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Pagina di Marcello Parsi

Lucrezio e il canto del nulla

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Marcello Parsi
Lucrezio e il canto del nulla
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2018
10 righe da pagina 61:

Se gli uomini potessero – come sembrano accorgersi che nel loro animo c'è un peso che li opprime con la sua pesantezza – conoscere anche da quali cause esso sia prodotto e da dove risulti nel petto una tanto grande, per così dire, mole di male, non condurrebbero la vita così, come ora per lo più vediamo che ciascuno ignora quello che vuole e cerca sempre di cambiare luogo, come se potesse liberarsi del suo fardello. Esce spesso fuori dal grande palazzo quello che si è annoiato di rimanere in casa, e subito vi ritorna perché si rende conto che fuori non sta affatto meglio. Corre verso la villa, spingendo i cavalli a precipizio, come se si affrettasse a portare aiuto ai tetti in fiamme; sbadiglia, un attimo dopo che ha toccato la soglia della villa, o si abbandona al sonno a corpo morto e cerca l'oblio...

inviato il 09/07/2018
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Tito Lucrezio Caro, nato a Roma o Napoli o Pompei forse nel 98 a. C. circa e morto quasi sicuramente nel 55 a. C.

Schopenhauer e Leopardi

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Francesco De Sanctis
Schopenhauer e Leopardi
Colonna Edizioni 2003
10 righe da pagina 66:

Perché Leopardi produce l'effetto contrario a quello che si propone. Non crede al progresso, e te lo fa desiderare: non crede alla libertà, e te la fa amare. Chiama illusioni l'amore, la gloria, la virtù, e te ne accende in petto un desiderio inesausto. E non puoi lasciarlo, che non ti senta migliore; e non puoi accostartegli, che non cerchi innanzi di raccoglierti e purificarti, perché non abbi ad arrossire al suo cospetto. E' scettico, e ti fa credente; e mentre non crede possibile un avvenire men tristo per la patria comune, ti desta in seno un vivo amore per quella e t'infiamma a nobili fatti. Ha così basso concetto dell'umanità, e la sua anima alta, gentile e pura l'onora e la nobilita.

inviato il 05/07/2018
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Francesco Saverio De Sanctis, nacque il 28 marzo 1817 a Morra Irpina, oggi Morra De Sanctis, prov. di Avellino.

Lucrezio e il canto del nulla

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Marcello Parsi
Lucrezio e il canto del nulla
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2018
10 righe da pagina 31:

Perciò, quando vedi che un uomo si lamenta con se stesso, perché dopo la morte avverrà che o vada in putrefazione, una volta che sia stato sepolto, o venga distrutto dalle fiamme o dalle mascelle delle belve, è evidente che egli non parli sinceramente e che dentro al cuore gli rimanga un qualche tormento nascosto, sebbene lui stesso escluda di credere che dopo la morte gli resterà una forma di sensibilità. Infatti, come credo, non mantiene ciò che promette né è fedele alle sue premesse né si toglie dalla vita e ne esce interamente, ma egli stesso immagina inconsciamente che sopravviva qualcosa di sé. Infatti, quando ciascuno da vivo concepisce l'idea che dopo la morte gli uccelli e le fiere faranno a pezzi il suo corpo, ha pietà di se stesso; infatti non si stacca da lì né si allontana abbastanza dal suo corpo disteso...

inviato il 24/06/2018
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Novella degli scacchi

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Stefan Zweig
Novella degli scacchi
Tradotto da Simona Martini Vigezzi
Garzanti 1982
10 righe da pagina 17:

Conoscevo bene per diretta esperienza la misteriosa attrazione del "gioco dei re", l'unico fra tutti i giochi escogitati dall'uomo che si sottragga sovranamente alla tirannia del caso e dia la palma della vittoria all'intelletto soltanto, o per meglio dire a una forma particolare di talento intellettuale. Ma non ci si rende già colpevoli di una limitazione offensiva nel chiamare gli scacchi un gioco? Non è anche una scienza, un'arte, oscillante fra queste due categorie come la bara di Maometto fra cielo e terra, straordinario legame fra tutte le coppie di opposti, antichissimo eppure eternamente nuovo, meccanico nella disposizione e animato solo dalla fantasia, limitato in uno spazio rigidamente geometrico e insieme infinito nelle sue combinazioni, in continua evoluzione eppure sterile, un pensiero che non conduce a nulla...

