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Pagina di Lu.na

Cecità

immagine copertina
Josè Saramago
Cecità
Tradotto da Rita Desti
Feltrinelli Universale economica 2010
10 righe da pagina 133:

Adesso, con gli occhi fissi sulle forbici appese alla parete, la moglie del medico si stava domandando, A cosa mi serve vedere. Le era servito per sapere dell'orrore più di quanto avesse mai potuto immaginare, le era servito per desiderare di essere cieca, nient'altro che a questo. Con un cauto movimento si sedette sul letto. Davanti a lei dormivano la ragazza dagli occhiali scuri e il ragazzino strabico. Notò che i due letti erano quasi accostati, la ragazza aveva spinto il suo, certamente per stare più vicina al ragazzo, se avesse avuto bisogno di consolazione, di qualcuno che gli asciugasse le lacrime per la mancanza di una mamma perduta.

inviato il 21/11/2012
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lo Hobbit

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J.R.R. Tolkien
lo Hobbit
Tradotto da Elena Jeronimidis Conte
Gli adelphi 1989
10 righe da pagina 16:

Tutto quello che l'ignaro Bilbo vide quel mattino era un vecchio con un bastone. Aveva un alto cappello blu a punta, un lungo mantello grigio, una sciarpa argentea sulla quale la lunga barba bianca ricadeva fin sotto la vita, e immensi stivali neri. "Buon giorno!" disse Billbo; e lo pensava veramente. Il sole brillava e l'erba era verdissima. Ma Gandalf lo guardò da sotto le lunghe sopracciglia irsute ancora più sporgenti della tesa del suo cappello. "Che vuoi dire?" disse. "Mi auguri un buon giorno o vuoi dire che è un buon giorno che mi piaccia o no; o che ti senti buono, quest'oggi, o che è un giorno in cui si deve essere buoni?".
"Tutto quanto" disse Bilbo.

inviato il 20/11/2012
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Non vedo l'ora di andarlo a vedere al cinema.

Il codice Rebecca

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Ken Follet
Il codice Rebecca
Tradotto da Patrizia Bonomi
A. MONDADORI 2003
10 righe da pagina 12:

Quando di svegliò, ebbe per un istante l'impressione di essere di nuovo bambino, e di aver sognato la sua vita da adulto. Qualcuno gli stava toccando la spalla e gli stava dicendo "Svegliati Achmed" nel linguaggio del deserto. Erano anni che nessuno lo chiamava Achmed. Si rese conto di essere avvolto in una coperta grezza, disteso sulla fredda sabbia, con la testa riparata da howli. Aprì gli occhi e gli si parò di fronte lo spettacolo del sole che sorgeva in un arcobaleno di colori sopra la linea piatta e scura dell'orizzonte. Gli soffiò in faccia il vento gelido del mattino. In quel momento, provò tutta la confusa ansietà di quando aveva quindici anni.

inviato il 20/11/2012
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Plutonio 239

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Ken Kalfus
Plutonio 239
Tradotto da Paola Frezza
Oscar Mondadori - Piccola Biblioteca 2006
10 righe da pagina 10:

Mentre Timofej veniva estratto dall'intercapedine, i suoi colleghi pensarono a Marina e al bambino. Lui era cosciente ma confuso, gli occhi sfocati e il viso inespressivo. Circondato da fantasmi in scafandri anti-radiazioni, era come come se vedesse il reparto per la prima volta: i muri crepati, i cavi elettrici che serpeggiavano sotto i piedi, il cristallo graffiato e annebbiato degli indicatori, le valvole e i tubi chiazzati di muffa. Uscì barcollando dal laboratorio, fece una donna, vomitò due volte, si liberò dai vestiti e fu visitato sommariamente da un medico che gli misurò il polso e la temperatura. Nessuno lo guardò negli occhi.

inviato il 20/11/2012
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Hitler

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Giuseppe Genna
Hitler
Oscar Mondadori - Piccola Biblioteca 2009
10 righe da pagina 54:

Si nutre di riviste: molte riviste acquistate dal tabaccaio sotto casa. Riviste su cui appare ossessivamente la croce grammata. Ovunque: croci uncinate. Nella tetraggine della giornata piovosa di inizio autunno, Adolf Hitler è al tavolo. Nella stanza la luce è scarsa. Alla lampada è vicina, spalancata, la rivista. La testata dice: Ostara. Potrebbe essere qui l'inizio di tutto, se non fosse a ogni istante l'inizio. La non-persona prescinde dal tempo: è in ogni istante, da principio, uguale a se stessa.

inviato il 11/11/2012
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Il palazzo delle pulci

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Elif Shafak
Il palazzo delle pulci
Super Pocket 2009
10 righe da pagina 444:

