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Pagina di Natalina

Il Profeta

immagine copertina
Khalil Gibran
Il Profeta
Tradotto da Gian Piero Bona
Tea 1988
10 righe da pagina 27:

I Figli
E una donna che reggeva un bambino al seno domandò: Parlaci dei Figli
Ed egli disse:
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della fame che in se stessa ha la vita.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi.
E non appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri.
Poiché non hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
Poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d'imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
Poiché la vita procede e non s'attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccati lontano.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende, affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell'Arciere;
Poiché, come ama il volo della freccia, così l'immobilità dell'arco.

inviato il 27/03/2017
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Gibran Khalil Gibran nacque il 6.dicembre 1883 a Bishari -Libano
morì il 10 aprile 1931 a Nuova York fu poeta ,filosofo,pittore,e considerato nei paesi d'origine il genio della sua epoca.

Poesie d'amore

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Nazim Hikimet
Poesie d'amore
Tradotto da Joyce Lussu
Arnoldo Mondadori Autore 1991
10 righe da pagina 25:

1942

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

inviato il 21/03/2017
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Amici dello Staff,grazie!!!

Ciao Natalina, sei nella finale settimanale di marzo.

Nazim Hikmet nato: Impero ottomano il 15 gennaio 1902,morto a Mosca -il 3.giugno -1963

Poesie per i giorni di pioggia e sole

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Edmond Jabes
Poesie per i giorni di pioggia e sole
Tradotto da Chiara Agostini
Manni 2002
10 righe da pagina 27:

La bambina e la bambola
Una bambina, che la mamma più non aveva,
amava tanto la sua bambola
che per lei inventò una vita
più felice della propria.
Si adattò alla nuova esistenza
la bambola e senz'alcun rimorso
un giorno la bambina abbandonò.
Bimba bimba piccolina,che potrà mai consolarti?
Il tuo dolore è il dolore del mondo.Le nubi
hanno rapito il sole.Scintillano in cielo
le gocce del tuo pianto
la notte ,quando i bambini dormono e sognano.

inviato il 20/03/2017
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Domani,per noi di questo spazio ...ricordo, che è :"La giornata mondiale della poesia",attraverso la poesia di Edmond Jabes ho iniziato la festa...

Edmond Jabes nato il 16.Aprile 1912 al Cairo Egitto-morì a Parigi il 2.gennaio 1991 dove viveva in esilio perché di famiglia ebraica.

Morte a Pemberley

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Phyllis Dorothy James
Morte a Pemberley
Tradotto da Maria Grazia Griffini
Mondadori 2011
10 righe da pagina 86:

Qui non c'era nessuna cappa di rami intrecciati che incombesse su di loro e la luce della luna, inargentando i trinchi snelli e delicati delle betulle, le trasformava in una visione di grande bellezza, simile più a un sogno che alla realtà.
Finalmente raggiunsero la radura, passando lentamente quasi con soggezione, fra due di quei tronchi slanciati,si ritrovarono di colpo impietriti, muti per l'orrore, di fronte a loro, con i suoi colori crudi un contrasto brutale con la luce soffusa della luna,era apparsa una scena di morte. Nessuno aprì bocca, avanzarono lentamente tutti e tre, come di comune accordo, reggendo alte le lanterne. Il loro vivido fascio di luce, più intenso del delicato fulgore lunare, accentuava il colore rosso vivo della giubba di un ufficiale, la faccia orrendamente imbrattata di sangue e gli occhi stralunati rivolti verso di loro. Il capitano Denny giaceva supino, l'occhio destro coperto di sangue raggrumato, il sinistro vitreo,che fissava senza vedere la luna lontana.

inviato il 13/03/2017
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P.D.James nata UK- Oxford 3.8.1920-m.Oxford 27.11.2014

Un gusto per la morte

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Phyllis Dorothy James
Un gusto per la morte
Tradotto da Ettore Capriolo
Oscar Mondadori 1987
10 righe da pagina 293:

Se Berowne aveva abbastanza buon senso, saliva ogni volta in ascensore a un piano diverso e faceva a piedi il resto della scala, ma il rischio era minimo. Stanmore, nonostante l'abbondanza degli alberi, non era più un villaggio. Non c'erano occhi nascosti dietro le tendine a sbirciare i suoi andirivieni. Se era stato lui a comprarlo per la sua amante, come comodo e anonimo luogo d'incontro, aveva scelto bene, il numero quarantasei era l'appartamento d'angolo all'ultimo piano. Percorsero in silenzio un corridoi coperto da una stuoia sino a una porta bianca senza targhetta. Quando Kate suonò ,lui si chiese se c'era un occhio che li stava guardando attraverso lo spioncino,ma la porta si aprì immediatamente come se la donna fosse lì dietro in attesa. Si fece da parte per invitarli ad entrare. Poi rivolta a Dalgliesh, disse: “Vi stavo aspettando. Sapevo che prima o poi sareste venuti, ora almeno saprò cosa è successo. Sentirò qualcuno pronunciare il suo nome, anche se sarà un poliziotto.” Era pronta a riceverli. Aveva finito di piangere non tutte le lacrime che avrebbe...

inviato il 13/03/2017
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P.D.James nata a Oxford il 3.agosto .1920,morta a Oxford.UK il 27.Novembre 2014.

L'Aleph

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Jorge Luis Borges
L'Aleph
Tradotto da Francesco Tentori Montalto
Feltrinelli 2016
10 righe da pagina 138:

L'attesa
Il signor Villari,al principio,non lasciava la casa;passate alcune settimane prese ad uscire per un poco,all' annottare. Qualche sera entrò nel cinematografo che si trovava tre isolati più avanti.Restò sempre nell'ultima fila,e s'alzava un pò prima della fine dello spettacolo.Vide tragiche storie della malavita che racchiudevano errori,ma anche immagini che avevano appartenutoalla sua vita anteriore;ma Villari non se ne accorse,perché l'idea di una coincidenza tra l'arte e la realtà gli era estranea.Docilmente cercava di far si che le cose gli piacessero;voleva prevenire l'intenzione con cui gli mostravano. a differenza di coloro che hanno letto romanzi,non si vedeva mai come personaggio artistico.Non gli giunse mai una lettera né un foglietto pubblicitario,ma leggeva con imprecisa speranza una sezione del giornale.La sera ,accostava alla porta una delle sedie e sorbiva con gravità il mate,gli occhi sulla pianta rampicante del muro di casa di fronte.Anni di solitudine gli avevano insegnato che i giorni nella memoria,tendono ad uguagliarsi...

inviato il 06/03/2017
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http://scrivi.10righedailibri.it/la-figlia-femmina,Ho scelto ,questo libro ,attraverso 10 righe ,(poche) racchiude il percorso dell'esistenza al femminile.

Si,certamente!!!Grazie a tutti/e-Naty

Ciao Natalina, sei nella finale di marzo, 10 righe settimanali. Ricordati di scegliere 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi 13 marzo a domenica 19 marzo. Riportando qui nei commenti il link. Grazie.

Jorge Luis Borges,nato a Buenos Aires nel 1899-morì a Ginevra nel 1986,è stato tra i massimi scrittori argentini e mondiali.

Lettere a Lucilio

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Seneca
Lettere a Lucilio
Tradotto da A cura di Rosanna Marino
L.E.G.O -Lorenzo Barbera Editore 2011
10 righe da pagina 737:

Seneca saluta il suo Lucilio-Lettera 98 -
1.Non credere che la felicità possa dipendere dal benessere materiale.poggia su fragili basi chi è contento dei beni che vengono dall'esterno: ogni gioia che viene dal di fuori se ne andrà.quella che invece nasce dal proprio animo è salda e sicura cresce e ci accompagna fino alla morte:tutti gli altri beni ammirati dal volgo durano solo un giorno." E allora ?Non possono essere utili e piacevoli".Chi dice di no?Ma solo se essi dipendono da noi e non noi da essi.
2.Tutte quelle cose che dipendono dalla fortuna possono procurare gioia utilità solo chi le possiede è padrone anche di se stesso e non schiavo di quello che possiede.
Si sbaglia infatti ,Lucilio,chi crede che la fortuna ci dia qualche bene o qualche male:ci dà la materia del bene e del male e i principi di quelle cose che noi trasformeremo in male o bene.L'animo infatti è più forte di ogni fortuna e guida la sua condotta verso una delle due parti ed è la causa della sua felicità o della sua infelicità.

inviato il 27/02/2017
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Lucio Anneo Seneca:data di nascita :4 a.Cristo-Cordova Spagna-
data di morte -65-dopo Cristo.Roma

La casa dei Krull

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Georges Simenon
La casa dei Krull
Tradotto da Simona Mambrini
Adelphi 2017
10 righe da pagina 81:

