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Pagina di giusy.deorsi

Poco o niente

immagine copertina
Giampaolo Pansa
Poco o niente
Rizzoli 2011
10 righe da pagina 8:

“La grande paura del Duemila è di ritornare poveri. È il timore nuovo che leggo negli occhi di molte persone. E che affiora sempre più spesso anche dalle loro parole, non appena si comincia ad accennare al futuro.
Tanti genitori si chiedono quale sarà la vita che attende i loro figli. A volte m’imbatto in nonni angosciati da quanto potrà accadere ai nipoti. Sono pochi quelli che non si fanno domande. E sostengono di non provare nessuna di queste ansie. Li ascolto con un pizzico di invidia perché non hanno i dubbi che, al contrario, inseguono anche me.”

inviato il 21/11/2012
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Più alto del mare

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Francesca Melandri
Più alto del mare
Rizzoli romanzo 2012
10 righe da pagina 21:

“Si voltò e vide, vicinissima, l'Isola.
Si ergeva dal mare in una sinuosa successione di piccole baie. Alcune erano spiagge di sabbia bianca; lì il blu intenso del mare si faceva turchese. Altre erano disseminate di rocce rosa dalle forme bizzarre e la cui mole sommersa rimaneva perfettamente visibile sotto l'acqua cristallina. In un'insenatura riparata, un piccolo molo si protendeva da un grumo di case basse dalle tinte allegre: verdolino, azzurro, rosa. In mezzo spuntavano agavi, bougainville, piante di fico.
Niente dava l'idea di una prigione.
A differenza di Luisa, questa era la quarta volta che Paolo veniva sull'Isola e la odiava. Ne detestava l'odore, i ricci neri che punteggiavano nitidi gli scogli sotto il pelo dell'acqua, i colori pastello delle case. Potevano i visitatori di un carcere speciale essere accolti dalla bellezza del creato? Sì, potevano. E questo era inganno, crudeltà, stortura.

inviato il 18/11/2012
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Partecipo al minigioco del 18 novembre http://scrivi.10righedailibri.it/10-righe-dalla-magica-ichnusa

Più alto del mare

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Francesca Melandri
Più alto del mare
Rizzoli romanzo 2012
10 righe da pagina 109:

“Solo l'anno prima, quando con un'azione militare efficace e spietata era stato rapito lo statista e uccisa la sua scorta, in tanti pensarono che nel Paese sarebbe scoppiata, la rivoluzione. Non fu così. A quanto stava succedendo fu dato un altro nome: violenza. E il Paese ne pianse le vittime.
Così Paolo si spiegava le cose. Era semplice, in fondo. Quando alla parola corrisponde la cosa, si sta facendo la Storia. Ma se c'è solo la parola, allora è follia. Oppure inganno, mistificazione.”

inviato il 17/11/2012
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Non avevo mai considerato quanto atroce deve essere stato per i parenti dei brigatisti rossi, la duplice sofferenza di vedere i figli, che una volta erano teneri bimbi, nella gabbia degli imputati per aver ucciso poliziotti, uomini comuni, uomini come loro, ed allo stesso tempo sentire l'odio della gente, la rabbia dei parenti delle vittime, come se anche il padre o la madre di un brigatista fossero colpevoli e responsabili delle azioni dei loro figli, come se la sofferenza avesse un'ordine di priorità diverso a seconda di chi la prova e delle cause che l'hanno generata.
Da mamma posso comprendere come vedere un figlio imputato di reati di terrorismo ed omicidio possa essere quasi più doloroso di vederlo morto.

