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Pagina di Marcello Parsi

Novella degli scacchi

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Stefan Zweig
Novella degli scacchi
Tradotto da Simona Martini Vigezzi
Garzanti 1982
10 righe da pagina 17:

Conoscevo bene per diretta esperienza la misteriosa attrazione del "gioco dei re", l'unico fra tutti i giochi escogitati dall'uomo che si sottragga sovranamente alla tirannia del caso e dia la palma della vittoria all'intelletto soltanto, o per meglio dire a una forma particolare di talento intellettuale. Ma non ci si rende già colpevoli di una limitazione offensiva nel chiamare gli scacchi un gioco? Non è anche una scienza, un'arte, oscillante fra queste due categorie come la bara di Maometto fra cielo e terra, straordinario legame fra tutte le coppie di opposti, antichissimo eppure eternamente nuovo, meccanico nella disposizione e animato solo dalla fantasia, limitato in uno spazio rigidamente geometrico e insieme infinito nelle sue combinazioni, in continua evoluzione eppure sterile, un pensiero che non conduce a nulla...

inviato il 18/06/2018
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Lucrezio e il canto del nulla

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Marcello Parsi
Lucrezio e il canto del nulla
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2018
10 righe da pagina 34:

“Ormai, ormai non ti accoglierà più la casa lieta né l'ottima moglie, né i dolci figli ti correranno incontro a strapparti i baci e ti riempiranno il cuore di una dolcezza inesprimibile. Non potrai più far fiorire i tuoi affari ed essere di sostegno ai tuoi. Un solo giorno funesto – dicono – ti ha sottratto tutte le numerose gioie della vita.” A queste parole, però, non aggiungono: “Ormai di quelle cose non ti resta neppure il rimpianto.” E se lo capissero bene nel loro animo e usassero un linguaggio coerente, si libererebbero da una grande pena del cuore e dal timore. “Tu, almeno, come ti sei addormentato nella morte, così resterai, privato di tutte le angosciose sofferenze per tutto il tempo a venire. Ma noi accanto all'orribile rogo ti piangeremo senza posa ridotto in cenere e nessun giorno ci toglierà dal petto un dolore senza fine."

inviato il 12/06/2018
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Commenti

Va bene, grazie. Provvederò.

Ciao Marcello, sei nella finale settimanale di giugno. Scegli da oggi 18 giugno a domenica 24 giugno, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Dialoghi

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Platone
Dialoghi
Tradotto da Eugenio Ferrai
Cremonese 1957
10 righe da pagina 247:

Ora ogni governo pone le leggi secondo gli giova: cioè i democratici democratiche e i tiranni tiranniche e così rispettivamente gli altri; e questo stabilire per legge ciò che loro torna a profitto, chiaman giustizia, e chi trasgredisca puniscono come reo d'ingiustizia davanti alla legge. Questo è, dunque, o egregio, quello che in tutti gli Stati io proclamo sia giusto, ciò che è utile al governo stabilito. Esso, infatti, impera; sicché a chi ragioni rettamente, il giusto riesce sempre una cosa medesima con ciò che giova al potente.

inviato il 04/06/2018
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In questa scelta di dialoghi platonici Eugenio Ferrai è il traduttore della sola "Repubblica" (qui ho riportato la parte finale del discorso di Trasimaco). Comunque la traduzione è stata rivista e rimodernata dal curatore dell'opera Antonio Aliotta.

E infine spuntò l'alba

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Marcello Parsi
E infine spuntò l'alba
Youcanprint 2017
10 righe da pagina 99:

Già m'immaginavo i suoi occhi illuminarsi di gioia, le sue braccia che mi stringevano al petto in un appassionato slancio di riconoscenza... i suoi baci...
Spalancai la porta e in un primo momento non mi resi conto di quello che stava succedendo, ma quando sentii qualcosa che somigliava ai rumori di una colluttazione e Fulvia che urlava: "Lasciami porco! Non mi toccare!", corsi nella camera da letto e davanti ai miei occhi si presentò uno spettacolo indegno: Ortazio con una mano teneva inchiodata la giovane su uno dei due giacigli e con l'altra le stava strappando via le vesti con l'intenzione di stuprarla. Lei si dibatteva sotto di lui con tutte le forze, provando a liberarsi, e intanto cercava di graffiargli il viso e di cavargli gli occhi.
"Maledetto bastardo! Lasciala stare immediatamente: è un ordine!" gli intimai, mentre sguainavo la spada.

inviato il 04/12/2017
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Grazie

Scelgo le 10 righe di Natalina, tratte da "Il Ciclope" di Paolo Rumiz.

