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Pagina di Cristina Fanni

Storie da leccarsi i baffi. I gatti raccontati dal veterinario

immagine copertina
10 righe da pagina 22:

Al termine sorrisi e squadrandola esclamai sicuro: “I suoi gatti puzzano di vino. Sono completamente ubriachi”, risi. La signora, incredula, non riusciva a darsi una giustificazione e allargando le braccia come per discolparsi disse: “Ma… È sicuro? Come possono essere riusciti a bere del vino o degli alcolici? Oppure, chi li avrà resi così brilli?”. Io aggiunsi: “Probabilmente si sono inzuppati le zampe e il pelo con del vino e poi, per pulirsi, l’hanno ingerito controvoglia…”. Lei d’un tratto portò di scatto la sua mano alla bocca e interrompendomi confessò: “Mia madre oggi ha rotto un bottiglione di vino in cucina! Presumibilmente nei pochi istanti che sono trascorsi mentre lei prendeva spazzolone e stracci nel ripostiglio i mici, che sono sempre in mezzo ai piedi, si sono imbrattati. A questo punto li ha fatti uscire per lavare il pavimento e raccogliere i pezzi di vetro e loro si sono leccati”.

inviato il 18/05/2017
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Il silenzio delle vittime

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Robert Wilson
Il silenzio delle vittime
Tradotto da Paola Merla
Longanesi 2004
10 righe da pagina 96:

Tornarono all’auto e tutta la famigliola si strinse sul sedile posteriore, con i bambini che accarezzavano Mario come se fosse un gattino ferito. Consuelo si sporse dentro la macchina e lo baciò con forza sulla testa. A Falcon parve quasi di udire lo strappo fisico quando Consuelo si ritirò. Conosceva bene il peso terribile che doveva sentire allo stomaco il bambino, all’inizio della sua caduta libera in un caos senza la madre, senza la quotidianità del suo amore. Si sentiva pieno di compassione per lui. Continuò a guidare, trasportando il suo carico di dolore nella frenesia della città.

inviato il 13/05/2017
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Il silenzio coprì le sue tracce

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Matteo Caccia
Il silenzio coprì le sue tracce
Baldini & Castoldi 2017
10 righe da pagina 12:

Le città dall’alto mi sembravano sempre ordinate, facili da affrontare. Da bambino tutto sembrava semplice. Sembrava far parte di uno schema. Anche Genova laggiù pareva scivolare in mare senza affanno. Sarà per questo che mi sono sempre sentito al sicuro, al villaggio, credevo fosse il miglior nascondiglio del mondo. Quando papà mi portò a Canate la prima volta ci abitava ancora una famiglia che ci accolse come parenti. Poi la donna lo riconobbe e da quel momento prese a chiamarlo Comandante e a rivolgersi a lui con deferenza. Le città dall’alto mi sembravano sempre ordinate, facili da affrontare. Da bambino tutto sembrava semplice. Sembrava far parte di uno schema. Anche Genova laggiù pareva scivolare in mare senza affanno. Sarà per questo che mi sono sempre sentito al sicuro, al villaggio, credevo fosse il miglior nascondiglio del mondo. Quando papà mi portò a Canate la prima volta ci abitava ancora una famiglia che ci accolse come parenti. Poi la donna lo riconobbe e da quel momento prese a chiamarlo Comandante e a rivolgersi a lui con deferenza.

inviato il 06/05/2017
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Zitelle. Il bello di vivere per conto proprio

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Kate Bolick
Zitelle. Il bello di vivere per conto proprio
Tradotto da S. Rota Sperti
Sonzogno 2016
10 righe da pagina 17:

È difficile dire cosa sia più estenuante: se la consapevolezza totalmente arbitraria che il vero amore potrebbe arrivare da un momento all’altro e cambiarti la vita in un attimo (non sai mai chi c’è dietro l’angolo!), o le faticose cure (manicure, lissage, cerette, trattamenti per il viso) per prepararsi a essere scelta al momento giusto. Alla fine, che tu scelga o sia scelta, che accetti con gioia o resista a denti stretti, fai il grande passo. Nasci, cresci, diventi moglie. Ma se non fosse così? Se una bambina crescesse come un maschio e vedesse il matrimonio come un pensiero astratto e lontano, qualcosa che riguarda gli adulti, qualcosa che potrà decidere se fare o meno? Come sarebbe allora?

