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Il lago dei sogni

Quella notte in cui Dio e il demonio se la giocarono alla morra dentro il suo cuore,gli mancarono le parole per le preghiere e per poco non rinsavì di colpo. Itria Panedda Nilis era la donna che aveva sempre sognato e mai avuto... Prima l'ascoltò cantare a lungo, l'accarezzò con lo sguardo, mentre dentro di lui si riaccendeva un fuoco spento da chissà quanto.Poi iniziò a scivolare nel sogno... In quel sogno Itria aveva voce di capinera che cantava ai bordi del suo giardino, tra prugnoli, rose selvatiche, lillà e mandorli in fiore.Nel sogno dimenticò... le caramelle irrancidite,... la sua pazzia...


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Canzoniere

Solo e pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi e lnti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human l'arena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d'alegrezza spenti
di fuor si legge com'io dentro avampi.
sì ch'io mi redo ormai che monti et piagge
et fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch'é celata altrui.
Ma pur sì aspre vie nè sì selvagge
cercar non so ch'Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co llui.


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Le tue righe sono le più segnalibrate, ottieni quindi il libro incentivo! :)
Sab, 21/07/2012 - 16:42- accedi o registrati per inviare commenti
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Prima del futuro

Prima del futuro
Tradotto da Marco Rossari
10righedailibri, Fazi, Giunti 2012
Accanto a una piccola foto di una donna seduta in spiaggia c'é scritto EMMA NELSON JONES. E' sulla trentina, ha i capelli ricci castani e gli occhi castani. Ho un nodo allo stomaco perché mi sembra una faccia familiare.
Troppo familiare.
Quando sposto il mouse sul suo nome, la freccetta bianca si trasforma in una mano. Clicco e lentamente si carica un'altra pagina. Questa volta l'immagine é più grande e ci sono così tante informazioni che non so da dove cominciare... Dice che Emma Nelson Jones ha frequentato il liceo di Lake Forest. E' sposata con un tale Jordan Jones Jr. ed é nata il 24 luglio. Non specifica l'anno, ma il 24 luglio é il mio compleanno...


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Racconti d'incubo

Racconti d'incubo
Tradotto da D. Palladini I. Donfrancesco
Grande tascabili economici Newton 1993
L'ora del vecchio era venuta! Con un urlo alto, aprii la lanterna e balzai nella stanza. Gridò una volta - una volta sola. in un attimo lo trascinai a terra, e gli rovesciai sopra il pesante letto. Allora sorrisi gaiamente, l'impresa era già a buon punto. ma, per molti minuti, il cuore batté ancora con un rumore soffocato...Infine cessò. Il vecchio era morto stecchito. Gli misi la mano sul cuore e ve la tenni molti minuti. Non c'erano pulsazioni. Era morto stecchito. Il suo occhio non mi avrebbe turbato mai più...


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L'ombra del vento

" Benvenuto nel cimitero dei libri dimenticati, Daniel."
"Questo luogo è...un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un'anima, l'anima di chi lo ha scritto e l'anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza..."


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Ciao Rachele! Queste righe danno una voce ai libri...hai il mio segnalibro!
Ven, 27/07/2012 - 15:18- accedi o registrati per inviare commenti
Di nulla Rachele, prima avevo il gattino, ma oggi ho cambiato luk :-) nuovo luk nuovo inizio di gioco qui su 10 righe :-)
Mer, 04/07/2012 - 19:10- accedi o registrati per inviare commenti
Operette morali

Passeggere:- A quale di codesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
Venditore:- Io? Non saprei.
Passeggere:- Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore- No, in verità, illustrissimo.
Passeggere:- E pure la vita é una cosa bella. Non é vero?
Venditore:- Cotesto si sa.......
Passeggere:- Oh, che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe?...O non credete che... chiunque altro...avendo a rifare la stessa vitache avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?.... Quella vita ch'é una cosa bella, non é la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura...


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Le tue righe sono le più segnalibrate del gioco Leopardiamo, ottieni due libri incentivo! :)
Sab, 30/06/2012 - 12:47- accedi o registrati per inviare commenti
... E l'ore... L'ore non passavan mai!