Grazie! Provvederò.

Ciao Marcello sei nella finale settimanale del mese di dicembre, scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi lunedi11 dicembre a domenica 17, riportando qui nei commenti il link.

"Suoi" della ragazza, non di Nerone, perché l'imperatore stava a Roma, mentre l'infelice Ottavia era stata relegata da lui nell'isola di Pandataria (l'odierna Ventotene), dove poi venne uccisa.

Le vicende di questo romanzo si svolgono nell'arco di tempo 62 - 65 d. C. al tempo dell'impero neroniano. Nel brano qui riportato sono presenti entrambi i personaggi principali: Macrino, tribuno dei pretoriani, che svolge il ruolo di io narrante, e Fulvia, una giovane ancella di Ottavia, prima moglie di Nerone e da lui fatta assassinare proprio sotto ai suoi occhi.

Orazio, una via per la saggezza

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Marcello Parsi
Orazio, una via per la saggezza
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2017
10 righe da pagina 6:

L'uomo giusto e tenace nel suo intento
dalla folla infuriata non è scosso,
che impone azioni indegne, né dal volto
del tiranno incombente, né dall'Austro,
signore tempestoso dell'inquieto
Adriatico mar, né dalla mano
di Giove fulminante: se in frantumi
crollasse il mondo, impavido starebbe
delle macerie ad aspettare l'urto.

inviato il 11/08/2017
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"Iustum et tenacem propositi virum": così comincia la terza Ode del III libro, di cui ho trascritto qui la mia traduzione ritmica delle prime due strofe.

Orazio, una via per la saggezza

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Marcello Parsi
Orazio, una via per la saggezza
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2017
10 righe da pagina 80:

Dalla mia casa rimanga lontana la turpe miseria;
piccola o grande la nave, sarò sempre io a navigare.
Non mi trasporta un vento propizio, che gonfia le vele,
ma neppure mi soffia contrario l'Ostro nocivo.
Forze, meriti, ingegno, aspetto, nascita, soldi
fanno che in coda ai migliori io stia, però agli ultimi in testa.
Non sei avaro: d'accordo. E dunque? Con questo difetto
sono fuggiti anche gli altri? Non ti tormentano il cuore
vana ambizione, timore di morte ed ira? Ti ridi
delle paurose magie, dei sogni, delle fattucchiere,
dei fantasmi e dei sortilegi della Tessaglia?Dalla mia casa rimanga lontana la turpe miseria;
piccola o grande la nave, sarò sempre io a navigare.
Non mi trasporta un vento propizio, che gonfia le vele,
ma neppure mi soffia contrario l'Ostro nocivo.
Forze, meriti, ingegno, aspetto, nascita, soldi
fanno che in coda ai migliori io stia, però agli ultimi in testa.
Non sei avaro: d'accordo. E dunque? Con questo difetto
sono fuggiti anche gli altri? Non ti tormentano il cuore
vana ambizione, timore di morte ed ira? Ti ridi
delle p

inviato il 24/07/2017
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Cara Redazione, potete ripristinare il testo corretto, come l'ho trascritto originariamente? Grazie.

Grazie!! Deve essere successo qualche cosa di strano: il testo che io ho trascritto si è inspiegabilmente accorciato e duplicato (!). Come mai?

Ciao Marcello, sei nella finale di luglio, 10 righe scelte dalla redazione.

Sono i versi 199 - 216 della seconda Epistola del II libro.

Poetica

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Aristotele
Poetica
Tradotto da Guido Paduano
Editori Laterza 2011
10 righe da pagina 19:

Da quanto si è detto risulta chiaro che compito del poeta non è dire ciò che è avvenuto ma ciò che potrebbe avvenire, vale a dire ciò che è possibile secondo verosimiglianza e necessità. Lo storico e il poeta non differiscono tra loro per il fatto di esprimersi in versi o in prosa - si potrebbero mettere in versi le storie di Erodoto, e in versi come in prosa resterebbero comunque storia -, ma differiscono in quanto uno dice le cose accadute e l'altro quelle che potrebbero accadere. Per questo motivo la poesia è più filosofica e più seria della storia, perchè la poesia si occupa piuttosto dell'universale, mentre la storia racconta i particolari.

inviato il 19/07/2017
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Aristotele, sommo filosofo greco (Stagira, 384 a. C. - Calcide, 322 a. C.)

