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Pagina di annamar

NORWEGIAN WOOD TOKYO BLUES

immagine copertina
Haruki Murakami
NORWEGIAN WOOD TOKYO BLUES
Einaudi Tascabili

La ragione per cui di sera la bandiera dovesse essere abbassata non l'ho mai capita. Anche di notte la nazione continua a esistere, e ci sono tante persone che lavorano.
Operai delle ferrovie, autisti di taxi, entraîneuses, pompieri di turno, vigilanti; il fatto che tutte queste persone che lavorano di notte dovessero essere private della protezione della bandiera, mi sembrava un po' discriminatorio.
Non che si trattasse di una questione tanto importante.
Era quel tipo di cose che la gente non prende nemmeno in considerazione.

inviato il 10/12/2012
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Benvenuta Martina :)
Nome del traduttore, anno di edizione e numero della pagina da cui hai tratto la citazione?

Tutti i racconti

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Edgar Allan Poe
Tutti i racconti
Tradotto da Giuseppe Sardelli
Sugar 1963
10 righe da pagina 258:

Uomini si affaccendarono intorno alla tomba nella quale giacevo al buio. Tirarono su l'umida terra. Sulle mie ossa che si stavano sfacendo, discese la bara di Una.
E adesso tutto era di nuovo vuoto. Quella luce nebulosa si era spenta. Quel debole fremito vibrando si era risolto in quiete. Erano passati molti lustri. La polvere era ritornata alla polvere. I vermi non avevano più cibo. Il senso dell'essere alla fine era completamente scomparso, e al suo posto, al posto di tutte le cose, regnavano, eterni sovrani, gli autocrati Tempo e Spazio. Per quello che non era, per quello che non aveva forma, per quello che non aveva pensiero, per quello che non aveva sensibilità, per quello che non aveva anima, per quello che la materia non formava, per tutto questo nulla, per tutta questa immortalità, patria era ancora la tomba, e compagne le ore divoratrici.

inviato il 14/12/2012
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Il brano è tratto dal racconto, che in realtà è un dialogo, intitolato "Monos e Una".

IL VAGABONDO

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KHALIL GIBRAN
IL VAGABONDO
Tradotto da Isabella Farinelli
Oscar Mondadori 2004
10 righe da pagina 5:

Un giorno Bellezza e Bruttezza si incontrarono sulla riva del mare. E dissero l'una all'altra, "Facciamo il bagno nel mare". Si svestirono e notarono nell'acqua. E dopo un poco Bruttezza tornò indietro sulla riva e si vestì di bellezza e camminò per la sua strada. Anche bellezza venne fuori dal mare, e non trovò le sue vesti, e lei era troppo timida per rimanere nuda, perciò indossò le vesti di bruttezza. E bellezza andò per la sua strada. E ancora oggi uomini e donne scambiano l'una per l'altra. Eppure c'è qualcuno che ha visto il viso di Bellezza, e la riconoscono nonostante i suoi abiti. E c'è qualcuno che riconosce il viso di Bruttezza, e l'abito non la nasconde dai loro occhi.

inviato il 05/12/2012
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Grande saggezza di Khalil.....

Si Valentina 10 righe veramente Stupende di Gibran... :)

bellissime righe *_*

Aggiunta :)

Ops!!! mi sono dimenticata la Traduzione Isabella Farinelli.

La favola di Amore e Psiche

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Apuleio
La favola di Amore e Psiche
Tradotto da Gabriella D'Anna
Newton Compton 2011

PSICHE INCONTRA IL DIO PAN pag.95
-Psiche, prostrata a terra, cercava di seguire con gli occhi il volo dello sposo fin dove poteva, e intanto sfogava l'angoscia del suo animo con lamenti disperati.
Poi, quando il movimento delle ali portò via Cupido nella profondità dello spazio e lo rese invisibile, lei si gettò giù a capofitto dalla sponda del fiume vicino.
Ma il fiume gentile,certamente in omaggio a quel dio che sa dar fuoco perfino alle acque, e temendo anche per sé, subito l'avvolse tra le sue onde senza farle alcun male e la depose sopra la riva erbosa e cosparsa di fiori.
Per caso si trovava lì, seduto sul ciglio del fiume, il rustico dio Pan che teneva fra le sue braccia la sua dea montanina Eco e le insegnava a ripetere cantando le ariette più svariate.
Il dio caprigno, chiamando la povera Psiche affranta e sfinita, non ignaro del resto di quello che era successo,cercava di consolarla con parole carezzevoli.

inviato il 15/12/2012
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In attesa del buio

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Marcello Parsi
In attesa del buio
Simple 2012
10 righe da pagina 79:

"Conosci bene Piombino" commentò mia moglie lievemente sorpresa. "Però noi due insieme non ci siamo mai stati."
"Ero molto giovane e ancora non c'eravamo incontrati. E' stato il mio primo viaggio. Avevo appena letto il poemetto latino 'De reditu suo' di Rutilio Namaziano e mi avevano molto incuriosito i versi in cui descrive le rovine di Populonia - l'antica Piombino - e riflette amaramente sulla caducità delle cose umane. Ricordo a memoria la parte finale... eccola: Non si possono riconoscere i monumenti del passato, il tempo ingordo ha divorato le mura grandiose; restano solo delle tracce in mezzo ai muri diroccati, le case giacciono sepolte da ingenti rovine. Non dobbiamo lamentarci che i nostri corpi si dissolvano: da questi esempi ci accorgiamo che anche le città possono morire."

inviato il 15/12/2012
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Al poemetto latino "De reditu suo" mi sono ispirato per la prima metà del mio romanzo "La terra dell'ultima nebbia".
Per quello che riguarda "In attesa del buio", devo precisare a chi sia rimasto disorientato dall'alternarsi dei periodi storici, che in questo romanzo s'intrecciano due diversi fili narrativi: uno ambientato nel I secolo d.C. e un altro alla fine del diciottesimo secolo.

Racconti brevi e straordinari

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Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares
Racconti brevi e straordinari
Tradotto da Giovanni Mariotti
Franco Maria Ricci 1973
10 righe da pagina 21:

CICERONE - DE DIVINATIONE I,46
Storia di Cecilia

- Ho udito Lucio Flacco,sommo sacerdote di Marte, narrare questa storia : Cecilia, figlia di Metello, voleva accasare la figlia di sua sorella , e secondo l'antica usanza , si reccò a un sacello per chiedere un presagio.
La fanciulla stava in piedi e Cecilia seduta, e passò un bel pezzo senza che si sentisse una sola parola.
La nipote si stancò e disse a Cecilia : Lascia che mi sieda un momento. Ma certo, cara, disse Cecilia, ti lascio il mio posto.
Queste parole erano il presagio, perchè Cecilia morì di lì a poco, e la nipote si maritò col vedovo.

inviato il 15/12/2012
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Diario

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Anna Frank
Diario
Tradotto da Arrigo Vita
Einaudi 1977
10 righe da pagina 298:

E' un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte avvicinarsi il rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l'ordine, la pace e la serenità.

inviato il 15/12/2012
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Grazie! E' un grande onore per me... oltre al fatto che a quelle righe sono molto legato: più volte le ho usate come traccia di un tema scolastico. Sono così profonde e coinvolgenti che non sembrano neppure scritte da una ragazzetta così giovane. Ciao, dolcissima Anna!!!

Marcello abbiamo pubblicato le tue 10 righe nell'album http://www.10righedailibri.it/gallery/giorno-della-memoria-27-gennaio/di...

anche se l'ordinem la pace e la serenità non regnano ancora nel nostro mondo, cerchiamo di continuare a vedere il sole con gli occhi innocenti di Anna

Grande piccola Anna!

Vengo via con te

Henry J. Ginsberg
Vengo via con te
Valentina Trentini Editore
10 righe da pagina 172:

Vieni col tuo passo pesante, vieni con il tuo rancore, vieni con il tuo calore, lascia scorrere la pioggia oltre i vetri, lascia che il mare si alzi e sbatta con forza contro le paratie, lascia che i pali ondeggiano nella bufera, che i tralicci crollino del loro peso, lascia che la grandine riempia i pozzi e i camini, che le vallate tremino di gelo, che i fiumi si prosciughino sotto la sferza del sole, che la terra si spacchi e lasci uscire i suoi fiumi.

inviato il 16/12/2012
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Tutti i romanzi

immagine copertina
Jane Austen
Tutti i romanzi
Tradotto da Italia Castellini, Fiorenzo Fantaccini, Elena Grillo, Maria Felicita Melchiorri, Pietro Meneghelli, Riccardo Reim, Natalia Rosi
Newton Compton 2011
10 righe da pagina 36:

“Non sono un lettore di romanzi… Raramente do un’occhiata a un romanzo… Non crediate che legga spesso romanzi… Non male per essere un romanzo.” Questa è la solita solfa. “Cosa state leggendo, signorina?” “Oh, è solo un romanzo!”, risponde la giovane donna posando il libro con indifferenza affettata o addirittura con vergogna. “È solo Cecilia, o Camilla, o Belinda” ovvero, in breve, sono solo opere in cui si dimostrano le più grandi capacità intellettuali, la più profonda conoscenza della natura umana nella più limpida descrizione della sua varietà, la più vivace effusione di spirito e di umorismo, il tutto in un linguaggio scelto e garbato.

inviato il 16/12/2012
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Queste righe sono per festeggiare la grandissima Jane Austen, creatrice di romanzi indimenticabili. Il brano è stato scelto dalle prime pagine de "L'Abbazia di Northanger".

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