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Pagina di Marcello Parsi

Poesie e prose

immagine copertina
Giacomo Leopardi
Poesie e prose
Hoepli 1972
10 righe da pagina 43:

Stette sospesa e pensierosa in atto
la bellissima donna; e fiso il guardo,
di mille vezzi sfavillante, in quello
tenea dell'infelice, ove l'estrema
lacrima rilucea. Né dielle il core
di sprezzar la dimanda, e il mesto addio
rinacerbir col niego; anzi la vinse
misericordia dei ben noti ardori.
E quel volto celeste, e quella bocca,
già tanto desiata, e per molt'anni
argomento di sogno e di sospiro,
dolcemente appressando al volto afflitto
e scolorato dal mortale affanno,
più baci e più, tutta benigna e in vista
d'alta pietà, su le convulse labbra
del trepido rapito amante impresse.

inviato il 29/07/2016
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Sono i versi 59 - 74 della poesia "Consalvo" (come numero d'ordine, diciassettesima dei "Canti").

La porta senza porta

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Mumon
La porta senza porta
Tradotto da Adriana Motti
Adelphi 1980
10 righe da pagina 28:

Un monaco disse a Joshu: "Sono nuovo del monastero. Ti prego di insegnarmi".
Joshu domandò: "Hai mangiato la tua zuppa di riso?".
Il monaco rispose: "L'ho mangiata".
Joshu disse: "Allora faresti bene a lavare la tua ciotola".
In quel momento il monaco fu illuminato.

inviato il 26/07/2016
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Quando ruggisce la notte

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Marcello Parsi
Quando ruggisce la notte
Youcanprint 2016
10 righe da pagina 123:

"... Il vostro impero si è ormai incamminato sulla strada tenebrosa della malvagità e della perversione, ma questa è stata una scelta volontaria e consapevole del demoniaco gruppo di potere che lo governa: Eliogabalo, le sue tre perfide consigliere e il collegio degli ancora più perfidi sacerdoti siriaci. Volete sapere quale sia il loro scopo? Vogliono abbrutire i sudditi per poterli governare con maggiore facilità. Un tempo - te lo ricordi il tuo Giovenale? - gli strumenti per soggiogare o, addirittura, annullare la volontà della massa erano due, PANEM ET CIRCENSES: era sufficiente che gli uomini avessero lo stomaco pieno e venissero fatti divertire con i giochi del Circo. Ma ormai quelle attrattive si sono dimostrate troppo elementari e con il passare del tempo hanno prodotto una stucchevole assuefazione... Ci vuole altro, qualche cosa di più coinvolgente ed eccitante: il sesso sfrenato!
Il primo a dare l'esempio è proprio Eliogabalo, un invertito bisessuale dalla volgarità ributtante, che - a quanto dicono - si sarebbe lamentato del ridotto numero di buchi, di cui è dotato

inviato il 19/07/2016
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il suo corpo..."
Vidi Rutilia arrossire, mentre le sue labbra si contraevano in una smorfia di schifo.
"Però, a parte questa affermazione aberrante, suggeritagli dalla perversione della sua indole, - riprese il vecchio - è tutto il complesso della sua ideologia a suscitare nel mio animo nausea e apprensione. Dal punto di vista religioso, egli, con il pretesto di aver trovato veri o presunti punti di contatto tra i differenti culti, ne ha imposto l'unificazione forzata, in vista - a suo dire - di un nuovissimo culto, che li abbraccerebbe tutti..."
Ho aggiunto un ulteriore brano per chiarire meglio le tematiche del romanzo (a mio pare abbastanza attuali).

Odi ed Epodi

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Quinto Orazio Flacco
Odi ed Epodi
Tradotto da Enzo Mandruzzato
Biblioteca Universale Rizzoli 2013
10 righe da pagina 211:

Il tuo lamento
mi disanima. Gli Dei non vogliono,
io non voglio
che tu prima di me lasci la terra,
Mecenate, mia gloria grande,
sostegno della mia vita.
Se un destino più veloce
mi ruba chi è parte del mio essere,
il mio restare è vano,
la mia salvezza trista, mutilata.
Quel giorno porterà
l'una e l'altra caduta. Il giuramento
fu verace: andremo, andremo,
e sarai guida ancora,
e al grande viaggio nostro
già tutto è pronto.
La Chimera dall'alito di fuoco,
il Gigante risorto dalle cento mani
non mi divideranno da te,
perché così vollero
la giustizia regina
e le Dee della morte.

inviato il 18/07/2016
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E' l'Ode XVII del II libro.

