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Pagina di Marcello Parsi

Odi ed Epodi

immagine copertina
Quinto Orazio Flacco
Odi ed Epodi
Tradotto da Enzo Mandruzzato
Biblioteca Universale Rizzoli 2013
10 righe da pagina 211:

Il tuo lamento
mi disanima. Gli Dei non vogliono,
io non voglio
che tu prima di me lasci la terra,
Mecenate, mia gloria grande,
sostegno della mia vita.
Se un destino più veloce
mi ruba chi è parte del mio essere,
il mio restare è vano,
la mia salvezza trista, mutilata.
Quel giorno porterà
l'una e l'altra caduta. Il giuramento
fu verace: andremo, andremo,
e sarai guida ancora,
e al grande viaggio nostro
già tutto è pronto.
La Chimera dall'alito di fuoco,
il Gigante risorto dalle cento mani
non mi divideranno da te,
perché così vollero
la giustizia regina
e le Dee della morte.

inviato il 18/07/2016
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E' l'Ode XVII del II libro.

I Canti

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Gaio Valerio Catullo
I Canti
Tradotto da Enzo Mandruzzato
Biblioteca Universale Rizzoli 1982
10 righe da pagina 163:

Annali di Volusio, cacca scritta,
sciogliete il voto della mia ragazza.
Ha fatto voto a Venere e ad Amore,
se io tornavo a lei e la smettevo
di lanciarle i miei giambi truculenti,
di fare dono al Dio dal piede tardo,
in un rogo di legna maledetta,
del fior fiore del peggio dei poeti.
Capiva lei, la peggio fra le donne,
di fare un voto allegro e poco serio.
Ora, o Dea nata dall'azzurro mare,
che hai tue dimore sopra il santo Idalio
nell'aperta Urio a Cnido dei Giuncheti
ed in Ancona in Golgi in Amatunte
e a Durazzo, osteria dell'Adriatico,
accetta il voto e dallo come fatto,
se non è scherzo di cattivo gusto:
e voi venite al fuoco che vi spetta,
o voi ispirati alla ruralità,
Annali di Volusio, cacca scritta.

inviato il 12/07/2016
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Caro Catullo! Quanta carta stampata e rilegata potrebbe essere equiparata agli "Annales Volusi, cacata carta"?

Quando ruggisce la notte

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Marcello Parsi
Quando ruggisce la notte
Youcanprint 2016
10 righe da pagina 18:

I Germani stavano scappando disordinatamente in tutte le direzioni, quando Tiburzio, che era salito su una vicina altura, attirò la mia attenzione:
"Console Marcello, presto! Guarda verso quegli alberi a sinistra! Velleda fugge a cavallo..."
Spronai immediatamente e mi lanciai al suo inseguimento. Non impiegai molto tempo a raggiungerla e per un breve tratto cavalcammo quasi affiancati. Mi accostai sempre di più e, appena possibile, le saltai addosso, travolgendola e scaraventandola giù dal cavallo. Rotolammo avvinghiati in mezzo alla fanghiglia, ma d'un tratto... i suoi lineamenti si confusero davanti ai miei occhi: al posto del viso torvo di Velleda c'era quello grazioso e sorridente della piccola Rutilia, che aveva però il corpo adulto di una donna. Quel corpo mi attirava a sé, ed io seguitavo ad abbracciarla, ma adesso in maniera ben diversa, sensuale, bramoso di possederla...
Mi svegliai ansimante con gli occhi sbarrati.

inviato il 11/07/2016
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Ho voluto aggiungere qualche altra riga, per chiarire meglio il significato e il tenore del brano citato.

Come avevo potuto immaginare, anche se soltanto in un sogno, di avere un rapporto... intimo con una ragazzina di soli dodici anni? Provai una specie di vergogna per quel desiderio davvero indegno di me, per quanto fosse inconscio e indipendente dalla mia volontà.
Con il passare dei giorni mi sforzai di escogitare numerose giustificazioni auto-consolatorie, per alleggerire il senso di colpa provocatomi da quel torbido sogno. In fondo erano trascorsi sei anni, da quando l'avevo lasciata dodicenne e Rutilia ormai doveva avere diciotto anni...

