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Pagina di Cristina Fanni

Zitelle. Il bello di vivere per conto proprio

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Kate Bolick
Zitelle. Il bello di vivere per conto proprio
Tradotto da S. Rota Sperti
Sonzogno 2016
10 righe da pagina 17:

È difficile dire cosa sia più estenuante: se la consapevolezza totalmente arbitraria che il vero amore potrebbe arrivare da un momento all’altro e cambiarti la vita in un attimo (non sai mai chi c’è dietro l’angolo!), o le faticose cure (manicure, lissage, cerette, trattamenti per il viso) per prepararsi a essere scelta al momento giusto. Alla fine, che tu scelga o sia scelta, che accetti con gioia o resista a denti stretti, fai il grande passo. Nasci, cresci, diventi moglie. Ma se non fosse così? Se una bambina crescesse come un maschio e vedesse il matrimonio come un pensiero astratto e lontano, qualcosa che riguarda gli adulti, qualcosa che potrà decidere se fare o meno? Come sarebbe allora?

inviato il 25/03/2017
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Come sigillo sul tuo cuore

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Arne Dahl
Come sigillo sul tuo cuore
Tradotto da Carmen Giorgetti Cima
Marsilio 2014
10 righe da pagina 71:

Le ferite si erano rimarginate, la mandibola e i denti erano stati risistemati. Sotto il profilo medico era guarito. Eppure ogni tanto il suo palato era percorso da spaventose ondate di dolore alle quali nessun dentista al mondo pareva in grado si porre rimedio, per il semplice motivo che nessun dentista al mondo capiva cosa fossero.
Södersted, invece, lo capiva.
Si trattava di un dolore metafisico. Che tornava a intervalli regolari per rammentargli tutto quello che aveva imparato nel corso del soggiorno europeo. Tutto quello che non avrebbe mai potuto descrivere esattamente a parole, ma su cui poteva almeno incollare un’etichetta: saggezza del vivere.
Riuscire a tradurlo in pratica era tutt’altra faccenda.

inviato il 15/03/2017
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The danisch girl

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David Ebershoff
The danisch girl
Tradotto da Anna Mioni
Giunti 2016
10 righe da pagina 40:

Successe più di una volta. Greta parlava di Lili a un’amica, ad Anna magari, e il viso di Einar si raggrinziva, quasi avesse dimenticato chi era Lili. Lui e Greta non parlavano mai, dopo, dell’infantile ostinazione con cui fingeva di non capire. Lili chi? Ah, sì, Lili. Mia cugina? Sì, mia cugina, Lili. Il giorno dopo succedeva di nuovo la stessa cosa. Era come se il loro piccolo segreto in realtà fosse solo il piccolo segreto di Greta, come se lei stesse tramando dietro le spalle di Einar. Aveva pensato di discuterne apertamente con lui, ma poi decise di non farlo. Forse aveva paura di ferirlo o di offenderlo con la sua intrusione. O forse la sua più grande paura era che Lili sparisse per sempre, che se ne andasse, col colletto bianco staccabile che svolazzava mentre correva via, lasciandola sola nella Casa delle Vedove.

inviato il 12/03/2017
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David Ebershoff (Pasadena, 1968)

Shanghai

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Yokomitsu Riichi
Shanghai
Tradotto da Costantino Pes
Atmosphere Libri 2017
10 righe da pagina 31:

Giunta sotto la pensione dove abitava Sanki, Osugi alzò lo sguardo verso le luci spente delle finestre al piano superiore. Era arrivata lì senza nessun obiettivo particolare,solo per guardare un’altra volta il volto dell’uomo. E poi… al pensiero del dopo, non sapeva che fare, a parte piangere. Poggiata al parapetto intonacato, si mise una mano sulla fronte. Accanto a lei pendeva un lampione a gas, tra ossa di maiale e residui di canna da zucchero masticata e sputata. Pareva che non si sarebbe mossa finché il lampione non si fosse spento e la finestra della stanza di Sanki non si fosse aperta.

inviato il 07/03/2017
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L'isola