Quando dopo aver perso il marito in un incidente venticinque anni prima, Madama Zietta si era trasferita a vivere da sola all'interno 10 di Palazzo Bonbon, vi aveva incontrato oggetti che erano appartenuti ai vecchi residenti: centottantuno oggetti obsoleti e privi di proprietario. Anche se la lettera della Francia della nuova padrona del palazzo la autorizzava esplicitamente a disporre di quegli oggetti come preferiva, lei non se l'era sentita di gettarne via nemmeno uno. Quando lesse la lettera della figlia di Pavel Pavlovic Antipov che viveva in Francia, non si arrabbiò. Eppure in passato c'erano stati momenti in cui la facilità con cui la gente disponeva degli oggetti altrui l'aveva mandata in collera. Ma gli oggetti non hanno proprietari. Piuttosto hanno una loro storia, e a volte sono queste storie a possedere le persone che vi si sono intromesse...

inviato il 09/11/2012
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Luna, nome del traduttore? : )

Momenti di trascurabile felicità

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Francesco Piccolo
Momenti di trascurabile felicità
Einaudi 2010
10 righe da pagina 95:

Mia moglie, quando era una ragazza, è stata fidanzata per molto tempo con un ragazzo che si chiama Michele. Per anni, quando raccontava di averlo incontrato, oppure che aveva avuto notizie di Michele, i suoi familiari dicevano sempre: ma chi, Michele nostro? Quando ci siamo sposati, da quel giorno in poi, quando si parla di Michele, anch'io ho cominciato a dire con una certa soddisfazione: ma chi, Michele nostro?

inviato il 08/11/2012
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Molto forte, incredibilmente vicino

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Jonathan Safran Foer
Molto forte, incredibilmente vicino
Tradotto da Massimo Bocchiola
le fenici 2011
10 righe da pagina 141:

Avrei voluto piangere ma non ho pianto, probabilmente avrei dovuto farlo, annegare lei e me dentro la stanza, porre fine alle nostre sofferenze, ci avrebbero trovati a galla a faccia in giù in duemila pagine bianche, seppelliti sotto il sale delle mie lacrime evaporate, ho ricordato solo allora e troppo, troppo tardi, di avere tolto il nastro dalla macchina da scrivere anni prima, era stato un gesto di vendetta contro la macchina da scrivere e me stesso, ne avevo fatto un lungo nastro srotolando il negativo che aveva impresso- le case future che avevo creato per Anna, le lettere senza risposta che avevo scritto- quasi che così potessi difendermi dalla mia vita reale.

inviato il 08/11/2012
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Georgiana

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Amanda Foreman
Georgiana
Tradotto da Cinzia Cappelli, Gianna Lonza, Daria Restani, Roberta Zuppet
BURextra Rizzoli 2008
10 righe da pagina 29:

"Ero bella, lo so...e sono sempre stata elegante, ma vi assicuro che ci sono state perdonate negligenze e omissioni e siamo state amate più per non esserci date arie che per qualsiasi altra qualità": così, sul finire della sua vita, scriveva Georgiana, duchessa di Devonshire, alla figlia. Non darsi arie era soltanto una parte della sua grazia; aveva sempre incantato tutti: stando a Louis Dutens, un ex diplomatico che tra il 1780 e il 1800 scrisse un memoriale sulla società inglese, "gli occhi di tutti si volgevano a guardarla quando appariva e tutti di lei parlavano quando era lontana". La bellezza di Georgiana non rispecchiava i canoni classici: era alta, imponente , piacente, elegantissima e i giornali la soprannominarono "l'imperatrice del gusto".

inviato il 07/11/2012
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Bartleby lo scrivano

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HERMAN MELVILLE
Bartleby lo scrivano
Tradotto da Gianni Celati
I Classici Universale Economica Feltrinelli 2010
10 righe da pagina 13:

''Cosa si comanda?" disse in tono mansueto.
"Le copie, le copie," diss'io in tutta fretta. "Dobbiamo esaminarle. Ecco..." e gli allungai il quarto dei quadruplicati.
"Avrei preferenza di no," diss'egli, e silenziosamente sparì dietro il paravento.
Per alcuni istanti fui trasformato in una statua di sale, in piedi alla testa della mia colonna di assisi impiegati. Riprendendomi, mi mossi verso il paravento, e gli chiesi ragione dell'inusitata condotta.
"Perché vi rifiutate?"
"Avrei preferenza di no".

inviato il 06/11/2012
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concordo :)

"Preferirei di no",un rifiuto mitico !!!

