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Pagina di Marcello Parsi

Orazio, una via per la saggezza

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Marcello Parsi
Orazio, una via per la saggezza
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2017
10 righe da pagina 33:

Non chiedere - saperlo non è dato -
che fine a me, che fine a te gli dei
abbiano riservato;
dai calcoli caldei,
Leuconoe, non cercar la verità.
Quanto è meglio accettare
tutto ciò che sarà.
Sia che molti l'Eterno
a noi conceda o sia l'ultimo inverno
questo, che infrange sugli scogli il mare,
sii saggia, filtra il vino
e la lunga speranza
adegua al breve tempo che ti avanza.
Mentre indugia la voce,
invidioso il tempo se ne va:
cogli l'ora veloce,
non confidare in quella che verrà.

inviato il 18/07/2017
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Il nome Leuconoe, la ragazza a cui è dedicata la poesia, in greco significa mente bianca, ossia animo candido, per indicare la semplicità e l'ingenuità dei suoi sentimenti.

Quinto Orazio Flacco, poeta latino (Venosa, 65 a. C. - Roma, 8 a. C.)
Questa è la celebre Ode 11 del I libro, quella del "carpe diem".

La settima lettera

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Platone
La settima lettera
Tradotto da Andrea L. Carbone
Duepunti Edizioni 2005
10 righe da pagina 23:

Bene e male non hanno valore per chi è senz'anima; ne hanno soltanto per l'anima, sia essa unita al corpo o separata. Bisogna credere a quel che ci rivelano gli antichi discorsi sacri, che la nostra anima è immortale, subirà un giudizio e dovrà scontare pene immani quando avrà abbandonato il corpo. Dunque dobbiamo essere certi che subire grandi torti e ingiustizie è un male minore che commetterli. Chi ama le ricchezze, perché è uomo povero di spirito, non vuole ascoltare cose del genere, e quando ne sente parlare le deride, pensando di poter continuare ad arraffare in ogni modo tutto ciò che, come una bestia, intende bere o mangiare o che gli permette di soddisfare la schiavitù, priva di grazia, del piacere che ingiustamente prende il nome da Afrodite.

inviato il 11/07/2017
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Ciao Marcello, sei nella finale settimanale del mese di Luglio.

Tanti saluti da Orazio

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Marcello Parsi
Tanti saluti da Orazio
Tradotto da Marcello Parsi
Kimerik (ebook) 2014
10 righe da pagina 56:

... Se il mio schiavo
dicesse: "Non rubai né son fuggito,"
risponderei: "Te ne ho ricompensato,
risparmiandoti i morsi della frusta."
"Non ho ucciso nessuno." "Appeso in croce
non darai cibo ai corvi." "Sono onesto."
Da buon sabino ti rispondo: "No!
Anche il lupo è guardingo nel fuggire
la trappola nascosta, e il falco i lacci,
e il pesce l'amo pur se camuffato.
Il vero virtuoso evita il male
per amore del bene: tu non pecchi
solo per il timore della pena.
Se avessi la speranza di sfuggirle,
daresti sfogo a tutte le tue voglie:
infatti, pure adesso, se da mille
moggi di fave me ne rubi uno,
è lieve il danno mio ma la tua colpa
è come se me li rubassi tutti."

inviato il 01/08/2016
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Dalla XVI epistola del primo libro (ovviamente di Quinto Orazio Flacco).

Poesie e prose

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Giacomo Leopardi
Poesie e prose
Hoepli 1972
10 righe da pagina 43:

Stette sospesa e pensierosa in atto
la bellissima donna; e fiso il guardo,
di mille vezzi sfavillante, in quello
tenea dell'infelice, ove l'estrema
lacrima rilucea. Né dielle il core
di sprezzar la dimanda, e il mesto addio
rinacerbir col niego; anzi la vinse
misericordia dei ben noti ardori.
E quel volto celeste, e quella bocca,
già tanto desiata, e per molt'anni
argomento di sogno e di sospiro,
dolcemente appressando al volto afflitto
e scolorato dal mortale affanno,
più baci e più, tutta benigna e in vista
d'alta pietà, su le convulse labbra
del trepido rapito amante impresse.

inviato il 29/07/2016
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Sono i versi 59 - 74 della poesia "Consalvo" (come numero d'ordine, diciassettesima dei "Canti").