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Victoria Hislop
L'isola
Tradotto da Luisa Saraval
Mondolibri su licenza RCS 2007
10 righe da pagina 64:

Le ragazze dovevano restare a casa. Si sarebbero risparmiate la visione della figura della madre che si allontanava: un'immagine che si sarebbe potuta imprimere a fuoco per sempre nella loro memoria.
Sarebbe stato il momento più difficile della vita di Eleni, e quello meno privato. File di occhi tristi la seguivano. Sapeva che erano lì per salutarla, ma non aveva mai desiderato tanto come allora di essere sola. Ogni volto della folla le era familiare, ciascuno individuo le era caro. "Addio," disse sommessamente. "Addio." Si teneva a distanza da loro. Il suo vecchio istinto di stringere in un abbraccio era morto di morte improvvisa dieci giorni prima, la mattina fatale in cui aveva notato delle strane macchie sulla parte posteriore della gamba. Erano inequivocabili, soprattutto quando le aveva confrontate con un'illustrazione dell'opuscolo che era stato distribuito per avvisare la gente sui sintomi del morbo. Non aveva bisogno di consultare uno specialista per capire la terribile verità. Sapeva, ancor prima di andare dal dottore, che aveva in qualche modo contratto la più terribile de

inviato il 27/02/2017
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La collezionista di storie

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Randa Jarrar
La collezionista di storie
Tradotto da Annalisa Crea
Piemme Bestseller 2010
10 righe da pagina 25:

"Ma è vero?"
"Habibti, la verità è che la gente crede cose diverse."
Non capivo come potessi credere qualcosa quando altre persone credevano qualcos'altro. Allora com'era possibile conoscere la verità? Ma mama mi spiegò che la verità era proprio questo: qualcosa di troppo grande perché tutti potessero trovarcisi d'accordo.
"Per esempio, alcune persone..." e indicò le colline al di là del mare "credono che Dio sia fuoco. Altre che abbia un figlio. Altre ancora che, dopo la morte, ci reincarneremo in creature diverse."
"Tu pensi che le persone si reincarnino?"
"Forse" disse lei, accarezzandosi la pancia. "Prendi le onde del mare. Non sono tutte uguali, ma non sono nemmeno completamente diverse. Forse le persone sono come le onde: sono fatte dello stesso oceano di anime."

inviato il 13/02/2017
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HERMANN HESSE

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IL LUPO DELLA STEPPA
HERMANN HESSE
Tradotto da Ervino Pocar
MONDADORI 1996
10 righe da pagina 143:

"Oggi ti dirò una cosa, una cosa che so da tempo, e anche tu la sai, ma forse non te la sei mai detta. Ti dirò quel che so di me e di te e della nostra sorte. Tu, Harry, sei stato un artista, un pensatore, un uomo pieno di gioie e di fede, sempre in traccia delle cose grandi e eterne, mai contento di di quelle piccole e graziose. Ma quanto più la vita ti ha svegliato e portato verso te stesso, tanto maggiore si è fatta la tua miseria, tanto più sei affondato nel dolore, nell'angoscia, nella disperazione, fino al collo, e tutto ciò che di bello e di sacro avevi conosciuto e amato e venerato un giorno, tutta la tua antica fede negli uomini e nel nostro alto destino non ti è servita a nulla, ha perso ogni valore ed è andata in frantumi. La tua fede non trovò più aria per respirare. E morire di asfissia è una brutta morte. Dico bene, Harry? E questa è la tua sorte?"

inviato il 09/01/2017
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Vedo solo adesso.... grazie mille per tutto

Ciao Cristina, per te un libro incentivo come finalista del mese di gennaio, 10 righe scelte dalla redazione. Manda i tuoi dati a libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Cristina, sei nella finale settimanale di Gennaio, 10 righe scelte dalla redazione.