inviato il 18/06/2018
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Lucrezio e il canto del nulla

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Marcello Parsi
Lucrezio e il canto del nulla
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2018
10 righe da pagina 34:

“Ormai, ormai non ti accoglierà più la casa lieta né l'ottima moglie, né i dolci figli ti correranno incontro a strapparti i baci e ti riempiranno il cuore di una dolcezza inesprimibile. Non potrai più far fiorire i tuoi affari ed essere di sostegno ai tuoi. Un solo giorno funesto – dicono – ti ha sottratto tutte le numerose gioie della vita.” A queste parole, però, non aggiungono: “Ormai di quelle cose non ti resta neppure il rimpianto.” E se lo capissero bene nel loro animo e usassero un linguaggio coerente, si libererebbero da una grande pena del cuore e dal timore. “Tu, almeno, come ti sei addormentato nella morte, così resterai, privato di tutte le angosciose sofferenze per tutto il tempo a venire. Ma noi accanto all'orribile rogo ti piangeremo senza posa ridotto in cenere e nessun giorno ci toglierà dal petto un dolore senza fine."

inviato il 12/06/2018
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Grazie.

Ho scelto il brano "Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico" di Luis Sepulveda, utilizzato da Giovanni Pisciottano il 18/6/18.

Va bene, grazie. Provvederò.

Ciao Marcello, sei nella finale settimanale di giugno. Scegli da oggi 18 giugno a domenica 24 giugno, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Dialoghi

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Platone
Dialoghi
Tradotto da Eugenio Ferrai
Cremonese 1957
10 righe da pagina 247:

Ora ogni governo pone le leggi secondo gli giova: cioè i democratici democratiche e i tiranni tiranniche e così rispettivamente gli altri; e questo stabilire per legge ciò che loro torna a profitto, chiaman giustizia, e chi trasgredisca puniscono come reo d'ingiustizia davanti alla legge. Questo è, dunque, o egregio, quello che in tutti gli Stati io proclamo sia giusto, ciò che è utile al governo stabilito. Esso, infatti, impera; sicché a chi ragioni rettamente, il giusto riesce sempre una cosa medesima con ciò che giova al potente.

inviato il 04/06/2018
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In questa scelta di dialoghi platonici Eugenio Ferrai è il traduttore della sola "Repubblica" (qui ho riportato la parte finale del discorso di Trasimaco). Comunque la traduzione è stata rivista e rimodernata dal curatore dell'opera Antonio Aliotta.

E infine spuntò l'alba

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Marcello Parsi
E infine spuntò l'alba
Youcanprint 2017
10 righe da pagina 99:

Già m'immaginavo i suoi occhi illuminarsi di gioia, le sue braccia che mi stringevano al petto in un appassionato slancio di riconoscenza... i suoi baci...
Spalancai la porta e in un primo momento non mi resi conto di quello che stava succedendo, ma quando sentii qualcosa che somigliava ai rumori di una colluttazione e Fulvia che urlava: "Lasciami porco! Non mi toccare!", corsi nella camera da letto e davanti ai miei occhi si presentò uno spettacolo indegno: Ortazio con una mano teneva inchiodata la giovane su uno dei due giacigli e con l'altra le stava strappando via le vesti con l'intenzione di stuprarla. Lei si dibatteva sotto di lui con tutte le forze, provando a liberarsi, e intanto cercava di graffiargli il viso e di cavargli gli occhi.
"Maledetto bastardo! Lasciala stare immediatamente: è un ordine!" gli intimai, mentre sguainavo la spada.

inviato il 04/12/2017
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Grazie

Scelgo le 10 righe di Natalina, tratte da "Il Ciclope" di Paolo Rumiz.

Grazie! Provvederò.

Ciao Marcello sei nella finale settimanale del mese di dicembre, scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi lunedi11 dicembre a domenica 17, riportando qui nei commenti il link.

"Suoi" della ragazza, non di Nerone, perché l'imperatore stava a Roma, mentre l'infelice Ottavia era stata relegata da lui nell'isola di Pandataria (l'odierna Ventotene), dove poi venne uccisa.

