto quand’era sola- così come mi avrebbe seguito all’ergastolo, questo non contava, ed era passata per parecchie cose, al Siam, dal suo matrimonio col principe Pitsanulok in poi… Una donna che conosceva la vita, ma non la morte. Un giorno si è accorta che la sua vita aveva preso una forma: la mia; che il suo destino era lì e non altrove; e ha cominciato a guardarmi con altrettanto livore che il suo specchio.

inviato il 19/03/2019
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André Malraux
Parigi, 3 novembre 1901 – Créteil, 23 novembre 1976

La forchetta, la strega e il drago

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Christopher Paolini
La forchetta, la strega e il drago
Tradotto da Maria Concetta Scotto di Santillo
Rizzoli 2019
10 righe da pagina 96:

Aprì l'involto e trovò un fascio di pagine coperte di rune, ciascuna scritta con un inchiostro di diverso colore. Nello sfogliarle, trovò diversi titoli di capitoli. I numeri, però sembravano messi alla rinfusa. «Mancano delle parti» osservò.
L'erborista liquidò il commento con un vago gesto della mano. «Perché lo sto scrivendo senza un ordine preciso. È così che funziona il mio cervello.»
«Ma come fai a sapere...» Eragon aguzzò la vista sulla pagina che aveva davanti «che questo deve essere il capitolo centoventicinque e non, diciamo, il centoventitré?»
«Perché» sbuffò Angela con aria di superiorità, «ho fede negli dei, e loro ricompensano la mia devozione.»

inviato il 01/04/2019
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Christopher Paolini (Southern California, 17 novembre 1983)

CASE DI VETRO

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LOUISE PENNY
CASE DI VETRO
Tradotto da Letizia Sacchini
Giulio Einaudi Editore 2019
10 righe da pagina 191:

Isabelle Lacoste alzò gli occhi dallo schermo per fissarli su Gamache e Beauvoir. Poi tornò a fissare l'immagine.
- Sembra la morte, - dichiarò in tono neutro, come si trattasse di un dato di fatto.
- Oui, - assentì Gamache. - E' quello che abbiamo pensato anche noi.
La creatura nella foto era potente, minacciosa, ma emanava anche una spece di solennità. Un senso di calma, di certezza. Un destino ineluttabile.
Il contrasto con il mucchietto di stracci riverso nel ripostiglio era impietoso. La prima immagine sembrava la Morte. La seconda lo era.
- Cosa avete fatto? - chiese Lacoste.
Gamache cambiò posizione sulla sedia scomoda. Era la prima volta che gli toccava rispondere a quella semplice domanda, e verosimilmente non sarebbe stata affatto l'ultima.

inviato il 29/03/2019
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Tu, sanguinosa infanzia

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Michele Mari
Tu, sanguinosa infanzia
Einaudi 2009
10 righe da pagina 44:

Lí, su una panchina, incontri sempre qualche vecchio che ti guarda con rimprovero per il tuo presunto divertimento, tu che non sai nemmeno come si incominci, a divertirsi, da quale stretto pertugio della vita si debba passare, a pensarci bene è una beffa che proprio tu debba irritare quel vecchio ma non per questo non lo capisci, anzi gli sei fin troppo solidale, chi si diverte non dovrebbe mai darlo a vedere a chi non sa, a chi non può, che cosa impudica lo spasso, che cosa ingenerosa, siete giovani e baldi e tanto vi basti, al cospetto di un vecchiettino malinconico rannicchiatevi in voi, rallentate il passo, smungete un poco quel ceffo, atteggiate il sembiante ad un che di pensoso e di austero...

inviato il 26/03/2019
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Grazie! Ho scelto queste righe: http://scrivi.10righedailibri.it/le-menzogne-della-notte-1

Ciao Paola, sei nella finale settimanale di marzo. Scegli da lunedi 1 aprile a domenica 7 aprile, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Michele Mari è nato a Milano il 26 dicembre 1955.