Orazio, una via per la saggezza

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Marcello Parsi
Orazio, una via per la saggezza
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2017
10 righe da pagina 33:

Non chiedere - saperlo non è dato -
che fine a me, che fine a te gli dei
abbiano riservato;
dai calcoli caldei,
Leuconoe, non cercar la verità.
Quanto è meglio accettare
tutto ciò che sarà.
Sia che molti l'Eterno
a noi conceda o sia l'ultimo inverno
questo, che infrange sugli scogli il mare,
sii saggia, filtra il vino
e la lunga speranza
adegua al breve tempo che ti avanza.
Mentre indugia la voce,
invidioso il tempo se ne va:
cogli l'ora veloce,
non confidare in quella che verrà.

inviato il 18/07/2017
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Il nome Leuconoe, la ragazza a cui è dedicata la poesia, in greco significa mente bianca, ossia animo candido, per indicare la semplicità e l'ingenuità dei suoi sentimenti.

Quinto Orazio Flacco, poeta latino (Venosa, 65 a. C. - Roma, 8 a. C.)
Questa è la celebre Ode 11 del I libro, quella del "carpe diem".

La settima lettera

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Platone
La settima lettera
Tradotto da Andrea L. Carbone
Duepunti Edizioni 2005
10 righe da pagina 23:

Bene e male non hanno valore per chi è senz'anima; ne hanno soltanto per l'anima, sia essa unita al corpo o separata. Bisogna credere a quel che ci rivelano gli antichi discorsi sacri, che la nostra anima è immortale, subirà un giudizio e dovrà scontare pene immani quando avrà abbandonato il corpo. Dunque dobbiamo essere certi che subire grandi torti e ingiustizie è un male minore che commetterli. Chi ama le ricchezze, perché è uomo povero di spirito, non vuole ascoltare cose del genere, e quando ne sente parlare le deride, pensando di poter continuare ad arraffare in ogni modo tutto ciò che, come una bestia, intende bere o mangiare o che gli permette di soddisfare la schiavitù, priva di grazia, del piacere che ingiustamente prende il nome da Afrodite.

inviato il 11/07/2017
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Ciao Marcello, sei nella finale settimanale del mese di Luglio.

Tanti saluti da Orazio

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Marcello Parsi
Tanti saluti da Orazio
Tradotto da Marcello Parsi
Kimerik (ebook) 2014
10 righe da pagina 56:

... Se il mio schiavo
dicesse: "Non rubai né son fuggito,"
risponderei: "Te ne ho ricompensato,
risparmiandoti i morsi della frusta."
"Non ho ucciso nessuno." "Appeso in croce
non darai cibo ai corvi." "Sono onesto."
Da buon sabino ti rispondo: "No!
Anche il lupo è guardingo nel fuggire
la trappola nascosta, e il falco i lacci,
e il pesce l'amo pur se camuffato.
Il vero virtuoso evita il male
per amore del bene: tu non pecchi
solo per il timore della pena.
Se avessi la speranza di sfuggirle,
daresti sfogo a tutte le tue voglie:
infatti, pure adesso, se da mille
moggi di fave me ne rubi uno,
è lieve il danno mio ma la tua colpa
è come se me li rubassi tutti."

inviato il 01/08/2016
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Dalla XVI epistola del primo libro (ovviamente di Quinto Orazio Flacco).

Pinocchio

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Carlo Collodi
Pinocchio
Tradotto da - Illustrazioni di E. Mazzanti
Felice Paggi Libraio-Editore 1883
10 righe da pagina 69:

Cap XV
Ma il burattino per sua fortuna era fatto d'un legno durissimo. motivo per cui le lame, spezzandosi, andarono in mille schegge e gli assassini rimasero col manico dei coltelli in mano, a guardarsi in faccia.
Ho capito-disse allora uno di loro-bisogna impiccarlo! impicchiamolo!-ripeté l'altro.
Detto fatto, gli legarono le mani dietro le spalle e lo attaccarono penzoloni al ramo di una grossa pianta detta Quercia grande.
Poi si posero là, seduti sull'erba, aspettando che il burattino facesse l'ultimo sgambetto: ma il burattino, dopo tre ore, aveva sempre gli occhi aperti, la bocca chiusa e sgambettava più che mai.
Annoiati finalmente di aspettare si voltarono a Pinocchio e gli dissero sghignazzando: Addio a domani. Quando domani torneremo qui, si spera che ci farai la garbatezza di farti trovare bell'e morto e con la bocca spalancata

inviato il 05/06/2018
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Ciao Natalina, sei nella finale di giugno, 10righe scelte dalla redazione.