Quando ruggisce la notte

immagine copertina
Marcello Parsi
Quando ruggisce la notte
Youcanprint 2016
10 righe da pagina 87:

Marcello si girò verso la ragazza. Si era curvata in avanti, quasi piegata in due, con la faccia affondata tra le mani e intanto piangeva in silenzio. Solo il movimento delle sue spalle, che si sollevavano e si abbassavano ritmicamente, faceva intuire che stesse singhiozzando. Il giovane ne ebbe pietà: con un gesto affettuoso le accarezzò i lunghi riccioli rossi. A quel contatto ella si riscosse e recuperò la normale posizione seduta, ma sulle sue gote seguitavano a colare abbondanti lacrime. Prese un fazzolettino e si asciugò gli occhi, poi si voltò verso il giovanotto e con l'espressione sofferente gli sussurrò:
"Adesso mi credi? Pensi ancora che io sia una visionaria esaltata?'"
"No, no... E come potrei? Quando ho visto il medaglione, ho sobbalzato: ho avuto l'impressione di ricevere un colpo in pieno petto. Non capisco che cosa mi stia succedendo."

inviato il 04/07/2016
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Satire

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Quinto Orazio Flacco
Satire
Tradotto da Mario Labate
Fabbri Editori 1994
10 righe da pagina 155:

Se nessuno potrà, in buona fede, rimproverarmi avidità, sordidezza o malfamati bordelli; se io vivo, tanto per lodarmi da me, puro e senza colpe e caro agli amici, di tutto questo ha merito mio padre: povero del suo magro campicello, egli non volle mandarmi alla scuola di Flavio, dove andavano i ragazzi, grandi figli dei gran centurioni, astuccio e tavoletta sulla spalla sinistra, portando ogni quindici del mese gli otto assi di retta; osò invece portarlo a Roma il suo ragazzo, perché fosse istruito nelle discipline che un qualsiasi cavaliere o senatore fa imparare ai suoi propri rampolli. Se uno avesse visto il mio vestito e i servi al mio seguito, come si usa nelle grandi città, avrebbe creduto che i denari per quelle spese mi venissero dal patrimonio degli avi. E poi, lui di persona, mi stava a fianco, il più impeccabile degli istitutori, nel mio giro fra un professore e l'altro. Perchè farla lunga? Mi ha conservato, ed è questo il primo ornamento della virtù, il senso del pudore...

inviato il 20/06/2016
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Quinto Orazio Flacco (Venosa 65 a. C. - Roma 8 a. C.)

Versi 68 - 83 dalla Satira VI del primo libro.

La rivincita di Capablanca

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Fabio Stassi
La rivincita di Capablanca
Minimum fax 2008
10 righe da pagina 111:

Per quanto i suoi lineamenti fossero regolari, la pronuncia perfetta, le maniere ineccepibili, Capablanca si portava dietro un fascino esotico. Era un essere di un altro pianeta, piovuto d'improvviso in Austria e in Russia. Un animale sconosciuto e inspiegabile, anche se in tutto simile a un occidentale. Le donne giuravano che nella libertà della sua camera d'albergo indossava larghe camicie di lino fuori dai pantaloni e che di notte parlava con le ombre degli alberi. Ma queste erano stravaganze; restava la sua delicatezza nell'ascoltarle e nel comprenderle come nessuno da questa parte del mondo sapeva fare. Gli uomini presero a invidiarlo dal primo istante...

inviato il 09/06/2016
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Grazie! Provvedo subito.

Ciao Marcello, per te un libro incentivo per la classifica finale 10righe scelte dalla redazione del mese di giugno. Invia i tuoi dati a libroincentivo@10righedailibri.it.

Va bene, grazie.

