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Tutti i racconti (La condanna)

immagine copertina
Franz Kafka
Tutti i racconti (La condanna)
Tradotto da Rodolfo Paoli
Arnoldo Mondadori Editore 1970
10 righe da pagina 153:

Saltò fuori dal portone di casa, traversò le rotaie del tram, spinto irresistibilmente verso l' acqua. Già afferrava la ringhiera come un affamato prende il cibo. La superò con uno slancio da quell' eccellente ginnasta ch' era stato da ragazzo, orgoglio dei genitori. Si trattenne ancora con mani che andavano indebolendosi, intravide tra le sbarre della ringhiera un autobus, che molto facilmente avrebbe soverchiato col suo rumore il tonfo della sua caduta, gridò piano: "Cari genitori, pure vi ho sempre amati" e si lasciò poi cadere giù.
In quel momento sul ponte c'era un interminabile andirivieni di persone e di veicoli.

inviato il 07/12/2010
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Memorie dal sottosuolo

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Fëdor Michajlovič Dostoevskij
Memorie dal sottosuolo
Tradotto da Emanuela Guercetti
Mondadori 2003
10 righe da pagina 1:

Sono un uomo malato... Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche estremamente superstizioso; be', almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono abbastanza colto per non essere superstizioso, ma lo sono.) Nossignori, non voglio curarmi per cattiveria. Ecco, probabilmente voi questo non lo capirete. Be', io invece lo capisco.

inviato il 29/11/2010
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Grazie! Ho messo simbolicamente l' incipit perché di brani significativi nel libro ce ne sono moltissimi.

Strepitoso, il libro archetipo del romanzo moderno.

Le onde

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Virginia Woolf
Le onde
Einaudi
10 righe da pagina 82:

Da sola, io cullo le mie bacinelle, sono la signora della mia flotta. Ma qui attorciglio le nappe della tenda di broccato che ripara la finestra della mia ospite, mi spezzo in tanti pezzi, non sono più una. Che cosa sa Jinny, mentre balla? Di che cosa è sicura Susan, mentre sta china e infila tranquilla alla luce della lampada il filo di cotone bianco nella cruna dell' ago? Dicono sì, dicono no, battono i pugni sul tavolo. Ma io dubito, tremo, vedo l' ombra del biancospino selvatico vacillare nel deserto.

inviato il 30/04/2012
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E' un libro stupendo che ho amato tantissimo di un' autrice unica.

mi unisco al bentornato di 10rige:)

Micheleee! ci mancavi... :))

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

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Mark Haddon
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
Tradotto da Paola Novarese
Mondolibri su licenza Einaudi 2003
10 righe da pagina 31:

-Penso che non vedrai più tua madre per un po', - disse.
Pronunciò queste parole senza guardarmi. Continuava a tenere gli occhi fissi sulla finestra.
Di solito le persone mi guardano quando parlano con me. So che stanno cercando di intuire quello che mi passa per la testa, ma sono io invece che non riesco a capire cosa stanno pensando. E' come stare in una stanza con un vetro specchiato, uguale a quelli che si vedono nei film di spionaggio. Invece mi piaceva, il fatto che mio padre mi parlasse senza guardarmi.
-Perché no?- domandai.
Rimase in silenzio a lungo prima di rispondermi, poi disse: -Tua madre è in ospedale.

inviato il 10/12/2010
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Q

Luther Blisset
Q
Einaudi

Sono stato tra questi. Dalla parte di chi ha sfidato l'ordine del mondo. Sconfitta dopo sconfitta abbiamo saggiato la forza del piano. Abbiamo perso tutto ogni volta, per ostacolarne il cammino. A mani nude, senza altra scelta. Passo in rassegna i volti a uno a uno, la piazza universale delle donne e degli uomini che porto con me verso un altro mondo. Un singulto squassa il petto, sputo fuori il groviglio. Fratelli miei, non ci hanno vinti. Siamo ancora liberi di solcare il mare.

inviato il 08/12/2010
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'a livella poesie napoletane