inviato il 25/03/2017
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Come sigillo sul tuo cuore

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Arne Dahl
Come sigillo sul tuo cuore
Tradotto da Carmen Giorgetti Cima
Marsilio 2014
10 righe da pagina 71:

Le ferite si erano rimarginate, la mandibola e i denti erano stati risistemati. Sotto il profilo medico era guarito. Eppure ogni tanto il suo palato era percorso da spaventose ondate di dolore alle quali nessun dentista al mondo pareva in grado si porre rimedio, per il semplice motivo che nessun dentista al mondo capiva cosa fossero.
Södersted, invece, lo capiva.
Si trattava di un dolore metafisico. Che tornava a intervalli regolari per rammentargli tutto quello che aveva imparato nel corso del soggiorno europeo. Tutto quello che non avrebbe mai potuto descrivere esattamente a parole, ma su cui poteva almeno incollare un’etichetta: saggezza del vivere.
Riuscire a tradurlo in pratica era tutt’altra faccenda.

inviato il 15/03/2017
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The danisch girl

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David Ebershoff
The danisch girl
Tradotto da Anna Mioni
Giunti 2016
10 righe da pagina 40:

Successe più di una volta. Greta parlava di Lili a un’amica, ad Anna magari, e il viso di Einar si raggrinziva, quasi avesse dimenticato chi era Lili. Lui e Greta non parlavano mai, dopo, dell’infantile ostinazione con cui fingeva di non capire. Lili chi? Ah, sì, Lili. Mia cugina? Sì, mia cugina, Lili. Il giorno dopo succedeva di nuovo la stessa cosa. Era come se il loro piccolo segreto in realtà fosse solo il piccolo segreto di Greta, come se lei stesse tramando dietro le spalle di Einar. Aveva pensato di discuterne apertamente con lui, ma poi decise di non farlo. Forse aveva paura di ferirlo o di offenderlo con la sua intrusione. O forse la sua più grande paura era che Lili sparisse per sempre, che se ne andasse, col colletto bianco staccabile che svolazzava mentre correva via, lasciandola sola nella Casa delle Vedove.

inviato il 12/03/2017
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David Ebershoff (Pasadena, 1968)

Shanghai

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Yokomitsu Riichi
Shanghai
Tradotto da Costantino Pes
Atmosphere Libri 2017
10 righe da pagina 31:

Giunta sotto la pensione dove abitava Sanki, Osugi alzò lo sguardo verso le luci spente delle finestre al piano superiore. Era arrivata lì senza nessun obiettivo particolare,solo per guardare un’altra volta il volto dell’uomo. E poi… al pensiero del dopo, non sapeva che fare, a parte piangere. Poggiata al parapetto intonacato, si mise una mano sulla fronte. Accanto a lei pendeva un lampione a gas, tra ossa di maiale e residui di canna da zucchero masticata e sputata. Pareva che non si sarebbe mossa finché il lampione non si fosse spento e la finestra della stanza di Sanki non si fosse aperta.

inviato il 07/03/2017
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L'isola

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Victoria Hislop
L'isola
Tradotto da Luisa Saraval
Mondolibri su licenza RCS 2007
10 righe da pagina 64:

Le ragazze dovevano restare a casa. Si sarebbero risparmiate la visione della figura della madre che si allontanava: un'immagine che si sarebbe potuta imprimere a fuoco per sempre nella loro memoria.
Sarebbe stato il momento più difficile della vita di Eleni, e quello meno privato. File di occhi tristi la seguivano. Sapeva che erano lì per salutarla, ma non aveva mai desiderato tanto come allora di essere sola. Ogni volto della folla le era familiare, ciascuno individuo le era caro. "Addio," disse sommessamente. "Addio." Si teneva a distanza da loro. Il suo vecchio istinto di stringere in un abbraccio era morto di morte improvvisa dieci giorni prima, la mattina fatale in cui aveva notato delle strane macchie sulla parte posteriore della gamba. Erano inequivocabili, soprattutto quando le aveva confrontate con un'illustrazione dell'opuscolo che era stato distribuito per avvisare la gente sui sintomi del morbo. Non aveva bisogno di consultare uno specialista per capire la terribile verità. Sapeva, ancor prima di andare dal dottore, che aveva in qualche modo contratto la più terribile de

inviato il 27/02/2017
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La collezionista di storie

immagine copertina
Randa Jarrar
La collezionista di storie
Tradotto da Annalisa Crea
Piemme Bestseller 2010
10 righe da pagina 25:

"Ma è vero?"
"Habibti, la verità è che la gente crede cose diverse."
Non capivo come potessi credere qualcosa quando altre persone credevano qualcos'altro. Allora com'era possibile conoscere la verità? Ma mama mi spiegò che la verità era proprio questo: qualcosa di troppo grande perché tutti potessero trovarcisi d'accordo.
"Per esempio, alcune persone..." e indicò le colline al di là del mare "credono che Dio sia fuoco. Altre che abbia un figlio. Altre ancora che, dopo la morte, ci reincarneremo in creature diverse."
"Tu pensi che le persone si reincarnino?"
"Forse" disse lei, accarezzandosi la pancia. "Prendi le onde del mare. Non sono tutte uguali, ma non sono nemmeno completamente diverse. Forse le persone sono come le onde: sono fatte dello stesso oceano di anime."

inviato il 13/02/2017
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HERMANN HESSE

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IL LUPO DELLA STEPPA
HERMANN HESSE
Tradotto da Ervino Pocar
MONDADORI 1996
10 righe da pagina 143:

"Oggi ti dirò una cosa, una cosa che so da tempo, e anche tu la sai, ma forse non te la sei mai detta. Ti dirò quel che so di me e di te e della nostra sorte. Tu, Harry, sei stato un artista, un pensatore, un uomo pieno di gioie e di fede, sempre in traccia delle cose grandi e eterne, mai contento di di quelle piccole e graziose. Ma quanto più la vita ti ha svegliato e portato verso te stesso, tanto maggiore si è fatta la tua miseria, tanto più sei affondato nel dolore, nell'angoscia, nella disperazione, fino al collo, e tutto ciò che di bello e di sacro avevi conosciuto e amato e venerato un giorno, tutta la tua antica fede negli uomini e nel nostro alto destino non ti è servita a nulla, ha perso ogni valore ed è andata in frantumi. La tua fede non trovò più aria per respirare. E morire di asfissia è una brutta morte. Dico bene, Harry? E questa è la tua sorte?"

inviato il 09/01/2017
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Vedo solo adesso.... grazie mille per tutto

Ciao Cristina, per te un libro incentivo come finalista del mese di gennaio, 10 righe scelte dalla redazione. Manda i tuoi dati a libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Cristina, sei nella finale settimanale di Gennaio, 10 righe scelte dalla redazione.

L'Alchimista

immagine copertina
Paulo Coelho
L'Alchimista
Assaggi di narrativa Bompiani

L'Anima del Mondo è alimentata dalla felicità degli uomini. O dall'infelicità, dall'invidia, dalla gelosia. Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa. E quando vuoi davvero qualcosa, l'intero universo cospira affinché chi lo desidera con tutto sé stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni, per quanto sciocchi possano sembrare. Perché sono nostri e soltanto noi sappiamo quanto ci costa sognarli

inviato il 15/05/2017
Nei segnalibri di:

Appuntamento nel tempo

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Richard Matheson
Appuntamento nel tempo
Tradotto da Vittorio Curtoni
A. MONDADORI 1997
10 righe da pagina 36:

ornando attraverso il patio, diretto alla mia stanza, ho visto il cartello che segnala il salone della Storia del seminterrato.
Posto affascinante. Fotografie come nella galleria. Una camera da letto di fine Ottocento o dei primi del Novecento. Vetrine con oggetti della storia dell'hotel: un piatto, un menù, un portatovagliolo, un ferro da stiro, un telefono, un registro dell'hotel.Tornando attraverso il patio, diretto alla mia stanza, ho visto il cartello che segnala il salone della Storia del seminterrato.
Posto affascinante. Fotografie come nella galleria. Una camera da letto di fine Ottocento o dei primi del Novecento. Vetrine con oggetti della storia dell'hotel: un piatto, un menù, un portatovagliolo, un ferro da stiro, un telefono, un registro dell'hotel.
E in una delle vetrine c'è il programma di una rappresentazione tenuta nel teatro dell'hotel (non so dove sia) il 20 novembre 1896: Il piccolo ministro di J.M. Barrie, con un'attrice che si chiamava Elise McKenna. Vicino al programma c'è una foto del suo viso: il volto più splendidamente delizioso che io abbia visto

inviato il 15/05/2017
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Grazie :)

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di Maggio.