... E l'ore... L'ore non passavan mai!
Ero fanciullo, andavo a scuola: e un giorno
dissi a me stesso: -Non ci voglio andare-
E non ci andai. Mi misi a passeggiare
solo soletto, fino a mezzogiorno.
E così spesso a scuola non andai
che qualche volta da quel triste giorno.
Io passeggiavo fino a mezzogiorno
e l'ore... l'ore non passavan mai...
Pensavo alla mia classe, al posto vuoto,
al registro, all'appello (oh, il nome, il nome
mio nel silenzio!) e mi sentivo come
proteso nell'abisso dell'ignoto...
Infine io mi spingea fino ai giardini
od ai viali fuori di città;
e mi chiedevo: -Adesso chi sarà?
interrogato, Poggi o Poggiolini?
E fra me ripetevo qualche brano
di storia (Berengario... Carlo Magno...
Rosmunda...) ed era la mia voce un lagno
ritmico, un suono quasi non umano...
E quante, quante volte domandai
l'ora a un passante frettoloso; ed era
nella richiesta mia tanta preghiera!
Ma l'ore... l'ore non passavan mai!


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Leggo solo ora questi simpaticissimi versi ... che meraviglia lo scolaretto che viene allo scoperto e senza dirlo si pente di non essere andato a scuola ... :-) segnalibro!
Mer, 27/06/2012 - 18:06- accedi o registrati per inviare commenti
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Che bell'immagine, sono tornato indietro ai tempi delle elementari :-) Bei tempi :-)
Sab, 23/06/2012 - 20:31- accedi o registrati per inviare commenti
Divina Commedia

" E quella a me:" Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria, e ciò sa il tuo dottore.
ma s'a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse.
da quel giorno più non vi leggemmo avante".


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Il sentiero dei nidi di ragno

...Non é come Pin avrebbe voluto, perché importa loro tanto poco, adesso? vorrebbe non aver ancora preso la pistola, vorrebbe tornar dal tedesco e rimetterla al suo posto. - Per una pistola, - dice Miscèl, - non val la pena rischiare. Poi é un modello antiquato. pesante, s'inceppa. ... Pin non sente più niente. ormai é sicuro che non darà loro la pistola, ha i lucciconi agli occhi e una rabbia gli stringe le gengiv. I grandi sono una razza ambigua e traditrice, non hanno quella serietà terribile nei giochi propria dei ragazzi, pure hanno anch'essi i loro giochi, sempre più seri, un gioco dentro l'altro che non si riesce mai a capire quale é il gioco vero. Prima sembrava che giocassero con l'uomo sconosciuto contro il tedesco, adesso da soli contro l'uomo sconosciuto, non ci si può mai fidare di quel che dicono...


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complimenti, con queste 10righe hai vinto il gioco maturarighe!
Ti vengono assegnati 3 libri incentivo e dovrai scegliere a chi assegnare il terzo premio! :)
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Dove nessuno ti troverà

Infante non si era espresso su alcunché, non aveva mostrato interessi o convinzioni, era come un albero: poteva essere scosso dal vento ma rimaneva sempre piantato nello stesso punto...Chiuse gli occhi. Sapeva come pacificare il proprio animo anche nei momenti di maggiore tensione. Sebbene il suo lavoro lo appassionasse, era sempre riuscito a frenare l'impazienza e a trasformarla in uno stato di calma attesa. Purtroppo Evelyne non era con lui. Sua moglie gli mancava, gli mancavano le sue figlie.Loro erano il fulcro della sua vita, uno spazio caldo e rassicurante incuinon poenetravano la violenza...la tristezza... Aprì un libro...