La porta senza porta

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Mumon
La porta senza porta
Tradotto da Adriana Motti
Adelphi 1980
10 righe da pagina 28:

Un monaco disse a Joshu: "Sono nuovo del monastero. Ti prego di insegnarmi".
Joshu domandò: "Hai mangiato la tua zuppa di riso?".
Il monaco rispose: "L'ho mangiata".
Joshu disse: "Allora faresti bene a lavare la tua ciotola".
In quel momento il monaco fu illuminato.

inviato il 26/07/2016
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Quando ruggisce la notte

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Marcello Parsi
Quando ruggisce la notte
Youcanprint 2016
10 righe da pagina 123:

"... Il vostro impero si è ormai incamminato sulla strada tenebrosa della malvagità e della perversione, ma questa è stata una scelta volontaria e consapevole del demoniaco gruppo di potere che lo governa: Eliogabalo, le sue tre perfide consigliere e il collegio degli ancora più perfidi sacerdoti siriaci. Volete sapere quale sia il loro scopo? Vogliono abbrutire i sudditi per poterli governare con maggiore facilità. Un tempo - te lo ricordi il tuo Giovenale? - gli strumenti per soggiogare o, addirittura, annullare la volontà della massa erano due, PANEM ET CIRCENSES: era sufficiente che gli uomini avessero lo stomaco pieno e venissero fatti divertire con i giochi del Circo. Ma ormai quelle attrattive si sono dimostrate troppo elementari e con il passare del tempo hanno prodotto una stucchevole assuefazione... Ci vuole altro, qualche cosa di più coinvolgente ed eccitante: il sesso sfrenato!
Il primo a dare l'esempio è proprio Eliogabalo, un invertito bisessuale dalla volgarità ributtante, che - a quanto dicono - si sarebbe lamentato del ridotto numero di buchi, di cui è dotato

inviato il 19/07/2016
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il suo corpo..."
Vidi Rutilia arrossire, mentre le sue labbra si contraevano in una smorfia di schifo.
"Però, a parte questa affermazione aberrante, suggeritagli dalla perversione della sua indole, - riprese il vecchio - è tutto il complesso della sua ideologia a suscitare nel mio animo nausea e apprensione. Dal punto di vista religioso, egli, con il pretesto di aver trovato veri o presunti punti di contatto tra i differenti culti, ne ha imposto l'unificazione forzata, in vista - a suo dire - di un nuovissimo culto, che li abbraccerebbe tutti..."
Ho aggiunto un ulteriore brano per chiarire meglio le tematiche del romanzo (a mio pare abbastanza attuali).

Odi ed Epodi

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Quinto Orazio Flacco
Odi ed Epodi
Tradotto da Enzo Mandruzzato
Biblioteca Universale Rizzoli 2013
10 righe da pagina 211:

Il tuo lamento
mi disanima. Gli Dei non vogliono,
io non voglio
che tu prima di me lasci la terra,
Mecenate, mia gloria grande,
sostegno della mia vita.
Se un destino più veloce
mi ruba chi è parte del mio essere,
il mio restare è vano,
la mia salvezza trista, mutilata.
Quel giorno porterà
l'una e l'altra caduta. Il giuramento
fu verace: andremo, andremo,
e sarai guida ancora,
e al grande viaggio nostro
già tutto è pronto.
La Chimera dall'alito di fuoco,
il Gigante risorto dalle cento mani
non mi divideranno da te,
perché così vollero
la giustizia regina
e le Dee della morte.

inviato il 18/07/2016
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E' l'Ode XVII del II libro.

I Canti

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Gaio Valerio Catullo
I Canti
Tradotto da Enzo Mandruzzato
Biblioteca Universale Rizzoli 1982
10 righe da pagina 163:

Annali di Volusio, cacca scritta,
sciogliete il voto della mia ragazza.
Ha fatto voto a Venere e ad Amore,
se io tornavo a lei e la smettevo
di lanciarle i miei giambi truculenti,
di fare dono al Dio dal piede tardo,
in un rogo di legna maledetta,
del fior fiore del peggio dei poeti.
Capiva lei, la peggio fra le donne,
di fare un voto allegro e poco serio.
Ora, o Dea nata dall'azzurro mare,
che hai tue dimore sopra il santo Idalio
nell'aperta Urio a Cnido dei Giuncheti
ed in Ancona in Golgi in Amatunte
e a Durazzo, osteria dell'Adriatico,
accetta il voto e dallo come fatto,
se non è scherzo di cattivo gusto:
e voi venite al fuoco che vi spetta,
o voi ispirati alla ruralità,
Annali di Volusio, cacca scritta.

inviato il 12/07/2016
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Caro Catullo! Quanta carta stampata e rilegata potrebbe essere equiparata agli "Annales Volusi, cacata carta"?