Ciao Marcello sei nella classifica finale di giugno, 10righe scelte dalla redazione. :-)

Ma li difende il numero

immagine copertina
Marcello Parsi
Ma li difende il numero
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2015
10 righe da pagina 10:

Laronia non riuscì a sopportare uno di quelli, che torvo in viso andava esclamando in continuazione: “Dove sei ora, o legge Giulia? Dormi?” e, abbozzando un sorriso di scherno, gli rispose così: “O tempi davvero felici, che ti oppongono ai corrotti costumi! Ormai Roma riabbia pure il suo pudore: è caduto dal cielo un terzo Catone. Ma tuttavia, dimmi: dove compri questi profumi che esalano dal tuo collo irsuto? Non vergognarti di comunicarmi chi sia il padrone della bottega. Visto che scomodiamo le leggi e le norme giuridiche, la prima che deve essere citata è la legge Scantinia. In primo luogo guarda e osserva bene gli uomini: ne fanno tante più di noi, ma li difende il numero, come i soldati di una falange uniti scudo a scudo. Gli effeminati sono molto solidali tra loro...

inviato il 05/01/2016
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Questi sono i versi 36 - 47 della II satira di Giovenale, in cui il poeta mette alla berlina gli omosessuali passivi. Chiarisco i due riferimenti alle leggi:
la legge Giulia (lex Iulia de adulteriis coercendis) era stata promulgata da Augusto per incentivare i matrimoni e mettere un freno ai rapporti adulterini;
la lex Scantinia o Scatinia (lex Scantinia de nefanda Venere), gia in vigore nel periodo repubblicano), era volta a punire il comportamento scandaloso di uomini liberi omosessuali passivi e di chi voleva approfittarsi sessualmente di fanciulli liberi

Vita dei Cesari

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Svetonio
Vita dei Cesari
Tradotto da Dorotea Medici
Newton Compton editori 2015
10 righe da pagina 369:

Fece recidere i testicoli al giovane Sporo, cercando anche di fargli cambiare sesso, se lo fece portare con la dote e il velo rosso, con una cerimonia fastosa, come nei riti nuziali solenni, e lo tenne presso di sé come una moglie. E si cita ancora la battuta arguta di un tale che disse a riguardo che "sarebbe stato un bene per l'umanità se anche suo padre Domizio avesse avuto una moglie siffatta".
Questo Sporo, vestito con abbigliamento da imperatrice, se lo portava con sé in lettiga, baciandoselo di tanto in tanto, sia in Grecia, per tutte le adunate e le fiere, sia a Roma...

inviato il 28/12/2015
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Ho scelto il brano tratto da "Veloce come il desiderio", inserito il 4 - 01 - 2016 da Irene Carratello.

Va bene, grazie. Provvederò.

Ciao Marcello, tue 10 righe sono andate nella classifica settimanale di gennaio, ricordati di scegliere le 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi 4 gennaio a domenica 10 gennaio. Riportando qui nei commenti il link. GRAZIE...

Questo episodio aberrante, tra l'altro di sorprendente attualità, è contenuto nel XXVIII capitolo della biografia di Nerone scritta da Caio Svetonio Tranquillo.

Ma li difende il numero

immagine copertina
Marcello Parsi
Ma li difende il numero
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2015
10 righe da pagina 14:

“Domani in prima mattinata ho un impegno da assolvere proprio sotto al Quirinale.” “Di che impegno si tratta?”
“Come, non lo sai? Un mio amico si marita: ci ha invitati in pochi.”
È solo questione di tempo, poi queste cose si faranno alla luce del sole, anzi pretenderanno pure che siano registrate ufficialmente per iscritto. Ma intanto queste sposine sono tormentate da una grave sofferenza, poiché non possono partorire e trattenere i mariti con i figlioli. Però è meglio così, dal momento che la natura non concede agli animi nessun diritto sui corpi: muoiono sterili...

inviato il 14/12/2015
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Decimo Giunio Giovenale, Satira II, vv. 132 - 140

Lo Zen

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Alan Watts
Lo Zen
Tradotto da Elena Spagnol
Bompiani 1980
10 righe da pagina 49:

... la felicità è come l'uccello azzurro di Maeterlinck: cercate di catturarlo, ed esso perderà il suo colore; è come cercar di stringere l'acqua fra le mani: più si stringe, più l'acqua scorre via fra le dita. Perciò un maestro Zen a cui fu chiesto: "Che cos'è il Tao?", replicò immediatamente: "Cammina!" perché possiamo comprendere la vita solo mantenendo il passo con lei, accettando senza riserve le sue magiche trasformazioni e il suo eterno mutare. Grazie a questa adesione, il discepolo Zen è pieno di meraviglia, perché ogni cosa è perpetuamente nuova. L'universo comincia ora, perché in questo momento vengono create tutte le cose; e finisce ora, perché in questo momento tutte le cose muoiono.

inviato il 08/12/2015
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Moll Flanders

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Daniel Defoe
Moll Flanders
Tradotto da G. Trevisani
Garzanti Libri 2015
10 righe da pagina 167:

Quando, la mattina dopo, avemmo il permesso di salire in coperta, io domandai a uno degli ufficiali della nave se potevo avere il permesso di mandare a terra una lettera, per far sapere ai miei amici dov'era la nave e farmi mandare le cose di cui avevo bisogno. Era, seppi, il nostromo, un tipo d'uomo civile e cortese, il quale mi disse che mi avrebbe dato quel permesso, e tutti gli altri che desideravo, purchè potesse darmeli senza correre rischi. Io gli dissi che non volevo altro; mi rispose che la scialuppa della nave andava a Londra conla prossima marea, e che avrebbe dato la mia lettera da portare.Così, quando fu per partire la scialuppa, venne da me il nostromo e mi disse che la scialuppa partiva, e che ci andava anche lui, e mi domandò se era pronta la lettera della quale doveva occuparsi. Io, potete figurarvelo, m'ero procurata penna, inchiostro e carta, e avevo scritto una lettera indirizzata alla mia governante.

inviato il 09/01/2018
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Daniel Defoe nacque a Stoke Newington il 3 aprile 1660.

Mr Holmes Il mistero del caso irrisolto

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Mitch Cullin
Mr Holmes Il mistero del caso irrisolto
Tradotto da Giovanna Scocchera
Neri Pozza 2015
10 righe da pagina 13:

Tanto all’andata quanto al ritorno aveva percorso gli stessi, interminabili itinerari, perlopiù in compagnia di militari chiassosi, pochi dei quali riconoscevano l’anziano gentiluomo che cenava o sedeva accanto a loro (quel Matusalemme lento come una lumaca che si frugava in tasca alla ricerca di un cerino mai trovato, masticando in continuazione un sigaro giamaicano spento). Quei visi rubizzi si volgevano a lui solo nelle rare occasioni in cui un funzionario proclamava ad alta voce la sua identità, e allora lo scrutavano meravigliati perché, sebbene usasse due bastoni da passeggio, il suo corpo era ancora diritto, e il passare degli anni non aveva smorzato il grigio intenso degli occhi. I capelli candidi, folti e lunghi, come la barba, erano pettinati all’indietro, alla moda inglese.
«È vero? È proprio lei?»
«Temo di potermi fregiare ancora di quel titolo».
«Lei è proprio Sherlock Holmes? No, non ci credo».
«Poco male. Del resto fatico io stesso a crederci».

inviato il 08/01/2018
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Grazie

Ciao Giovanni, sei nella classifica settimanale del mese di gennaio. Scegli partendo da oggi a domenica 21 gennio 10righe che più ti piacciono riportando il link qui nei commenti.

