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Pagina di monica zecchino

Il tempo è un bastardo

immagine copertina
Jennifer Egan
Il tempo è un bastardo
minimum fax
10 righe da pagina 117:

Il confine tra pensare a qualcuno e pensare di non pensare a qualcuno è sottile, ma con la pazienza e l'autocontrollo che ho io, su quel confine ci posso camminare per ore. Per giorni, se necessario.

inviato il 10/04/2012
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per mesi, per anni, per secoli...per sempre...zzz...zzz

c'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo

efraim medina reyes
c'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
Feltrinelli
10 righe da pagina 112:

Uno vorrebbe che le persone fossero come si immagina che siano, uno fa di tutto per fare delle persone quello che vuole che siano. E' quello che mi fa incazzare della letteratura letteraria, i personaggi sono rigidi e deambulano per la trama come vasetti di conserva sul nastro trasportatore di una fabbrica: se si comportano bene lo fanno in modo pulito. Se sono cattivi agiscono con una malvagità perfetta. Se sono buoni e cattivi - allo stesso tempo - hanno un modo inequivocabile di esserlo. E' quello che cerchiamo di fare con le persone, le trasformiamo in personaggi che devono agire come vogliamo noi.

inviato il 18/10/2011
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Kafka sulla spiaggia

Haruki Murakami
Kafka sulla spiaggia
Einaudi
10 righe da pagina 345:

"Quello che cerco...- spiego, - la forza che cerco non ha a che vedere col vincere o perdere. Non voglio un muro per respingere la forza che viene dall'esterno. Quello che voglio è la forza per ricevere gli assalti che arrivano, e sopportarli. L'ingiustizia, la sfortuna, la tristezza, i malintesi, le incomprensioni...Voglio la forza per sopportare tranquillamente tutte queste cose."

inviato il 07/12/2010
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Quando leggo Murakami penso a Michelangelo e alla Cappella Sistina con tutti quei personaggi che sembrano buttati li per caso ma che alla fine si sorreggono a vicenda. Abile e ipnotico.

Grande Murakami!! Kafka sulla spiaggia finora è il suo libro che mi è piaciuto di più!

La brevità della vita

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Lucio Anneo Seneca
La brevità della vita
Tradotto da Alfonso Traina
FABBRI EDITORI 1995
10 righe da pagina 41:

“Noi non disponiamo di poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto. La vita è lunga abbastanza e ci è stata data con larghezza per la realizzazione delle più grandi imprese, se fosse impiegata tutta con diligenza; ma quando essa trascorre nello spreco e nell’indifferenza, quando non viene spesa per nulla di buono, spinti alla fine dall’estrema necessità, ci accorgiamo che essa è passata e non ci siamo accorti del suo trascorrere. È così: non riceviamo una vita breve, ma l’abbiamo resa noi, e non siamo poveri di essa, ma prodighi. Come sontuose e regali ricchezze, quando siano giunte ad un cattivo padrone, vengono dissipate in un attimo, ma, benché modeste, se vengono affidate ad un buon custode, si incrementano con l’investimento, così la nostra vita molto si estende per chi sa bene gestirla”.[…]

inviato il 17/10/2011
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Salve a tutti.
Grazie a tutti coloro che hanno aggiunto segnalibri a queste righe, tratte da uno dei libri più profondi ed entusiasmanti che io abbia mai letto.
Buone cose

aggiungo segnalibro ...che grande dono la vita..

La ballata di Mila

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Matteo Strukul
La ballata di Mila
edizioni e/o 2011

Perchè ci deve essere qualcosa di marcio in noi. La civiltà che abbiamo costruito ci ha talmente privati del senso della giustizia, dell'etica, della dignità, che ormai non sappiamo più cosa significhino queste parole. Ci riempiamo la bocca di termini come politica, accordo, transazione, condizionale, funzione riabilitativa, riduzione della pena, prescrizione, indulto. I buoni e i cattivi non ci sono più, sono tutti infermi di mente, casomai. Incapaci di intendere e di volere, al massimo "concorrenti morali nel delitto": ma che cosa vuol dire "concorrente morale nel delitto"? Colui che concorre senza agire ma istiga, favorisce, promuove un progetto criminale. E allora? Una volta si chiamava mandante. Punto.

inviato il 18/10/2011
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Visto che siamo... traduttore e numero della pagina?

grazie per l'integrazione! ora correggo. :)

il nome è Matteo... Matteo Strukul... ho scritto andrea... me ne scuso

Una Realtà Separata

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Carlos Castaneda
Una Realtà Separata
Astrolabio
10 righe da pagina 75:

" Un uomo di conoscenza sceglie un sentiero che ha un cuore, e lo segue; poi guarda, si rallegra e ride; e poi vede e conosce. Sa che la sua vita sarà finita troppo presto; sa che lui, come tutti gli altri, non andrà da nessuna parte; sa perchè vede, che non c'è nulla che sia più importante delle altre cose. In altre parole, un uomo di conoscenza non ha onore, dignità, famiglia, nome, patria, ma solo la vita da vivere"

inviato il 08/12/2010
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un maestro, un allievo, un viaggio dentro di sè......

bellissime 10 righe! Castaneda è un grande!

