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Pagina di Vera Viselli

4321

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Paul Auster
4321
Tradotto da Cristiana Mennella
Einaudi 2017
10 righe da pagina 382:

Delitto e castigo fu il fulmine che si abbatté dal cielo e lo mandò in frantumi, e quando riuscì a riprendersi Ferguson non ebbe più dubbi sul futuro, se un libro poteva essere questo, se un romanzo poteva fare questo al tuo cuore, alla tua mente e ai tuoi sentimenti più profondi sul mondo, allora scrivere romanzi era senz’altro la cosa migliore che potevi fare nella vita, perché Dostoevskij gli aveva insegnato che le storie inventate potevano andare ben oltre il semplice divertimento e lo svago, potevano rivoltarti come un calzino e scoperchiarti il cervello, potevano scottarti e gelarti e metterti completamente a nudo e scaraventarti tra i venti furiosi dell’universo e da quel giorno in poi, dopo aver annaspato per tutta l’infanzia, perso nei miasmi sempre più fitti dello smarrimento, finalmente Ferguson capì dove stava andando.

inviato il 06/10/2018
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Paul Benjamin Auster, Newark (New Jersey) 3 febbraio 1947

Stargirl

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Jerry Spinelli
Stargirl
Tradotto da Angela Ragusa
Mondadori 2014
10 righe da pagina 39:

Fu uno spettacolo meraviglioso assistere al risveglio di noi rane del fango, vivere quel risveglio. Piccoli gesti, parole, empatie credute ormai estinte tornarono in vita. Per anni, le facce estranee incrociate nei corridoi avevano ricevuto solo sguardi corrucciati; ora guardavamo, salutavamo, sorridevamo. Se qualcuno prendeva un bel voto, anche altri gioivano. Se qualcuno si storceva una caviglia, anche altri soffrivano. Scoprimmo quale colore avessero gli occhi degli altri.
Fu Stargirl a guidare quella ribellione: una ribellione per invece che contro. Per noi stessi. Per le rane assopite che eravamo stati così a lungo.

inviato il 02/10/2018
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Jerry Spinelli, Norristown (Pennsylvania), 1º febbraio 1941

L'amica di un tempo

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Laura Lippman
L'amica di un tempo
Tradotto da Luisa Piussi
Neri Pozza-Giano 2010
10 righe da pagina 10:

Aveva scritto del ruolo di figlia, poi di quello di moglie. Comunque, sempre ruoli definiti da qualcun altro. Non poteva scrivere un libro sull'essere se stessa?
Cassandra non vedeva come. Quel romanzo era stato messo assieme con un paio di avanzi della sua vita, i ritagli non utilizzati, rimpolpati dalla fantasia, per non parlare degli affettuosi ricordi del Giardino segreto (una bambina che esplora un luogo proibito, un bambino costretto a letto; perché ogni volta doveva spiegare quelle allusioni?). Per certi versi era contenta che i lettori volessero lei, e non le sue idee. Ma aveva esaurito la propria vita, questo era il problema.

inviato il 01/10/2018
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Laura Lippman, Atlanta, 31 gennaio 1959

Il passaggio di Venere

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Shirley Hazzard
Il passaggio di Venere
Tradotto da Pier Francesco Paolini
Sperling & Kupfer 1981
10 righe da pagina 111:

In una tazza si notavano gli avanzi della cioccolata; c’erano un torsolo di mela su un piatto, delle scarpe pesanti, non allineate, in terra e una camicia appesa alla spalliera di una sedia. Le cortine scure e il severo aspetto di quella stanza non erano ravvivati dal disordine, o dall'odore di cibo. I libri servivano a poco o niente non avendo nulla a che fare con quella camera: libri di passaggio. Quella era una fase nel lavoro di Ted Tice che lo interessava meno delle precedenti e delle imminenti e i libri lo sapevano.

inviato il 01/10/2018
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Shirley Hazzard, Sydney, 30 gennaio 1931 – Manhattan, 12 dicembre 2016

Il diario segreto di Marco Aurelio

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Giulio Castelli
Il diario segreto di Marco Aurelio
Newton Compton 2013
10 righe da pagina 27:

Per la prima volta vidi un uomo morire accanto a me. Era disteso nella polvere. Intorno ronzavano le mosche. Le formiche incominciavano a risalire sul suo corpo piagato seguendo le scie del sangue raggrumato. Una donna si mise a lavare le ferite, ma ormai era inutile. Provavo pietà e al tempo stesso ribrezzo. Avrei voluto sollevare il povero schiavo ma c’era una forza a trattenermi. Ero un giovane di rango senatorio, un cavaliere salio, un protetto del principe. Come avrei potuto mischiare il mio sudore agli umori di uno schiavo moribondo? Eppure, proprio in quei giorni, Rustico mi aveva parlato di Epitteto. Il più grande dei filosofi era stato uno schiavo. A Roma i saggi e gli uomini di animo nobile ammiravano Epitteto. I suoi libri andavano a ruba. Il suo editore riusciva a produrne dieci volumi al giorno. Centinaia di amanuensi copiava

inviato il 01/10/2018
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Giulio Castelli, Roma, 13 febbraio 1938

Il mio Vietnam

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Kim Thúy
Il mio Vietnam
Tradotto da Cinzia Poli
Nottetempo 2017
10 righe da pagina 7:

Avevo otto anni quando la casa è precipitata nel silenzio. Sotto il ventilatore d’appoggio appeso al muro bianco avorio della sala da pranzo, c’era un blocco con trecentosessantacinque fogli incollato su un grande cartoncino rigido color rosso vivo. Ogni foglio indicava l’anno, il mese, il giorno della settimana e due date: una secondo il calendario solare e l’altra secondo quello lunare. Non appena sono stata in grado di arrampicarmi su una sedia, mi hanno concesso il piacere di staccarne una pagina al risveglio. Ero la custode del tempo. Quando i miei fratelli maggiori Long e Lôc hanno compiuto diciassette anni, ho perso questo privilegio. Dal giorno di quel compleanno, che non abbiamo festeggiato, tutte le mattine mia madre piangeva davanti al calendario. Avevo l’impressione che, strappando la pagina del giorno, si lacerasse anche lei.

inviato il 30/09/2018
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Kim Thúy, Saigon (Vietnam) 18 settembre 1968

Due vendette

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Meir Shalev
Due vendette
Tradotto da Elena Loewenthal
Bompiani 2014
10 righe da pagina 36:

Scrivo perché conosco storie che è meglio scrivere che raccontare, perché non è bello sentirne le parole dentro la bocca. Invece di pungere sulla lingua come scorpioni e processionarie, meglio che striscino sulla carta e ci schizzino sopra i loro veleni. Ma c’è una ragione in più per scrivere, e cioè che per un lungo periodo non avevo nessuno con cui parlare. Anche per questo non ho ancora chiuso la bocca da quando sei entrata qui. A dire il vero avevo cominciato con dei racconti per bambini. Quando Neta, mio figlio, aveva due anni, voleva sempre che gli leggessi dei libri. Ben presto mi sono accorta che modificavo le storie leggendogliele, che le miglioravo, e così ho capito che potevo scrivere non meno bene di quei geni che le avevano firmate,e ho cominciato a scrivermele da me.

inviato il 30/09/2018
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Meir Shalev, Nahalal (Israele), 29 luglio 1948

Ogni spazio felice

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Alberto Schiavone
Ogni spazio felice
Guanda 2017
10 righe da pagina 52:

Non è semplice vivere con una persona alcolizzata. Amarla, poi.
Davanti hai un soggetto spesso cattivo, poi dolce, arrabbiato, piangente, determinato, vuoto. Hai una presenza, che è quella dell’alcol, costante. Che prende il sopravvento.
Sovrasta ogni altra cosa. Il desiderio confluisce là. Le parole girano attorno a quello. I discorsi si riducono ad appendici che dopo qualche minuto riportano al punto originario: sei sbronza, non sei ancora sbronza, sei già sbronza?
Rimandare, fingere, nascondere, celare, porre in vetrina la bruttezza, con orgoglio. E pensare domani a tutto quanto.
Ha visto dissipare in pochi anni, a causa soprattutto dell’alcol, decine di amicizie. Una donna colta, interessante, a suo modo brillante, che è riuscita ad allontanare con efficacia e livore ogni essere umano attorno a lei.

