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Pagina di matamoro80

Marinella De Luca

immagine copertina
Buon compleanno!
Marinella De Luca
2 anni 10 righe dai libri 2012

In fondo, il mondo è fatto per finire in un bel libro.
(Stéphane Mallarmé)
Dipinto di Vladimir Kush, Book of Books
AUGURI!

inviato il 10/10/2012
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Grazieeeeeeeee : )

Cecità

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José Saramago
Cecità
ed. Feltrinelli 2007 2010
10 righe da pagina 276:

Perché siamo diventati ciechi, Non lo so, forse un giorno si arriverà a conoscerne la ragione, Vuoi che ti dica cosa penso, Parla, Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono. La moglie del medico si alzò e andò alla finestra. Guardò giù, guardò la strada coperta di spazzatura, guardò le persone che gridavano e cantavano. Poi alzò il capo verso il cielo e vide tutto bianco, è arrivato il mio turno, pensò. La paura le fece abbassare immediatamente gli occhi. La città era ancora lì.

inviato il 09/10/2012
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Complimenti Silvana con queste tue splendide righe hai vinto il gioco dei segnalibri di questa settimana. Per poter ottenere il tuo premio, un libro, devi fare due cose
1) scegliere le tue righe preferite fra quella che verranno pubblicate questa settimana
2) farci avere un tuo recapito a
libroincentivo@10righedailibri.it

Grazie Staff, questa info mi mancava :)

Nadia, puoi posrare anche 10 righe tratte dallo stesso libro. :)

Grande Saramago, anche se tra i miei preferiti c'è: La zattera di pietra, Viaggio in Portogallo e L'uomo duplicato sempre pubblicati da Feltrinelli :)

L'ho letto da poco, bellissimo!!!

Se puoi vedere, guarda. Se puoi osservare, osserva.

Grrrr mi hai anticipata!!! Volevo postarle io 10 righe di questo libro :(

Forse nn tutti sanno che Saramago, tra i più grandi romanzieri del Novecento, è stato premio nobel per la letteratura nel 1998. Gran belle 10 righe Silvana!!!

A mio avviso uno dei più bei romanzi di Saramago!!!

Silvana benvenuta :)

Le Confessioni

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Sant'Agostino
Le Confessioni
Biblioteca universale Rizzoli
10 righe da pagina 417:

Sobria quale era, veniva mandata di solito dai genitori ad attingere il vino dalla botticella: ella immergeva la tazza nell'apertura superiore, poi, prima di versre il vino nella caraffa, ne sorbiva qualche goccia a fior di labbro, poco poco, perchè ripugnava al suo gusto: difatti non lo faceva per amore del vino, ma per una di quella bravate fanciullesche che si sfogano in impeti di gioco e vengone represse nei giovanetti dall'autorità delle persone anziane. Ma, quel poco diventando di giorno in giorno sempre meno poco, poichè chi non fa conto delle piccole cose piano piano cade, vi si era oramai tanto abituata che tracannava golosamente calici quasi pieni di vino puro.

inviato il 21/11/2010
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Romano, prova a mandarla tramite mail a staff@10righedailibri.it

No, la ccopertina non è questa, il titolo originale è CONFESSIONUM LIBRI XIII edizione I CLASSICI DELLA BUR con testo latino a fronte, posso provare a cercarla io, ma non saprei come caricarla.

puoi confermare se è questa la copertina?

Romano, l'anno di pubblicazione del libro? in seguito prova anche a caricare la foto cliccando su "altre informazioni" sotto il campo "editore" grazieee

'a livella poesie napoletane

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ANTONIO DE CURTIS
'a livella poesie napoletane
Fausto Fiorentino editrice 1988
10 righe da pagina 12:

"QUI DORME IN PACE IL NOBILE MARCHESE SIGNORE DI ROVIGO E DI BELLUNO ARDIMENTOSO EROE DI MILLE IMPRESE MORTO L'11 MAGGIO DEL '31". 'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto... sotto 'na croce fatta 'e lampadine; tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto: cannele, cannelotte e sei lumine. Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore nce steva 'n'ata tomba piccerella, abbandunata, senza manco un fiore; pe' segno, sulamente 'na crucella. E ncoppa 'a croce appena se liggeva: "ESPOSITO GENNARO NETTURBINO" Guardannola, che ppena me faceva stu muorto senza manco nu lumino! Questa è la vita! 'Ncapo a me penzavo... chi ha avuto tanto e chi nun ave niente! Stu povero maronna s'aspettava ca pure all'atu munno era pezzente?

inviato il 08/12/2010
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Proprio così! E' utilissima per la vita! Altro che andar a farsi leggere la mano!

