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Pagina di Vera Viselli

L'uovo di colombo

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Roberto Barbolini
L'uovo di colombo
Mondadori 2014
10 righe da pagina 36:

Città fetente dal tempo dei tempi, città di fango e di merda. Città della perduta gente. I maiali vagavano liberi per le strade: i loro grugni spuntavano dai loden, dalle stole, dagli eskimo; le cotenne ricoprivano cuori di pietra, anime morte più inclini alla porcheria che al sentimento. Ti tagliavano i panni addosso con le forbici della maldicenza. T’affibbiavano soprannomi velenosi cospargendoli di finta bonomia. E guai se non stavi allo scherzo: attorno a te facevano terra bruciata peggio d’un bazooka, una bomba al napalm. Diventavi un reietto, un paria, un outcast. In tanti anni, Arsenio Pacchioni non aveva mai sentito parlar bene di qualcuno. E chissà mai cosa dicevano di lui, non appena voltava le spalle. Stupido? Forse lo era veramente, per non essersene andato quando era capitata la buona occasione.

inviato il 13/03/2019
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Roberto Barbolini
Formigine, 22 luglio 1951

Uno zoo lungo la strada

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Tom Robbins
Uno zoo lungo la strada
Tradotto da Hilia Brinis
Baldini & Castoldi 1997
10 righe da pagina 25:

Le ricordò che il soprannome della monarca è «re della tempesta», perché quelle farfalle sono sempre più attive prima di un temporale. Le aveva viste, vero?... Veleggiare nell'aria satura di elettricità, sfrecciare verso nere nuvole di tempesta, trarre diletto da venti impetuosi. E non sapeva forse che in genere quelle farfalle emergono dai loro bozzoli proprio negli istanti che precedono un temporale? Il primo suono che odono è probabilmente il rombo del tuono. Nascono letteralmente dalla tempesta. Nessun'altra creatura è così suscettibile alle tese vibrazioni di una burrasca estiva. Una farfalla. In qualche punto del suo minuscolo meccanismo c'è un congegno che risponde alla Gestalt della tempesta e che forse l'assimila.

inviato il 12/03/2019
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Le farfalle...sono tornate ...bellissima visione ,leggerezza ...e colori!!!

1

Tom Robbins
Blowing Rock, 22 luglio 1932

Vita in famiglia

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Akhil Sharma
Vita in famiglia
Tradotto da Anna Nadotti
Einaudi 2015
10 righe da pagina 7:

Difficile immaginare Delhi negli anni Settanta: la quiete, le strade prive di traffico, i ragazzini che giocano a cricket in mezzo alla strada e di rado devono spostarsi per lasciar passare un’auto, i venditori di ortaggi che spingono i loro carretti lungo la strada nel tardo pomeriggio, strillando i prezzi con voci tese, acute. Non esistevano videocassette a quell’epoca, e men che mai canali satellitari. Un film restava in programmazione per venticinque o cinquanta settimane in immense sale cinematografiche, e una volta andato, un film era andato per sempre. Ricordo il mio dolore quando l’enorme cartellone di Sholay in fondo alla nostra strada venne rimosso. Fu come se fosse morto qualcuno.

inviato il 11/03/2019
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Akhil Sharma
Delhi, 22 luglio 1971

Ninfa plebea

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Domenico Rea
Ninfa plebea
Leonardo editore 1992
10 righe da pagina 28:

C'erano soldati che per vanità sembravano più vicini alle donne che agli uomini: schizzinosi, ampollosi e antipatici. Chi voleva un bottone più su o più in basso, chi il gallone più in vista, chi questo e chi quello, senza sapere che c'erano delle regole fisse per le uniformi. I settentrionali, solo perché settentrionali, erano saccenti e altezzosi; anche se bisogna dire che alcuni tipi erano perfino più cordiali dei meridionali e più bravi a tirare nelle discussioni Giacchino. Molti meridionali, mortificati dalla vita di caserma, camminando come ciechi fra tutta quella gente di Nofi, provavano piacere a intrattenersi con Nunziata.

inviato il 07/03/2019
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Domenico Rea
Napoli, 8 settembre 1921 – Napoli, 26 gennaio 1994

La ballata di Mila

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Matteo Strukul
La ballata di Mila
Edizioni E/O 2011
10 righe da pagina 75:

Io ero iscritta a giurisprudenza. Capii una volta di più quanto fosse inutile studiare un sistema di norme che oggi come oggi, semplicemente, è fallito. Perché è gestito da esseri umani. Niente potrà mai togliermi dalla testa che buona parte di quelli che avrebbero potuto parlare o fare qualcosa non mossero un dito perché stavano sul libro paga di Pagnan. Pubblico ministero e giudice per l’udienza preliminare compresi. E del resto, perché il giudice che aveva accolto la nostra opposizione all’archiviazione morì, un anno dopo, in un incidente stradale molto sospetto? Il punto è, secondo me, che gli uomini non sono in grado di avvicinarsi alla giustizia. Nemmeno un po’.

inviato il 05/03/2019
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Matteo Strukul
Padova, 8 settembre 1973

L'angelo del campo

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Clifford Irving
L'angelo del campo
Tradotto da Federica Oddera
Longanesi 2015
10 righe da pagina 144:

Gli ebrei se ne stavano per conto proprio. Potevano amoreggiare per divertimento con le donne cristiane, ma le sposavano di rado. «Vogliamo far parte del vostro mondo», sembravano dire, «perché questo ci rende la vita più facile. Ma sappiamo cose che voi non saprete mai. Negli affari, nell’amicizia, vi preferiremo sempre uno di noi.» Che vadano a Gerusalemme, in America, dovunque vogliano trasferirsi, pensava Paul all’epoca. Ricordava un commento di Willi Dietrich: «Non sono poi così ansiosi di andarci, mio caro. Il sionismo è un movimento grazie al quale un ebreo manda in Palestina un secondo ebreo con il denaro di un terzo». Non mi sono mai piaciuti granché, si disse adesso. Né li ho mai veramente conosciuti, come loro non hanno fatto alcuno sforzo per conoscere me. Ma non pensavo certo di volerli uccidere.

inviato il 04/03/2019
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Clifford Michael Irving
New York, 5 novembre 1930 – Sarasota, 19 dicembre 2017

Contro i nuovi tiranni

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John Berger
Contro i nuovi tiranni
Tradotto da Maria Nadotti
Neri Pozza 2013
10 righe da pagina 35:

Vai sul campo, osservi, indaghi, riferisci, riscrivi, scrivi la versione definitiva, la pubblicano, la leggono in tanti – «anche se non sai mai veramente cosa è tanto e cosa è poco» – diventi una scrittrice controversa, ti minacciano spesso, altri ti onorano e sostengono, scrivi del destino di vari milioni di persone, donne, uomini, bambini, ti accusano di oltraggio, continui a scrivere, niente ti ferma, fai luce su altre iniziative dei potenti che porteranno a nuove tragedie, immense ed evitabili, prendi appunti, vai da un capo all’altro del continente, testimoni della disperazione che vedi, ti pubblicano e riprendono a contestarti, per l’ennesima volta, un mese dopo l’altro e i mesi diventano anni. [...] Va avanti come se tu e pochi altri non aveste mai scritto una sola parola. Perciò ti domandi: le parole contano?

inviato il 04/03/2019
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John Peter Berger
Londra, 5 novembre 1926 – Parigi, 2 gennaio 2017

Le siamesi

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Alessandro Berselli
Le siamesi
Elliot 2017
10 righe da pagina 45:

Il giorno prima di suicidarsi mia madre prenota un massaggio ayurvedico in un centro benessere. Il parrucchiere, l’estetista, l’aperitivo. Conferma una cena di lavoro. Tutto come se fosse una giornata uguale alle altre. Evidentemente ci sono cose che scattano così, senza darci segnali. Siamo ordigni innescati, bombe senza timer pronte a detonare. Mine inesplose, micce corte o micce lunghe, a seconda del caso, che bruciano lente, oppure veloci, o che invece si spengono. Che aspettano soltanto un piede che passi loro sopra e le calpesti per far saltare tutto quanto in aria.

inviato il 03/03/2019
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Alessandro Berselli, Bologna, 12 dicembre 1965

Le novelle dei morti

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Jennifer Radulović
Le novelle dei morti
ABEditore 2017
10 righe da pagina 63:

«Si tratta di misteri molto antichi, Barone, misteri che non tutti sono in grado di comprendere. Possiamo dire che sia necessaria una sorta di iniziazione. Ma alla fine, io sono solo un occhialaio e faccio semplicemente il mio lavoro. Il mio lavoro consiste nel dare alle persone la possibilità di vedere ciò che desiderano, correggendo il loro difetto visivo attraverso un espediente artificiale».
«E in questo caso di quale difetto si tratterebbe, signor Goldbaum?», domandò il vecchio generale con evidente sorpresa.
«Quello di essere vivi. Solo, di essere ancora vivi».

inviato il 21/02/2019
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Jennifer Radulović, Milano, 19 febbraio 1978

Re Nero

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Massimo Mayde
Re Nero
ABEditore 2017
10 righe da pagina 271:

Continuando a camminare, aveva trovato una biblioteca e vi si era infilato sperando che almeno quello fosse un luogo dove la normalità era stata preservata. Con sorpresa, si ritrovò dentro un’immensa e favolosa Mecca colma di libri ordinati su scaffali di legno di quercia alti fino al soffitto, raggiungibili solo per mezzo di scale munite di ruote. Seduti su comode poltroncine e scrittoi c’erano alcuni signori dal fare accademico intenti nella consultazione di alcuni tomi. Solo in quel momento si rese conto che la biblioteca era estremamente più grande di quanto potesse apparire dall’esterno. Già entrando si poteva scoprire con una certa sorpresa che l’immensa sala di lettura si perdeva su due piani aperti molto ampi, arredati interamente di legno scuro. Le pareti erano ricoperte di libri d’ogni genere.

inviato il 18/02/2019
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Interessante

Massimo Mayde, Milano, 17 gennaio 1979

La forchetta, la strega e il drago

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Christopher Paolini
La forchetta, la strega e il drago
Tradotto da Maria Concetta Scotto di Santillo
Rizzoli 2019
10 righe da pagina 96:

Aprì l'involto e trovò un fascio di pagine coperte di rune, ciascuna scritta con un inchiostro di diverso colore. Nello sfogliarle, trovò diversi titoli di capitoli. I numeri, però sembravano messi alla rinfusa. «Mancano delle parti» osservò.
L'erborista liquidò il commento con un vago gesto della mano. «Perché lo sto scrivendo senza un ordine preciso. È così che funziona il mio cervello.»
«Ma come fai a sapere...» Eragon aguzzò la vista sulla pagina che aveva davanti «che questo deve essere il capitolo centoventicinque e non, diciamo, il centoventitré?»
«Perché» sbuffò Angela con aria di superiorità, «ho fede negli dei, e loro ricompensano la mia devozione.»

inviato il 01/04/2019
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Christopher Paolini (Southern California, 17 novembre 1983)

CASE DI VETRO

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LOUISE PENNY
CASE DI VETRO
Tradotto da Letizia Sacchini
Giulio Einaudi Editore 2019
10 righe da pagina 191:

Isabelle Lacoste alzò gli occhi dallo schermo per fissarli su Gamache e Beauvoir. Poi tornò a fissare l'immagine.
- Sembra la morte, - dichiarò in tono neutro, come si trattasse di un dato di fatto.
- Oui, - assentì Gamache. - E' quello che abbiamo pensato anche noi.
La creatura nella foto era potente, minacciosa, ma emanava anche una spece di solennità. Un senso di calma, di certezza. Un destino ineluttabile.
Il contrasto con il mucchietto di stracci riverso nel ripostiglio era impietoso. La prima immagine sembrava la Morte. La seconda lo era.
- Cosa avete fatto? - chiese Lacoste.
Gamache cambiò posizione sulla sedia scomoda. Era la prima volta che gli toccava rispondere a quella semplice domanda, e verosimilmente non sarebbe stata affatto l'ultima.

inviato il 29/03/2019
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Tu, sanguinosa infanzia

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Michele Mari
Tu, sanguinosa infanzia
Einaudi 2009
10 righe da pagina 44:

Lí, su una panchina, incontri sempre qualche vecchio che ti guarda con rimprovero per il tuo presunto divertimento, tu che non sai nemmeno come si incominci, a divertirsi, da quale stretto pertugio della vita si debba passare, a pensarci bene è una beffa che proprio tu debba irritare quel vecchio ma non per questo non lo capisci, anzi gli sei fin troppo solidale, chi si diverte non dovrebbe mai darlo a vedere a chi non sa, a chi non può, che cosa impudica lo spasso, che cosa ingenerosa, siete giovani e baldi e tanto vi basti, al cospetto di un vecchiettino malinconico rannicchiatevi in voi, rallentate il passo, smungete un poco quel ceffo, atteggiate il sembiante ad un che di pensoso e di austero...

inviato il 26/03/2019
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Grazie! Ho scelto queste righe: http://scrivi.10righedailibri.it/le-menzogne-della-notte-1

Ciao Paola, sei nella finale settimanale di marzo. Scegli da lunedi 1 aprile a domenica 7 aprile, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Michele Mari è nato a Milano il 26 dicembre 1955.

The danisch girl

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David Ebershoff
The danisch girl
Tradotto da Anna Mioni
Giunti 2016
10 righe da pagina 131:

"Ci dirà se c'è qualcosa che non va" gli spiegò allora. "Forse potrebbe anche farle passare quel desiderio." Dal modo in cui sollevava i sopraccigli dietro gli occhiali, si capiva che era orgoglioso di poter disporre di una apparecchiatura così moderna. Parlò dei raggi gamma e delle radiazioni emanate dai sali di radio. "Le radiazioni ionizzanti si stanno rivelando una cura miracolosa per tutto. Funzionano per ulcere, per il cuoi capelluto e quasi sicuramente per l'impotenza" disse. "È la terapia più efficace."
"Cosa mi farà?"
"Le guarderà dentro." E poi, quasi con un'aria offesa, disse: "La curerà".
"Ne ho veramente bisogno?" chiese.

inviato il 24/03/2019
Nei segnalibri di:

L'orma del califfo

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Wilbur Smith
L'orma del califfo
Tradotto da Marisa Castino
Superpocket 1998
10 righe da pagina 20:

Ingrid, prima di proseguire, controllò sull'orologio da polso che fossero trascorsi sessanta secondi. «Prima di tutto permettetemi di presentarmi. Mi chiamo Ingrid. Sono un ufficiale superiore del Commando d'Azione per i Diritti Umani... » Il comandante Watkins atteggiò il labbro a una smorfia di cinismo sentendo quel titolo pomposo e ipocrita, ma rimase in silenzio a fissare la profondità dello spazio stellato illuminato dalla luna. «Questo aereo è passato sotto il mio comando. Per nessuna ragione dovete lasciare i vostri posti senza l'espressa autorizzazione di uno dei miei ufficiali: il mancato rispetto di questo ordine provocherà l'immediata distruzione dell'aereo e di tutte le persone a bordo, a opera di un potente esplosivo. »

inviato il 25/03/2019
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Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

I RACCONTI

VIRGINIA WOOLF
I RACCONTI
Tradotto da ADRIANA BOTTINI E FRANCESCADURANTI
BALDINI E CASTOLDI 2000
10 righe da pagina 19:

...eppure che cosa triste il buon senso! Quale enorme rinuncia rappresenta! Ascolta. Tra queste voci segline una. Ecco. "Deve sembrarle così freddo dopo l'India. Sette anni poi. E' tutta questione di abitudine" Questo è buon senso.E consenso, Hanno puntato gli occhi su qualcosa che è visibile a ciascuno di loro. Non cercano piu di fissare lo sguardo sulla piccola scintilla di luce, la piccola ombra viola che potrebbe essere una terra fertile all'orizzonte oppure solo un fugace bagliore sull'acqua.

inviato il 25/03/2019
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Il manuale dell'inquisitore

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Bernardo Gui
Il manuale dell'inquisitore
Tradotto da M. Torbidoni
Newton 2019
10 righe da pagina 109:

Qualora poi il papa apportasse una qualche modifica alla regola di san Francesco, in particolar modo per quanto riguarda il voto di povertà, o addirittura qualora cancellasse completamente questa regola, i beghini credono che commetterebbe un atto contro il Vangelo di Cristo stesso; inoltre sostengono che nessun frate minore, come anche nessun altro, sarebbe allora tenuto a obbedirgli riguardo ciò, anche se costretto e minacciato di scomunica. A loro dire tale scomunica non sarebbe infatti in nessun modo vincolante proprio perché ingiusta.
Dicono poi che i voti fatti secondo la regola di san Francesco, ossia i voti di castità, povertà e obbedienza non possano essere dispensati dal papa.
Credono inoltre che il papa non possa dispensare nessuno dal voto di povertà fatto a Dio, anche se quel voto non sia stato assunto in modo solenne.

