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Pagina di ferdy41

Quello che la luce insegna

Anne Michaels
Quello che la luce insegna
Tradotto da Francesca Romana Paci
Giunti 2005
10 righe da pagina 119:

Il linguaggio è la casa con la luce alle finestre,
visibile dai campi. Quando ti avvicini, senti
una musica; più vicino, senti odore
di minestra, foglie d'alloro, pane - cibo per tutti
quelli cui è rimasta solo la propria lingua.
E' un paese; casa; famiglia;
abbandonati; bruciati; interi rami familiari mrti, senza nozze.
Per quelli che non sanno leggere laloro vita per le strade,
o nei gesti e volti di stranieri,
il linguaggio è la casa dove correre;
in notti furiose, cacciati da cani e da altri rumori,
quando ti sei perduto da tempo tanto lungo,
quando non hai dove altro andare.
Ci sono notti nella foresta di parole
che il panico mi prende, ogni passo dentro buio più fitto,
la sola via d'uscita scrivere me stessa fino a una radura,
che è silenzio.
Notti nella foresta di parole
che ho paura di non poterci udire tra noi
al di sopra dello sbattere dei rami, al di sopra
delle nostre due voci che chiamano.

inviato il 23/10/2017
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Le tre del mattino

Gianrico Carofiglio
Le tre del mattino
Einaudi 2017
10 righe da pagina 54:

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

(Kavafis - poeta greco)

inviato il 23/10/2017
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Ciao Ferdy41 sei nella finale di ottobre, 10 righe scelte dalla redazione.

Le tre del mattino

Gianrico Carofiglio
Le tre del mattino
Einaudi 2017
10 righe da pagina 54:

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

(Kavafis - poeta greco)

inviato il 23/10/2017
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E' quel che è

Erich Fried
E' quel che è
Tradotto da Andrea Casalegno
1988 Giulio Einaudi editore – Torino s.p.a. – 1960 – 1985 – 1997 – 2005 – 2014 1988
10 righe da pagina 71:

CONTRAPPESO

Dove
prendere
un contrappeso
per non essere
sbalestrato
e scagliato via
dalla vita?

Tenermi stretto
alle mie poesie?
Tenermi stretto
alla mia dignità?
Tenermi stretto
alla mia solitudine
in questa casa?

inviato il 11/07/2017
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...di me

Romana Pietrantoni Lamastra
...di me
Sottovoce 2001
10 righe da pagina 87:

La vita, giorno dopo giorno,
recitare la parte senza sapere la fine
con umore leggero e quasi per gioco,
non approfondire i problemi,
guardare in superficie
e non voler soffrire.
Affidarsi al vento, al nuovo,
al volo degli uccelli,
non cercare i perché, non ci sono risposte,
puoi solo adattarti a vestiti diversi.

inviato il 17/11/2016
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La vita è anche "leggerezza"...Naty

BASTA COSI'

Wislawa Szymborska
BASTA COSI'
Tradotto da Silvano De Fanti
Adelphi 2012
10 righe da pagina 23:

ALL'AEROPORTO

Si corrono incontro a braccia spalancate,
esclamano: Finalmente! Finalmente!
Entrambi indossano abiti invernali,
cappelli caldi,
sciarpe,
guanti,
scarpe pesanti,
ma solo ai nostri occhi.
Ai loro - sono nudi.

inviato il 07/07/2016
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Poesie

immagine copertina
Jacques Prévert
Poesie
Tradotto da Gian Domenico Giagni
Guanda 1963
10 righe da pagina 119:

Il discorso sulla pace

Verso la fine di un discorso estremamente importante
il grand'uomo di stato inceppandosi
su una bella frase vuota
ne cade dentro
e abbandonato con la gran bocca aperta
ansante
mostra i denti
e la carie dentaria dei suoi pacifici ragionamenti
mette a nudo i nervi della guerra
la delicata question d'argent.

inviato il 06/03/2016
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Poesie

Jacques Prévert
Poesie
Tradotto da Gian Domenico Giagni
Guanda 1963
10 righe da pagina 119:

Il discorso sulla pace

Verso la fine di un discorso estremamente importante
il grand'uomo di stato inceppandosi
su una bella frase vuota
ne cade dentro
e abbandonato con la gran bocca aperta
ansante
mostra i denti
e la carie dentaria dei suoi pacifici ragionamenti
mette a nudo i nervi della guerra
la delicata question d'argent.