Il Sacro Romano Impero

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Peter H Wilson
Il Sacro Romano Impero
Tradotto da Giulia Poerio
Il Saggiatore 2017
10 righe da pagina 108:

Pace
Come negli altri imperi, ci si aspettava che l'imperatore mantenesse la pace.
Carlo Magno fuse ideali merovingi e tardoromani presentando la pace come il frutto della giustizia. I Sali e gli Svevi imposero uno stile di governo più attivo, ribaltando così le affermazioni della Chiesa secondo cui il buongoverno era un prerequisito per la fede e la giustizia. Non bisogna però interpretare questo cambiamento come un tentativo deliberato di costruire uno Stato come lo intendiamo oggi: fu solo nel XVIII secolo che gli europei abbracciarono l'idea moderna di progresso, nella cui ottica il futuro era una versione migliorata del presente, incoraggiando al contempo l'elaborazione di nuove utopie e l'aspettativa di concretizzarle fosse compito della politica.

inviato il 04/06/2018
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Peter Hamish Wilson Nato nel 1963 in Inghilterra
Non riesco a trovare di più.

Leopard Rock - L'avventura della mia vita

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Wilbur Smith
Leopard Rock - L'avventura della mia vita
Tradotto da Sara Caraffini
HarperCollins Italia 2018
10 righe da pagina 23:

Mio padre Herbert era tutto per me. Era il mio idolo e lo amavo con tutto me stesso. Poteva essere un vecchio bastardo ostinato e i suoi valori erano ancora quelli dell’epoca vittoriana, ma nella vita di ogni ragazzo c’è un eroe, e per me quell’uomo era mio padre. A volte penso che il mondo fosse troppo piccolo per contenere il suo spirito libero e ribelle, e che proprio per questo motivo lui fosse ossessionato dall’aviazione. Adorava unirsi alle capriole gioiose delle nubi squarciate dal sole, come scrisse il pilota della RAF John Gillespie Magee ne Il volo, una delle mie poesie preferite. E mi chiamò come uno dei fratelli Wright, quel Wilbur che insieme a Orville costruì il primo aereo guidato da un pilota.

inviato il 04/06/2018
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Ma questa volta non è un romanzo ma la sua autobiografia, davvero interessante, ha avuto una vita molto avventurosa.

Il nuovo di Wilbur!

Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

Dialoghi

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Platone
Dialoghi
Tradotto da Eugenio Ferrai
Cremonese 1957
10 righe da pagina 247:

Ora ogni governo pone le leggi secondo gli giova: cioè i democratici democratiche e i tiranni tiranniche e così rispettivamente gli altri; e questo stabilire per legge ciò che loro torna a profitto, chiaman giustizia, e chi trasgredisca puniscono come reo d'ingiustizia davanti alla legge. Questo è, dunque, o egregio, quello che in tutti gli Stati io proclamo sia giusto, ciò che è utile al governo stabilito. Esso, infatti, impera; sicché a chi ragioni rettamente, il giusto riesce sempre una cosa medesima con ciò che giova al potente.

inviato il 04/06/2018
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In questa scelta di dialoghi platonici Eugenio Ferrai è il traduttore della sola "Repubblica" (qui ho riportato la parte finale del discorso di Trasimaco). Comunque la traduzione è stata rivista e rimodernata dal curatore dell'opera Antonio Aliotta.