I Canti

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Gaio Valerio Catullo
I Canti
Tradotto da Enzo Mandruzzato
Biblioteca Universale Rizzoli 1982
10 righe da pagina 163:

Annali di Volusio, cacca scritta,
sciogliete il voto della mia ragazza.
Ha fatto voto a Venere e ad Amore,
se io tornavo a lei e la smettevo
di lanciarle i miei giambi truculenti,
di fare dono al Dio dal piede tardo,
in un rogo di legna maledetta,
del fior fiore del peggio dei poeti.
Capiva lei, la peggio fra le donne,
di fare un voto allegro e poco serio.
Ora, o Dea nata dall'azzurro mare,
che hai tue dimore sopra il santo Idalio
nell'aperta Urio a Cnido dei Giuncheti
ed in Ancona in Golgi in Amatunte
e a Durazzo, osteria dell'Adriatico,
accetta il voto e dallo come fatto,
se non è scherzo di cattivo gusto:
e voi venite al fuoco che vi spetta,
o voi ispirati alla ruralità,
Annali di Volusio, cacca scritta.

inviato il 12/07/2016
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Caro Catullo! Quanta carta stampata e rilegata potrebbe essere equiparata agli "Annales Volusi, cacata carta"?

Quando ruggisce la notte

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Marcello Parsi
Quando ruggisce la notte
Youcanprint 2016
10 righe da pagina 18:

I Germani stavano scappando disordinatamente in tutte le direzioni, quando Tiburzio, che era salito su una vicina altura, attirò la mia attenzione:
"Console Marcello, presto! Guarda verso quegli alberi a sinistra! Velleda fugge a cavallo..."
Spronai immediatamente e mi lanciai al suo inseguimento. Non impiegai molto tempo a raggiungerla e per un breve tratto cavalcammo quasi affiancati. Mi accostai sempre di più e, appena possibile, le saltai addosso, travolgendola e scaraventandola giù dal cavallo. Rotolammo avvinghiati in mezzo alla fanghiglia, ma d'un tratto... i suoi lineamenti si confusero davanti ai miei occhi: al posto del viso torvo di Velleda c'era quello grazioso e sorridente della piccola Rutilia, che aveva però il corpo adulto di una donna. Quel corpo mi attirava a sé, ed io seguitavo ad abbracciarla, ma adesso in maniera ben diversa, sensuale, bramoso di possederla...
Mi svegliai ansimante con gli occhi sbarrati.

inviato il 11/07/2016
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Ho voluto aggiungere qualche altra riga, per chiarire meglio il significato e il tenore del brano citato.

Come avevo potuto immaginare, anche se soltanto in un sogno, di avere un rapporto... intimo con una ragazzina di soli dodici anni? Provai una specie di vergogna per quel desiderio davvero indegno di me, per quanto fosse inconscio e indipendente dalla mia volontà.
Con il passare dei giorni mi sforzai di escogitare numerose giustificazioni auto-consolatorie, per alleggerire il senso di colpa provocatomi da quel torbido sogno. In fondo erano trascorsi sei anni, da quando l'avevo lasciata dodicenne e Rutilia ormai doveva avere diciotto anni...

Quando ruggisce la notte

immagine copertina
Marcello Parsi
Quando ruggisce la notte
Youcanprint 2016
10 righe da pagina 87:

Marcello si girò verso la ragazza. Si era curvata in avanti, quasi piegata in due, con la faccia affondata tra le mani e intanto piangeva in silenzio. Solo il movimento delle sue spalle, che si sollevavano e si abbassavano ritmicamente, faceva intuire che stesse singhiozzando. Il giovane ne ebbe pietà: con un gesto affettuoso le accarezzò i lunghi riccioli rossi. A quel contatto ella si riscosse e recuperò la normale posizione seduta, ma sulle sue gote seguitavano a colare abbondanti lacrime. Prese un fazzolettino e si asciugò gli occhi, poi si voltò verso il giovanotto e con l'espressione sofferente gli sussurrò:
"Adesso mi credi? Pensi ancora che io sia una visionaria esaltata?'"
"No, no... E come potrei? Quando ho visto il medaglione, ho sobbalzato: ho avuto l'impressione di ricevere un colpo in pieno petto. Non capisco che cosa mi stia succedendo."