Quando ruggisce la notte

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Marcello Parsi
Quando ruggisce la notte
Youcanprint 2016
10 righe da pagina 18:

I Germani stavano scappando disordinatamente in tutte le direzioni, quando Tiburzio, che era salito su una vicina altura, attirò la mia attenzione:
"Console Marcello, presto! Guarda verso quegli alberi a sinistra! Velleda fugge a cavallo..."
Spronai immediatamente e mi lanciai al suo inseguimento. Non impiegai molto tempo a raggiungerla e per un breve tratto cavalcammo quasi affiancati. Mi accostai sempre di più e, appena possibile, le saltai addosso, travolgendola e scaraventandola giù dal cavallo. Rotolammo avvinghiati in mezzo alla fanghiglia, ma d'un tratto... i suoi lineamenti si confusero davanti ai miei occhi: al posto del viso torvo di Velleda c'era quello grazioso e sorridente della piccola Rutilia, che aveva però il corpo adulto di una donna. Quel corpo mi attirava a sé, ed io seguitavo ad abbracciarla, ma adesso in maniera ben diversa, sensuale, bramoso di possederla...
Mi svegliai ansimante con gli occhi sbarrati.

inviato il 11/07/2016
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Ho voluto aggiungere qualche altra riga, per chiarire meglio il significato e il tenore del brano citato.

Come avevo potuto immaginare, anche se soltanto in un sogno, di avere un rapporto... intimo con una ragazzina di soli dodici anni? Provai una specie di vergogna per quel desiderio davvero indegno di me, per quanto fosse inconscio e indipendente dalla mia volontà.
Con il passare dei giorni mi sforzai di escogitare numerose giustificazioni auto-consolatorie, per alleggerire il senso di colpa provocatomi da quel torbido sogno. In fondo erano trascorsi sei anni, da quando l'avevo lasciata dodicenne e Rutilia ormai doveva avere diciotto anni...

Quando ruggisce la notte

immagine copertina
Marcello Parsi
Quando ruggisce la notte
Youcanprint 2016
10 righe da pagina 87:

Marcello si girò verso la ragazza. Si era curvata in avanti, quasi piegata in due, con la faccia affondata tra le mani e intanto piangeva in silenzio. Solo il movimento delle sue spalle, che si sollevavano e si abbassavano ritmicamente, faceva intuire che stesse singhiozzando. Il giovane ne ebbe pietà: con un gesto affettuoso le accarezzò i lunghi riccioli rossi. A quel contatto ella si riscosse e recuperò la normale posizione seduta, ma sulle sue gote seguitavano a colare abbondanti lacrime. Prese un fazzolettino e si asciugò gli occhi, poi si voltò verso il giovanotto e con l'espressione sofferente gli sussurrò:
"Adesso mi credi? Pensi ancora che io sia una visionaria esaltata?'"
"No, no... E come potrei? Quando ho visto il medaglione, ho sobbalzato: ho avuto l'impressione di ricevere un colpo in pieno petto. Non capisco che cosa mi stia succedendo."

inviato il 04/07/2016
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Corpo e anima

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AA.VV.
Corpo e anima
Società editoriale ARPANet
10 righe da pagina 157:

"New York 85?"
Mi risponde di sì, con un cenno del capo, mentre con un movimento fluido si allunga verso il sedile posteriore, mi apre la portiera e sorride.
Sono dentro. Pelle contro pelle. La mia, appena coperta da un leggero tessuto, poggiata su quella del sedile che trasuda il calore accumulato durante il giorno.
Fa ancora caldo. Un buio afoso.
"Dove va?" mi chiede, ingranando la marcia.
"Non potrebbe accendere l'aria condizionata?"
"Rotta".
Risposta sintetica e foriera di una corsa silenziosa.

inviato il 25/07/2018
Nei segnalibri di:

L'utilità dell'inutile

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Nuccio Ordine
L'utilità dell'inutile
BOMPIANI
10 righe da pagina 11:

L'utilità dei saperi inutili si contrappone radicalmente all'utilità dominante che, in nome di un esclusivo interesse economico, sta progressivamente uccidendo la memoria del passato, le discipline umanistiche, le lingue classiche, l'istruzione, la libera ricerca, la fantasia, l'arte, il pensiero critico e l'orizzonte civile che dovrebbe ispirare ogni attività umana. Nell'universo dell'utilitarismo, infatti, un martello vale più di una sinfonia, un coltello più di una poesia, una chiave inglese più di un quadro: perché è facile capire l'efficacia di un utensile mentre è sempre più difficile comprendere a cosa possano servire la musica, la letteratura o l'arte.

inviato il 25/07/2018
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Evviva! =)

Ciao Flavia, sei nella finale settimanale di luglio.