Il gatto meccanico

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Torey L.Hayden
Il gatto meccanico
Tradotto da Elena Campominos1
Mondolibri su licenza Corbaccio 1999
10 righe da pagina 47:

"Quelle domeniche papà mi parlava sempre di come sarebbe stato bello quando sarei tornata a vivere con lui e con i miei fratelli. Sembrava sempre sul punto di riprendermi con sé. - Tra sei mesi -, dopo aver cambiato lavoro o comprato una casetta o trovato una nuova mamma che si occupasse di me. Allora sarebbe venuto a prendermi. Gli piaceva moltissimo parlarmi della nuova mamma. Mi propinava aneddoti allettanti su tutte le possibili candidate e facevamo progetti su ciò che avremmo fatto una volta insieme."
"Non perdevo mai la speranza. Un mese dopo l'altro, un anno dopo l'altro, papà mi raccontava queste storie e io continuavo a credergli. I -sei mesi- non passavano mai. Avrò avuto almeno otto anni prima di rendermi conto che avrebbero dovuto essere un'unità di tempo effettiva e non solo un modo per dire -un giorno o l'altro-."

inviato il 23/12/2016
Nei segnalibri di:

Viaggio di nozze a Teheran

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Azadeh Moaveni
Viaggio di nozze a Teheran
Newton Compton 2009
10 righe da pagina 255:

Siccome i giovani erano disincantati nei confronti della politica e del tutto cinici sulla possibilità di un cambiamento attraverso l'attivismo politico, il loro desiderio di una vita migliore rimaneva una smania primordiale. Non avevano mai pensato di poter aggiustare la situazione organizzandosi ed esprimendosi chiaramente contro lo status quo. Per come la vedevano loro, quello lo avevano fatto
i loro genitori nel 1979, ed ecco che cosa avevano realizzato. Invece di protestare, i giovani si gettavano in business piramidali e in operazioni immobiliari. Fino a quando la mia generazione si preoccupava di raggiungere il successo materiale della classe elevata invece che sfidare la corruzione che la permetteva, non vedevo come le cose sarebbero potute cambiare in Iran. Per quanto spregevole, la plutocrazia islamica non era mai sembrata così protetta.

inviato il 06/12/2016
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Il falò delle bugie

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Gabriella Magrini
Il falò delle bugie
Mondolibri su licenza Sperling & Kupfer 2001
10 righe da pagina 84:

"Ti faccio pena?" domandò aspra.
L'altra esitò. "No. Ma mi addolora andarmene così..."
Matilde si lasciò andare stanca sui cuscini. "Tornerai..." mormorò, e poi più forte sbarrando gli occhi minacciosi: "Certo che tornerai, e in ginocchio. Avrai bisogno e io sarò qui ad aspettare. In ginocchio tornerai: te lo dico! Non te lo scordare!"
Federica si irrigidì senza rispondere. Andò in camera sua e cominciò a mettere in valigia dei libri: a Milano doveva anche studiare, non solo lavorare. Si preparò a colmare ogni angolo di vita, ogni minuto di tempo, a spendere ogni brandello d'energia mirando a un unico scopo. Avrebbe lavorato calma, con tenacia, dimenticando d'avere solo venticinque anni, e niente amore nella vita, e non volendo pensarci perché altrimenti il carico era troppo. Ci vuole pure una corazza, almeno uno scudo, qualche riparo entro cui rintanare la polpa fragile di sé, il suo corpo di bambina che aveva una vecchia fame d'amore, una fame dimenticata, persino misconosciuta.

inviato il 29/11/2016
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... misconosciuta, come misconosciute sono ai più molte delle nostre virtù.

Le volpi pallide

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Yannick Haenel
Le volpi pallide
Tradotto da Barbara Puggelli
Edizioni Clichy 2015
10 righe da pagina 18:

Ogni volta che salgo in macchina, si sprigiona qualcosa; non accendo il motore, una leggerezza invade i miei gesti, li cancella delicatamente, resto sospeso. È il vuoto? Ci sei, ma allo stesso tempo non esisti più: i passanti ti sfiorano, non ti vedono, sei diventato invisibile.
A ogni modo ogni volta, quando sono al volante dell’auto, la mia mente si apre. È in quel momento che mi capita. Che cosa? Non lo so esattamente, ma quando ti capita hai la netta sensazione che ti stia veramente capitando qualcosa; e pensi perfino che quella sia l’unica cosa che possa capitarti.
Ha un nome tutto questo? Nessuno sa cosa succeda nel vuoto. Personalmente, io lo chiamo l’«intervallo». Non è facile da descrivere: un’ondata di gioia e allo stesso tempo una lacerazione. Non è facile da sopportare: una specie di immenso soffio. Soffoca, libera? Entrambe le cose: è come cadere in un buco, un buco che trascina via.

inviato il 28/03/2017
Nei segnalibri di:

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Grazie.