La pioggia era visibile solo intorno ai globi bianchi che rischiaravano l'esterno del locale ,più che altro un pulviscolo luminoso subito inghiottito dall'oscurità e che poi si ritrovava per terra ,sul selciato nero e lucido,tranne nella zona riparata dal tendone,che formava un rettangolo chiaro.I musicisti suonavano un valzer viennese con il grossolano sentimentalismo delle orchestrine da caffè,e una coppia vicino a loro,lui con la bombetta e lei a mani giunte su una borsetta dalla chiusura d'argento,passò buona parte della serata immobile ,ad ascoltare. Liesebeth non osava dire nulla.Sentiva che la serata era delicata ,almeno quanto il momento che avevano passato la notte prima alla finestra senza parlare.L'uomo al suo fianco non era mai stato così misterioso e attraente,così temibile.

inviato il 21/02/2017
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Ciao Natalina :-)

Georges Simenon (Liegi ,1903-Losanna,1989)

IO non mi chiamo Miriam

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Majgulll Axelsson
IO non mi chiamo Miriam
Tradotto da Laura Cangemi
Iperborea 2014
10 righe da pagina 88:

Nippon strattonò di nuovo il guinzaglio e per un secondo Miriam credette di cadere,ma poi raddrizzò la schiena e lo seguì sull'erba.Se ne infischiava di quei ridicoli abitanti di Jonkoping che avrebbero voluto introdurre la pena di morte per chi calpestava le aiuole.
Che provassero a fermarla!Allora si che si sarebbe trasformata in Malika,ma una Malika con una sufficiente dose di Miriam dentro da dimostrare quante imprecazioni svedesi aveva fatto sue ,senza mai pronunciarle. Perché gli zingari hanno il dono delle lingue.C'era scritto sul Nordisk familjebok e quindi doveva essere vero. Perché ultima della lista,ma non per questo meno importante-era furibonda pure nei confronti dell'enciclopedia,e in particolare dei bastardi che avevano scritto un certo paragrafo sotto la lettera Z."Quanto al carattere gli zingari ,sono ormai ovunque descritti come indolenti, bugiardi,vendicativi,a volte servili e a volte fastidiosamente impudenti.Tutte caratteristiche che costituiscono una conseguenza naturale della loro vita itinerante,ma in parte o anche di più del loro destino...

inviato il 13/02/2017
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...di essere sempre oggetto di disprezzo e biasimo."

Il nome della rosa

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Umberto Eco
Il nome della rosa
Tradotto da //
La Biblioteca di Repubblica 202
10 righe da pagina 107:

Venanzio parlò di altri libri e Jorge si arrabbiò molto.
Quali libri?
Bencio esitò: "Non ricordo .Cosa importa di quali libri si sia parlato?"
"Importa molto , coi libri ,dei libri, e dunque anche le loro parole sui libri sono importanti."
"E' vero ,"disse Bencio ,sorridendo per la prima volta e quasi illuminandosi in volto.
"Noi viviamo per i libri.Dolce missione in questo mondo dominato dal disordine e dalla decadenza .Venanzio ,che sa...che sapeva molto bene il greco ,disse che Aristotele aveva dedicato specialmente al riso il secondo libro della Poetica e che
se un filosofo di quella grandezza aveva consacrato un intero libro al riso,il riso doveva essere una cosa importante. Jorge disse che molti padri avevano dedicato libri interi al peccato,che è una cosa importante ma cattiva,e Venanzio disse che per quello che lui sapeva Aristotele aveva parlato del riso come cosa buona e strumento di verità,e allora Jorge gli chiese con scherno se per caso lui aveva letto questo libro di Aristotele, e Venanzio disse che nessuno poteva averlo letto,perchè
....

inviato il 06/02/2017
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Bellissimo! Vi ringrazio ,ho provveduto ad inviarvi i miei dati,Natalina

Ciao Natalina, le tue 10 righe sono le finaliste del mese di Febbraio, 10 righe scelte da Voi utenti. Per Te un libro incentivo. Manda i tuoi dati all'indirizzo: libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Natalina, le tue 10 righe sono nella finale di febbraio. 10 righe scelte da voi utenti.

Allo Staff ,segnalo la scelta di Alessandro Montagna -di queste 10 righe ,come richiesto da voi (10 righe dal 6 febbraio al 12 febbraio ) -scusate e grazie!

Ogni tanto ...lo rispolvero...veramente bello,nel pomeriggio Radio Tre,trasmette la lettura ,con la voce di Moni Ovadia, ed è un ascolto interessante.