Il pellegrinaggio in Oriente

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H.HESSE
Il pellegrinaggio in Oriente
Tradotto da ERVINO POCAR
ADELPHI 2016
10 righe da pagina 26:

Una delle più belle esperienze fu la festa della Lega a Bermagarten,dove il cerchio magico si chiuse stretto intorno a noi.Ricevuti dai castellani Max e Tilli,sentimmo Otmar sonare Mozart al pianoforte nell'ampio salone,trovammo il parco popolato di pappagalli e altri animali parlanti,udimmo la fata Armida cantare vicino alla fontana zampillante,e coi capelli al vento la grossa testa dell'astrologo Longus annuiva accanto al caro viso di Heinrich von Ofterdingen.Nel giardino gridavano i pavoni eLuigi discorreva in spagnolo col gatto dagli stivali,mentre Hans Resom,sconvolto dalle sue intuizioni intorno al gioco mascherato della vita,permetteva un pellegrinaggio al sepolcro di Carlo Magno.Quello fu un periodo trionfale del nostro viaggio ...avevamo portato noi l'onda magica che travolgeva ogni cosa,gli abitanti in ginocchio ...

inviato il 11/07/2018
Nei segnalibri di:

Lucrezio e il canto del nulla

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Marcello Parsi
Lucrezio e il canto del nulla
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2018
10 righe da pagina 61:

Se gli uomini potessero – come sembrano accorgersi che nel loro animo c'è un peso che li opprime con la sua pesantezza – conoscere anche da quali cause esso sia prodotto e da dove risulti nel petto una tanto grande, per così dire, mole di male, non condurrebbero la vita così, come ora per lo più vediamo che ciascuno ignora quello che vuole e cerca sempre di cambiare luogo, come se potesse liberarsi del suo fardello. Esce spesso fuori dal grande palazzo quello che si è annoiato di rimanere in casa, e subito vi ritorna perché si rende conto che fuori non sta affatto meglio. Corre verso la villa, spingendo i cavalli a precipizio, come se si affrettasse a portare aiuto ai tetti in fiamme; sbadiglia, un attimo dopo che ha toccato la soglia della villa, o si abbandona al sonno a corpo morto e cerca l'oblio...

inviato il 09/07/2018
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Tito Lucrezio Caro, nato a Roma o Napoli o Pompei forse nel 98 a. C. circa e morto quasi sicuramente nel 55 a. C.

Giorni di luglio

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Hermann Hesse
Giorni di luglio
Tradotto da Alberto Guareschi
Guanda 2016
10 righe da pagina 64:

Sulla casa addormentata e sul giardino immerso nel buio vegliavano in silenzio le nuvole bianche, leggere come piume; il lembo di cielo all'orizzonte crebbe adagio fino a diventare un ampio squarcio indistinto e puro, debolmente illuminato da fioche stelle, e sulle colline più distanti apparve un’esile linea d'argento a dividerle dal cielo. Nel parco gli alberi, al fine rinfrescati, dormivano respirando profondamente, e sul prato ai piedi del faggio rosso il nero cerchio d'ombra si tramutò in un velo impalpabile che aveva la sostanza delle nubi.

inviato il 02/07/2018
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Grazie.

Grazie mille! La mia scelta è la seguente: http://scrivi.10righedailibri.it/lasciami-lultimo-valzer

Ciao Alessandro, sei nella finale settimanale di luglio. Scegli da oggi 9 luglio a domenica 15 luglio, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Hermann Hesse (Calw 1877 – Montagnola 1962), scrittore tedesco naturalizzato svizzero, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1946.