Mitch Cullin (Santa Fe, 23 marzo 1968)

I baci sono definitivi

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Pietrangelo Buttafuoco
I baci sono definitivi
La nave di Teseo 2017
10 righe da pagina 110:

Autunno, d’improvviso, arrivò e dai capelli della Fata strappò tutti i capricci.
La Fata dell’Acacia, di lei si tratta, ebbe a dolersene tanto al punto di mettere il muso ai cervi, ai cerbiatti e ai gattini impertinenti arrivati per giocare con lei, ma pronti a scherzare anche con lui se non fosse che quello – incapace di perdono, capace solo di procedere secondo il suo dovere – in un solo gesto allontanò le bestie e cancellò, soffiandoci sopra come alla torta di compleanno, tutti i colori allegri della stagione calda (illusi, come tutti, dell’eternità).
Spense, Autunno, il giallo acceso dei campi e anche il blu elettrico dei rampicanti futuristi ormai asserragliatisi [...] a Capri.
Severo e grave, poi, consegnò guanti e cappelli alla Fata. Cingendola ai fianchi, le annodò un pullover e, sbracciandosi al modo di un giovanotto, le consegnò un carico di legna per il camino. La Fata, accesa d’amore e non di capricci, prese con sé i versi di Virgilio e lesta si mise l’estate nel cuore (impressionata, come nella canzone della Premiata Forneria Marconi, da cotanto settembre).

inviato il 18/12/2017
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Pagina da edizione e-book.

Mary Poppins

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P.L.Travers
Mary Poppins
Tradotto da Antonio Faeti
Rizzoli 2016
10 righe da pagina 182:

Compere natalizie
"Sento odore di neve" disse Giovanna mentre scendevano dall'autobus.
"Sento odore di alberi di Natale" disse Michele.
"Sento odore di pesce fritto" disse Mary Poppins.
E poi non ci fu tempo di sentire odore di altro,perché l'autobus si era fermato davanti al più grande negozio del mondo e loro stavano per entrare per gli acquisti natalizi.
"Possiamo guardare le vetrine prima?"chiese Michele saltando su una gamba sola per l'eccitazione.
"Per me fa pure"disse Mary Poppins con sorprendente mitezza.
Non che Giovanna e michele fossero veramente sorpresi,perché sapevano che la cosa che piaceva più di tutte a Mary Poppins era guardare le vetrine dei negozi.
Sapevano anche che mentre loro guardavano giocattoli e libri e rami di pungitopo e dolci,Mary Poppins non guardava altro che se stessa riflessa nel vetro.

inviato il 18/12/2017
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P.L.Travers nata il 9.agosto 1899 -Maryborough-Australia
m.il 23.aprile 1996 .a Londra -Regno Unito

Cacciatori di diamanti

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Wilbur Smith
Cacciatori di diamanti
Tradotto da Attilio Veraldi
Superpocket 1997
10 righe da pagina 65:

Il Vecchio si drizzò nella persona. Parve riacquistare imponenza e sorrise. Ora parlò con calma, non ebbe bisogno d'alzare la voce:
“Va' via dal mio nido, cuculo. Vola via!”
A poco a poco Johnny cambiò espressione, il profilo della mascella s'indurì, sporse in fuori aggressiva. Tirò su le spalle e si cacciò le mani in tasca chiudendole a pugno.
Due ossuti martelli.
Annuì scuotendo il capo.
“Capisco.” Scosse di nuovo il capo, poi sorrise. Un sorriso, poco convincente, che gli storse solo la bocca e gli lasciò la cupezza negli occhi. “D'accordo, vecchio bastardo, ti farò vedere io.”
E lasciò la stanza senza voltarsi.
La soddisfazione, una profonda soddisfazione, quasi illuminò il viso del Vecchio. Gongolò, ma a un tratto gli venne meno il fiato. Cominciò a tossire e il dolore lo prese alla gola, violento. S'afferrò debolmente al bordo della scrivania.
Si sentì muovere dentro il ragno della morte, sentì le sue zampe che affondavano più profondamente nella gola e nei polmoni. Ebbe paura.
Lanciò un grido, di dolore e paura, ma nella vecchia dimora non c'era nessuno che potesse udirlo.

inviato il 18/12/2017
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Wilbur Addison Smith (Broken Hill, 9 gennaio 1933)

Non è un paese per vecchi

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Cormac McCarthy
Non è un paese per vecchi
Tradotto da Martina Testa
Einaudi 2007
10 righe da pagina 24:

Moss raccolse la pistola, inserì la sicura col pollice e abbassò il cane. Si accovacciò e cercò di ripulire l'impugnatura dal sangue passandola sui pantaloni dell'uomo, ma il sangue era troppo rappreso. Si alzò, si infilò la pistola alla cintola dietro la schiena, spinse indietro il cappello e si tamponò la fronte sudata con la manica della camicia. Si girò e si mise a osservare la piana. Ritta accanto al ginocchio del morto c'era una pesante cartella di cuoio: Moss sapeva benissimo cosa c'era dentro e provava una paura che non arrivava neanche a capire.
Quando alla fine la prese in mano si allontanò di qualche passo, si sedette sull'erba, si tolse il fucile di spalla e lo posò lì accanto. Si sistemò con le gambe un po' aperte, il mitra in grembo e la cartella fra le ginocchia. Poi allungò la mano, slacciò le due fibbie, aprì la chiusura d'ottone, sollevò la patta e la piegò all'indietro.
Era piena fino all'orlo di banconote da cento dollari. Erano suddivise in mazzi, fermati con fascette da banca su cui era stampato il valore: 10.000 $.

inviato il 11/12/2017
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Cormac McCarthy (Providence, 20 luglio 1933)

Il ciclope

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Paolo RFumiz
Il ciclope
Feltrinelli 2015
10 righe da pagina 93:

Bevo un altro goccio di vino e penso che sto facendo cose che non ho mai fatto.Parlo da solo,leggo ad alta voce,canto camminando tra i cespugli di assenzio o preparando la minestra della sera.Ho anche la sensazione che il mare aperto lentamente disidratii pensieri,renda superflua la sintassi,le spiegazioni ,come se fosse vano comunicare l'incommensurabile.diventi come Ungaretti n trincea,digrigni parole sempre più scabre,sei trafitto da un raggio di sole crocifisso a una costellazione,lì in mezzo al nulla.Le tue giunture diventano stelle ;gomiti , ginocchia,mani e piedi tracciano misteriosi segni zodiacali.E soprattutto senti che è subito sera,Scrivo spesso per disciplina,per mestiere o per autosuggestione.scrivo perché lascio che sia il mare a dettare la storia.Ma sento che ,se davvero non opponessi resistenza,quello stesso mare mi porterebbe pian piano al silenzio.

inviato il 11/12/2017
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Si...Grazie!!!

Ciao Natalina, per te un libro incentivo come finalista del mese di dicembre, 10righe scelte da Voi utenti. Invia i tuoi dati a: libroincentivo@10righedailibri.it

Grazie!!!

Ciao Natalina sei nella classifica finale di dicembre, 10righe scelte da Voi utenti.

Ciao Natalina, sei nella classifica settimanale del mese di dicembre.

Itaca per sempre

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Luigi Malerba
Itaca per sempre
Mondadori 2014
10 righe da pagina 116:

Ho inteso parlare delle guerre come di imprese eroiche, e si celebrano le gesta gloriose dei guerrieri che si distinguono per il loro coraggio, ma quale offesa all'umanità, quale orrore contro natura tutto questo sangue. Che cos'è l'eroismo se non l'esaltazione della violenza? [...] oggi ho capito che l'uomo è il più crudele e violento fra tutti gli esseri viventi.

inviato il 12/12/2017
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Così è Pirandello (se vi pare)

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Daniele Aristarco
Così è Pirandello (se vi pare)
Einaudi Ragazzi 2017
10 righe da pagina 41:

Molto spesso, di notte, non riesco a dormire. Ogni volta che mi succede, mi alzo dal letto, accosto una sedia alla finestra e mi metto a fissare le stelle. E penso che è proprio vero, è molto più facile fare del male che del bene! Per far del male, ad esempio, basta andare incontro alla prima persona che passa e pestargli un piede. Ma per fare del bene occorre saper riconoscere chi ne ha davvero bisogno.
E poi è indispensabile insistere perché, spesso, proprio quelli che si cerca d'aiutare si offendono e rifiutano ogni aiuto.

inviato il 06/12/2017
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Grazie mille!!!