Richard Burton Matheson (Allendale, 20 febbraio 1926)

Il Ritratto Di Dorian Gray

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Oscar Wilde
Il Ritratto Di Dorian Gray
Tradotto da Emanuele Grazzi
Biblioteca Economica Newton 2009
10 righe da pagina 174:

Dalle ombre irreali della notte torna a noi la vita reale che conosciamo. Dobbiamo riprenderla da dove l'avevamo lasciata, e in noi si insinua il senso terribile di un'energia che deve continuare nello stesso monotono circolo di abitudini stereotipate; o magari il desiderio violento che una mattina i nostri occhi possano aprirsi su un mondo che nell'oscurità è stato rimodellato per il nostro piacere, in cui le cose si diano nuove forme e colori, siano diverse o abbiano altri segreti, un mondo in cui il passato abbia poca o nessuna importanza, o comunque sopravviva in forme ignare di obblighi o rimpianti, avendo il ricordo della gioia la sua amarezza, e quello del piacere la sua pena.

inviato il 15/05/2017
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Grazie! Ho scelto queste dieci righe http://scrivi.10righedailibri.it/le-stagioni-della-vita

Ciao Davide, sei nella finale settimanale di Maggio. scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi 22 maggio a domenica 28 maggio, riportando qui nei commenti il link.

Oscar Fingal O'Flahertie[1] Wills Wilde noto come Oscar Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900) è stato uno scrittore, aforista, poeta, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese.

Niels Lyhne

immagine copertina
Jens Peter Jacobsen
Niels Lyhne
Tradotto da Maria Svendsen Bianchi
Iperborea 2017
10 righe da pagina 54:

Vi sono caratteri forti che si fanno carico dei loro dolori e li sopportano, ed è anzi sotto il peso della sofferenza che danno la misura della propria forza, mentre altri, più deboli, si abbandonano senza resistenza al dolore come ci si arrende a una malattia; e come una malattia il dolore si impadronisce di loro, penetra fin nel più profondo del loro essere, diventa tutt'uno con loro, si trasforma in loro in una lenta lotta, fino a svanire in una completa guarigione.
Ma vi sono anche altri per i quali il dolore è una violenza perpetrata nei loro confronti, un sopruso che non si adatteranno mai a considerare come una prova o un castigo, tanto meno semplicemente come destino. Resta per loro un atto di tirannia, quasi la manifestazione di un odio personale, e lascia per sempre una ferita nel fondo del loro cuore.

inviato il 17/05/2017
Nei segnalibri di:

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Grazie, Staff! L'utente Quantoscommettiamo aveva scelto le mie righe di Franz Kafka ma non mi avete attribuito il libretto giallo :(

Ciao Piconzero, sei nella finale di Maggio, 10 righe scelte da voi utenti.

Al di là

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Alfredo Oriani
Al di là
GIUSEPPE GALLI EDITORE 1890
10 righe da pagina 130:

«Mio Dio!
«Le cinque! ho esclamato ascoltando l'orologio.
«Sognavo...
«Ah!
«Perchè non mi chiedete del sogno?... Ve lo lascio ad immaginare.
«Poi levandosi e tenendomi per mano siamo andate verso il cancello: la sua mora l'attendeva colla carrozza.
«Mi ha stretto la mano e raccolte febbrilmente le redini è partita di gran carriera. Speravo che alla svolta della strada si rivolgerebbe: mi sono ingannata.
«Mia cara signora.
«Così dolci mi rendi, o creatura
«Bella, i riposi, che la veglia è morte
«E vita il sonno dilettosa e pura.
«Ma perchè mi t'involi e, quando assorte
«Fiso in te le pupille ebbre d'amore,
«Ratto mi chiudi del tuo ciel le porte?
«Ricorderete questi versi: sono la preghiera di Lille, sublime come ella ed il suo amore.

inviato il 26/04/2017
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Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di Aprile.

Alfredo Oriani nacque a Faenza il 22 agosto 1852.