Isaotta Guttadàuro

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Gabriele D'Annunzio
Isaotta Guttadàuro
CARABBA EDITORE, LANCIANO 1915
10 righe da pagina 105:

Ondeggiano i letti di rose
ne li orti specchiati da ’l mare.
In coro le spose con lento cantare
ne ’l talamo d’oro sopiscono il sir.
Da l’alto scintillan profonde
le stelle su ’l capo immortale;
ne ’l vento si effonde quel cantico e
sale pe ’l gran firmamento che incurvasi a
udir.
Ignudo, le nobili forme
consparso d’un olio d’aroma,
l’amato s’addorme: la sua dolce
chioma par tutta di neri giacinti fiorir.
Discende da’ cieli stellanti
un fiume soave d’oblio.
Le spose, pieganti su ’l bel semidio,
ne bevon con lungo piacere il respir.

inviato il 05/07/2018
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Ciao Barbara, per Te un libro incentivo come finalista settimanale 10righe del mese di luglio. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di luglio.

I capolavori di Virginia Woolf

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Virginia Woolf
I capolavori di Virginia Woolf
Tradotto da Nadia Fusini
Mondadori 1994
10 righe da pagina 168:

LA STANZA DI JACOB

Ma ad Atene, scintillante di sole, ad Atene, dov'è quasi impossibile prendere il té pomeridiano, e gli anziani signori che parlano di politica ne parlano tutto all'incontrario, ad Atene sedeva Sandra Wentworth Williams, in veli bianchi, le gambe allungate davanti a sé , un gomito sul bracciolo della poltrona di vimini, mentre le nuvole azzurre di fumo della sua sigaretta ondeggiavano e ispessivano.
Gli aranci che fioriscono nella piazza della Costituzione, la banda, lo strascico dei piedi, il cielo,le case color di limone e di rosa, tutto ciò divenne così significativo per la signora Wentworth Williams, dopo la seconda tazza di caffè, che cominciò a drammatizzare la storia della nobile e impulsiva inglese che aveva offerto un posto nella propria carrozza , a Micene, alla vecchia signora americana (la signora Duggan) - una storia non del tutto falsa,sebbene non dicesse nulla a proposito di Evan, che rimase dirittto, appoggiandosi ora su un piede ora su un altro,mentre aspettava che le donne finissero di chiacchierare.

inviato il 25/01/2013
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Diario di una scrittrice

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Virginia Woolf
Diario di una scrittrice
Tradotto da Giuliana Di Carlo
Beat Biblioteca editori associati di tascabili, ed.2010 2005
10 righe da pagina 157:

VENERDI, 31 agosto

E' l'ultima giornata di agosto ed è, come quasi tutte, di una straordinaria bellezza.
Ogni giorno è abbastanza bello e caldo da poter stare seduti all'aperto; ma anche pieno di nuvole vagabonde; con quell'affievolirsi e crescere della luce che sempre mi incanta sulle colline, che sempre paragono alla luce sotto una coppoa di alabastro.
Il grano, oral è disposto in file di tre,quattro o cinque massicce focacce gialle,ricche,pare, di uova e di aromi; buone da mangiare.
A volte vedo il bestiame galoppare nei ruscelli all'impazzata come direbbe Dostoevskij.
Le nuvole... le descriverei... se potessi<, ieri una avave capelli fluenti,simili a finissimi capelli bianchi di vecchio.
In questo momento sono bianche in un cielo di piombo; ma il sole, dietro la casa, fa verde l'erba.
Ieri sono andat a piedi sulla pista dell'ippodromo e ho visto una donnola.

inviato il 25/01/2013
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l'ho appena comperato ! 9 euro di felicità, adesso mi ci perdo dentro le pagine.

Poésies Nouvelles

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Alfred De Musset
Poésies Nouvelles
Classiques Garnier 1958
10 righe da pagina 160:

A M.V.H.

Il faut , dans ce bas monde, aimer beaucoup de choses,
Pour savoir, après tout, ce qu'on aime le mieux,
Les bonbons, l'Océan, le jeu,l'azur des cieux,
Les femmes, les chevaux, les lauriers et les roses.
Il faut fouler aux pieds des fleurs à peine écloses ;
Il faut beaucoup pleurer, dire beaucoup d'adieux.
Puis le coeurs s'perçoit qu'il est devenu vieux,
Et l'effet qui s'en va nous d'écouvres les causes,
De ces biens passagers que l'on goute à demi,
Le meilleur qui nous reste est un ancien ami.
On se brouille, on se fuit. - Qu'un hasard nous ressemble,
On s'approche, on sourit, la main touche la main,
Et nous nous souvenons que nous marchions ensemble,
Que l'ame est immortelle, et qu'hier c'est demain.