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Di tutte le ricchezze

La tempesta aveva schiantato i rami più deboli, creando geometrie bizzarre e arabeschi arborei. Serpenti, draghi, amadriadi, ragni, idoli decapitati, gomene di navi, profili di mostri crepitanti sotto ogni loro passo.
Lasciarono il sentiero per un varco muschiato, gli alberi si infittirono, la luce cambiava a ogni istante, e da ogni ombra sembrava potesse spuntare uno gnomo cordiale, o la grinfia di una strega.
Michelle procedeva avanti, evitando i grovigli e scavalcando le radici. Il professore ne ammirava il passo elastico, nonchè la grazia e l'agilità dei muscoli sotto la cresta iliaca, specialmente il trocantere e il piriforme.
Insomma, le guardava il culo.


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Devi comunicarlo a librincentivo@10righedailibri.it e scrivere un commento sotto le 10 righe scelte ricordando al vincitore di inviare una mail a librincentivo@10righedailibri.it
Lun, 06/05/2013 - 23:15- accedi o registrati per inviare commenti
Ciao Lara! Le tue 10 righe sono le più segnalibrate della settimana, ti aggiudichi un libro incentivo! :)
Lunedì prossimo dovrai inoltre selezionare la tua citazione preferita fra quelle postate questa settimana :)
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La lunga vita di Marianna Ucrìa

Le parole vengono raccolte dagli occhi come grappoli di una vigna sospesa, vengono spremuti dal pensiero che gira come una ruota di mulino e poi, in forma liquida si spargono e scorrono felici per le vene. E’ questa la divina vendemmia della letteratura? Trepidare con personaggi che corrono tra le pagine, bere il succo del pensiero altrui, provare l’ebrezza rimandata di un piacere che appartiene ad altri. Esaltare i propri sensi attraverso lo spettacolo sempre ripetuto dell’amore in rappresentazione, non è amore anche questo? Che importanza ha che quest’amore non sia mai stato vissuto faccia a faccia direttamente? assistere agli abbracci di corpi estranei, ma quanto vicini e noti per via di lettura, non è come viverlo quell’abbraccio, con un privilegio in più, di rimanere padroni di sè?”


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Dolce come il cioccolato

Diceva che, benché nasciamo con una scatola di cerini dentro di noi, non possiamo accenderli da soli, abbiamo bisogno, come nell'esperimento, di ossigeno e dell'aiuto di una candela. Solo che in questo caso l'ossigeno deve provenire, per esempio, dal fiato della persona amata; la candela può essere un tipo qualsiasi di cibo, di musica, di amore, di parola o di suono che faccia scattare il detonatore e accendere in tal modo uno dei fiammiferi. Per un momento ci sentiremo abbagliati da una intensa emozione. Si produrrà dentro di noi un piacevole calore che con il passare del tempo si andrà affievolendo, lentamente, finché non sopraggiungerà una nuova esplosione a ravvivarlo. Ogni individuo deve scoprire quali sono i detonatori che lo fanno vivere, poiché è la combustione che si produce quando uno di essi si accende a nutrire di energia l'anima. In altre parole, questa combustione è il nostro nutrimento. Se non scopriamo in tempo quali sono i nostri detonatori, la scatola di cerini s'inumidisce e non potremo mai più accendere un solo fiammifero.


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c'è anche il film http://www.youtube.com/watch?v=Vqm8_GjKDBc
Gio, 14/03/2013 - 01:53- accedi o registrati per inviare commenti
Ciao! Hai vinto la classifica settimanale, ricevi un libro incentivo e settimana prossima devi scegliere la tua citazione preferita! :)
- ma sai già tutto, lo dico giusto per pro forma :) -
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Sono rimasta incantata da questo libro, semplicemente bellissimo!
Mar, 05/03/2013 - 09:51- accedi o registrati per inviare commenti
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Il cacciatore di aquiloni

Era cosi che fuggivo dalla freddezza di mio padre, oltre che con Hassan naturalmente: rifugiandomi nei vecchi libri di mia madre. Leggevo di tutto, da Rumi a Victor Hugo, da Saadi a Ian Fleming. Esauriti i libri di mia madre-facendo ben attenzione a evitare quelli noiosi, pero’-,con la mia paghetta cominciai a comprarne uno alla settimana nella libreria vicina al cinema Park, riempiendo delle scatole di cartone quando non ci fu piu’ posto per riporli sugli scaffali. Sposare una donna amante della poesia era una cosa, ma mettere al mondo un figlio che preferiva la lettura alla caccia...be’ non era proprio quello che mio padre aveva desirato. Gli uomini veri non leggono versi e Dio ci scampi da quelli che li scrivono! Gli uomini veri, i ragazzi veri, giocano a calcio, coma Baba quando era giovane. Quella era una passione nobile.