inviato il 06/03/2016
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La religione del mio tempo

Pier Paolo Pasolini
La religione del mio tempo
Tradotto da Prefazione di Gianni D'Elia
Garzanti - Gli elefanti 2001
10 righe da pagina 114:

Al principe

Se torna il sole, se discende la sera,
se la notte ha un sapore di notti future,
se un pomeriggio di pioggia sembra tornare
da tempi troppo amati e mai avuti del tutto,
io non sono più felice, nè di goderne nè di soffrirne;
non sento più, davanti a me, tutta la vita...
Per essere poeti, bisogna avere molto tempo;
ore e ore di solitudine sono il solo modo
perché si formi qualcosa, che é forza, abbandono,
vizio, libertà, per dare stile al caos.
...

inviato il 10/09/2015
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Ciao Ferdy41, le tue 10 righe sono nella finale di settembre, 10 righe scelte da Voi utenti :-)

belle righe !

Vista con granello di sabbia

Wislawa Szymboska
Vista con granello di sabbia
Tradotto da A cura di Pietro Marchesani
Adelphi 2003
10 righe da pagina 122:

SORRISI

Il mondo vuol vedere la speranza sul viso.
Per gli statisti diventa d'obbligo il sorriso,
Sorridere vuol dire non darsi allo sconforto.
Anche se il gioco é complesso, l'esito incerto,
gli interessi contrastanti - é sempre consolante
che la dentatura sia bianca e ben smagliante.

Devono mostrare una fronte rasserenata
sulla pista e nella sala delle conferenze.
Un'andatura svelta, un'espressione distesa.
Quello dà il benvenuto, quest'altro si accomiata.
E' quanto mai necessario un volto sorridente
per gli obiettivi e tutta la gente in attesa.

inviato il 02/08/2015
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Il mestiere di vivere

immagine copertina
Cesare Pavese
Il mestiere di vivere
Einaudi 1973
10 righe da pagina 24:

18 dicembre
Ma allora, se il punto delle mie poesie sta nella sentenza, variamente espressa o dissimulata, molte cose che teoricamente ricercavo, le avevo già ottenute. Il che, tra l'altro, dev'essere inequivocabilmente vero, se è vero che ho già composto qualche poesia che tocca il definitivo. Per esempio, ecco ottenuto il giudizio morale sulle cose di questo mondo, ecco la serietà di ragioni, ecco la rivincita sulla sensualità mera. Ecco l'universalità del mondo interiore espresso, che io temevo fosse un puro gioco letterario. Ecco tutto, insomma. Oggi è veramente la giornata bianca.

inviato il 27/09/2017
Nei segnalibri di:

Borgo Vecchio

immagine copertina
Giosuè Calaciura
Borgo Vecchio
SELLERIO 2017
10 righe da pagina 9:

Si chiamava Domenico, ma non lo sapeva. Da sempre lo chiamavano Mimmo. Era nato la prima domenica di settembre uscendo da sua madre per i piedi. C'era una pioggia sottile a inzuppare e una nebbiolina profumata di bosco che in quella città non s'era mai vista. Altre nebbie avevano il sopravvento, con la consistenza pesante dei fiumi delle arrostite da strada che il vento dal mare scombinava in vortici ballerini portando odori di carne sin dentro le case di quelli che carne non ne mangiavano mai. E poco si allietavano, un poco si struggevano. Invece quando nacque Mimmo la nebbia aveva la consistenza delle favole. così gli aveva raccontato sua madre.

inviato il 07/07/2017
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Ciao Barbara, sei la finalista settimanale del mese di Luglio, per Te un libro incentivo.
Manda i tuoi dati: libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Barbara, sei nella finale settimanale del mese di Luglio.

E' quel che è

Erich Fried
E' quel che è
Tradotto da Andrea Casalegno
1988 Giulio Einaudi editore – Torino s.p.a. – 1960 – 1985 – 1997 – 2005 – 2014 1988
10 righe da pagina 71:

CONTRAPPESO

Dove
prendere
un contrappeso
per non essere
sbalestrato
e scagliato via
dalla vita?