L'ALLEGORIA DELL'AUTUNNO

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Gabriele d'Annunzio
L'ALLEGORIA DELL'AUTUNNO
IN FIRENZE — PRESSO ROBERTO PAGGI M.DCCC.LXXXX.V
10 righe da pagina 9:

Il munifico sire Autunno, il dio
cui non più la matura uva compone
intorno il nero crin cerchio d'oblío
né come al fauno del selvaggio Edone
alto in man brilla il cembalo giulío
(ben, cingon la sua fronte ardua corone
di gemme e l'occhio cerulo gli langue
profondamente quasi che del sangue
ei nudrisca una lenta passione)
riverso in nube per i vitrei seni
lucida al sole come un rogo ardente,
quali d'árbori forme in rii sereni
vede pender ne l'aria agilemente
i fastigi de' templi, e sciolti ai leni
spirti de l'aria dà la chioma aulente
che il ciel solca, celeste fiume d'oro,
dietro lasciando un fremito sonoro
a cui guardan le turbe umane intente.
Lui seguon pe 'l viaggio, in un corteo
lungo e composto, cento giovinetti.
Han l'arco più che quello d'Odisseo
grande e lunato, in fascio han dardi eletti;
anche han palvesi; e portan su 'l febeo
capo una sorta di vermigli elmetti
ricoprenti la gota, a mo' de' Frigi,
a mo' del biondo cavalier Parigi.

inviato il 29/03/2017
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L'Allegoria dell'Autunno omaggio offerto a Venezia da Gabriele d'Annunzio.

Gabriele d'Annunzio nacque a Pescara nel 1863.

SMAMMA

VALENTINA DIANA
SMAMMA
EINAUDI 2014

Stavo per dirti.
Ma tu hai fatto di nuovo quel segno con la mano a paletta. e per compendio, nel caso non mi fosse stato ancora chiaro, l'hai detto anche a parole. - Smamma, - hai detto.
Io ho richiuso la bocca, ho richiuso la porta.
Però non mi davo pace. Ho ripreso a parlare col naso a un centimetro dal vetro smerigliato. Da dentro potevi vedere una forma tonda e deforme (la mia faccia) con al centro qualcosa che si muoveva ostinata (la mia bocca) dire: "Il fatto è che io non so come fare con te, e ti vorrei ammazzare. Ti voglio bene. Sei mio figlio. Ma se dei marziani venissero a riprenderti e dicessero Tutto bene, è stato un esperimento, è uno di noi, per questo non vi capivate, ce lo riprendiamo, non dico che sarei sollevata: Stapperei una bottiglia di champagne. Questo perché io ti odio. Io ti amo, a volte, non posso negarlo. Ma la maggior parte del tempo io ti odio".
Avevo detto tutto questo quasi limonando con un vetro smerigliato, ma ne era valsa la pena.

inviato il 02/01/2016
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MELODY

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SHARON M. DRAPER
MELODY
Tradotto da ALESSANDRO PERONI
Feltrinelli 2016

Parole.
Sono circondata di parole. Migliaia di parole. Forse milioni.
Cattedrale. Maionese. Melagrana.
Mississippi. Napoletano. Ippopotamo.
Vellutato. Terrificante. Iridescente.
Solletico. Starnuto. Desiderio. Ansia
Le parole mi turbinano intorno da sempre come fiocchi di neve, tutte delicate e diverse, e tutte mi si sciolgono in mano prima che le tocchi.
Dentro di me le parole si ammassano in cumuli enormi. Montagne di frasi, di locuzioni e di idee interconnesse. Espressioni argute. Battute di spirito. Canzoni d'amore.
Fin da quando ero piccolissima le parole per me erano dolci doni liquidi che bevevo come limonata. Potevo quasi sentirne il sapore. Davano sostanza ai miei pensieri e ai miei sentimenti confusi. I miei genitori mi hanno sempre avvolta con i loro discorsi. Si esprimevano con parole e suoni. Mio padre cantava per me. Mia madre mi infondeva forza sussurrandomi all'orecchio.
Quando avevo due anni, tutti i miei ricordi erano associati a parole e tutte le parole avevano un significato.
Ma solo nella mia testa.
Non ho mai detto una parola. Ho quasi undici anni.

inviato il 26/03/2017
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La lucina

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Antonio Moresco
La lucina
Mondadori 2016
10 righe da pagina 142:

Ci sarà qualcuno che ci sta vedendo, da uno di quei pianeti che orbitano attorno a quelle masse di gas incendiato che da lontano ci appaiono stelle bianche, come pensa l'uomo che sono andato a trovare in quella stalla, in mezzo a quelle bestie che hanno viaggiato trasognate nell'iperspazio? Cosa sarà la vita per loro? Perché se ne andranno in giro per l'universo dentro quelle uova di luce senza guscio? La loro vita sarà infelice come la nostra? Anche per loro solo il dolore e il male porteranno distrazione, almeno per qualche istante, all'infelicità? Avranno anche loro quel sogno breve e crudele che è stato chiamato amore?

inviato il 27/03/2017
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Le feste di Billancourt

Nina Berberova
Le feste di Billancourt
Tradotto da Maurizia Calusio
Biblioteca Adelphi 1994
10 righe da pagina 27:

Ivan Pavlovic non camminava, volava, e io volavo dietro a lui. Il cappello gli calzava come meglio non si poteva; il completo blu, la cravatta di colore pallido con un piccolo scarabeo a mo' di spilla e le scarpe marrone nuove di zecca - tutto era di prima qualità. Malgrado tanto chic, neppure da lontano si sarebbe potuto prendere Ivan Pavlovic per uno zerbinotto senza scrupoli o uno sfacciato elegantone, no: tanto la figura che il volto esprimevano una profonda pensosità, la concentrazione del pensiero su un unico oggetto.
All'altezza della Porta ci indicarono una lunga baracca di legno. Entrammo nel cortile.

inviato il 27/03/2017
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Nina Berberova 1901/1993. Questi racconti furono scritti tra il 1928 e il 1934 per un giornale liberal democratico dell'emigrazione russa pubblicato a Parigi. Il primo nr del giornale uscì nel 1920, l'ultimo il 13 giugno 1940 alla vigilia dell'entrata a Parigi dell'esercito tedesco. Tre giorni dopo la sede della redazione fu devastata.

Isaotta Guttadàuro ed altre poesie

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Gabriele D'Annunzio
Isaotta Guttadàuro ed altre poesie
CARABBA EDITORE, LANCIANO 1915
10 righe da pagina 89:

Or tremule, su i mari e su le arene,
crescon ne la lunare alba le imagi:
materïati d’oro alti palagi
e torri ingenti assai più che Pirene.
Salgono scale in luminose ambagi
con inteste di fior lunghe catene.
Come navi in balía de le sirene,
ondeggiano le pendule compagi;
poi che Morgana, in dolce atto giacente
ne ’l letto de la nube solitaria,
quasi ebra di quel suo divin lavoro,
ama, seguendo un carme ne la mente,
cullare de le man languide a l’aria
la città da le mille scale d’oro.

inviato il 27/03/2017
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Gabriele d'Annunzio nacque a Pescara nel 1863.

Le volpi pallide

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Yannick Haenel
Le volpi pallide
Tradotto da Barbara Puggelli
Edizioni Clichy 2015
10 righe da pagina 18:

Ogni volta che salgo in macchina, si sprigiona qualcosa; non accendo il motore, una leggerezza invade i miei gesti, li cancella delicatamente, resto sospeso. È il vuoto? Ci sei, ma allo stesso tempo non esisti più: i passanti ti sfiorano, non ti vedono, sei diventato invisibile.
A ogni modo ogni volta, quando sono al volante dell’auto, la mia mente si apre. È in quel momento che mi capita. Che cosa? Non lo so esattamente, ma quando ti capita hai la netta sensazione che ti stia veramente capitando qualcosa; e pensi perfino che quella sia l’unica cosa che possa capitarti.
Ha un nome tutto questo? Nessuno sa cosa succeda nel vuoto. Personalmente, io lo chiamo l’«intervallo». Non è facile da descrivere: un’ondata di gioia e allo stesso tempo una lacerazione. Non è facile da sopportare: una specie di immenso soffio. Soffoca, libera? Entrambe le cose: è come cadere in un buco, un buco che trascina via.

inviato il 28/03/2017
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Vortici

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Frode Granhus
Vortici
Tradotto da Sara Culeddu
Atmosphere Libri 2016
10 righe da pagina 34:

«Credo che all’inizio in molti pensassero che fosse scivolata per una scarpata o caduta in qualche crepaccio ma, dal momento che non veniva trovata, col tempo qualcuno cominciò a suggerire che forse fosse semplicemente scappata da quella famiglia squilibrata. Se è andata davvero così, capisco che abbia scelto di mantenere il suo stato di persona scomparsa. A cosa mai potrebbe tornare, d’altronde? I genitori sono morti, il fratello è un fantasma che scava e l’altra sorella, la maggiore, va classificata come disabile cognitiva. Non vive lontano da qui e riceve un’assistenza domiciliare quotidiana». «Accidenti che storia». Niklas cominciava già a vedere sbiadire il mito della criminalità di provincia. «È principalmente una storia triste, una storia che non finirà finché il Viandante non ci lascerà».