The danisch girl

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David Ebershoff
The danisch girl
Tradotto da Anna Mioni
Giunti 2016
10 righe da pagina 131:

"Ci dirà se c'è qualcosa che non va" gli spiegò allora. "Forse potrebbe anche farle passare quel desiderio." Dal modo in cui sollevava i sopraccigli dietro gli occhiali, si capiva che era orgoglioso di poter disporre di una apparecchiatura così moderna. Parlò dei raggi gamma e delle radiazioni emanate dai sali di radio. "Le radiazioni ionizzanti si stanno rivelando una cura miracolosa per tutto. Funzionano per ulcere, per il cuoi capelluto e quasi sicuramente per l'impotenza" disse. "È la terapia più efficace."
"Cosa mi farà?"
"Le guarderà dentro." E poi, quasi con un'aria offesa, disse: "La curerà".
"Ne ho veramente bisogno?" chiese.

inviato il 24/03/2019
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L'orma del califfo

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Wilbur Smith
L'orma del califfo
Tradotto da Marisa Castino
Superpocket 1998
10 righe da pagina 20:

Ingrid, prima di proseguire, controllò sull'orologio da polso che fossero trascorsi sessanta secondi. «Prima di tutto permettetemi di presentarmi. Mi chiamo Ingrid. Sono un ufficiale superiore del Commando d'Azione per i Diritti Umani... » Il comandante Watkins atteggiò il labbro a una smorfia di cinismo sentendo quel titolo pomposo e ipocrita, ma rimase in silenzio a fissare la profondità dello spazio stellato illuminato dalla luna. «Questo aereo è passato sotto il mio comando. Per nessuna ragione dovete lasciare i vostri posti senza l'espressa autorizzazione di uno dei miei ufficiali: il mancato rispetto di questo ordine provocherà l'immediata distruzione dell'aereo e di tutte le persone a bordo, a opera di un potente esplosivo. »

inviato il 25/03/2019
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Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

I RACCONTI

VIRGINIA WOOLF
I RACCONTI
Tradotto da ADRIANA BOTTINI E FRANCESCADURANTI
BALDINI E CASTOLDI 2000
10 righe da pagina 19:

...eppure che cosa triste il buon senso! Quale enorme rinuncia rappresenta! Ascolta. Tra queste voci segline una. Ecco. "Deve sembrarle così freddo dopo l'India. Sette anni poi. E' tutta questione di abitudine" Questo è buon senso.E consenso, Hanno puntato gli occhi su qualcosa che è visibile a ciascuno di loro. Non cercano piu di fissare lo sguardo sulla piccola scintilla di luce, la piccola ombra viola che potrebbe essere una terra fertile all'orizzonte oppure solo un fugace bagliore sull'acqua.

inviato il 25/03/2019
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Il manuale dell'inquisitore

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Bernardo Gui
Il manuale dell'inquisitore
Tradotto da M. Torbidoni
Newton 2019
10 righe da pagina 109:

Qualora poi il papa apportasse una qualche modifica alla regola di san Francesco, in particolar modo per quanto riguarda il voto di povertà, o addirittura qualora cancellasse completamente questa regola, i beghini credono che commetterebbe un atto contro il Vangelo di Cristo stesso; inoltre sostengono che nessun frate minore, come anche nessun altro, sarebbe allora tenuto a obbedirgli riguardo ciò, anche se costretto e minacciato di scomunica. A loro dire tale scomunica non sarebbe infatti in nessun modo vincolante proprio perché ingiusta.
Dicono poi che i voti fatti secondo la regola di san Francesco, ossia i voti di castità, povertà e obbedienza non possano essere dispensati dal papa.
Credono inoltre che il papa non possa dispensare nessuno dal voto di povertà fatto a Dio, anche se quel voto non sia stato assunto in modo solenne.

inviato il 25/03/2019
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Bernardo Gui nato nel 1261 a Royères, Francia

Marcello Simoni nato a Coamcchio (Ferrara) 1975

Resilienti per sempre

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Anna Attolico
Resilienti per sempre
VIVERE LIBERO-Collana libri MIX COSENTINO 2018
10 righe da pagina 198:

Oggi assistiamo ad una perdita delle" buone maniere" nelle nostre comunicazioni e nelle nostre relazioni,i sentimenti vengono urlati,buttati in faccia al mondo.
Pensa alle comunicazioni che leggi a volte su Facebook messaggi spesso anche molto personali che fino a pochi anni fa erano riservati a comunicazioni intime ,oggi possono essere letti da tutti.La riservatezza non esiste più,predomina la trasparenza e la condivisione collettiva.
Voglio quindi concludere con un frammento di un libro,che ritengo di una delicatezza straordinaria,quasi palpabile,come se provenisse da altri tempi.In alcune circostanze bisognerebbe imparare a fare un passo indietro.Smettere di urlare e tornare a sussurrare.
"Le nostre conversazioni serali,
furono sempre gentili senza mai essere amichevoli,
cordiali senza mai essere confidenziali...
Philip Roth

inviato il 25/03/2019
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Anna Attolico,è nata a Brescia nel 1972,Pedagogista ,progettista ,da 25 anni nell'ambito educativo scrivendo progetti,aprendo servizi per bambini,adolescenti,giovani e famiglie e gestendo corsi formativi per adulti e insegnanti.

L'isola del giorno prima

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Umberto Eco
L'isola del giorno prima
Euroclub 1995
10 righe da pagina 7:

Da quanti giorni vagava sulle onde, legato a una tavola, a faccia in giù di giorno per non essere accecato dal sole, il collo innaturalmente so per evitare di bere, riarso dal salmastro, certamente febbricitante? Le lettere non lo dicono e lasciano pensare a una eternità, ma si dev'essere trattato di due giorni al più, altrimenti non sarebbe sopravvissuto sotto la sferza di Febo (come immaginosamente lamenta) – lui così infermiccio quale si descrive, animale nottivago per naturale difetto.

inviato il 18/03/2019
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Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932)

Il Fuggiasco

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Massimo Carlotto
Il Fuggiasco
e/o edizioni 2005
10 righe da pagina 25:

Ancora oggi tengo fede al mio impegno morale, e continuo a dire che la latitanza è uno stato dell'anima, anche se sono convinto che la mia esperienza di latitante possa definirsi in modo più appropriato come una forma di metateatro della sopravvivenza.
Come nella commedia dell'arte, sono stato un volto che ha dato vita a una serie di maschere diverse, caricature di tipologie sociali ben definite, improvvisando giorno per giorno all'interno di un canovaccio che altro non era che l'intreccio tra la mia vicenda processuale e la scelta di sottrarsi alla giustizia. Personaggi scelti, voluti : una rottura con quella parte da telenovela giudiziari che il processo mi aveva cucito addosso prima e dopo la latitanza, l'unica che non abbia mai saputo interpretare. A essa mi sono sempre profondamente ribellato.

inviato il 18/03/2019
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Ciao Emma, sei nella finale settimanale di marzo.

grazie a Eagledolvis che mi ha fatto ricordare questo autore che apprezzo molto

Massimo Carlotto è nato a Padova il 22 luglio 1956

Vittime

Vittime 2 ore 32 min fa

Dorothy Uhnak
The Bronx, 24 aprile 1930 – Greenport West, 8 luglio 2006

Neverworld

Neverworld 2 settimane 1 giorno fa

Marisha Pessl
26 ottobre 1977, Clarkston, Michigan, Usa

Ballata di ogni donna

Ballata di ogni donna 3 settimane 1 giorno fa

Erica Jong
Manhattan (USA), 26 marzo 1942

Gli extratererstri torneranno

Gli extratererstri torneranno 3 settimane 6 giorni fa

ERICH VON DÄNIKEN
Zofingen (Svizzera), 14 aprile 1935

Come non scrivere

Come non scrivere 3 settimane 6 giorni fa

Claudio Giunta
Torino, 7 aprile 1971

L'albero velenoso della fede

L'albero velenoso della fede 3 settimane 6 giorni fa

Barbara Kingsolver
Annapolis (USA), 8 aprile 1955

La rossa e il nero

La rossa e il nero 4 settimane 9 ore fa

Carmen Covito
Castellammare di Stabia, 14 novembre 1948

La via dei Re

La via dei Re 4 settimane 3 giorni fa

André Malraux
Parigi, 3 novembre 1901 – Créteil, 23 novembre 1976

I luminari

I luminari 4 settimane 6 giorni fa

Eleanor Catton
London (Canada), 24 settembre 1985

L'uovo di colombo

L'uovo di colombo 5 settimane 1 giorno fa

Roberto Barbolini
Formigine, 22 luglio 1951

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