inviato il 25/03/2019
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Bernardo Gui nato nel 1261 a Royères, Francia

Marcello Simoni nato a Coamcchio (Ferrara) 1975

Resilienti per sempre

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Anna Attolico
Resilienti per sempre
VIVERE LIBERO-Collana libri MIX COSENTINO 2018
10 righe da pagina 198:

Oggi assistiamo ad una perdita delle" buone maniere" nelle nostre comunicazioni e nelle nostre relazioni,i sentimenti vengono urlati,buttati in faccia al mondo.
Pensa alle comunicazioni che leggi a volte su Facebook messaggi spesso anche molto personali che fino a pochi anni fa erano riservati a comunicazioni intime ,oggi possono essere letti da tutti.La riservatezza non esiste più,predomina la trasparenza e la condivisione collettiva.
Voglio quindi concludere con un frammento di un libro,che ritengo di una delicatezza straordinaria,quasi palpabile,come se provenisse da altri tempi.In alcune circostanze bisognerebbe imparare a fare un passo indietro.Smettere di urlare e tornare a sussurrare.
"Le nostre conversazioni serali,
furono sempre gentili senza mai essere amichevoli,
cordiali senza mai essere confidenziali...
Philip Roth

inviato il 25/03/2019
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Anna Attolico,è nata a Brescia nel 1972,Pedagogista ,progettista ,da 25 anni nell'ambito educativo scrivendo progetti,aprendo servizi per bambini,adolescenti,giovani e famiglie e gestendo corsi formativi per adulti e insegnanti.

L'isola del giorno prima

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Umberto Eco
L'isola del giorno prima
Euroclub 1995
10 righe da pagina 7:

Da quanti giorni vagava sulle onde, legato a una tavola, a faccia in giù di giorno per non essere accecato dal sole, il collo innaturalmente so per evitare di bere, riarso dal salmastro, certamente febbricitante? Le lettere non lo dicono e lasciano pensare a una eternità, ma si dev'essere trattato di due giorni al più, altrimenti non sarebbe sopravvissuto sotto la sferza di Febo (come immaginosamente lamenta) – lui così infermiccio quale si descrive, animale nottivago per naturale difetto.

inviato il 18/03/2019
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Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932)

Il Fuggiasco

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Massimo Carlotto
Il Fuggiasco
e/o edizioni 2005
10 righe da pagina 25:

Ancora oggi tengo fede al mio impegno morale, e continuo a dire che la latitanza è uno stato dell'anima, anche se sono convinto che la mia esperienza di latitante possa definirsi in modo più appropriato come una forma di metateatro della sopravvivenza.
Come nella commedia dell'arte, sono stato un volto che ha dato vita a una serie di maschere diverse, caricature di tipologie sociali ben definite, improvvisando giorno per giorno all'interno di un canovaccio che altro non era che l'intreccio tra la mia vicenda processuale e la scelta di sottrarsi alla giustizia. Personaggi scelti, voluti : una rottura con quella parte da telenovela giudiziari che il processo mi aveva cucito addosso prima e dopo la latitanza, l'unica che non abbia mai saputo interpretare. A essa mi sono sempre profondamente ribellato.

inviato il 18/03/2019
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Ciao Emma, sei nella finale settimanale di marzo.

grazie a Eagledolvis che mi ha fatto ricordare questo autore che apprezzo molto

Massimo Carlotto è nato a Padova il 22 luglio 1956

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26 ottobre 1977, Clarkston, Michigan, Usa

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Manhattan (USA), 26 marzo 1942

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Gli extratererstri torneranno 3 settimane 5 giorni fa

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L'uovo di colombo

L'uovo di colombo 5 settimane 21 ore fa

Roberto Barbolini
Formigine, 22 luglio 1951

Uno zoo lungo la strada

Uno zoo lungo la strada 5 settimane 1 giorno fa

Tom Robbins
Blowing Rock, 22 luglio 1932

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