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concordo con elena turtle, ma questo primo romanzo di hosseini mi è rimasto dentro. veramente bello, come anche,e non è cosa del tutto frequente, la sua trasposizione cinematografica.
Mar, 05/03/2013 - 09:08- accedi o registrati per inviare commenti
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Versi di...versi

Quando c'è la notte bruna
ed i venti son tranquilli,
sotto il disco della luna
puoi sentir cantare i grilli.
E' una dolce melodia
che ti prende lì per lì,
che ti dà la nostalgia
e ti culla: cri-cri-cri.
"Dimmi, grillo canterino,
se ho perduto chi partì,
se ritornerà vicino
al mio cuore". "Chi, chi, chi?"
"Posso dirti il mio rimpianto
del bel sogno che svanì?"
Da lontano viene un canto
che risuona: "Di', di', di'."


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POESIE

ARTE POETICA
La musica prima di ogni altra cosa :
e per questo preferisci l'impari,
più vago e solubile nell'aria,
senza nulla in sé che pesi e posi.
E' necessario poi che tu non scelga
le tue parole senza qualche errore:
nulla è più caro della canzone grigia
in cui l'incerto si unisca al preciso.
La musica ancora e sempre !
Il tuo verso sia la cosa che va via,
che si sente fuggire da un'anima in cammino
verso altri cieli e altri amori.
Il tuo verso sia l'avventura buona
sparsa al vento increspato del mattino
che va sfiorando la menta e il timo...
E tutto il resto è letteratura.


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Zadig

Zadig volle consolarsi con la filosofia... ma scoprì ben presto quanto i sapienti fossero pericolosi. Scoppiò una grande disputa su una legge di Zoroastro che proibiva di mangiare carne di grifone.
"Come si può proibire il grifone" dicevano alcuni "se questo animale non esiste?"
"Bisogna pure che esista" ribattevano gli altri "dal momento che Zoroastro non vuole che se ne mangi."
Zadig volle metterli d'accordo tutti, dicendo:
"Se i grifoni esistono, non mangiamoli; se non ci sono, ne mangeremo ancora meno, così tutti obbediremo a Zoroastro."
Uno studioso, che aveva scritto tredici volumi sulle caratteristiche del grifone e che inoltre era anche un grande teurgo, si affrettò ad accusare Zadig davanti a un arcimago, di nome Yebor, il più sciocco dei Caldei e pertanto il più fanatico. Quell'uomo avrebbe fatto impalare Zadig...


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I racconti delle fate

C'era una volta un povero vecchio,che avea gli occhi appannati,duro l'orecchio e deboli le ginocchia.A tavola reggeva a mala pena il cucchiaio;versava il brodo sulla tovaglia, e qualche volta anche se lo facea colar dalla bocca.La moglie del figlio,e il figlio stesso,n'erano a tal segno nauseati che lo relegarono dietro la stufa, dove gli davano da mangiare una misera pietanza in una vecchia scodella di creta. Spesso spesso il vecchio avea le lagrime agli occhi e guardava malinconico verso la tavola.Un giorno,dalle mani tremolanti gli cadde la scodella e si ruppe.La giovane andò in bestia e lo sgridò, nè il pover'uomo osò fiatare, contentandosi di abbassar la testa.Gli fu comprata per due soldi una scodella di legno, e in questa gli si serviva il pasto.Pochi giorni dopo,il figlio e la nuora videro il loro bambino,che aveva solo quattro anni,occupato a raccogliere delle assicelle per terra.Che fai? gli domandò il babbo."Voglio fare una tinozza", rispose il piccino, "per dar da mangiare a te e alla mamma, quando sarete vecchi".