L'isola delle farfalle

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Corina Bomann
L'isola delle farfalle
Tradotto da Sara Congregati
Giunti 2012
10 righe da pagina 11:

Il fischio acuto del bollitore sul fuoco distolse Deidre che stava per parlare e che si alzò a prendere un bricco da tè. Il forte aroma ebbe un effetto distensivo su Beatrice, che persino nel campo profughi al di là dell'Oder aveva sempre apprezzato le note spezziate del tè: la facevano sentire più vicina alla sua terra. Per qualche istante, con il pensiero fu di nuovo a casa, rivide il roseto, la piccola serra in cui sua nonna Grace coltivava fiori esotici e dove a volte rimaneva seduta per ore, la mente altrove, a fissare un ramoscello di frangipani con in mano un foglietto che a detta di sua madre era un’antica profezia.
“È un pessimo Assam, ma purtroppo non abbiamo nient’altro.” Deidre le mise davanti una tazza fumante sottraendola così al turbinio dei ricordi.

inviato il 23/11/2012
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Grazie alla casa editrice Giunti e allo Staff per questo meraviglioso libro incentivo :-)

Requiem per una porno star

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Jeffery Deaver
Requiem per una porno star
Tradotto da Michele Foschini
Rizzoli 2012
10 righe da pagina 114:

"Quando ha saputo della sua ... ehm, carriera cinematografica?"
Di nuovo quel tono di amarezza nella voce. "Un mese fa. Non me ne aveva mai parlato. Ero sconvolto." Una risata sprezzante. "La cosa paradossale era che quando si presentava a qualche audizione per ruoli seri non era disposta ad accettare una parte qualunque. Non faceva pubblicità né commedie musicali. Non le interessava l'avanspettacolo. Non mirava a Hollywood. Voleva solo copioni impegnati. Le dicevo "Shelly, perché sei così testarda? Potresti fare l'attrice a tempo pieno, se solo lo volessi". E lei mi rispondeva che non aveva intenzione di prostituirsi... Solo che intanto girava quei film."

inviato il 22/11/2012
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I diamanti sono i migliori amici delle donne

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Jessica Jiji
I diamanti sono i migliori amici delle donne
Tradotto da Roberto Lanzi
Newton Compton 2012
10 righe da pagina 285:

Vidi che mancavano tre piccoli rombi e mi sfuggì un sorriso. La zia Naima li aveva già distribuiti ai nipotini, lo sapevo per esperienza. Quando ero piccola faceva la stessa cosa con me quando mi vedeva incantata di fronte a una teglia di baklava: sfilava un pezzettino e me lo lasciava mangiare. Non le importava che al momento di servirla in tavola, la stesa perfetta del dessert fosse rovinata. Anzi, forse le piaceva anche di più in quel modo, perché quegli spazi vuoti rappresentavano un segno di amore. Di fronte a quei ricordi, avrei voluto dimenticare tutte le prese in giro nei suoi confronti e ritrovare il sentimento puro che provavo quando, all'età di sette anni, potevo mangiarmi il dolce prima della cena stretta nel suo abbraccio semplice e genuino.

inviato il 22/11/2012
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Cecità

immagine copertina
Josè Saramago
Cecità
Tradotto da Rita Desti
Feltrinelli Universale economica 2010
10 righe da pagina 133:

Adesso, con gli occhi fissi sulle forbici appese alla parete, la moglie del medico si stava domandando, A cosa mi serve vedere. Le era servito per sapere dell'orrore più di quanto avesse mai potuto immaginare, le era servito per desiderare di essere cieca, nient'altro che a questo. Con un cauto movimento si sedette sul letto. Davanti a lei dormivano la ragazza dagli occhiali scuri e il ragazzino strabico. Notò che i due letti erano quasi accostati, la ragazza aveva spinto il suo, certamente per stare più vicina al ragazzo, se avesse avuto bisogno di consolazione, di qualcuno che gli asciugasse le lacrime per la mancanza di una mamma perduta.

inviato il 21/11/2012
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Colori e anni

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Margit Kaffka
Colori e anni
Tradotto da Marinella D'Alessandro
La Tartaruga edizioni 2011
10 righe da pagina 9:

Per questo riesco a capire come una singolare pavidità mi abbia sempre trattenuta di fronte a ogni decisione da prendere, di fronte a qualsiasi autentica, grande impresa. So che in alcuni casi avrei potuto dare una spinta decisiva al mio destino, indirizzarlo verso orizzonti del tutto diversi... Ma ormai che cosa importa! Mi è toccata lo stesso, e con abbondanza, la mia parte nel bene e nel male; ho di che trarre materia su cui riflettere finchè vivo. Mi sorprendo ogni tanto a sfogliare e rigirare il mio passato come se avessi tra le mani un ignoto e variopinto libro illustrato; e solo di tanto in tanto, all'improvviso, mi torna in mente che quella lì, un tempo, ero proprio io. Allora mi fermo e mi dico: va bene, quel che stato, è stato - ma certamente non ricomincerei da capo più nulla di tutto ciò.

inviato il 21/11/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

A me ha attirato subito, ora sono al nono capitolo. E' impegnativo come lettura, però è interessante. Ciao

anche questo libro mi interessa, lo metto in nota per i regali di Natale intelligenti, mi tenta troppo, grazie della segnalazione!