inviato il 04/07/2016
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Satire

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Quinto Orazio Flacco
Satire
Tradotto da Mario Labate
Fabbri Editori 1994
10 righe da pagina 155:

Se nessuno potrà, in buona fede, rimproverarmi avidità, sordidezza o malfamati bordelli; se io vivo, tanto per lodarmi da me, puro e senza colpe e caro agli amici, di tutto questo ha merito mio padre: povero del suo magro campicello, egli non volle mandarmi alla scuola di Flavio, dove andavano i ragazzi, grandi figli dei gran centurioni, astuccio e tavoletta sulla spalla sinistra, portando ogni quindici del mese gli otto assi di retta; osò invece portarlo a Roma il suo ragazzo, perché fosse istruito nelle discipline che un qualsiasi cavaliere o senatore fa imparare ai suoi propri rampolli. Se uno avesse visto il mio vestito e i servi al mio seguito, come si usa nelle grandi città, avrebbe creduto che i denari per quelle spese mi venissero dal patrimonio degli avi. E poi, lui di persona, mi stava a fianco, il più impeccabile degli istitutori, nel mio giro fra un professore e l'altro. Perchè farla lunga? Mi ha conservato, ed è questo il primo ornamento della virtù, il senso del pudore...

inviato il 20/06/2016
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Quinto Orazio Flacco (Venosa 65 a. C. - Roma 8 a. C.)

Versi 68 - 83 dalla Satira VI del primo libro.

La rivincita di Capablanca

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Fabio Stassi
La rivincita di Capablanca
Minimum fax 2008
10 righe da pagina 111:

Per quanto i suoi lineamenti fossero regolari, la pronuncia perfetta, le maniere ineccepibili, Capablanca si portava dietro un fascino esotico. Era un essere di un altro pianeta, piovuto d'improvviso in Austria e in Russia. Un animale sconosciuto e inspiegabile, anche se in tutto simile a un occidentale. Le donne giuravano che nella libertà della sua camera d'albergo indossava larghe camicie di lino fuori dai pantaloni e che di notte parlava con le ombre degli alberi. Ma queste erano stravaganze; restava la sua delicatezza nell'ascoltarle e nel comprenderle come nessuno da questa parte del mondo sapeva fare. Gli uomini presero a invidiarlo dal primo istante...

inviato il 09/06/2016
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Grazie! Provvedo subito.

Ciao Marcello, per te un libro incentivo per la classifica finale 10righe scelte dalla redazione del mese di giugno. Invia i tuoi dati a libroincentivo@10righedailibri.it.

Va bene, grazie.

Ciao Marcello sei nella classifica finale di giugno, 10righe scelte dalla redazione. :-)

Ma li difende il numero

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Marcello Parsi
Ma li difende il numero
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2015
10 righe da pagina 10:

Laronia non riuscì a sopportare uno di quelli, che torvo in viso andava esclamando in continuazione: “Dove sei ora, o legge Giulia? Dormi?” e, abbozzando un sorriso di scherno, gli rispose così: “O tempi davvero felici, che ti oppongono ai corrotti costumi! Ormai Roma riabbia pure il suo pudore: è caduto dal cielo un terzo Catone. Ma tuttavia, dimmi: dove compri questi profumi che esalano dal tuo collo irsuto? Non vergognarti di comunicarmi chi sia il padrone della bottega. Visto che scomodiamo le leggi e le norme giuridiche, la prima che deve essere citata è la legge Scantinia. In primo luogo guarda e osserva bene gli uomini: ne fanno tante più di noi, ma li difende il numero, come i soldati di una falange uniti scudo a scudo. Gli effeminati sono molto solidali tra loro...

inviato il 05/01/2016
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Questi sono i versi 36 - 47 della II satira di Giovenale, in cui il poeta mette alla berlina gli omosessuali passivi. Chiarisco i due riferimenti alle leggi:
la legge Giulia (lex Iulia de adulteriis coercendis) era stata promulgata da Augusto per incentivare i matrimoni e mettere un freno ai rapporti adulterini;
la lex Scantinia o Scatinia (lex Scantinia de nefanda Venere), gia in vigore nel periodo repubblicano), era volta a punire il comportamento scandaloso di uomini liberi omosessuali passivi e di chi voleva approfittarsi sessualmente di fanciulli liberi