26 avril 1843

inviato il 24/01/2013
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Alfred de Musset ebbe una relazione con la grande Georges Sand

Schopenhauer e Leopardi

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Francesco De Sanctis
Schopenhauer e Leopardi
Colonna Edizioni 2003
10 righe da pagina 66:

Perché Leopardi produce l'effetto contrario a quello che si propone. Non crede al progresso, e te lo fa desiderare: non crede alla libertà, e te la fa amare. Chiama illusioni l'amore, la gloria, la virtù, e te ne accende in petto un desiderio inesausto. E non puoi lasciarlo, che non ti senta migliore; e non puoi accostartegli, che non cerchi innanzi di raccoglierti e purificarti, perché non abbi ad arrossire al suo cospetto. E' scettico, e ti fa credente; e mentre non crede possibile un avvenire men tristo per la patria comune, ti desta in seno un vivo amore per quella e t'infiamma a nobili fatti. Ha così basso concetto dell'umanità, e la sua anima alta, gentile e pura l'onora e la nobilita.

inviato il 05/07/2018
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Francesco Saverio De Sanctis, nacque il 28 marzo 1817 a Morra Irpina, oggi Morra De Sanctis, prov. di Avellino.

Lucrezio e il canto del nulla

Lucrezio e il canto del nulla 5 settimane 2 giorni fa

Tito Lucrezio Caro, nato a Roma o Napoli o Pompei forse nel 98 a. C. circa e morto quasi sicuramente nel 55 a. C.

Tito Lucrezio Caro

Tito Lucrezio Caro 5 settimane 2 giorni fa

Le notizie biografiche di Lucrezio sono ancora oggetto di complesse discussioni tra gli esperti: Pompei per vari motivi non è nient'altro che una semplice ipotesi, mentre la nascita nel 94 a. C. è poco convincente e molti critici preferiscono il 98 a. C., più in linea con le scarne e a volte contraddittorie notizie delle scarse fonti. Comunque, luogo e data di nascita sono ancora "sub iudice".

Tito Lucrezio Caro 6 settimane 2 giorni fa

Ciao Barbara, hai senz'altro ragione: la critica è rivolta all'autore della traduzione, però - absit iniuria verbis - un pochino, e molto bonariamente, anche a chi l'ha ritenuta meritevole di essere citata. Comunque, complimenti.

Tito Lucrezio Caro 6 settimane 5 giorni fa

Cara Barbara, sono stato molto combattuto ma alla fine - con mio grande rincrescimento - non ho aggiunto il mio segnalibro. Intendiamoci: la tua scelta di quell'autore, uno dei massimi della letteratura latina, lo meriterebbe senz'altro: avrai capito che è uno dei miei superpreferiti, tanto è vero che ho dedicato il mio ultimo libro all'analisi del finale del suo libro III, un vero e ispirato inno alla morte. Però la traduzione poetica, che tu hai utilizzato, è il classico esempio - direi: da manuale - di come "non" si deve tradurre Lucrezio: è una versione poetica canterellata, basata su giochhetti di parole ( se turbo il turba!!!) e su aggiunte ridicole e pleonastiche (piacer giocondo, sanguinose aspre battaglie, quasi da rocca eccelsa ad umil piano, etc.) dettate dalla necessità non di restare fedele al testo originale, ma di completare alla meno peggio il ritmo dell'endecasillabo. Mi dispiace per te e Lucrezio, ma non posso votare uno scempio del genere.

Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico

Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico 7 settimane 5 giorni fa

Caro Giovanni, ho appena avvisato la Redazione di aver scelto questo brano come mio preferito. Ciao

Lucrezio e il canto del nulla

Lucrezio e il canto del nulla 7 settimane 5 giorni fa

Ho scelto il brano "Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico" di Luis Sepulveda, utilizzato da Giovanni Pisciottano il 18/6/18.

Lucrezio e il canto del nulla 8 settimane 3 giorni fa

Va bene, grazie. Provvederò.

Dialoghi

Dialoghi 10 settimane 2 giorni fa

In questa scelta di dialoghi platonici Eugenio Ferrai è il traduttore della sola "Repubblica" (qui ho riportato la parte finale del discorso di Trasimaco). Comunque la traduzione è stata rivista e rimodernata dal curatore dell'opera Antonio Aliotta.

I CANTI DI MELITTA

I CANTI DI MELITTA 10 settimane 4 giorni fa

Complimenti! Ottima scelta! Ogni tanto fa piacere rileggere anche nella poesia italiana il ritmo armonioso del caro vecchio esametro greco e latino.

Buon Compleanno

Buon Compleanno 29 settimane 6 giorni fa

Tanti cari auguri!

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