Le vicende di questo romanzo si svolgono nell'arco di tempo 62 - 65 d. C. al tempo dell'impero neroniano. Nel brano qui riportato sono presenti entrambi i personaggi principali: Macrino, tribuno dei pretoriani, che svolge il ruolo di io narrante, e Fulvia, una giovane ancella di Ottavia, prima moglie di Nerone e da lui fatta assassinare proprio sotto ai suoi occhi.

Orazio, una via per la saggezza

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Marcello Parsi
Orazio, una via per la saggezza
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2017
10 righe da pagina 6:

L'uomo giusto e tenace nel suo intento
dalla folla infuriata non è scosso,
che impone azioni indegne, né dal volto
del tiranno incombente, né dall'Austro,
signore tempestoso dell'inquieto
Adriatico mar, né dalla mano
di Giove fulminante: se in frantumi
crollasse il mondo, impavido starebbe
delle macerie ad aspettare l'urto.

inviato il 11/08/2017
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"Iustum et tenacem propositi virum": così comincia la terza Ode del III libro, di cui ho trascritto qui la mia traduzione ritmica delle prime due strofe.

Orazio, una via per la saggezza

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Marcello Parsi
Orazio, una via per la saggezza
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2017
10 righe da pagina 80:

Dalla mia casa rimanga lontana la turpe miseria;
piccola o grande la nave, sarò sempre io a navigare.
Non mi trasporta un vento propizio, che gonfia le vele,
ma neppure mi soffia contrario l'Ostro nocivo.
Forze, meriti, ingegno, aspetto, nascita, soldi
fanno che in coda ai migliori io stia, però agli ultimi in testa.
Non sei avaro: d'accordo. E dunque? Con questo difetto
sono fuggiti anche gli altri? Non ti tormentano il cuore
vana ambizione, timore di morte ed ira? Ti ridi
delle paurose magie, dei sogni, delle fattucchiere,
dei fantasmi e dei sortilegi della Tessaglia?Dalla mia casa rimanga lontana la turpe miseria;
piccola o grande la nave, sarò sempre io a navigare.
Non mi trasporta un vento propizio, che gonfia le vele,
ma neppure mi soffia contrario l'Ostro nocivo.
Forze, meriti, ingegno, aspetto, nascita, soldi
fanno che in coda ai migliori io stia, però agli ultimi in testa.
Non sei avaro: d'accordo. E dunque? Con questo difetto
sono fuggiti anche gli altri? Non ti tormentano il cuore
vana ambizione, timore di morte ed ira? Ti ridi
delle p

inviato il 24/07/2017
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Cara Redazione, potete ripristinare il testo corretto, come l'ho trascritto originariamente? Grazie.

Grazie!! Deve essere successo qualche cosa di strano: il testo che io ho trascritto si è inspiegabilmente accorciato e duplicato (!). Come mai?

Ciao Marcello, sei nella finale di luglio, 10 righe scelte dalla redazione.

Sono i versi 199 - 216 della seconda Epistola del II libro.

Poetica

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Aristotele
Poetica
Tradotto da Guido Paduano
Editori Laterza 2011
10 righe da pagina 19:

Da quanto si è detto risulta chiaro che compito del poeta non è dire ciò che è avvenuto ma ciò che potrebbe avvenire, vale a dire ciò che è possibile secondo verosimiglianza e necessità. Lo storico e il poeta non differiscono tra loro per il fatto di esprimersi in versi o in prosa - si potrebbero mettere in versi le storie di Erodoto, e in versi come in prosa resterebbero comunque storia -, ma differiscono in quanto uno dice le cose accadute e l'altro quelle che potrebbero accadere. Per questo motivo la poesia è più filosofica e più seria della storia, perchè la poesia si occupa piuttosto dell'universale, mentre la storia racconta i particolari.

inviato il 19/07/2017
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Aristotele, sommo filosofo greco (Stagira, 384 a. C. - Calcide, 322 a. C.)