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Commenti
complimenti Giusy le tue righe sono state scelte dalla redazione come le migliori della settimana.
ci devi far avere un recapito a cui far arrivare il libro che hai vinto
libroincentivo@10righedailibri.it
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Vetro

La donna non era Taddea e se ne stava seduta, in atteggiamento afflitto, sull'orno di una panca, di fianco a una bilancia e due sacchi di farina.
Andrea, fermo sulla soglia del magazzino, fu colto dell'improvviso timore di infrangere l'atmosfera malinconica nella quale pareva immersa e che un vestito nero lasciava immaginare fosse dovuta a un lutto.
Accorgendosi della sua presenza, lei scattò in piedi.
"Eccellenza", disse a voce bassa, restando a capo chino.
"Signora, vi prego", le sorrise Andrea.
La sconosciuta alzò il capo e Andrea ne colse all'istante la bellezza, che l'afflizione non riusciva a mortificare. Dapprima gli occhi, grandi, di taglio orientale, dall'iride blu che s'addolciva, verso l'interno, nel grigio azzurro. Occhi lucidi, come chicchi d'uva bagnati, impregnati di dolore recente. Poi le labbra, delicate e generose, da una fossetta raccordava al naso, dritto e proporzionato.


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IL NOVANTATRE'

I popoli,come gli uccelli, non sono attirati da chi li spaventa.
Dal male non può nascere il bene.
Non si abbatte un trono per lasciare in piedi il patibolo.
Mrte ai re e vita alle nazioni!
Abbattiamo pure le corone, ma salviamo le teste.
La rivoluzione abbisogna di concordia e non di terrore.
I principi umani sono mal rappresentati dagli uomini sordi alla clemenza.
Per me, la parola amnistia è la più bella del linguaggio umano.
Io non voglio veder scorrere altro sangue che non sia quello che io offro.
D'altronde, io non so far altro che combattere.
Sono un soldato e basta.
Ma se non siamo capaci di perdono, è meglio rinunciare a vincere.
Durante una battaglia dobbiamo mostrarci nemici inesorabili, dopo la vittoria fratelli.


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Caro libro, grazie!
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Caro libro, grazie!
Cari libri, grazie per aver soddisfatto la mia golosità! Quando vi vedo, mi sento come un bimbo davanti ad una vetrina di caramelle... |
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Caro libro, grazie!
Caro libro, grazie di dare uno scopo alle giornate monotone e grige! |
Il libro è ...
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Il libro è ...
Il libro, come diceva anche sant'Agostino, é un viaggio. Chi non legge resta sempre alla prima pagina, o alla stazione di partenza, senza mai scoprire nulla di nuovo... |
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Il libro è ...
I libri sono un amico, da abbracciare, da portare in borsa, in treno, in albergo, a letto... un amico caro, che ti attende sempre. |
Una porta di libri
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Una porta di libri
"La venturina" di Maria Tarditi, Dalai editore |
Aforismi sui libri
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Aforismi sui libri
Ho scelto questo aforisma:"Le cortesie più piccole - un fiore o un libro - piantano sorrisi come semi che germogliano nel buio" ( Emily Dickinson) |
Questa è poesia
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Questa è poesia
Righe stupende! Vorrei averle sempre davanti agli occhi! |
A l'ouest rien de nouveau
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A l'ouest rien de nouveau
Bellissima la parte finale. a chi non é capitata questa sensazione? |
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A l'ouest rien de nouveau
Bello! |
Sul buon uso della lentezza
|
Sul buon uso della lentezza
Sonnecchiare, non correre, godere il riposo, ma.... vivere, non lasciarsi vivere, vivere pienamente! |























































































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Commenti
Scusate, staff, in questi ultimi tempi non funziona bene qualche collegamento e non ho potuto scrivere sotto il post con quale libro partecipavo. Mi é già capitato, ma si trattava di commenti. Grazie!!!!
Dom, 18/11/2012 - 15:41Partecipo a 10 righe dai libri dalla magica Ichnusa + http://scrivi.10righedailibri.it/10-righe-dalla-magica-ichnusa
Dom, 18/11/2012 - 15:34