Grazie! Ho scelto queste righe: http://scrivi.10righedailibri.it/il-senso-della-lotta-0

Ciao Piconzero, sei nella finale settimanale diAprile. scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi 3 Aprile a domenica 9 aprile, riportando qui nei commenti il link.

MELODY

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SHARON M. DRAPER
MELODY
Tradotto da ALESSANDRO PERONI
Feltrinelli 2016

Parole.
Sono circondata di parole. Migliaia di parole. Forse milioni.
Cattedrale. Maionese. Melagrana.
Mississippi. Napoletano. Ippopotamo.
Vellutato. Terrificante. Iridescente.
Solletico. Starnuto. Desiderio. Ansia
Le parole mi turbinano intorno da sempre come fiocchi di neve, tutte delicate e diverse, e tutte mi si sciolgono in mano prima che le tocchi.
Dentro di me le parole si ammassano in cumuli enormi. Montagne di frasi, di locuzioni e di idee interconnesse. Espressioni argute. Battute di spirito. Canzoni d'amore.
Fin da quando ero piccolissima le parole per me erano dolci doni liquidi che bevevo come limonata. Potevo quasi sentirne il sapore. Davano sostanza ai miei pensieri e ai miei sentimenti confusi. I miei genitori mi hanno sempre avvolta con i loro discorsi. Si esprimevano con parole e suoni. Mio padre cantava per me. Mia madre mi infondeva forza sussurrandomi all'orecchio.
Quando avevo due anni, tutti i miei ricordi erano associati a parole e tutte le parole avevano un significato.
Ma solo nella mia testa.
Non ho mai detto una parola. Ho quasi undici anni.

inviato il 26/03/2017
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D'AMORE SI MUORE MA IO NO: IL PRIMO ROMANZO DELL'ULTIMO DEI POETI

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Dormiveglia.
Che bella parola "dormiveglia".
Come "bagnasciuga".
Come "nottetempo", come "castigamatti", come "gommapane", quante belle parole abbiamo.
Abbiamo un sacco di splendide parole che non usiamo, che dimentichiamo, e loro, le parole, rimangono lì, abbandonate e tristi, al freddo, in una specie di luogo vuoto, come un deserto di sale, con il cielo grigio.
Il posto delle parole dimenticate me lo immagino come un deserto freddo, dove le parole aspettano che qualcuno le usi, ma capita cosi raramente. O mai.
Poi gli viene la tosse e muoiono.
"Anatema", "rincitrullito", "ridondanza", "abnorme", "azzimato", "fecondo", "illusorio", "savio", "inettitudine", "lallazione", "irriguardoso", "refolo", "pimpiripettenusa", "facezia", "rinfocolare", "fifone".

inviato il 26/03/2017
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The Walking dead: La Discesa

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Jay Bonansinga, Robert Kirkman
The Walking dead: La Discesa
Tradotto da Vania Vitali
Panini Comics 2015
10 righe da pagina 11:

Chiuso nel fetore rancido del canale di scolo, il contadino morto sbava alla prospettiva di tessuti viventi che si avvicinano. Si muove verso la parete, serrando le mascelle e digrignando i denti; e allunga le mani alla cieca verso la luce del giorno che filtra dalla grata. Dalle feritoie, distingue l’ombra di sette umani vivi.
Accidentalmente il suo piede destro finisce per infilarsi in un buco del muro che sta cadendo a pezzi.
Gli erranti non sanno arrampicarsi; non obbediscono a nessun altro istinto che a quello di divorare; non conoscono richiami senzienti se non la fame; ma in quel momento, l’appiglio invisibile gli basta per issarsi, quasi senza accorgersene, fino alla grata rotta dalla quale è caduto. E quando i suoi occhi bianchi raggiungono la bocca del tombino, la creatura posa il suo sguardo ferino sulla figura più vicina del gruppo. È una ragazzina di circa otto o nove anni, vestita di stracci e con un’espressione compita sul viso tutto sporco; cammina a fianco di Lilly.

