Accedi da qui per inserire le tue 10 righe

Per inserire le tue 10 righe registrati oppure effettua il login
Richiedi una nuova password

Pagina di rossellafederico

Siddharta

immagine copertina
Hermann Hesse
Siddharta
Tradotto da Massimo Mila
CDE su licenza Adelphi 1994
10 righe da pagina 119:

Ardentemente bramava non saper più nulla di sé, aver pace, essere morto! Oh! sol che venisse un fulmine ad atterrarlo! Venisse una tigre a divorarlo! Sol che ci fosse un vino, un veleno, capace di portargli lo stordimento, l'oblio e il sonno, anche se non avesse dovuto esserci più risveglio! Ma c'era ancora un fango di cui egli non si fosse macchiato, un peccato e una pazzia ch'egli non avesse commessi, una miseria dell'anima ch'egli non si fosse tirata addosso? Era ancor possibile vivere? Era ancor possibile continuare l'eterna fatica di inspirare ed emettere il respiro, aver fame e sfamarsi, ricominciare a mangiare, a dormire, a giacer con donne? Non era chiuso ed esaurito per lui quel circolo della vita?
(Siddharta, Hermann Hesse, CDE su licenza Adelphi 1994, trad. Massimo Mila, pag. 119)

inviato il 24/01/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Govinda e le lacrime...bello ..e sempre attuale..

GRAZIE, VOGLIO LEGGERLO!

bellissimo

Francesca e Nunziata

immagine copertina
Maria Orsini natale
Francesca e Nunziata
Avagliano 2000
10 righe da pagina 125:

“Così Salvatore aveva solo disperata intelligenza per sopravvivere. Con più buonasorte di altri della sua terra che, dopo il milleottocentosessanta, dovettero percorrere la desolata via dell’emigrazione, l’attossicato cammino che non avevano conosciuto prima, lui fu aiutato dai guadagni che gli erano venuti …dall’”arte” , che aveva così ben imparato…Nella protervia del nuovo governo che “piemontizzava”…e che faceva venire dalla sua capitale gli uomini da impiegare in ogni campo, e non solo nei pubblici uffici, e da Torino faceva arrivare persino le cassette per la posta…continuò a far la sua pasta al meglio , e cercò caparbiamente di farla mangiare anche ai piemontesi. Perché aveva come fede che, quando la pasta è buona, davanti a un piatto di maccheroni fatto con arte, non ci sono barriere di riso o di polenta che tengano.”...A suo modo fu un gigante, ma sapeva leggere poco e scrivere ancora meno.
Quando fu un ricco industriale, con lo "sfizio" di una maccaronia a Marsiglia, Francesca fu il suo braccio destro. L'affiancava nel lavoro anche al tempo del Convitto di Nola...

inviato il 24/01/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Grazie! Grazie a tutti per i segnalibr!

Rachele, ti sei aggiudicata un altro libro incentivo : )

...e se lo sei, VALE LO STESSO:)))

Romano, il tuo commento acquisisce ancor più valore se tu non sei meridionale...

VIVA IL MERIDIONE

Bello, perché fa conoscere, attraverso la storia di una famiglia di pastai, la vita del meridione.

'a livella poesie napoletane

immagine copertina
ANTONIO DE CURTIS
'a livella poesie napoletane
Fausto Fiorentino editrice 1988
10 righe da pagina 12:

"QUI DORME IN PACE IL NOBILE MARCHESE SIGNORE DI ROVIGO E DI BELLUNO ARDIMENTOSO EROE DI MILLE IMPRESE MORTO L'11 MAGGIO DEL '31". 'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto... sotto 'na croce fatta 'e lampadine; tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto: cannele, cannelotte e sei lumine. Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore nce steva 'n'ata tomba piccerella, abbandunata, senza manco un fiore; pe' segno, sulamente 'na crucella. E ncoppa 'a croce appena se liggeva: "ESPOSITO GENNARO NETTURBINO" Guardannola, che ppena me faceva stu muorto senza manco nu lumino! Questa è la vita! 'Ncapo a me penzavo... chi ha avuto tanto e chi nun ave niente! Stu povero maronna s'aspettava ca pure all'atu munno era pezzente?

inviato il 08/12/2010
Nei segnalibri di:

Commenti

Proprio così! E' utilissima per la vita! Altro che andar a farsi leggere la mano!

La grande smorfia napoletana, uno spaccato di vita che fa sorridere e riflettere insieme, comunque e sempre!!!

Un'unica livella per mettere tutti sullo stesso piano!!!

Il pezzo che preferisco è questo:" Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore nce steva 'n'ata tomba piccerella, abbandunata, senza manco un fiore". Mi fa sorridere, mi dà allegria....

La tomba di un ricco signore si sente umiliata dalla vicinanza di una tomba povera: veramente la morte uguaglia tutti!"

Anche il vernacolo é efficace ad esprimere oncetti universali!

Quanta ironia!

Leggerlo, per abbassare le proprie ambizioni!

Totò ha detto grandi verità!

La morte rende tutti uguali e il grande Antonio de Curtis l'ha espresso in modo straordinario!

Siddharta

Siddharta 8 years 25 settimane fa

bellissimo

© 10righedailibri 2015

partner tecnologico

 

Privacy Policy