Corpo e anima

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AA.VV.
Corpo e anima
Società editoriale ARPANet
10 righe da pagina 157:

"New York 85?"
Mi risponde di sì, con un cenno del capo, mentre con un movimento fluido si allunga verso il sedile posteriore, mi apre la portiera e sorride.
Sono dentro. Pelle contro pelle. La mia, appena coperta da un leggero tessuto, poggiata su quella del sedile che trasuda il calore accumulato durante il giorno.
Fa ancora caldo. Un buio afoso.
"Dove va?" mi chiede, ingranando la marcia.
"Non potrebbe accendere l'aria condizionata?"
"Rotta".
Risposta sintetica e foriera di una corsa silenziosa.

inviato il 25/07/2018
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L'utilità dell'inutile

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Nuccio Ordine
L'utilità dell'inutile
BOMPIANI
10 righe da pagina 11:

L'utilità dei saperi inutili si contrappone radicalmente all'utilità dominante che, in nome di un esclusivo interesse economico, sta progressivamente uccidendo la memoria del passato, le discipline umanistiche, le lingue classiche, l'istruzione, la libera ricerca, la fantasia, l'arte, il pensiero critico e l'orizzonte civile che dovrebbe ispirare ogni attività umana. Nell'universo dell'utilitarismo, infatti, un martello vale più di una sinfonia, un coltello più di una poesia, una chiave inglese più di un quadro: perché è facile capire l'efficacia di un utensile mentre è sempre più difficile comprendere a cosa possano servire la musica, la letteratura o l'arte.

inviato il 25/07/2018
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Evviva! =)

Ciao Flavia, sei nella finale settimanale di luglio.

Il pellegrinaggio in Oriente

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H.HESSE
Il pellegrinaggio in Oriente
Tradotto da ERVINO POCAR
ADELPHI 2016
10 righe da pagina 26:

Una delle più belle esperienze fu la festa della Lega a Bermagarten,dove il cerchio magico si chiuse stretto intorno a noi.Ricevuti dai castellani Max e Tilli,sentimmo Otmar sonare Mozart al pianoforte nell'ampio salone,trovammo il parco popolato di pappagalli e altri animali parlanti,udimmo la fata Armida cantare vicino alla fontana zampillante,e coi capelli al vento la grossa testa dell'astrologo Longus annuiva accanto al caro viso di Heinrich von Ofterdingen.Nel giardino gridavano i pavoni eLuigi discorreva in spagnolo col gatto dagli stivali,mentre Hans Resom,sconvolto dalle sue intuizioni intorno al gioco mascherato della vita,permetteva un pellegrinaggio al sepolcro di Carlo Magno.Quello fu un periodo trionfale del nostro viaggio ...avevamo portato noi l'onda magica che travolgeva ogni cosa,gli abitanti in ginocchio ...

inviato il 11/07/2018
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Lucrezio e il canto del nulla

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Marcello Parsi
Lucrezio e il canto del nulla
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2018
10 righe da pagina 61:

Se gli uomini potessero – come sembrano accorgersi che nel loro animo c'è un peso che li opprime con la sua pesantezza – conoscere anche da quali cause esso sia prodotto e da dove risulti nel petto una tanto grande, per così dire, mole di male, non condurrebbero la vita così, come ora per lo più vediamo che ciascuno ignora quello che vuole e cerca sempre di cambiare luogo, come se potesse liberarsi del suo fardello. Esce spesso fuori dal grande palazzo quello che si è annoiato di rimanere in casa, e subito vi ritorna perché si rende conto che fuori non sta affatto meglio. Corre verso la villa, spingendo i cavalli a precipizio, come se si affrettasse a portare aiuto ai tetti in fiamme; sbadiglia, un attimo dopo che ha toccato la soglia della villa, o si abbandona al sonno a corpo morto e cerca l'oblio...

inviato il 09/07/2018
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Tito Lucrezio Caro, nato a Roma o Napoli o Pompei forse nel 98 a. C. circa e morto quasi sicuramente nel 55 a. C.

Giorni di luglio

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Hermann Hesse
Giorni di luglio
Tradotto da Alberto Guareschi
Guanda 2016
10 righe da pagina 64:

Sulla casa addormentata e sul giardino immerso nel buio vegliavano in silenzio le nuvole bianche, leggere come piume; il lembo di cielo all'orizzonte crebbe adagio fino a diventare un ampio squarcio indistinto e puro, debolmente illuminato da fioche stelle, e sulle colline più distanti apparve un’esile linea d'argento a dividerle dal cielo. Nel parco gli alberi, al fine rinfrescati, dormivano respirando profondamente, e sul prato ai piedi del faggio rosso il nero cerchio d'ombra si tramutò in un velo impalpabile che aveva la sostanza delle nubi.

inviato il 02/07/2018
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Grazie.