Dieci (possibili) ragioni della tristezza del pensiero, e

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…Niente e nessuno può penetrare i miei pensieri in modo verificabile. Dire che un altro “legge” nel mio pensiero è solo una figura retorica. Posso nascondere completamente i miei pensieri.…. Nemmeno la tortura può strapparmi, al di là di ogni dubbio, i miei pensieri più intimi. Nessun altro essere umano può pensare i miei pensieri per me. Questa è la ragione determinante, il fatto ontologico cruciale per cui nessun uomo e nessuna donna può “morire per me” in un qualche senso letterale. Nessun altro può assumere la mia morte. Posso morire con, ma mai per l’altro, per quanto inalienabili siano i nostri legami, la nostra parentela. ... I pensieri sono il nostro unico possedimento sicuro. Formano la nostra essenza, il nostro sentirci a casa o alieni rispetto a noi stessi. La loro pressione intrinseca è tale che talvolta fatichiamo a celarli alla nostra consapevolezza, a metterli a tacere internamente attraverso quella che la psicologia caratterizza come amnesia o rimozione. E’ dubbio che restino irrecuperabili. Respiro, dunque penso……

inviato il 06/12/2010
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La fine del mondo e il paese delle meraviglie

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10 righe da pagina 316:

Non ti sei smarrito. E' solo che i tuoi ricordi si sono nascosti. Per questo sei confuso. Ma una cosa è sicura: non sei nell'errore. Anche se hai perduto i tuoi ricordi, il tuo cuore procede ancora nella direzione giusta. Il cuore ha i propri criteri d'azione. Il tuo io resta il tuo io. Devi credere nella tua forza. Altrimenti verrai afferrato da energie esterne e trascinato chissà dove.

inviato il 06/12/2010
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IN TUTTI I SENSI COME L'AMORE

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SIMONA VINCI
IN TUTTI I SENSI COME L'AMORE
EINAUDI 1999

<< Mi avvolgo col silenzio come se fosse una soffice coperta di panno. Mi ci rotolo dentro, gli occhi chiusi e i pugni stretti. Più ascolto, più i rumori, anche quelli minimi, si allontanano e si disfano. Gomitoli di polvere nera che si sfaldano al vento. Mi addormento, come facevo da bambina, in un tempo che è diffici...le ricordare altro che così: sensazioni confuse e tutte di pelle. Il corpo ricorda le cose - l'amore, le persone, il tempo - meglio dell'anima. Si porta dietro, e dentro, tutto. Resiste a ogni bufera, la memoria del corpo. Tenace come sanno esserlo anche gli alberi, le rocce. Mi è sempre piaciuto scrivere lettere. Le parole sono un corteggiamento violento. Entrano dentro la carne di chi legge. Le parole scritte fanno paura. Ho sempre pensato che quando si scrive venga fuori il ritmo dell'anima; quando si parla si mente, quando si scrive no. Non è possibile. E' come tirare fuori da sé qualcosa di vitale e spaventoso, come un organo spiaccicato sulla carta. Incartare un fegato e spedirlo, questo è scrivere lettere. >>

inviato il 07/12/2010
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Le parile scritte fanno paura...ma che POTERE, hanno...

già....vero ora solo sms e mail!!!!

"Incartare un fegato e spedirlo, questo è scrivere lettere"...Peccato che ormai quasi nessuno lo faccia più...

Il cacciatore di aquiloni

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Khaled Hosseini
Il cacciatore di aquiloni
Tradotto da Isabella Vaj
Piemme 2004

Sono diventato la persona che sono oggi all'età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. E' stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il proprio passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me ne rendo conto.

inviato il 07/12/2010
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penso proprio che lo leggerò anch'io!

un libro che mi ha davvero emozionato. anche il film non male!

Tenera è la notte

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Francis Scott Fitzegerald
Tenera è la notte
Einaudi
10 righe da pagina 79:

- Buona notte, bambina. E' un gran peccato. Dimentichiamo tutto questo.
Le diede due righe di chiacchiere da ospedale con cui andare a dormire.
- Tanta gente si innamorerà di te e sarà più bello incontrare il tuo primo amore tutta intatta, anche emotivamente. E' un'idea antiquata, vero?
Rosemary lo guardò mentre faceva un passo verso la porta; lo guardò senza la minima idea di quel che gli passava per la testa, lo vide fare un altro passo lentamente, voltarsi a guardarla di nuovo, e per un attimo desiderò afferrarlo e divorarlo, desiderò la sua bocca, le sue orecchie, il collo della giacca, desiderò cingerlo e inghiottirlo; vide la sua mano appoggiarsi alla maniglia della porta. Allora rinunciò e andò allo specchio;

inviato il 07/12/2010
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Il nostro bisogno di consolazione

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Stig Dagerman
Il nostro bisogno di consolazione
Tradotto da Fulvio Ferrari
Iperborea 1991
10 righe da pagina 18:

Ciò che cerco non è una scusa per la mia vita, ma il contrario di una scusa: l'espiazione. Mi coglie infine il pensiero che qualsiasi consolazione la quale non tenga conto della mia libertà è ingannevole, non è che l'immagine riflessa della mia disperazione. Quando infatti la mia disperazione dice: abbandonati allo sconforto, perché il giorno è racchiuso tra due notti, la falsa consolazione urla: spera, perché la notte è racchiusa tra due giorni.

inviato il 08/12/2010
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Dagerman ci offre una raccolta di riflessioni. Una visione, quella estrapolata dai suoi occhi, tramutata poi in parole, a tratti satirica, a tratti tristemente realistica. E la realtà è difatti l'unico vero grande Male, da ella non si sfugge. Triste, deprimente e asfissiante al punto tale da trovare consolazione solamente nella morte. Dagerman muore suicida all'età di 31 anni. Il suo bisogno di consolazione non è stato ascoltato da nessuno se non dalla morte stessa (e da noi, giunti troppo tardi). Le sue care e amate parole, nelle quali confidava, non lo hanno aiutato. Ma possono aiutare noi, sono un monito dal quale trarne insegnamenti. «Dimenticatelo spesso».

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