Le roi se meurt

Eugène Ionesco
Le roi se meurt
folio théâtre
10 righe da pagina 23:

RE - I re dovrebbero essere immortali.
MARGUERITE - Hanno già un'immortalità provvisoria.
RE - Mi avevano promesso che non sarei morto se non quando l'avessi deciso io stesso.
MARGUERITE - Perché pensavamo che ti decidessi prima! Poi hai preso gusto al potere, bisogna farti decidere per forza.
RE - Mi hanno ingannato. Avrebbero dovuto avvertirmi, mi hanno ingannato.
MARGUERITE - Eri stato avvertito.
RE - Mi avevi avvertito troppo presto. E ora mi avverti troppo tardi. Non voglio morire... Non vorrei. Salvatemi, visto che non posso più farlo da solo.
MARGUERITE - Colpa tua se sei stato colto di sorpresa, avresti dovuto prepararti. Mai però che tu ne abbia trovato il tempo! Eri condannato, bisognava pensarci sin dal primo giorno, e poi tutti i giorni, cinque minuti tutti i giorni. Non era un granché. Cinque minuti tutti i giorni. Poi dieci minuti, un quarto d'ora, mezz'ora. È così che ci si allena.
RE - Ci avevo pensato.
MARGUERITE - Mai seriamente, mai profondamente, mai con tutto te stesso.
MARIE - Viveva.
MARGUERITE - Troppo. [...]

inviato il 26/04/2017
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Lo Spleen di Parigi

Charles Baudelaire
Lo Spleen di Parigi
Tradotto da Franco Bella
Universale Economica Feltrinelli 2012
10 righe da pagina 133:

Il mio ospite e io, al momento di sederci, eravamo già vecchi e perfetti amici. Mangiammo, bevemmo oltre misura ogni sorta di vini straordinari, e cosa non meno straordinaria, mi pareva, dopo alcune ore, di non essere più ubriaco di quanto non lo fosse lui. Ma il gioco, questo piacere sovrumano, aveva interrotto a diverse riprese le nostre frequenti libagioni, e devo dire, che avevo giocato e perduto la mia anima in una serie determinata di partite, con una noncuranza ed una leggerezza eroiche. L'anima è una cosa tanto impalpabile, tanto spesso inutile e talvolta così fastidiosa, che provavo, in relazione a questa perdita, un po' meno di emozione che se avessi perduto passeggiando il mio biglietto da visita.

inviato il 30/04/2017
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Se hai problemi noi abbiamo ancora la foto che ci hai inviato tramite mail : )

Buongiorno a tutti voi e buon 1* Maggio. Ho cambiato p.c. e sto cercando di recuperare i dati, tra i quali molte foto...

Lulù, hai eliminato la tua foto o è sparita da sola? :)

Le 10 righe fanno parte di un piccolo poema in prosa. Charles Baudelaire nasce a Parigi il 9 aprile 1821. Muore a Parigi nell'agosto del 1867. Nel libro testo originale a fronte.

Come non educare i figli

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Franz Kafka
Come non educare i figli
Tradotto da Marco Federici Solari
L'orma Editore 2013
10 righe da pagina 29:

Ciò che da questa superficie si porta dietro lo scrivere – quando non ci sono alternative e le fonti più profonde restano mute – non è nulla e crolla su se stesso nell'istante in cui un sentimento vero scuote il terreno superiore. Perciò quando si scrive non si è mai abbastanza soli, quando si scrive non si può mai avere abbastanza silenzio attorno, quando si scrive la notte è sempre troppo poco notte. Perciò non si può mai avere abbastanza tempo a disposizione, perché le vie sono lunghe e ci si perde facilmente e a volte si è persino preda della paura e, senza essere costretti o chiamati, viene voglia di tornare indietro correndo (una voglia che dopo è sempre duramente punita), come se si dovesse ricevere all'improvviso un bacio dalla bocca più amata! Ho pensato spesso che lo stile di vita migliore per me consisterebbe nel vivere, con il materiale per scrivere e una lampada, nel locale più interno di un’ampia cantina chiusa a chiave.

inviato il 01/05/2017
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Commenti

Grazie :)

Fatto! :)

Piconzero, puoi verificare il tuo indirizzo e-mail? Quando commentiamo i tuoi post ci ritornano indietro l'email.

Il passo è tratto da una lettera a Felice Bauer scritta nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1913.