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ANTONIO DE CURTIS
'a livella poesie napoletane
Fausto Fiorentino editrice 1988
10 righe da pagina 12:

"QUI DORME IN PACE IL NOBILE MARCHESE SIGNORE DI ROVIGO E DI BELLUNO ARDIMENTOSO EROE DI MILLE IMPRESE MORTO L'11 MAGGIO DEL '31". 'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto... sotto 'na croce fatta 'e lampadine; tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto: cannele, cannelotte e sei lumine. Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore nce steva 'n'ata tomba piccerella, abbandunata, senza manco un fiore; pe' segno, sulamente 'na crucella. E ncoppa 'a croce appena se liggeva: "ESPOSITO GENNARO NETTURBINO" Guardannola, che ppena me faceva stu muorto senza manco nu lumino! Questa è la vita! 'Ncapo a me penzavo... chi ha avuto tanto e chi nun ave niente! Stu povero maronna s'aspettava ca pure all'atu munno era pezzente?

inviato il 08/12/2010
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Proprio così! E' utilissima per la vita! Altro che andar a farsi leggere la mano!

La grande smorfia napoletana, uno spaccato di vita che fa sorridere e riflettere insieme, comunque e sempre!!!

Un'unica livella per mettere tutti sullo stesso piano!!!

Il pezzo che preferisco è questo:" Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore nce steva 'n'ata tomba piccerella, abbandunata, senza manco un fiore". Mi fa sorridere, mi dà allegria....

La tomba di un ricco signore si sente umiliata dalla vicinanza di una tomba povera: veramente la morte uguaglia tutti!"

Anche il vernacolo é efficace ad esprimere oncetti universali!

Quanta ironia!

Leggerlo, per abbassare le proprie ambizioni!

Totò ha detto grandi verità!

La morte rende tutti uguali e il grande Antonio de Curtis l'ha espresso in modo straordinario!

Il ladro di merendine (da Il commissario Montalbano, le prime indagini)

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10 righe da pagina 477:

Rimase solo, Livia era andata a distendersi allato a Francois. Montalbano, non sapendo che fare, andò ad assittarsi nella verandina. In cielo, si stava svolgendo una specie di duello tra gabbiano; sulla spiaggia una coppietta passeggiava, ogni tanto si scambiavano un bacio, ma stancamente, come per obbeddire a un copione. Ritrasì dintra, pigliò l'ultimo romanzo del pòviro Bufalino, quello del fotografo cieco, tornò a sedersi nella verandina. Taliò la copertina, il risvolto, lo richiuse. Non arrinisciva a concentrarsi. Sentiva crescere in lui, lentamente, un acuto disagio. E a un tratto ne capì la ragione. Ecco, quello era un assaggio, un anticipo dei quieti, familiari, domenicali pomeriggi che l'attendevano, magari non più a Vigàta ma a Boccadasse. Con un bambino che, svegliandosi, l'avrebbe chiamato papà invitandolo a giocare con lui...
La botta di panico lo pigliò alla gola.

inviato il 08/12/2010
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Tutti i racconti (La condanna)

immagine copertina
Franz Kafka
Tutti i racconti (La condanna)
Tradotto da Rodolfo Paoli
Arnoldo Mondadori Editore 1970
10 righe da pagina 153:

Saltò fuori dal portone di casa, traversò le rotaie del tram, spinto irresistibilmente verso l' acqua. Già afferrava la ringhiera come un affamato prende il cibo. La superò con uno slancio da quell' eccellente ginnasta ch' era stato da ragazzo, orgoglio dei genitori. Si trattenne ancora con mani che andavano indebolendosi, intravide tra le sbarre della ringhiera un autobus, che molto facilmente avrebbe soverchiato col suo rumore il tonfo della sua caduta, gridò piano: "Cari genitori, pure vi ho sempre amati" e si lasciò poi cadere giù.
In quel momento sul ponte c'era un interminabile andirivieni di persone e di veicoli.

inviato il 07/12/2010
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IN TUTTI I SENSI COME L'AMORE