Grazie mille! La mia scelta è la seguente: http://scrivi.10righedailibri.it/lasciami-lultimo-valzer

Ciao Alessandro, sei nella finale settimanale di luglio. Scegli da oggi 9 luglio a domenica 15 luglio, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Hermann Hesse (Calw 1877 – Montagnola 1962), scrittore tedesco naturalizzato svizzero, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1946.

Isaotta Guttadàuro

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Gabriele D'Annunzio
Isaotta Guttadàuro
CARABBA EDITORE, LANCIANO 1915
10 righe da pagina 105:

Ondeggiano i letti di rose
ne li orti specchiati da ’l mare.
In coro le spose con lento cantare
ne ’l talamo d’oro sopiscono il sir.
Da l’alto scintillan profonde
le stelle su ’l capo immortale;
ne ’l vento si effonde quel cantico e
sale pe ’l gran firmamento che incurvasi a
udir.
Ignudo, le nobili forme
consparso d’un olio d’aroma,
l’amato s’addorme: la sua dolce
chioma par tutta di neri giacinti fiorir.
Discende da’ cieli stellanti
un fiume soave d’oblio.
Le spose, pieganti su ’l bel semidio,
ne bevon con lungo piacere il respir.

inviato il 05/07/2018
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Ciao Barbara, per Te un libro incentivo come finalista settimanale 10righe del mese di luglio. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di luglio.

I capolavori di Virginia Woolf

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Virginia Woolf
I capolavori di Virginia Woolf
Tradotto da Nadia Fusini
Mondadori 1994
10 righe da pagina 168:

LA STANZA DI JACOB

Ma ad Atene, scintillante di sole, ad Atene, dov'è quasi impossibile prendere il té pomeridiano, e gli anziani signori che parlano di politica ne parlano tutto all'incontrario, ad Atene sedeva Sandra Wentworth Williams, in veli bianchi, le gambe allungate davanti a sé , un gomito sul bracciolo della poltrona di vimini, mentre le nuvole azzurre di fumo della sua sigaretta ondeggiavano e ispessivano.
Gli aranci che fioriscono nella piazza della Costituzione, la banda, lo strascico dei piedi, il cielo,le case color di limone e di rosa, tutto ciò divenne così significativo per la signora Wentworth Williams, dopo la seconda tazza di caffè, che cominciò a drammatizzare la storia della nobile e impulsiva inglese che aveva offerto un posto nella propria carrozza , a Micene, alla vecchia signora americana (la signora Duggan) - una storia non del tutto falsa,sebbene non dicesse nulla a proposito di Evan, che rimase dirittto, appoggiandosi ora su un piede ora su un altro,mentre aspettava che le donne finissero di chiacchierare.

inviato il 25/01/2013
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Diario di una scrittrice

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Virginia Woolf
Diario di una scrittrice
Tradotto da Giuliana Di Carlo
Beat Biblioteca editori associati di tascabili, ed.2010 2005
10 righe da pagina 157:

VENERDI, 31 agosto

E' l'ultima giornata di agosto ed è, come quasi tutte, di una straordinaria bellezza.
Ogni giorno è abbastanza bello e caldo da poter stare seduti all'aperto; ma anche pieno di nuvole vagabonde; con quell'affievolirsi e crescere della luce che sempre mi incanta sulle colline, che sempre paragono alla luce sotto una coppoa di alabastro.
Il grano, oral è disposto in file di tre,quattro o cinque massicce focacce gialle,ricche,pare, di uova e di aromi; buone da mangiare.
A volte vedo il bestiame galoppare nei ruscelli all'impazzata come direbbe Dostoevskij.
Le nuvole... le descriverei... se potessi<, ieri una avave capelli fluenti,simili a finissimi capelli bianchi di vecchio.
In questo momento sono bianche in un cielo di piombo; ma il sole, dietro la casa, fa verde l'erba.
Ieri sono andat a piedi sulla pista dell'ippodromo e ho visto una donnola.

inviato il 25/01/2013
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l'ho appena comperato ! 9 euro di felicità, adesso mi ci perdo dentro le pagine.

Poésies Nouvelles

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Alfred De Musset
Poésies Nouvelles
Classiques Garnier 1958
10 righe da pagina 160:

A M.V.H.