inviato il 28/03/2017
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Il mare spiegato ai miei nipoti

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Hubert Reeves
Il mare spiegato ai miei nipoti
Tradotto da S. Travagli
Baldini & Castoldi 2016
10 righe da pagina 8:

Sì, il mare è altro da noi. Ed è più forte di noi. Fa parte del nostro mondo, ma allo stesso tempo ci sfugge. Si ha la stessa sensazione osservando il cielo stellato e riflettendo sull’immensità dell’Universo, all’interno del quale il nostro spazio vitale non rappresenta quasi nulla. Solo che il mare è più vicino: è lì, fa parte della storia della Terra, puoi toccarlo, puoi farci il bagno… E soprattutto, fa sognare. Per esempio, quando ero piccola, mi chiedevo dove finisse. Guardo l’orizzonte, lontanissimo, ma sento che il limite non è quello. L’orizzonte non è il bordo di un’immensa piscina, dev’esserci per forza qualcosa al di là; e quando vedo le navi sparire piano piano, anche se so che non sono affondate e nemmeno che sono cadute dall’altra parte, so anche che sono lontane, così lontane che se mi mettessi per mare non riuscirei a raggiungerle. Ho l’impressione che non smetterò mai di chiedermelo: dove finisce il mare?

inviato il 28/03/2017
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Il Profeta

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Khalil Gibran
Il Profeta
Tradotto da Gian Piero Bona
Tea 1988
10 righe da pagina 27:

I Figli
E una donna che reggeva un bambino al seno domandò: Parlaci dei Figli
Ed egli disse:
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della fame che in se stessa ha la vita.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi.
E non appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri.
Poiché non hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
Poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d'imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
Poiché la vita procede e non s'attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccati lontano.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende, affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell'Arciere;
Poiché, come ama il volo della freccia, così l'immobilità dell'arco.

inviato il 27/03/2017
Nei segnalibri di:

Commenti

Gibran Khalil Gibran nacque il 6.dicembre 1883 a Bishari -Libano
morì il 10 aprile 1931 a Nuova York fu poeta ,filosofo,pittore,e considerato nei paesi d'origine il genio della sua epoca.

Poesie d'amore

Poesie d'amore 2 giorni 17 ore fa

Amici dello Staff,grazie!!!

Poesie d'amore 1 week 1 giorno fa

Nazim Hikmet nato: Impero ottomano il 15 gennaio 1902,morto a Mosca -il 3.giugno -1963

Il Profeta

Il Profeta 2 giorni 17 ore fa

Gibran Khalil Gibran nacque il 6.dicembre 1883 a Bishari -Libano
morì il 10 aprile 1931 a Nuova York fu poeta ,filosofo,pittore,e considerato nei paesi d'origine il genio della sua epoca.

Le Occasioni

Le Occasioni 1 week 1 hour fa

Segnalibrone...che bella!

Poesie per i giorni di pioggia e sole

Poesie per i giorni di pioggia e sole 1 week 2 giorni fa

Domani,per noi di questo spazio ...ricordo, che è :"La giornata mondiale della poesia",attraverso la poesia di Edmond Jabes ho iniziato la festa...

Poesie per i giorni di pioggia e sole 1 week 2 giorni fa

Edmond Jabes nato il 16.Aprile 1912 al Cairo Egitto-morì a Parigi il 2.gennaio 1991 dove viveva in esilio perché di famiglia ebraica.

La figlia femmina

La figlia femmina 1 week 4 giorni fa

http://scrivi.10righedailibri.it/la-figlia-femmina...ho scelto queste 10 righe,le mie preferite!!!

L'Aleph

L'Aleph 1 week 4 giorni fa

http://scrivi.10righedailibri.it/la-figlia-femmina,Ho scelto ,questo libro ,attraverso 10 righe ,(poche) racchiude il percorso dell'esistenza al femminile.

L'Aleph 2 settimane 2 giorni fa

Si,certamente!!!Grazie a tutti/e-Naty

Morte a Pemberley

Morte a Pemberley 2 settimane 2 giorni fa

P.D.James nata UK- Oxford 3.8.1920-m.Oxford 27.11.2014

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