L'incontro

immagine copertina
Michela Murgia
L'incontro
Einaudi 2012
10 righe da pagina 12:

Anche i nonni di Maurizio dopo cena obbedivano a quel richiamo silenzioso, strusciando le sedie all’esterno come tutti gli altri. Misteriosi accordi presi durante il giorno disegnavano la mappatura di crocicchi solo apparentemente spontanei; ciascun adulto portava la propria sedia davanti a una casa concordata, assestandola sul marciapiede e talvolta anche sul ciglio della strada fino a formare una precisa platea. Le sedie basse, arredo nato per il focolare, facevano di quei consessi serali una sorta di prolungamento delle abitazioni, espressione di quelle urbanistiche di fatto che sono possibili solo nei luoghi in cui la casa e la strada non sono ancora realtà diverse e contrapposte, ma sfumature verbali dello stesso significato.

inviato il 17/11/2012
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partecipo a 10 righe dalla magica Ichnusa http://scrivi.10righedailibri.it/lincontro-1

L'incontro

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Michela Murgia
L'incontro
Einaudi 2012
10 righe da pagina 4:

Abbiamo giocato nella stessa strada.
È così che si diventa davvero fratelli a Crabas, che venire dalla stessa madre non ha mai reso parenti neanche i gatti. Benedetto sempre sia il rispetto per la carne della nostra carne, ma la strada e l’averci giocato insieme offre ai bambini una più alta dimensione di parentela, che nemmeno da adulti sarà mai dimenticata. Non c’è niente di intuitivo nella generazione: il sangue segue percorsi torbidi e per questo nessun ragazzino crede davvero che basti condividere il cognome di un padre per rivendicarsi seme comune.

inviato il 17/11/2012
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partecipo a 10 righe dalla magica Ichnusa http://scrivi.10righedailibri.it/lincontro-1

Nel tempo di mezzo

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Marcello Fois
Nel tempo di mezzo
Einaudi
10 righe da pagina 55:

Il cielo sopra di lui era piú rugoso e scuro della crosta di una torbiera. Un cielo impossibile, puzzolente fino alla nausea come la pelle di un pachiderma. Sollevò lo sguardo per fissare quell’ammasso sospeso sulla sua testa e si chiese come facesse a reggersi senza un pilastro che lo distanziasse dal suolo. C’era qualcosa di talmente elementare in quel farsi e mescolarsi di elementi gassosi, terrosi, acquosi, che faceva pensare alla notte dei tempi. Sembra il primo cielo della Terra, pensò Vincenzo. Perché era sicurissimo che ci fosse stato un tempo in cui un umano si era dovuto rendere conto di avere un cielo su di sé, un istante certo, ma non sono tutte istanti le cose che cambiano il mondo

inviato il 16/11/2012
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partecipo a 10 righe dalla magica Ichnusa http://scrivi.10righedailibri.it/nel-tempo-di-mezzo-3

Nel tempo di mezzo

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Marcello Fois
Nel tempo di mezzo
Einaudi
10 righe da pagina 250:

Fuori regna la notte piú silenziosa che si sia mai vista. L’inverno ha stordito qualunque forma di vita, ha frantumato ogni tentativo di resistenza e ha ridotto qualsiasi cosa a un mutismo che instupidisce. Quel corpo appeso ha raggiunto la stabilità. È possibile che, nella solitudine, giorni prima, ore prima, abbia oscillato in modo convulso, poi sempre piú lentamente, fino a fermarsi, come se la vita esteriore avesse preferito esercitare il suo potere contro la vita interiore che se n’era andata col respiro.

inviato il 16/11/2012
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2012

Anno di edizione?

partecipo a 10 righe dalla magica Ichnusa + link http://scrivi.10righedailibri.it/10-righe-dalla-magica-ichnusa

Accabadora

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Michela Murgia
Accabadora
Einaudi 2009
10 righe da pagina 145:

Gli occhi della vecchia furono i soli a vedere che dal cesto delle ciliegie di Aritzo un pugno di frutti neri spariva tra le pieghe del vestitino di Maria, nel segreto di una tasca bianca. Su quel volto infantile Tzia Bonaria non vide comparire né vergogna né consapevolezza, come se l’assenza di giudizio fosse il giusto contrappasso della sua di-chiarata invisibilità. Le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge.

inviato il 16/11/2012
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Grazie, mi sa che sono un po' in anticipo per questo gioco.... Parte domani!