Il faut , dans ce bas monde, aimer beaucoup de choses,
Pour savoir, après tout, ce qu'on aime le mieux,
Les bonbons, l'Océan, le jeu,l'azur des cieux,
Les femmes, les chevaux, les lauriers et les roses.
Il faut fouler aux pieds des fleurs à peine écloses ;
Il faut beaucoup pleurer, dire beaucoup d'adieux.
Puis le coeurs s'perçoit qu'il est devenu vieux,
Et l'effet qui s'en va nous d'écouvres les causes,
De ces biens passagers que l'on goute à demi,
Le meilleur qui nous reste est un ancien ami.
On se brouille, on se fuit. - Qu'un hasard nous ressemble,
On s'approche, on sourit, la main touche la main,
Et nous nous souvenons que nous marchions ensemble,
Que l'ame est immortelle, et qu'hier c'est demain.

26 avril 1843

inviato il 24/01/2013
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Alfred de Musset ebbe una relazione con la grande Georges Sand

Schopenhauer e Leopardi

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Francesco De Sanctis
Schopenhauer e Leopardi
Colonna Edizioni 2003
10 righe da pagina 66:

Perché Leopardi produce l'effetto contrario a quello che si propone. Non crede al progresso, e te lo fa desiderare: non crede alla libertà, e te la fa amare. Chiama illusioni l'amore, la gloria, la virtù, e te ne accende in petto un desiderio inesausto. E non puoi lasciarlo, che non ti senta migliore; e non puoi accostartegli, che non cerchi innanzi di raccoglierti e purificarti, perché non abbi ad arrossire al suo cospetto. E' scettico, e ti fa credente; e mentre non crede possibile un avvenire men tristo per la patria comune, ti desta in seno un vivo amore per quella e t'infiamma a nobili fatti. Ha così basso concetto dell'umanità, e la sua anima alta, gentile e pura l'onora e la nobilita.

inviato il 05/07/2018
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Francesco Saverio De Sanctis, nacque il 28 marzo 1817 a Morra Irpina, oggi Morra De Sanctis, prov. di Avellino.

Il ciclope

Il ciclope 40 settimane 1 giorno fa

Grazie! Ricambio di cuore.

Il ciclope 40 settimane 2 giorni fa

Cara Natalina, ti informo che ho già comunicato allo Staff di aver scelto le tue dieci righe. Ciao

E infine spuntò l'alba

E infine spuntò l'alba 40 settimane 2 giorni fa

Scelgo le 10 righe di Natalina, tratte da "Il Ciclope" di Paolo Rumiz.

E infine spuntò l'alba 40 settimane 6 giorni fa

Grazie! Provvederò.

E infine spuntò l'alba 41 settimane 6 giorni fa

"Suoi" della ragazza, non di Nerone, perché l'imperatore stava a Roma, mentre l'infelice Ottavia era stata relegata da lui nell'isola di Pandataria (l'odierna Ventotene), dove poi venne uccisa.

E infine spuntò l'alba 41 settimane 6 giorni fa

Le vicende di questo romanzo si svolgono nell'arco di tempo 62 - 65 d. C. al tempo dell'impero neroniano. Nel brano qui riportato sono presenti entrambi i personaggi principali: Macrino, tribuno dei pretoriani, che svolge il ruolo di io narrante, e Fulvia, una giovane ancella di Ottavia, prima moglie di Nerone e da lui fatta assassinare proprio sotto ai suoi occhi.

Orazio, una via per la saggezza

Orazio, una via per la saggezza 1 year 6 settimane fa

"Iustum et tenacem propositi virum": così comincia la terza Ode del III libro, di cui ho trascritto qui la mia traduzione ritmica delle prime due strofe.

Orazio, una via per la saggezza

Orazio, una via per la saggezza 1 year 8 settimane fa

Cara Redazione, potete ripristinare il testo corretto, come l'ho trascritto originariamente? Grazie.

Orazio, una via per la saggezza 1 year 8 settimane fa

Grazie!! Deve essere successo qualche cosa di strano: il testo che io ho trascritto si è inspiegabilmente accorciato e duplicato (!). Come mai?

Orazio, una via per la saggezza 1 year 8 settimane fa

Sono i versi 199 - 216 della seconda Epistola del II libro.

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