La Storia Infinita

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Michael Ende
La Storia Infinita
Tradotto da Amina Pandolfi
Longanesi 1981
10 righe da pagina 15:

Sollevò il libro e lo osservò da tutte le parti. La copertina era di seta color rubino cupo e luccicava mentre la rigirava di qua e di là. Sfogliandolo fuggevolmente vide che i fogli erano stampati in due colori diversi. Illustrazioni pareva non ce ne fossero, ma in compenso vi erano meravigliosi capilettera figurati.
Quando tornò a osservare la copertina, ci scoprì sopra due serpenti, uno scuro e l'altro chiaro, che si mordevano la coda, formando così un ovale. E in questo ovale c'era il titolo, in strani caratteri: La Storia Infinita.

inviato il 28/05/2018
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Michael Andreas Helmuth Ende (Garmisch-Partenkirchen, 12 novembre 1929)

Inghiottita

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Réjean Ducharme
Inghiottita
Tradotto da Alice da Coseggio
La nuova Frontiera 2018
10 righe da pagina 5:

Tutto m’inghiotte. Quando ho gli occhi chiusi, è il mio ventre che m’inghiotte, è nel mio ventre che soffoco. Quando ho gli occhi aperti, è ciò che vedo che m’inghiotte, è nel ventre di ciò che vedo che soffoco. M’inghiotte il fiume troppo grande, il cielo troppo alto, i fiori troppo fragili, le farfalle troppo timorose, il volto troppo bello di mia madre. Il volto di mia madre è bello per niente. Se fosse brutto, sarebbe brutto per niente. I volti, belli o brutti, non servono a niente. Guardiamo un volto, una farfalla, un fiore, e questo ci tormenta, poi ci irrita. A lasciar fare, si finisce per disperare. Non dovrebbero esserci né volti, né farfalle, né fiori. Che abbia gli occhi aperti o chiusi, sono inglobata: d’un tratto non c’è più abbastanza aria, il cuore si stringe, la paura mi afferra.

inviato il 31/05/2018
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Ciao Paola, è un piacere :-)

Wow, grazie a Barbara e a tutta la redazione!

Ciao Paola, Barbara ti Dona il suo libro incentivo vinto nel mese di maggio ( http://scrivi.10righedailibri.it/tre-camere-manhattan-0 )
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Réjean Ducharme (Saint-Félix-de-Valois, 12 agosto 1941 – Montréal, 21 agosto 2017) è stato uno scrittore canadese.

Redenzione

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Paco Ignacio Taibo II
Redenzione
Tradotto da Bruno Arpaia
La Nuova frontiera 2018
10 righe da pagina 22:

I nostri tempi hanno perso la vocazione all'eroismo, il senso tragico e comico della vita, che non è altro che una farsa romantica dalle conseguenze obbligate. Si sono perduti gli uomini e le donne che hanno vissuto con la necessità che non ci fosse nessuna distanza, nessuna, neanche minima, fra le parole e le azioni; esseri umani che hanno fatto sì che ogni parola venisse firmata con il suo gesto corrispondente. O forse sì, esistono ancora sotto la cenere dei roghi che dovranno illuminare tutti noi.

inviato il 01/06/2018
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Paco Ignacio Taibo II, pseudonimo di Francisco Ignacio Taibo Mahojo (Gijón, 11 gennaio 1949).

L'inganno delle tenebre

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Jean-Christophe Grangé
L'inganno delle tenebre
Tradotto da Paolo Lucca
Garzanti 2017
10 righe da pagina 58:

Da quando era arrivato aveva imparato un’unica cosa: una giornata in Africa equivaleva a due o tre da un’altra parte, o anche di più. Gli sembrava di essere lì da un mese. Caldo a parte, non c’era sensazione che non ti mandasse KO. Anche solo l’odore di benzina ti prendeva la gola. I colori ti stringevano il cuore. Ogni sapore ti sconvolgeva il metabolismo, ti violentava i nervi, ti faceva capire fino a che punto la morte fosse presente nella polpa di un frutto, nel pimento delle salse, nel tepore della pioggia... In poche ore aveva già sviluppato una dipendenza verso tutto quello che poteva aiutarlo a resistere. «Per trovare l’Africa», lo aveva avvertito suo padre, «bisogna perdercisi.»

inviato il 01/06/2018
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I CANTI DI MELITTA

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GIUSEPPE LIPPARINI
I CANTI DI MELITTA
Nicola Zanichelli 1925
10 righe da pagina 45:

Sopra il giaciglio amoroso il sole improvviso ci colse.
Già trionfava nel cielo il cocchio dai roggi cavalli
né sulle nostre pupille il sonno per anco scendea
ma tutta notte Cébete aveva gridato d'amore
sopra il mio candido ventre,dentro queste mie braccia
[furenti.
Rapida giunse l'aurora e noi seguitammo a morire;
ma quando venne il sole io diedi in un pianto dirotto,
mentre Cébete al sonno cedeva in un nimbo di raggi

Piansi, celando la faccia tra i lunghi capelli: e mi parve
che mi fluisse la vita, al par di una fonte, dagli occhi.
Ecco: io aveva pensato di uccidere il fulvo Cébete
sopra le morbide coltri per un folle eccesso d'amore

inviato il 02/06/2018
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Grazie

Complimenti! Ottima scelta! Ogni tanto fa piacere rileggere anche nella poesia italiana il ritmo armonioso del caro vecchio esametro greco e latino.

Bacco in Toscana

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Francesco Redi
Bacco in Toscana
Federico Motta 1990
10 righe da pagina 66:

Di Mezzomonte, ove talora io soglio
Render contenti i miei desiri a pieno
Allor che assiso in verdeggiante soglio
Di quel molle Piropo empiomi il seno,
Di quel molle Piropo almo e giocondo,
Gemma ben degna de' Corsini Eroi,
Gemma dell'Arno, ed alegria del Mondo.
La rugiada di Rubino,
Che in Valdarno i colli onora, tanto odora,
Che per lei il suo pregio perde,
La brunetta
Mammoletta
Quando spunta dal suo verde:
S'io ne bevo, mi sollevo
Sovra i gioghi di Permesso,
E nel canto si m'accendo,
Che pretendo e mi do vanto
Gareggiar con febo istesso.
Dammi dunque dal boccal d'oro
Quel Rubino mio tesoro:
Tutto pien d'alto furore
Canterò versi d'Amore.

inviato il 23/05/2018
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Francesco Redi (Arezzo, 18 febbraio 1626 – Pisa, 1º marzo 1698) è stato un medico, naturalista e letterato italiano. Egli è il fondatore della biologia sperimentale, ed è soprannominato come il "Padre della parassitologia moderna". Redi è considerato uno dei più grandi biologi di tutti i tempi.

Lucrezio e il canto del nulla

Lucrezio e il canto del nulla 1 giorno 8 ore fa

Va bene, grazie. Provvederò.

Dialoghi

Dialoghi 2 settimane 1 giorno fa

In questa scelta di dialoghi platonici Eugenio Ferrai è il traduttore della sola "Repubblica" (qui ho riportato la parte finale del discorso di Trasimaco). Comunque la traduzione è stata rivista e rimodernata dal curatore dell'opera Antonio Aliotta.

I CANTI DI MELITTA

I CANTI DI MELITTA 2 settimane 2 giorni fa

Complimenti! Ottima scelta! Ogni tanto fa piacere rileggere anche nella poesia italiana il ritmo armonioso del caro vecchio esametro greco e latino.

Buon Compleanno

Buon Compleanno 21 settimane 4 giorni fa

Tanti cari auguri!

Il ciclope

Il ciclope 26 settimane 3 giorni fa

Grazie! Ricambio di cuore.

Il ciclope 26 settimane 3 giorni fa

Cara Natalina, ti informo che ho già comunicato allo Staff di aver scelto le tue dieci righe. Ciao

E infine spuntò l'alba

E infine spuntò l'alba 26 settimane 3 giorni fa

Scelgo le 10 righe di Natalina, tratte da "Il Ciclope" di Paolo Rumiz.

E infine spuntò l'alba 27 settimane 1 giorno fa

Grazie! Provvederò.

E infine spuntò l'alba 28 settimane 22 ore fa

"Suoi" della ragazza, non di Nerone, perché l'imperatore stava a Roma, mentre l'infelice Ottavia era stata relegata da lui nell'isola di Pandataria (l'odierna Ventotene), dove poi venne uccisa.

E infine spuntò l'alba 28 settimane 23 ore fa

Le vicende di questo romanzo si svolgono nell'arco di tempo 62 - 65 d. C. al tempo dell'impero neroniano. Nel brano qui riportato sono presenti entrambi i personaggi principali: Macrino, tribuno dei pretoriani, che svolge il ruolo di io narrante, e Fulvia, una giovane ancella di Ottavia, prima moglie di Nerone e da lui fatta assassinare proprio sotto ai suoi occhi.

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