La strada presa

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Edward Thomas
La strada presa
Tradotto da Paolo Febbraro
Elliot 2017
10 righe da pagina 77:

Bellezza
Che vuol dire? Stanco, arrabbiato e a disagio,
nessun uomo, donna, bambino potrebbe andarmi
a genio, ora. Eppure so quasi ridere
bello seduto a comporre un epitaffio -
"Qui giace tutto ciò che nessuno amò di lui
e che non amò nessuno". Poi, in un baleno quel capriccio
si sfilaccia. Ma, per quanto io sia come un fiume
sul far della sera quando sembra che mai
il sole l'abbia acceso o scandalo, mentre
brezze oblique ne increspano la superficie,
il cuore, frazione di me stesso, felice
si libra per la finestra anche ora, verso l'albero
d'una nebbiosa e fioca, quieta valle;
non come un vanello che torni a gemere
per ciò che ha persona, ma come un colombo
che plani ad ali ferme sul nido amoroso.
Li trovo il riposo, e nel crepuscolo la brezza
solleva ciò ch'è vivo in me. E' lì la Bellezza.

inviato il 18/06/2018
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Lambeth (Londra)3 marzo 1878

Storia delle miei possessioni

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Jeanne Des Anges
Storia delle miei possessioni
Tradotto da Mino Bergamo
Castelvecchi 2017
10 righe da pagina 27:

Dal crocefisso venivano queste parole: "Non volgermi le spalle, e io avrò cura di te. Sappi che sono i tuoi peccati a tenermi inchiodato a questa croce, e che la salvezza della tua anima conta, per me, ancor più che per me stessa. L'azione che stavi per compiere ti avrebbe precipitata negli abissi infernali. Torna da me ed esci dalle tenebre".
Udendo queste parole, rimasi stupefatta, ed ebbi, al tempo stesso, una sorta d'illuminazione. Dal più profondo del mio cuore, cominciai a chiedere misericordia a quell'infinita bontà. Con tutte le mie forze, impetrai il suo perdono per i miei peccati, che mi apparivano d'un tratto in tutto il loro orrore. Fui colta da un vivissimo senso di costrizione, e da allora la mia volontà mutò radicalmente

inviato il 18/06/2018
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Cozes 2 febbraio 1602

Amori ridicoli

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Milan Kundera
Amori ridicoli
Tradotto da Giuseppe Dierna
Adelphi 1999
10 righe da pagina 138:

Una persona anziana o si rassegna ad essere ciò che è, il miserevole avanzo di se stesso, o non si rassegna. E cosa deve fare se non si rassegna? Non gli resta che far finta di non essere quello che è. Non gli resta che costruire, con faticosa simulazione, tutto ciò che non è più, tutto ciò che è perduto; non gli resta che inventare, costruire e rappresentare la propria gioia, la propria vitalità, la propria disponibilità. Non gli resta che evocare la propria immagine giovanile e cercare di confondersi con essa e sostituirla a quella attuale.

inviato il 18/06/2018
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Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico

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Luis Sepúlveda
Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
Tradotto da Ilide Carmignani
Guanda 2012
10 righe da pagina 8:

Potrei dire che Mix è il gatto di Max, oppure che Max è l’umano di Mix, ma come ci insegna la vita non è giusto che una persona sia padrona di un’altra persona o di un animale, quindi diciamo che Max e Mix, o Mix e Max, si vogliono bene.
Max e Mix, o Mix e Max, vivevano in una casa di Monaco di Baviera e la casa era in una strada fiancheggiata da alti ippocastani, splendidi alberi che d’estate offrivano una bella ombra e che furono sempre la grande gioia di Mix e la grande preoccupazione di Max.
Quando Mix era piccolino, approfittando di una distrazione di Max e dei suoi fratelli, uscì in strada, sentì il richiamo dell’avventura, si arrampicò sui rami più alti di un ippocastano e, una volta lassù, scoprì che scendere era più difficile che salire, perciò tenendosi ben stretto al ramo cominciò a miagolare per chiedere aiuto.

inviato il 18/06/2018
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Luis Sepúlveda Calfucura (Ovalle, 4 ottobre 1949)