inviato il 29/09/2018
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Alberto Schiavone, Torino, 15 febbraio 1980

Il canto delle sirene

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Val McDermid
Il canto delle sirene
Tradotto da Federica Ressi
Fanucci 2012
10 righe da pagina 9:

‘Le vittime’ diceva laconicamente la didascalia ‘dopo la tortura spesso si allungavano dai quindici ai venti centimetri’. Che menti straordinarie avevano gli inquisitori. Non paghi d’interrogare gli eretici da vivi e in preda ai tormenti, dovevano cercare ulteriori risposte dai loro corpi martoriati.
L’esposizione era un monumento all’ingegno dell’uomo. Come non ammirare le menti che avevano esaminato il corpo umano in modo così approfondito da progettare un dolore talmente squisito e minuziosamente calibrato? Con la loro tecnologia relativamente grezza, quei geni medievali avevano messo a punto sistemi di tortura così raffinati da essere ancora in uso ai giorni nostri. Sembra che l’unico progresso apportato dalla società postindustriale sia il fremito addizionale dato dall’introduzione dell’elettricità.

inviato il 19/09/2018
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Val McDermid, Kirkcaldy, 4 giugno 1955

La vendetta del diavolo

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Joe Hill
La vendetta del diavolo
Tradotto da Andrea Carlo Cappi
Sperling & Kupfer 2012
10 righe da pagina 110:

«Ti piace solo la musica con cui puoi ammazzare la gente.»
«No. Serve soltanto a preparare la scena. Non è quello il senso della musica? È una specie di sfondo a quello che stai facendo.»
Ig non intendeva discutere con lui, ma il fatto che fosse così ignorante lo addolorava. C’era da sperare che, dopo essere stati grandi amici per anni, Lee avrebbe scoperto la verità sulla musica. Era la terza rotaia della vita. Serviva a scuoterti dalla noiosa routine delle ore, a provare qualcosa, a bruciare di tutte le emozioni che non capitava di assaporare nel normale corso della giornata, tra scuola, televisione e lavastoviglie da caricare dopo cena. Ig immaginava che, crescendo in un parcheggio di roulotte, Lee si fosse perso molte delle cose migliori della vita. Gli sarebbe occorso qualche anno per rimettersi in pari.

inviato il 18/09/2018
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Joe Hill (nome d’arte di Joseph Hillstrom King), Hermon, 4 giugno 1972

Le lancette spezzate

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Antonio Pesca
Le lancette spezzate
grauseditore 2018
10 righe da pagina 10:

Ci sono notti in cui il tempo si ferma. Poi, quando riprende a correre, niente è più come prima.
Giovedì, 18 maggio 1978
Quella notte il suono del campanello di casa violentò il silenzio che avvolgeva le prime ore del nuovo giorno e a mia madre, che si era precipitata alla porta, due carabinieri chiesero: «Lei è la moglie di Parente Fernando?». «Si!».
«Ci dispiace, ma le dobbiamo dare una triste notizia: suo marito è stato trovato morto nel Po. Sembra si sia suicidato».

inviato il 01/10/2018
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Warriors – Into The Wild

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Erin Hunter
Warriors – Into The Wild
HarperCollins 2015
10 righe da pagina 14:

“Oakheart!” the tabby growled. “How dare you hunt in our territory? The Sunningrocks belong to ThunderClan!”
“After tonight, Tigerclaw, this will be just another RiverClan hunting ground!” the bracken-colored tom spat back.
A warning yowl came from the shore, shrill and anxious. “Look out! More RiverClan warriors are coming!”
Tigerclaw turned to see sleek wet bodies sliding out of the water below the rocks. The drenched RiverClan warriors bounded silently up the shore and hurled themselves into battle without even stopping to shake the water from their fur.

inviato il 24/09/2018
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Con molta cura

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Severino Cesari
Con molta cura
Rizzoli 2017
10 righe da pagina 212:

Che questo giorno possa avere memoria della notte.
Chi soffre possa avere sollievo.
Chi è malato, sentirsi accolto, e amato.
Chi è costretto e impedito e imprigionato, possa avere memoria della libertà e la forza per lottare, qualunque sia la sua condizione.
Che ognuno trovi la forza per resistere al male e scopra di nuovo di avere fratelli e sorelle negli altri uomini e donne che riescono a resistere al male.
Che ognuno, ognuna nella nostra miseria e nello sconforto possa trovare nuova energia nella bellezza, che è la vera fonte della forza.
Anche per chi invece nemmeno è in condizione di vederla, la bellezza.
Questa è oggi la mia preghiera in questo giorno.
Che questo giorno possa avere memoria della notte.
Che ogni giorno possa avere memoria della notte.

inviato il 26/09/2018
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Severino Cesari (1951-2017) ha diretto per vent'anni Einaudi Stile Libero con Paolo Repetti.

Mi chiamo Lucy Barton

Elisabeth Strout
Mi chiamo Lucy Barton
Tradotto da susanna basso
Einaudi (collana Super ET) 2016
10 righe da pagina 50:

Qui in città, a New York, vedo bambini che piangono di autentica stanchezza, e a volte anche solo di autentico cattivo umore. Ma ogni tanto mi capita di vederne uno che piange di una disperazione assoluta, e mi sembra che quello sia uno dei suoni più veri che un bambino è in grado di emettere. In quei casi ho al sensazione di sentirmi dentro il rumore del cuore che si spezza, come fuori all'aria aperta uno potrebbe sentire - in condizioni molto particolari e precise - il granturco che cresce nei campi della mia infanzia.

inviato il 28/09/2018
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Euridice aveva un cane

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Michele Mari
Euridice aveva un cane
Giulio Einaudi Editore 2016
10 righe da pagina 14:

Bergonzi tornò all'inizio della serra, davanti a quel primo pallone: guardandolo,e pensando che coloro che ci giocarono dovevano avere ormai superato l'età di suo padre, considerò che i palloni con cui un individuo gioca in sua vita si perdon per mille strade, finiscon nei fiumi e sui tetti, lacerati dai denti dei cani o bolliti dal sole, si sgonfiano come prugne appassite o esplodono sulle picche dei cancelli,o semplicemente scompaiono, credevi d'averli e li cerchi dovunque, ma non ci son più, chissà da quanto li hai persi o te li han ciulati nel parco; considerò che in questi modi si eran sicuramente dissolti tutti i palloni toccati da quei bambini, se avesse chiesto, avendoli tutti al proprio cospetto, «Dove sono tutti i vostri palloni?», quelli si sarebbero stretti nelle spalle, incapaci di render ragione anche del destino d'uno solo.

inviato il 28/09/2018
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Michele Mari è nato a Milano il 26 dicembre 1955.

L'immagine - tempo. Cinema 2

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Gilles Deleuze
L'immagine - tempo. Cinema 2
Tradotto da L. Rampello
Piccola Biblioteca Einaudi 2017
10 righe da pagina 8:

L'immaginario e il reale diventa indiscernibili. Robbe-Grillet ne sarà sempre più consapevole nella sua riflessione sul nouveau roman e il cinema: le determinazioni più oggettivistiche non impediscono di realizzare una "soggettività totale". Questo era in nuce fin dagli esordi del neorealismo italiano, e questo fa dire a Labarthe che L'anno scorso a Marienbad è l'ultimo grande film neorealista. Già in Fellini questa o quell'immagine è evidentemente soggettiva, mentale, ricordo o fantasma, ma essa non si organizza in spettacolo senza diventare oggettiva, senza passare dietro le quinte, nella "realtà dello spettacolo, di quanti Lo fanno, ne vivono, vi si coinvolgono": il mondo mentale di un personaggio si popola a tal punto di altri personaggi proliferanti, da divenire inter-mentale, e arriva, per appiattimento delle prospettive, "a una vi

inviato il 28/09/2018
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La casa del pittore

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Adèle Geras
La casa del pittore
Tradotto da Anna Luisa Zazo
Mondadori 2003
10 righe da pagina 164:

Quella fu l'ultima volta in cui Alex ricordava di aver visto piangere Efe. Era a terra, vicino a Markie, e stringeva in grembo la testa del bambino e piangeva come una ragazza. Più di qualsiasi ragazza Alex avesse mai visto. Aveva il viso arrossato e bagnato e gli occhi gonfi, quasi chiusi per le lacrime.
Alex aveva chiuso a sua volta gli occhi per cancellare l'immagine del fratello maggiore, del suo eroe, della persona che aveva amato più di ogni altro, ridotto a quel povero essere tremante, disperato. Allora non aveva saputo che cosa fare, e anche adesso dopo tanti anni si vergognava a pensare quanto fosse stato inutile.

inviato il 17/09/2018
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La principessa sposa

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William Goldman
La principessa sposa
Tradotto da Massimiliana Brioschi
Marcos y Marcos 2007
10 righe da pagina 24:

Per la prima volta in vita mia mi interessai attivamente a un libro. Io, fanatico degli sport; io, mostro dei giochi; io, unico ragazzino di dieci anni dell’Illinois con un odio cronico per l’alfabeto, volevo sapere cosa succedeva dopo.
Cosa ne era della bella Buttercup, del povero Westley e di Inigo, il più grande spadaccino del mondo? E quanto era forte veramente Fezzik, e c’erano limiti alla crudeltà di Vizzini, il perfido siciliano?
Ogni sera mio padre leggeva, capitolo dopo capitolo, sempre lottando per pronunciare correttamente le parole, per afferrarne il senso. E io giacevo con gli occhi chiusi e il corpo che recuperava lentamente le forze. Ci volle, come ho detto, un mese, forse, e in quell'arco di tempo mio padre mi lesse La principessa sposa due volte.

inviato il 17/09/2018
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William Goldman (Chicago, 12 agosto 1931)

Io sono Dio

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Giorgio Faletti
Io sono Dio
Baldini & Castoldi 2009
10 righe da pagina 61:

"... Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi."
"Quali lupi nonno?"
"Quelli che ogni uomo porta dentro di sé."
"Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo."
"E l'altro?"
"L'altro è il lupo buono. Vice di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede."
"E quale lupo vince?"
"Quello che nutri di più."

inviato il 03/09/2018
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Il battello del delirio

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George R.R. Martin
Il battello del delirio
Tradotto da Teresa Albanese e Sergio Altieri
Mondadori 2017
10 righe da pagina 121:

Joshua York sospirò. "Che mi dici di vampiro?"
Quella Abner Marsh la conosceva. "Che razza di storia stai cercando di raccontarmi?" fece in tono burbero.
"Una storia di vampiri" disse York con un sorriso scaltro. "Senza dubbio ne hai già sentito parlare. I morti viventi, immortali, predatori della notte, creature senz'anima, condannate a vagare in eterno. Dormono in bare riempite con la terra del loro suolo natio, rifuggono dalla luce del sole e della croce, e ogni notte si alzano per bere il sangue dei vivi. Mutano persino di forma, e possono assumere le sembianze di un pipistrello o di un lupo. Alcuni, che ricorrono spesso alla forma del lupo, vengono chiamati lupi mannari e sono considerati una specie del tutto diversa, ma a torto.
Sono due lati di una stessa medaglia, Abner. I vampiri possono tramutarsi in nebbia, e le loro vittime

inviato il 03/09/2018
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George Raymond Richard Martin (Bayonne - Stati uniti, New Jersey 20 settembre 1948)

diventano esse stesse vampiri.

4321

4321 9 settimane 3 giorni fa

Paul Benjamin Auster, Newark (New Jersey) 3 febbraio 1947

Stargirl

Stargirl 10 settimane 2 ore fa

Jerry Spinelli, Norristown (Pennsylvania), 1º febbraio 1941

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Laura Lippman, Atlanta, 31 gennaio 1959

Il passaggio di Venere

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Ogni spazio felice

Ogni spazio felice 10 settimane 3 giorni fa

Alberto Schiavone, Torino, 15 febbraio 1980

Il canto delle sirene

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Val McDermid, Kirkcaldy, 4 giugno 1955

La vendetta del diavolo

La vendetta del diavolo 11 settimane 6 giorni fa

Joe Hill (nome d’arte di Joseph Hillstrom King), Hermon, 4 giugno 1972

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