Tenermi stretto
alle mie poesie?
Tenermi stretto
alla mia dignità?
Tenermi stretto
alla mia solitudine
in questa casa?

inviato il 11/07/2017
Nei segnalibri di:

I MIEI QUADRIFOGLI

Fernanda Pivano
I MIEI QUADRIFOGLI
Frassinelli
10 righe da pagina 11:

Caro Lorenzo, che tenerezza, che riconoscenza pensare che nel tuo mondo stellante di soli e di lune, di alberi e pioggia, hai trovato uno spiraglio per me, voglio dire per questo libro, e lo hai suggerito ai ragazzi tuoi amici.
Sapessi quanto spero che il mio libro non ti abbia deluso, che tu abbia sentito che anche lì ci sono un po' di soli e di lune, un po' di speranze in un mondo migliore, in antichi valori, in abbracci che finiscono le guerre, in una ecologia finalmente rispettata.

inviato il 12/09/2014
Nei segnalibri di:

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Fernanda Pivano nel suo libro "I miei quadrifogli" si rivolge a Lorenzo Cherubini in arte GIOVANOTTI, noto cantante.

L'IDENTITA'

Milan Kundera
L'IDENTITA'
Adelphi
10 righe da pagina 54:

Quello che ho sempre desiderato, fin da quando ero adolescente, forse anche da quando ero piccolo, era una cosa del tutto diversa: era l'amicizia intesa come valore supremo. C'era una frase che mi piaceva ripetere: tra la verità e l'amico, io scelgo sempre l'amico. Lo dicevo per provocazione, ma lo pensava sul serio. Oggi so che é una massima del tutto superata.

inviato il 10/09/2014
Nei segnalibri di:

La geometria dei sentimenti - Lettere d'amore

Leo Ferlan
La geometria dei sentimenti - Lettere d'amore
Tradotto da Diario vincitore del Premio Pieve - Banca Toscana 2008
Terre di Mezzo Editore 2009
10 righe da pagina 89:

Alger, 12 aprile 1953
Miriam mia,
ora che sono tornato, mi sento inselvatichito, irrequieto e
scontento, come una bestia catturata. Se non ci fossero i
libri - questo pane indispensabile per un cervello affamato
-, resterei laggiù nel bled per dei mesi. Ma ho un gran bi-
spgno di carta stampata; é un vizio, un culto che non smet-
terei per nessuna cosa al mondo. Ho bisogno anche di
carta scritta, di carta azzurrina, colle tue iniziali, colla tua
calligrafia, i tuoi pensieri, il tuo affetto. Anche per questo,
torno spesso ad Alger.

inviato il 23/03/2013
Nei segnalibri di:

Le parole per dirlo

Marie Cardinal
Le parole per dirlo
Tascabili Bompiani
10 righe da pagina 220:

Lui avrà pensato che fosse l'idea di quella donna accanto a lui a ferirmi. Ma si sbagliava. Quello che mi sconvolgeva era di immaginare il piacere che aveva provato immergendosi nelle onde, nuotando al largo, lasciandosi asciugare dal sole, sentendo la sabbia sotto i suoi piedi nudi. Ero stata io a fargli scoprire il mare, la spiaggia, il vento caldo, i corpi liberi che si offrono all'acqua e si lasciano accarezzare e portare dalle onde. Lui veniva da un paese freddo dove l'oceano era un campo sportivo, io da un paese caldo dove era voluttà.

inviato il 05/09/2014
Nei segnalibri di:

Un viaggio chiamato vita

immagine copertina
Banana Yoshimoto
Un viaggio chiamato vita
universale economica Feltrinelli
10 righe da pagina 160:

Quando stava bene, il pensiero che un giorno sarebbe morto mi spaventava moltissimo. Ma poi in realtà non è stato così spaventoso. Non è accaduto senza che ce ne rendessimo conto, ma al contrario, la morte è arrivata compostamente, un passo dopo l'altro.
E il mio cane mi ha insegnato una cosa. Morire è sicuramente doloroso, ma anche se il corpo prova dolore, il cuore è vivo sino alla fine, e sino alla fine sa amare.
Gli ultimi giorni sono stati sereni, pieni di una luce stupefacente.

inviato il 10/12/2012
Nei segnalibri di:

Commenti

Interessante! Leggerò anche gli altri.

Si,molto bello...E' il primo che leggo della Yoshimoto,ma mi hanno deto che gli altri sono anche più belli :)

bello !

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Interessante! Leggerò anche gli altri.

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