Novella degli scacchi

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Stefan Zweig
Novella degli scacchi
Tradotto da Simona Martini Vigezzi
Garzanti 1982
10 righe da pagina 17:

Conoscevo bene per diretta esperienza la misteriosa attrazione del "gioco dei re", l'unico fra tutti i giochi escogitati dall'uomo che si sottragga sovranamente alla tirannia del caso e dia la palma della vittoria all'intelletto soltanto, o per meglio dire a una forma particolare di talento intellettuale. Ma non ci si rende già colpevoli di una limitazione offensiva nel chiamare gli scacchi un gioco? Non è anche una scienza, un'arte, oscillante fra queste due categorie come la bara di Maometto fra cielo e terra, straordinario legame fra tutte le coppie di opposti, antichissimo eppure eternamente nuovo, meccanico nella disposizione e animato solo dalla fantasia, limitato in uno spazio rigidamente geometrico e insieme infinito nelle sue combinazioni, in continua evoluzione eppure sterile, un pensiero che non conduce a nulla...

inviato il 18/06/2018
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SPACCIO DELLA BESTIA TRIONFANTE

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GIORDANO BRUNO
SPACCIO DELLA BESTIA TRIONFANTE
R. CARABBA 1934
10 righe da pagina 69:

E per cominciare da cose minori, come da peccati veniali: perché solo il Deltaton, dico quel Triangolo, ha ottenute quattro stelle appresso il capo di Medusa, sotto le natiche di Andromeda e sopra le corna del Montone? Per far vedere la parzialità, che si trova tra gli dei. Che fa il Delfino, gionto al Capricorno da la parte settentrionale, impadronito di quindeci stelle?
Vi è, a fine che si possa contemplar l’assumpzione di colui, che è stato buon sanzale, per dir ruffiano, tra Nettuno e Amfitrite. Perché le sette figlie d’Atlante soprasiedono appresso il collo bianco del Toro? Per essersi, con lesa maestà di noi altri dei, vantato il padre di aver sostenuti noi il cielo ruinante; o pur per aver in che mostrar la sua leggerezza i numi, che vi l’han condotte.

inviato il 15/06/2018
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Poesie

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Arthur Rimbaud
Poesie
Tradotto da Gian Piero Bona
Edizione CDE su licenza Giulio Einaudi 1973
10 righe da pagina 283:

Lacrima - Lontano da uccelli, da greggi, da paesane, io bevevo, rannicchiato in una brughiera, cinta da una selva di noccioli leggiera, in verdi e tiepide foschie meridiane. Che potevo bere in quella giovane Oïsa, muti olmi, cielo coperto, erba senza fiori. Che spillavo alla mia fiasca di colocasia? Un liquore d’oro, insulso, che dà sudori. Cattiva insegna d’osteria sarei stato. Poi il temporale mutò il cielo, fino a sera. Furon laghi, pertiche, stazioni, una nera regione, e nella notte blu fu un colonnato. L’acqua dei boschi moriva alla verginale sabbia, e il vento, dal cielo, ghiacciava acquitrini…Io, pescatore d’oro e di gusci marini, dire che non pensai di bere, come tale!

inviato il 15/06/2018
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I due problemi fondamentali dell’etica

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Arthur Schopenhauer
I due problemi fondamentali dell’etica
Tradotto da Giametta S.
Mondadori Biblioteca dell'utopia 2008
10 righe da pagina 233:

L'intelletto (la facoltà di conoscere) è il medium dei motivi, tramite il quale essi influiscono sulla volontà, la quale è il nucleo vero e proprio dell’uomo. La volontà può decidere secondo la propria natura, ossia in conformità al carattere individuale dell’uomo, e manifestarsi liberamente secondo la propria essenza, solo fin tanto che questo medium dei motivi si trova in uno stato normale. Infatti, solo in uno stato normale l’intelletto può esercitare regolarmente le proprie funzioni, e presentare quindi senza alcuna distorsione i motivi - così come essi si trovano nel mondo reale esterno - alla volontà, affinché questa possa procedere alla propria scelta. In questo caso l’uomo è intellettualmente libero, ossia le sue azioni sono il puro risultato della reazione della sua volontà di fronte ai motivi che si trovano nel mondo esterno.

inviato il 13/06/2018
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Lucrezio e il canto del nulla