La grande smorfia napoletana, uno spaccato di vita che fa sorridere e riflettere insieme, comunque e sempre!!!

Un'unica livella per mettere tutti sullo stesso piano!!!

Il pezzo che preferisco è questo:" Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore nce steva 'n'ata tomba piccerella, abbandunata, senza manco un fiore". Mi fa sorridere, mi dà allegria....

La tomba di un ricco signore si sente umiliata dalla vicinanza di una tomba povera: veramente la morte uguaglia tutti!"

Anche il vernacolo é efficace ad esprimere oncetti universali!

Quanta ironia!

Leggerlo, per abbassare le proprie ambizioni!

Totò ha detto grandi verità!

La morte rende tutti uguali e il grande Antonio de Curtis l'ha espresso in modo straordinario!

Il Capitano è fuori a pranzo

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Charles Bukowski
Il Capitano è fuori a pranzo
Tradotto da Andrea Buzzi
Feltrinelli - I Canguri 2000
10 righe da pagina 6:

“Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po' dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C'è rimasto ben poco che possa morire.”

inviato il 20/12/2010
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bukowski piace perchè é attuale, perchè é l'uomo di oggi, della società in cui viviamo!

La frase che continua a piacermi tantissimo é : "La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita... " Riflettete, gente, riflettete!

Grande Bukowski!

In effetti, occorre far onore alla propria vita, anche se a volte capita a tutti di avere la testa piena di ovatta...

Chi vuol esser lieto sia...di doman non c'é certezza, ma con moderazione1

Riflettete sulla frase, bellissima: "Dopo un po' dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta". Credo che ognuno di noi conosca persone che, purtroppo, non pensano....

Occorre pensare, riflettere!

Vita e morte sono unite...

Occorre fare onore alla propria vita, ci insegna questo libro.

Vivi bene la vita! Carpe diem!

Discorso sulle origini e i fondamenti della disuguaglianza fra gli uomini

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Il primo che, avendo recintato un terreno, osò dire: "questo mi appartiene", e trovò uomini abbastanza ingenui per credergli, quegli fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, assassini, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i paletti o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili "guardatevi dall'ascoltare quest'impostore; siete perduti, se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra di nessuno".

inviato il 09/10/2012
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Disserterei per ore sul pensiero di Rousseau, ma per ovvie ragioni desisto. Un gesto però gradirei fare, qualora ne avessi la possibilità, regalare una copia, del testo di cui leggiamo le righe inserite sopra, ai figli di coloro che, corrotti e corruttori, hanno portato e continuano a portare rovinosi esempi ovunque.

Buone cose a tutti
Antonio

COMPLEANNI D'AUTORE

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Andrea Zanzotto
COMPLEANNI D'AUTORE
10righedailibri 1921

Nasceva oggi: Andrea Zanzotto (10 ottobre 1921)

Così siamo
Dicevano, a Padova, "anch'io"
gli amici "l'ho conosciuto".
E c'era il romorio d'un'acqua sporca
prossima, e d'una sporca fabbrica:
stupende nel silenzio.
Perché era notte. "Anch'io
l'ho conosciuto".
Vitalmente ho pensato
a te che ora
non sei né soggetto né oggetto
né lingua usuale né gergo
né quiete né movimento
neppure il né che negava
e che per quanto s'affondino
gli occhi miei dentro la sua cruna
mai ti nega abbastanza
E così sia: ma io
credo con altrettanta
forza in tutto il mio nulla,
perciò non ti ho perduto
o, più ti perdo e più ti perdi,
più mi sei simile, più m'avvicini.

inviato il 10/10/2012
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