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SIMONA VINCI
IN TUTTI I SENSI COME L'AMORE
EINAUDI 1999

<< Mi avvolgo col silenzio come se fosse una soffice coperta di panno. Mi ci rotolo dentro, gli occhi chiusi e i pugni stretti. Più ascolto, più i rumori, anche quelli minimi, si allontanano e si disfano. Gomitoli di polvere nera che si sfaldano al vento. Mi addormento, come facevo da bambina, in un tempo che è diffici...le ricordare altro che così: sensazioni confuse e tutte di pelle. Il corpo ricorda le cose - l'amore, le persone, il tempo - meglio dell'anima. Si porta dietro, e dentro, tutto. Resiste a ogni bufera, la memoria del corpo. Tenace come sanno esserlo anche gli alberi, le rocce. Mi è sempre piaciuto scrivere lettere. Le parole sono un corteggiamento violento. Entrano dentro la carne di chi legge. Le parole scritte fanno paura. Ho sempre pensato che quando si scrive venga fuori il ritmo dell'anima; quando si parla si mente, quando si scrive no. Non è possibile. E' come tirare fuori da sé qualcosa di vitale e spaventoso, come un organo spiaccicato sulla carta. Incartare un fegato e spedirlo, questo è scrivere lettere. >>

inviato il 07/12/2010
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Le parile scritte fanno paura...ma che POTERE, hanno...

già....vero ora solo sms e mail!!!!

"Incartare un fegato e spedirlo, questo è scrivere lettere"...Peccato che ormai quasi nessuno lo faccia più...

Tenera è la notte

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Francis Scott Fitzegerald
Tenera è la notte
Einaudi
10 righe da pagina 79:

- Buona notte, bambina. E' un gran peccato. Dimentichiamo tutto questo.
Le diede due righe di chiacchiere da ospedale con cui andare a dormire.
- Tanta gente si innamorerà di te e sarà più bello incontrare il tuo primo amore tutta intatta, anche emotivamente. E' un'idea antiquata, vero?
Rosemary lo guardò mentre faceva un passo verso la porta; lo guardò senza la minima idea di quel che gli passava per la testa, lo vide fare un altro passo lentamente, voltarsi a guardarla di nuovo, e per un attimo desiderò afferrarlo e divorarlo, desiderò la sua bocca, le sue orecchie, il collo della giacca, desiderò cingerlo e inghiottirlo; vide la sua mano appoggiarsi alla maniglia della porta. Allora rinunciò e andò allo specchio;

inviato il 07/12/2010
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Dieci (possibili) ragioni della tristezza del pensiero, e

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…Niente e nessuno può penetrare i miei pensieri in modo verificabile. Dire che un altro “legge” nel mio pensiero è solo una figura retorica. Posso nascondere completamente i miei pensieri.…. Nemmeno la tortura può strapparmi, al di là di ogni dubbio, i miei pensieri più intimi. Nessun altro essere umano può pensare i miei pensieri per me. Questa è la ragione determinante, il fatto ontologico cruciale per cui nessun uomo e nessuna donna può “morire per me” in un qualche senso letterale. Nessun altro può assumere la mia morte. Posso morire con, ma mai per l’altro, per quanto inalienabili siano i nostri legami, la nostra parentela. ... I pensieri sono il nostro unico possedimento sicuro. Formano la nostra essenza, il nostro sentirci a casa o alieni rispetto a noi stessi. La loro pressione intrinseca è tale che talvolta fatichiamo a celarli alla nostra consapevolezza, a metterli a tacere internamente attraverso quella che la psicologia caratterizza come amnesia o rimozione. E’ dubbio che restino irrecuperabili. Respiro, dunque penso……

inviato il 06/12/2010
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Sarò come Garrincha

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Lucio Schiuma
Sarò come Garrincha
Edizioni Croce