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Marcello Parsi
Lucrezio e il canto del nulla
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2018
10 righe da pagina 34:

“Ormai, ormai non ti accoglierà più la casa lieta né l'ottima moglie, né i dolci figli ti correranno incontro a strapparti i baci e ti riempiranno il cuore di una dolcezza inesprimibile. Non potrai più far fiorire i tuoi affari ed essere di sostegno ai tuoi. Un solo giorno funesto – dicono – ti ha sottratto tutte le numerose gioie della vita.” A queste parole, però, non aggiungono: “Ormai di quelle cose non ti resta neppure il rimpianto.” E se lo capissero bene nel loro animo e usassero un linguaggio coerente, si libererebbero da una grande pena del cuore e dal timore. “Tu, almeno, come ti sei addormentato nella morte, così resterai, privato di tutte le angosciose sofferenze per tutto il tempo a venire. Ma noi accanto all'orribile rogo ti piangeremo senza posa ridotto in cenere e nessun giorno ci toglierà dal petto un dolore senza fine."

inviato il 12/06/2018
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Va bene, grazie. Provvederò.

Ciao Marcello, sei nella finale settimanale di giugno. Scegli da oggi 18 giugno a domenica 24 giugno, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Pagine bianche. 55 libri che non ho scritto

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Eugenio Baroncelli
Pagine bianche. 55 libri che non ho scritto
Sellerio editore Palermo 2013
10 righe da pagina 107:

Questi fantasmi, i libri, ci confondono. Se ne comprano tanti che poi non si sa più né dove metterli né come leggerli tutti. Certuni, se lo scaffale è profondo, si nascondono come bambini dietro quelli della prima fila. Certuni, se non vi fidate più della scaletta che invecchia scricchiolando come voi, non si raggiungono più. Stanno lassù intatti e muti, a prendere la polvere che intanto diventiamo noi. Non so se sia l’inferno o il paradiso, ma mettere insieme una biblioteca è organizzare una solitudine.

inviato il 12/06/2018
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Ciao Paola, sei nella finale settimanale di giugno.

Eugenio Baroncelli (Rimini, 3 giugno 1944) è uno scrittore italiano.

Lucrezio e il canto del nulla

Lucrezio e il canto del nulla 1 giorno 8 ore fa

Va bene, grazie. Provvederò.

Dialoghi

Dialoghi 2 settimane 1 giorno fa

In questa scelta di dialoghi platonici Eugenio Ferrai è il traduttore della sola "Repubblica" (qui ho riportato la parte finale del discorso di Trasimaco). Comunque la traduzione è stata rivista e rimodernata dal curatore dell'opera Antonio Aliotta.

I CANTI DI MELITTA

I CANTI DI MELITTA 2 settimane 2 giorni fa

Complimenti! Ottima scelta! Ogni tanto fa piacere rileggere anche nella poesia italiana il ritmo armonioso del caro vecchio esametro greco e latino.

Buon Compleanno

Buon Compleanno 21 settimane 4 giorni fa

Tanti cari auguri!

Il ciclope

Il ciclope 26 settimane 2 giorni fa

Grazie! Ricambio di cuore.

Il ciclope 26 settimane 3 giorni fa

Cara Natalina, ti informo che ho già comunicato allo Staff di aver scelto le tue dieci righe. Ciao

E infine spuntò l'alba

E infine spuntò l'alba 26 settimane 3 giorni fa

Scelgo le 10 righe di Natalina, tratte da "Il Ciclope" di Paolo Rumiz.

E infine spuntò l'alba 27 settimane 1 giorno fa

Grazie! Provvederò.

E infine spuntò l'alba 28 settimane 21 ore fa

"Suoi" della ragazza, non di Nerone, perché l'imperatore stava a Roma, mentre l'infelice Ottavia era stata relegata da lui nell'isola di Pandataria (l'odierna Ventotene), dove poi venne uccisa.

E infine spuntò l'alba 28 settimane 23 ore fa

Le vicende di questo romanzo si svolgono nell'arco di tempo 62 - 65 d. C. al tempo dell'impero neroniano. Nel brano qui riportato sono presenti entrambi i personaggi principali: Macrino, tribuno dei pretoriani, che svolge il ruolo di io narrante, e Fulvia, una giovane ancella di Ottavia, prima moglie di Nerone e da lui fatta assassinare proprio sotto ai suoi occhi.

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