Giusy benvenuta! :)

Poco o niente

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Giampaolo Pansa
Poco o niente
Rizzoli 2011
10 righe da pagina 8:

“La grande paura del Duemila è di ritornare poveri. È il timore nuovo che leggo negli occhi di molte persone. E che affiora sempre più spesso anche dalle loro parole, non appena si comincia ad accennare al futuro.
Tanti genitori si chiedono quale sarà la vita che attende i loro figli. A volte m’imbatto in nonni angosciati da quanto potrà accadere ai nipoti. Sono pochi quelli che non si fanno domande. E sostengono di non provare nessuna di queste ansie. Li ascolto con un pizzico di invidia perché non hanno i dubbi che, al contrario, inseguono anche me.”

inviato il 21/11/2012
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Più alto del mare

immagine copertina
Francesca Melandri
Più alto del mare
Rizzoli romanzo 2012
10 righe da pagina 109:

“Solo l'anno prima, quando con un'azione militare efficace e spietata era stato rapito lo statista e uccisa la sua scorta, in tanti pensarono che nel Paese sarebbe scoppiata, la rivoluzione. Non fu così. A quanto stava succedendo fu dato un altro nome: violenza. E il Paese ne pianse le vittime.
Così Paolo si spiegava le cose. Era semplice, in fondo. Quando alla parola corrisponde la cosa, si sta facendo la Storia. Ma se c'è solo la parola, allora è follia. Oppure inganno, mistificazione.”

inviato il 17/11/2012
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Non avevo mai considerato quanto atroce deve essere stato per i parenti dei brigatisti rossi, la duplice sofferenza di vedere i figli, che una volta erano teneri bimbi, nella gabbia degli imputati per aver ucciso poliziotti, uomini comuni, uomini come loro, ed allo stesso tempo sentire l'odio della gente, la rabbia dei parenti delle vittime, come se anche il padre o la madre di un brigatista fossero colpevoli e responsabili delle azioni dei loro figli, come se la sofferenza avesse un'ordine di priorità diverso a seconda di chi la prova e delle cause che l'hanno generata.
Da mamma posso comprendere come vedere un figlio imputato di reati di terrorismo ed omicidio possa essere quasi più doloroso di vederlo morto.

Ave Mary

immagine copertina
Michela Murgia
Ave Mary
Tradotto da /
Einaudi 2011
10 righe da pagina 124:

Nel Novembre del 2008 in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne,le onlus Telefono donna,in quanto associazione che si occupa di supportare le vittime,commissionò una campagna pubblicitaria che fece molto discutere.Il manifesto raffigurava una donna quasi nuda distesa su un letto con le braccia allargate,i palmi stesi e i piedi incrociati nella tradizionale posizione del Crocifisso.il corpo della donna era esanime,magrissimo e statico,e non era sessualmete provocante:le forme del seno erano così scarne che se non avesse avuto i capelli lunghi la si sarebbe potuta scambiare per un ragazzo. Sui fianchi aveva lo stesso panno proprio candido dell'iconografia tradizionale che copre l'inguine di Gesu' in croce,e proprio sul panno era sovraimpressa la domanda:"Chi paga per i peccati dell'uomo?"

inviato il 17/11/2012
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Davvero!!!

O.K. impressionante.