inviato il 27/03/2017
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Robert Kirkman (Richmond, 30 novembre 1978) ,

La lucina

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Antonio Moresco
La lucina
Mondadori 2016
10 righe da pagina 142:

Ci sarà qualcuno che ci sta vedendo, da uno di quei pianeti che orbitano attorno a quelle masse di gas incendiato che da lontano ci appaiono stelle bianche, come pensa l'uomo che sono andato a trovare in quella stalla, in mezzo a quelle bestie che hanno viaggiato trasognate nell'iperspazio? Cosa sarà la vita per loro? Perché se ne andranno in giro per l'universo dentro quelle uova di luce senza guscio? La loro vita sarà infelice come la nostra? Anche per loro solo il dolore e il male porteranno distrazione, almeno per qualche istante, all'infelicità? Avranno anche loro quel sogno breve e crudele che è stato chiamato amore?

inviato il 27/03/2017
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Isaotta Guttadàuro ed altre poesie

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Gabriele D'Annunzio
Isaotta Guttadàuro ed altre poesie
CARABBA EDITORE, LANCIANO 1915
10 righe da pagina 89:

Or tremule, su i mari e su le arene,
crescon ne la lunare alba le imagi:
materïati d’oro alti palagi
e torri ingenti assai più che Pirene.
Salgono scale in luminose ambagi
con inteste di fior lunghe catene.
Come navi in balía de le sirene,
ondeggiano le pendule compagi;
poi che Morgana, in dolce atto giacente
ne ’l letto de la nube solitaria,
quasi ebra di quel suo divin lavoro,
ama, seguendo un carme ne la mente,
cullare de le man languide a l’aria
la città da le mille scale d’oro.

inviato il 27/03/2017
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Gabriele d'Annunzio nacque a Pescara nel 1863.

Le feste di Billancourt

Nina Berberova
Le feste di Billancourt
Tradotto da Maurizia Calusio
Biblioteca Adelphi 1994
10 righe da pagina 27:

Ivan Pavlovic non camminava, volava, e io volavo dietro a lui. Il cappello gli calzava come meglio non si poteva; il completo blu, la cravatta di colore pallido con un piccolo scarabeo a mo' di spilla e le scarpe marrone nuove di zecca - tutto era di prima qualità. Malgrado tanto chic, neppure da lontano si sarebbe potuto prendere Ivan Pavlovic per uno zerbinotto senza scrupoli o uno sfacciato elegantone, no: tanto la figura che il volto esprimevano una profonda pensosità, la concentrazione del pensiero su un unico oggetto.
All'altezza della Porta ci indicarono una lunga baracca di legno. Entrammo nel cortile.

inviato il 27/03/2017
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Ciao Lulù, sei nella finale di Aprile, 10righe scelte da Voi utenti.

Nina Berberova 1901/1993. Questi racconti furono scritti tra il 1928 e il 1934 per un giornale liberal democratico dell'emigrazione russa pubblicato a Parigi. Il primo nr del giornale uscì nel 1920, l'ultimo il 13 giugno 1940 alla vigilia dell'entrata a Parigi dell'esercito tedesco. Tre giorni dopo la sede della redazione fu devastata.

Il Profeta

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Khalil Gibran
Il Profeta
Tradotto da Gian Piero Bona
Tea 1988
10 righe da pagina 27:

I Figli
E una donna che reggeva un bambino al seno domandò: Parlaci dei Figli
Ed egli disse:
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della fame che in se stessa ha la vita.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi.
E non appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri.
Poiché non hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
Poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d'imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
Poiché la vita procede e non s'attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccati lontano.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende, affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell'Arciere;
Poiché, come ama il volo della freccia, così l'immobilità dell'arco.

inviato il 27/03/2017
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Grazie Staff,e a tutti/e- !!!naty

Ciao Natalina, sei nella finale settimanale di Aprile.