Si allenò per circa un mese e mezzo. Tutti i pomeriggi. Per due ore, a volte anche tre, al giorno. Con il sole abbagliante e con la pioggia battente. Con il freddo pungente e con il vento sferzante. Nella polvere e nel fango. Con il sorriso e con il sudore. Nell’euforia e nella demoralizzazione. Allegro e dolorante. Tra molti alti e parecchi bassi. Più volte Marco fu sul punto di arrendersi. Ma Carlos riuscì sempre a impedirglielo. Ogni volta che lo vedeva sfinito e ansimante per lo sforzo, piegato in due con le mani sulle ginocchia, il busto proteso in avanti e la bocca spalancata alla disperata ricerca di ossigeno, lo esortava in tutte le maniere a non demordere. A non cedere mai.

inviato il 06/12/2010
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Iniziò a respirare lentamente e a pieni polmoni. Apprezzò l’odore della polvere su cui si era appena conclusa l’epica battaglia. Era l’odore della vittoria. Richiuse gli occhi e, per un istante, riuscì persino a sentirne riecheggiare le grida concitate e a rivederne i momenti salienti. Sentì il profumo degli alberi in fiore proveniente dai terreni circostanti. Era il profumo della primavera che avanzava. Ma, soprattutto, inalò il profumo inebriante della soddisfazione. Della soddisfazione di essere riuscito a compiere un’impresa da tutti ritenuta impossibile. Di non aver mai mollato nemmeno quando tutto lo lasciava presagire. Di aver fatto quello che mai nessuno prima era riuscito a fare. Di aver vinto contro tutto e contro tutti. Di aver sconfitto anche la sorte avversa. Quando tutto lasciava pensare che si sarebbe arreso. Invece, primo nella storia della sua classe, aveva preso nove in fisica. E, primo nella storia del suo istituto, aveva battuto gli invincibili della prima B. Si abbandonò a un ampio e prolungato sorriso, sempre continuando a inspirare profondamente, alzando e abbassando visibilmente la cassa toracica, al fine di gustarsi il meraviglioso profumo della vittoria.
Ora c’era un altro traguardo da conquistare. Il più importante di tutti. C’era da conquistare il cuore di Laura. Al semplice ricordo del bel visino di lei, il suo cuore sussultò contorcendosi in uno spasmo di amore adolescenziale. Marco pensò che, molto probabilmente, si trattava dell’impresa più ardua in assoluto. Ma fu solo un attimo. Serrò le mascelle, digrignò i denti e, stringendo i pugni fino a conficcarsi le unghie nei palmi delle mani, si disse:
“Grinta. Grintaaa! Gli occhi della tigre. Devi essere una tigre! Devi essere più forte di tutto e di tutti.”

“Pertanto, la lezione che questa fantastica storia ci fornisce consiste nella dimostrazione pratica che a volte, chi parte con un enorme svantaggio rispetto agli altri, può riuscire a trasformarlo, purché armato di fiducia, passione e costanza davvero estreme, in un sorprendente vantaggio. E a migliorarsi a tal punto da diventare il numero uno a livello mondale in un determinato sport o in un particolare campo professionale. La favola di Garrincha costituisce la prova più evidente che chiunque può riuscire a realizzare i propri sogni. A patto di ignorare le sconfortanti voci di chi è incapace di sognare. A patto di nutrire la convinzione che mettendoci tutta la dedizione e tutto l’impegno di cui si è capaci, qualsiasi ragazzo talmente forte da credere ciecamente nei propri sogni, può riuscire a conquistare anche le stelle.”

Le onde

Le onde 7 years 6 settimane fa

E' un libro stupendo che ho amato tantissimo di un' autrice unica.

Viaggio al termine della notte

Viaggio al termine della notte 8 years 3 settimane fa

Giusto esaltare questo libro, un incredibile viaggio nella notte dell' uomo, dove i rari lampi di luce servono soltanto a far risaltare l' angoscia delle tenebre.

Memorie dal sottosuolo

Memorie dal sottosuolo 8 years 28 settimane fa

Grazie! Ho messo simbolicamente l' incipit perché di brani significativi nel libro ce ne sono moltissimi.

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