Come non educare i figli

immagine copertina
Franz Kafka
Come non educare i figli
Tradotto da Marco Federici Solari
L'orma Editore 2013
10 righe da pagina 37:

Non ho memoria, né per quel che ho imparato e letto, né per quel che ho vissuto e udito, e neanche per uomini e avvenimenti, mi sembra di non aver vissuto nulla, di non aver imparato nulla, un qualunque scolaretto ne sa più di me su quasi tutto e quel poco che so lo so così superficialmente che alla seconda domanda che mi si pone non sono già più capace di rispondere. Pensare mi è impossibile, quando penso inciampo in limiti a ogni piè sospinto, una volta ogni tanto riesco a capire qualcosa di colpo, ma non sono affatto capace di seguire o sviluppare un pensiero coerente. Non so neppure davvero raccontare, e in realtà quasi nemmeno parlare; nel raccontare qualcosa, la maggior parte delle volte ho la sensazione che devono provare i bambini quando tentano i primi passi non ancora per un proprio bisogno interiore, ma perché lo vuole la famiglia, adulta e che già cammina perfettamente. E tu, Felice, senti di non essere al livello di un uomo siffatto, tu che sei allegra, vivace, sicura e sana?

inviato il 01/05/2017
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Ultimo viene il corvo

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Italo Calvino
Ultimo viene il corvo
Oscar Mondadori 2012
10 righe da pagina 80:

Il comunista era un uomo basso,con una grossa testa calva,che aveva girato il mondo e sapeva tutti i mestieri.era uno che conosceva il male e il bene della vita,vedeva tutto andar male ma sapeva che un giorno andrebbe meglio,era un operaio che aveva letto libri,un comunista.
Lavorava a giornata per le campagne,perché l'aria della città non era più buona per lui;e lavorava bene,s'intendeva di semine,d'ortaggi.Ma più gli piaceva starsene seduto sui muri a parlare delle cose che si perdono nel mondo,del caffè che si brucia nel Brasile,dello zucchero che si butta in mare a cuba,delle scatole di carne che marciscono nei docks di Chicago.E ricordi suoi ,di una vita impastata di miseria,d'emigrazione,di carabinieri;ricordi di un uomo preso a botte dalla vita,di un uomo che si interessa a tutte le cose ,al male e al bene del mondo ,e ci ragiona sopra.

inviato il 01/05/2017
Nei segnalibri di:

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Grazie

http://scrivi.10righedailibri.it/i-malavoglia-5 le 10 righe che più mi piacciono sono queste,!natalina

Perfetto...mi ricordo sicuramente!!! Grazie!!!

Ciao Natalina, sei nella finale del mese di maggio. da oggi lunedi 8 a domenica 14 maggio, scegli 10 righe che più ti piacciono riportando qui nei commenti il link.

HERMANN HESSE

HERMANN HESSE 14 settimane 3 giorni fa

Vedo solo adesso.... grazie mille per tutto

Ti ricordi di me?

Ti ricordi di me? 28 settimane 2 giorni fa

grazie :)

Sabbie mobili

Sabbie mobili 51 settimane 2 giorni fa

Ringrazio l'editore per questo graditissimo regalo :)

Occhi di sale

Occhi di sale 51 settimane 3 giorni fa

Ciao Massimo :)

Il paradiso dell'uomo

Il paradiso dell'uomo 1 year 3 settimane fa

Grazie Giovanni! Sono contenta ti siano piaciute :)

Il paradiso dell'uomo 1 year 3 settimane fa

Grazie Emma, ho trovato tante vecchie edizioni perché sto mettendo ordine nello studio di mio padre e ci sono tantissimi libri

Un treno chiamato Russia

Un treno chiamato Russia 1 year 23 settimane fa

Ringrazio l'editore e tutto lo staff di 10 righe per questo libro incentivo.

Desolacion

Desolacion 1 year 28 settimane fa

pagina 114

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino 1 year 32 settimane fa

Eccomi ho scelto le righe postae da Iacv.angie tratte da La madre del riso
http://scrivi.10righedailibri.it/madre-del-riso-1

Infedele

Infedele 1 year 34 settimane fa

Non mi permetteva di pubblicare tutto il brano per cui l'ultima parte l'ho inserita nei commenti

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