Ciao Francesca sei nella finale del mese di dicembre, 10righe scelte da Voi utenti.

E infine spuntò l'alba

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Marcello Parsi
E infine spuntò l'alba
Youcanprint 2017
10 righe da pagina 99:

Già m'immaginavo i suoi occhi illuminarsi di gioia, le sue braccia che mi stringevano al petto in un appassionato slancio di riconoscenza... i suoi baci...
Spalancai la porta e in un primo momento non mi resi conto di quello che stava succedendo, ma quando sentii qualcosa che somigliava ai rumori di una colluttazione e Fulvia che urlava: "Lasciami porco! Non mi toccare!", corsi nella camera da letto e davanti ai miei occhi si presentò uno spettacolo indegno: Ortazio con una mano teneva inchiodata la giovane su uno dei due giacigli e con l'altra le stava strappando via le vesti con l'intenzione di stuprarla. Lei si dibatteva sotto di lui con tutte le forze, provando a liberarsi, e intanto cercava di graffiargli il viso e di cavargli gli occhi.
"Maledetto bastardo! Lasciala stare immediatamente: è un ordine!" gli intimai, mentre sguainavo la spada.

inviato il 04/12/2017
Nei segnalibri di:

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Grazie

Scelgo le 10 righe di Natalina, tratte da "Il Ciclope" di Paolo Rumiz.

Grazie! Provvederò.

Ciao Marcello sei nella finale settimanale del mese di dicembre, scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi lunedi11 dicembre a domenica 17, riportando qui nei commenti il link.

"Suoi" della ragazza, non di Nerone, perché l'imperatore stava a Roma, mentre l'infelice Ottavia era stata relegata da lui nell'isola di Pandataria (l'odierna Ventotene), dove poi venne uccisa.

Il ciclope

Il ciclope 4 settimane 3 giorni fa

Grazie! Ricambio di cuore.

Il ciclope 4 settimane 4 giorni fa

Cara Natalina, ti informo che ho già comunicato allo Staff di aver scelto le tue dieci righe. Ciao

E infine spuntò l'alba

E infine spuntò l'alba 4 settimane 4 giorni fa

Scelgo le 10 righe di Natalina, tratte da "Il Ciclope" di Paolo Rumiz.

E infine spuntò l'alba 5 settimane 1 giorno fa

Grazie! Provvederò.

E infine spuntò l'alba 6 settimane 1 giorno fa

"Suoi" della ragazza, non di Nerone, perché l'imperatore stava a Roma, mentre l'infelice Ottavia era stata relegata da lui nell'isola di Pandataria (l'odierna Ventotene), dove poi venne uccisa.

E infine spuntò l'alba 6 settimane 1 giorno fa

Le vicende di questo romanzo si svolgono nell'arco di tempo 62 - 65 d. C. al tempo dell'impero neroniano. Nel brano qui riportato sono presenti entrambi i personaggi principali: Macrino, tribuno dei pretoriani, che svolge il ruolo di io narrante, e Fulvia, una giovane ancella di Ottavia, prima moglie di Nerone e da lui fatta assassinare proprio sotto ai suoi occhi.

Orazio, una via per la saggezza

Orazio, una via per la saggezza 22 settimane 4 giorni fa

"Iustum et tenacem propositi virum": così comincia la terza Ode del III libro, di cui ho trascritto qui la mia traduzione ritmica delle prime due strofe.

Orazio, una via per la saggezza

Orazio, una via per la saggezza 24 settimane 5 giorni fa

Cara Redazione, potete ripristinare il testo corretto, come l'ho trascritto originariamente? Grazie.

Orazio, una via per la saggezza 25 settimane 16 ore fa

Grazie!! Deve essere successo qualche cosa di strano: il testo che io ho trascritto si è inspiegabilmente accorciato e duplicato (!). Come mai?

Orazio, una via per la saggezza 25 settimane 1 giorno fa

Sono i versi 199 - 216 della seconda Epistola del II libro.

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