Diana, Cupido e il Commendatore

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Bianca Pitzorno
Diana, Cupido e il Commendatore
A. MONDADORI 1994
10 righe da pagina 294:

Anche signora Ninetta era la prima volta che metteva piede in Continente, perché quando si era sposata quell'altra volta con lo stagnino, erano così poveri che si erano potuti permettere solo un pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Valverde. E adesso era contenta ed eccitata come una bambina, entusiasta di ogni novità, persino del fatto di dover passare la dogana.
Mentre le facevano col gesso la solita croce sulla valigia a Diana tornò in mente la rabbia di Prisca nelle stesse circostanze: “Ma veniamo dall'Italia anche noi!”.
“Sì, ma avete attraversato acque territoriali francesi.”
Come se uno potesse dare appuntamento nel cuore della notte a un motoscafo di contrabbandieri per farsi passare, sporgendosi pericolosamente dal parapetto, tra gli spruzzi di schiuma dei cavalloni, due boccette di profumo e tre formaggi francesi.

inviato il 17/11/2012
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La solitudine dei numeri primi

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Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
A. MONDADORI 2008
10 righe da pagina 129:

I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come gli tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci.

inviato il 17/11/2012
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L'incontro

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Michela Murgia
L'incontro
Einaudi 2012
10 righe da pagina 12:

Anche i nonni di Maurizio dopo cena obbedivano a quel richiamo silenzioso, strusciando le sedie all’esterno come tutti gli altri. Misteriosi accordi presi durante il giorno disegnavano la mappatura di crocicchi solo apparentemente spontanei; ciascun adulto portava la propria sedia davanti a una casa concordata, assestandola sul marciapiede e talvolta anche sul ciglio della strada fino a formare una precisa platea. Le sedie basse, arredo nato per il focolare, facevano di quei consessi serali una sorta di prolungamento delle abitazioni, espressione di quelle urbanistiche di fatto che sono possibili solo nei luoghi in cui la casa e la strada non sono ancora realtà diverse e contrapposte, ma sfumature verbali dello stesso significato.

inviato il 17/11/2012
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L'incontro

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Michela Murgia
L'incontro
Einaudi 2012
10 righe da pagina 4:

Abbiamo giocato nella stessa strada.
È così che si diventa davvero fratelli a Crabas, che venire dalla stessa madre non ha mai reso parenti neanche i gatti. Benedetto sempre sia il rispetto per la carne della nostra carne, ma la strada e l’averci giocato insieme offre ai bambini una più alta dimensione di parentela, che nemmeno da adulti sarà mai dimenticata. Non c’è niente di intuitivo nella generazione: il sangue segue percorsi torbidi e per questo nessun ragazzino crede davvero che basti condividere il cognome di un padre per rivendicarsi seme comune.

inviato il 17/11/2012
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Il libro è ...

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Staff 10 righe dai libri
Il libro è ...
Giochi 10 righe 2012

Cos'è per voi un libro, quali emozioni e pensieri vi scatena?
Il libro è ... vuole entrare nel cuore di voi lettori.
:)

TEMPI e MODI
- Scrivete nei commenti una frase (massimo 3 righe).
- La frase deve iniziare (potete scegliere) con: Il libro ..., Un libro ..., I libri ..., Leggere ..., Sfogliare ... .
- Potete partecipare sempre e più volte perché i pensieri sui libri infiniti: qui raccoglieremo tutti i vostri.
- A sorpresa assegneremo periodicamente un Libro Incentivo
- Alcune frasi verranno pubblicate anche su scrivi.10righedailibri.it abbinate a un'immagine.
Se la vostra immagine ben rappresenta il pensiero inviatela a info@10righedailibri.it indicando la fonte.

Ora viaaa!
Il libro è ...

inviato il 01/03/2012
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Un libro è un giubbotto antiproiettile, una scialuppa di salvataggio, un indispensabile paracadute di riserva (ovviamente bisogna ricordarsi di aprirlo...)

Leggere ci insegna ad ascoltarci

I libri sono come la luce, delle lucciole nella notte.

I libri sono necessari all'uomo così come sono necessari i sogni.

I libri ci fanno sognare e i sogni aiutano a vivere.

Leggere un libro significa esplorare la propria passione!

Il libro è una parte importante della sapienza ,una fonte d'educazione ,di ricchezza spirituale .Ogni libro m'insegna qualcosa .