Elena ho letto ,alcune pagine,deve essere proprio bello!ciao naty

Io e te

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Niccolò Ammaniti
Io e te
Einaudi - Stile libero BIG
10 righe da pagina 13:

Aveva un buon odore. Mi faceva pensare al Marocco. A certi vicoli stretti stretti pieni di bancarelle con sopra polveri colorate. Ma io non ero mai stato in Marocco.
" Che profumo è questo ? "
" Il sapone al sandalo. Il solito. "
" Me lo puoi prestare ? "
Lei ha sollevato un sopracciglio. " Perchè ? "
" Così mi ci lavo e ti ho addosso. "
Lei mi ha tirato via le coperte. " Ma che è questa novità che ti lavi ? Su non fare lo scemo, non avrai nemmeno il tempo di pensarmi. "

inviato il 21/11/2012
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Trattato sulla tolleranza

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VOLTAIRE traduzione di Piero Bianconi
Trattato sulla tolleranza
Tradotto da Glauca Michelini
cquarelli best seller 1999
10 righe da pagina 87:

Meno dogmi,meno dispute,meno disgrazie; se ciò non è vero, ho torto.
La religione è istituita per renderci felici in questa vita e nell'altra.
Che cosa è necessario per essere felici nella vita futura ?
Essere giusti.
Per essere felici in questa, per quanto lo permette la fragilità della nostra vita, che cosa è necessario ?
Essere indulgenti.
Sarebbe il colmo della pazzia pretendere di condurre tutti gli uomini a pensare in modo identico sulla metafisica.
Si potrebbe molto più facilmente soggiogare l'intero univeso con le armi che soggiogare tutti gli spiriti di una sola città.

inviato il 21/11/2012
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La regina degli scacchi

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Walter Tevis
La regina degli scacchi
Tradotto da Angelica Cecchi
Minimum fax 2007
10 righe da pagina 33:

Dopo un attimo lui le rivolse uno sguardo pieno di fastidio. "Cosa vuoi, piccola?", disse.
Di norma lei evitava ogni rapporto umano, specialmente con gli adulti, ma questa volta non si tirò indietro. "Come si chiama questo gioco?", domandò.
Lui la fissò. "Dovresti essere di sopra con gli altri".
Beth lo guardò impassibile; qualcosa in quell'uomo e nella determinazione con cui giocava a quel gioco misterioso la aiutarono a tener duro per il suo scopo. "Non voglio stare con gli altri", disse. "Voglio sapere a cosa sta giocando".
Lui la guardò più intensamente. Poi fece spallucce. "Si chiama scacchi".

inviato il 21/11/2012
Nei segnalibri di:

Tutte le opere di Neruda

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Neruda
Tutte le opere di Neruda
Tradotto da Giuseppe Bellini
Nuova Accademia Editrice 1963
10 righe da pagina 140:

LE TUE MANI
Quando le tue mani vengono,
amore,verso le mie,
cosa mi recano volando ?
Perchè si son fermate
sulla mia bocca, d'improvviso,
perchè le riconosco
come se allora, anzi,
le avessi toccate,
come se prima d'essere
avessero percorso
la mia fronte, il mio fianco ?
La loro morbidezza veniva
volando sopra il tempo,
sopra il mare,sopra il fumo,
sopra la primavera,
e quando tu posasti
le tue mani sul mio petto,
riconobbi quelle ali
di colomba dorata,
riconobbi quella creta
e quel colore di frumento.
Gli anni della mia vita
camminai cercandole.
Salii le scale,
attraversai le scogliere,
mi portarono i treni,
le acque mi condussero,
e nella pelle dell'uva
mi sembrò di toccarti.
Il legno d'improvviso
mi recò il tuo contatto,
la mandorla m'annunciava
la tua morbidezza concreta,
finchè si chiusero
le tue mani sul mio petto,e lì come due ali terminarono il loro viaggio.

inviato il 21/11/2012
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Le città invisibili

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Italo Calvino
Le città invisibili
Arnoldo Mondadori
10 righe da pagina 160:

Già il Gran Kan stava sfogliando nel suo atlante le carte delle città che minacciano negli incubi e nelle maledizioni: Enoch, Babilonia, Yahoo, Butua, Brave New World.
Dice:- Tutto è inutile, se l'ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in fondo che, in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente.
E Polo:- L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già quì, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

inviato il 21/11/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

Grazie! :)

amica hai scelto un libro stupendo!!!

benvenuta Alessandra!

lo hobbit

lo hobbit 5 years 40 settimane fa

Bellissimo :)

Bartleby lo scrivano

Bartleby lo scrivano 5 years 40 settimane fa

concordo :)

Palomar

Palomar 5 years 40 settimane fa

Grazie :)

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