Gibran Khalil Gibran nacque il 6.dicembre 1883 a Bishari -Libano
morì il 10 aprile 1931 a Nuova York fu poeta ,filosofo,pittore,e considerato nei paesi d'origine il genio della sua epoca.

Tu, mio

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Erri De Luca
Tu, mio
Feltrinelli Editore 2016
10 righe da pagina 14:

Nicola non sapeva nuotare e mi ha trasmesso il rispetto per il fondo. Si ottiene dal mare quello che ci offre, non quello che vogliamo. Le nostre reti, coffe, nasse, sono una domanda. La risposta non dipende da noi, dai pescatori. Chi va sotto a prendersela con le sue mani la risposta, fa il prepotente col mare. A noi spetta solo la superficie, quello che ci sta sotto è roba sua, vita sua. Noi bussiamo alla soglia, al pelo dell'acqua, non dobbiamo entrare in casa sua da padroni.

inviato il 26/03/2017
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Grazie!!!!

Ciao Alessia, sei nella finale di marzo, 10 righe scelte dalla redazione.

Il fuoco dell'inferno

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Ann Aguirre
Il fuoco dell'inferno
Delos Books
10 righe da pagina 225:

Il tuono di quel temporale fantasma riecheggiò per la terza volta.
Mettere piede fuori dalle protezioni della casa mi causò un formicolio: mi sentivo indifesa, non solo per i piedi nudi, ma per la cosa che ci osservava nell'ombra della foresta, un nero più cupo della notte e dell’assenza di luce.
C’era un odore singolare, pesante e nauseabondo, come quello dell’acqua stagnante di un laghetto diventata nera e verdastra per le creature che ci morivano; l'accompagnava un senso di pressione, come se fossimo a miglia di profondità nell'oceano. La cosa ci osservava e ascoltava con una passività preoccupante e inspiegabile.
Quando ci disponemmo in cerchio, restando in piedi per poter scappare in caso di emergenza, pensai banalmente che, con Shannon e Jesse, la squadra di Scooby-Doo era al completo. Butch ci guardava dalla soglia di casa, non così stupido da venire a vedere che idiozia stessimo commettendo, ma la necessità ebbe la meglio sulla prudenza.

inviato il 26/03/2017
Nei segnalibri di:

HERMANN HESSE

HERMANN HESSE 9 settimane 6 giorni fa

Vedo solo adesso.... grazie mille per tutto

Ti ricordi di me?

Ti ricordi di me? 23 settimane 4 giorni fa

grazie :)

Sabbie mobili

Sabbie mobili 46 settimane 5 giorni fa

Ringrazio l'editore per questo graditissimo regalo :)

Occhi di sale

Occhi di sale 46 settimane 5 giorni fa

Ciao Massimo :)

Il paradiso dell'uomo

Il paradiso dell'uomo 50 settimane 6 giorni fa

Grazie Giovanni! Sono contenta ti siano piaciute :)

Il paradiso dell'uomo 51 settimane 5 ore fa

Grazie Emma, ho trovato tante vecchie edizioni perché sto mettendo ordine nello studio di mio padre e ci sono tantissimi libri

Un treno chiamato Russia

Un treno chiamato Russia 1 year 19 settimane fa

Ringrazio l'editore e tutto lo staff di 10 righe per questo libro incentivo.

Desolacion

Desolacion 1 year 23 settimane fa

pagina 114

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino 1 year 27 settimane fa

Eccomi ho scelto le righe postae da Iacv.angie tratte da La madre del riso
http://scrivi.10righedailibri.it/madre-del-riso-1

Infedele

Infedele 1 year 29 settimane fa

Non mi permetteva di pubblicare tutto il brano per cui l'ultima parte l'ho inserita nei commenti

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