I libri raccontano quello che io non riesco ad esprimere. Finché ci sarà qualcuno che scrive, i miei pensieri saranno liberi.

il libre è l'amico fedele che è sempre con te,condividendo momento belli e meno belli senza chiedere nulla in cambio...

Il libro ci fa sentire meno soli...

Nel tempo di mezzo

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Marcello Fois
Nel tempo di mezzo
Einaudi
10 righe da pagina 55:

Il cielo sopra di lui era piú rugoso e scuro della crosta di una torbiera. Un cielo impossibile, puzzolente fino alla nausea come la pelle di un pachiderma. Sollevò lo sguardo per fissare quell’ammasso sospeso sulla sua testa e si chiese come facesse a reggersi senza un pilastro che lo distanziasse dal suolo. C’era qualcosa di talmente elementare in quel farsi e mescolarsi di elementi gassosi, terrosi, acquosi, che faceva pensare alla notte dei tempi. Sembra il primo cielo della Terra, pensò Vincenzo. Perché era sicurissimo che ci fosse stato un tempo in cui un umano si era dovuto rendere conto di avere un cielo su di sé, un istante certo, ma non sono tutte istanti le cose che cambiano il mondo

inviato il 16/11/2012
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Nel tempo di mezzo

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Marcello Fois
Nel tempo di mezzo
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Fuori regna la notte piú silenziosa che si sia mai vista. L’inverno ha stordito qualunque forma di vita, ha frantumato ogni tentativo di resistenza e ha ridotto qualsiasi cosa a un mutismo che instupidisce. Quel corpo appeso ha raggiunto la stabilità. È possibile che, nella solitudine, giorni prima, ore prima, abbia oscillato in modo convulso, poi sempre piú lentamente, fino a fermarsi, come se la vita esteriore avesse preferito esercitare il suo potere contro la vita interiore che se n’era andata col respiro.

inviato il 16/11/2012
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2012

Anno di edizione?

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Più alto del mare

Più alto del mare 5 years 47 settimane fa

Più alto del mare

Più alto del mare 5 years 48 settimane fa

Non avevo mai considerato quanto atroce deve essere stato per i parenti dei brigatisti rossi, la duplice sofferenza di vedere i figli, che una volta erano teneri bimbi, nella gabbia degli imputati per aver ucciso poliziotti, uomini comuni, uomini come loro, ed allo stesso tempo sentire l'odio della gente, la rabbia dei parenti delle vittime, come se anche il padre o la madre di un brigatista fossero colpevoli e responsabili delle azioni dei loro figli, come se la sofferenza avesse un'ordine di priorità diverso a seconda di chi la prova e delle cause che l'hanno generata.
Da mamma posso comprendere come vedere un figlio imputato di reati di terrorismo ed omicidio possa essere quasi più doloroso di vederlo morto.

L'incontro

L'incontro 5 years 48 settimane fa

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L'incontro

L'incontro 5 years 48 settimane fa

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Il libro è ...

Il libro è ... 5 years 48 settimane fa

Il libro é l'unico modo che abbiamo di vivere e morire infinite volte.

Una porta di libri

Una porta di libri 5 years 48 settimane fa

Acqua buia - Joe R. Lansdale (Einaudi)

Caro libro, grazie!

Caro libro, grazie! 5 years 48 settimane fa

Caro libro, il più grande rimpianto della mia vita é che non mi basterà mai il tempo a mia disposizione su questa terra per leggere tutto ciò che di bello, nobile, straordinario, avvincente, commovente, divertente, intrigante, interessante gli uomini hanno scritto meritando così l'unica eternità loro concessa.

Nel tempo di mezzo

Nel tempo di mezzo 5 years 48 settimane fa

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Nel tempo di mezzo

Nel tempo di mezzo 5 years 48 settimane fa

2012

Nel tempo di mezzo 5 years 48 settimane fa

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