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Pagina di Cristina Fanni

La casa del pittore

immagine copertina
Adèle Geras
La casa del pittore
Tradotto da Anna Luisa Zazo
Mondadori 2003
10 righe da pagina 164:

Quella fu l'ultima volta in cui Alex ricordava di aver visto piangere Efe. Era a terra, vicino a Markie, e stringeva in grembo la testa del bambino e piangeva come una ragazza. Più di qualsiasi ragazza Alex avesse mai visto. Aveva il viso arrossato e bagnato e gli occhi gonfi, quasi chiusi per le lacrime.
Alex aveva chiuso a sua volta gli occhi per cancellare l'immagine del fratello maggiore, del suo eroe, della persona che aveva amato più di ogni altro, ridotto a quel povero essere tremante, disperato. Allora non aveva saputo che cosa fare, e anche adesso dopo tanti anni si vergognava a pensare quanto fosse stato inutile.

inviato il 17/09/2018
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Resto qui

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Marco Balzano
Resto qui
Einaudi 2018
10 righe da pagina 133:

Della vita nelle capanne, di Erich che aveva disertato, di me che avevo sparato ai tedeschi non mi chiese niente. Era diventata vecchia Ma’, aveva gli occhi scoloriti e la faccia rugosa come una foglia secca. Eppure ancora stringeva i pugni, ancora lottava per non farsi derubare i giorni dai troppi pensieri.
“Sono tenaglie i pensieri, lasciali perdere”, diceva quando lavavamo i panni al fiume o certe sere che andavamo avanti a rammendare fino a tardi.
Curon e il maso erano sì la sua vita, eppure dai ricordi, persino dalle radici, Ma’ se ne sapeva staccare un attimo prima che la rendessero prigioniera. Non si perdeva mai come fanno i vecchi in racconti d’altri tempi, e anche quando parlava di Pa’ più che rievocare certi momenti sembrava rimproverargli di essersene andato alla chetichella, lavandosene le mani di lei..

inviato il 26/08/2018
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La Collina

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Andrea Delogu e Andrea Cedrola
La Collina
Fandango 2014
10 righe da pagina 99:

Fuori ha smesso di piovere, dentro si spengono le luci.
Fischi dei ragazzi, un accenno di applauso, segue un silenzio di dieci secondi, poi il suono di un violino. Ci voltiamo tutti in direzione del palco, un occhio di bue illumina Berta, la responsabile delle animatrici. S'illumina anche il resto del palco. Venti ragazze vestite di bianco. Il colore della Collina. Lo dirige Giulio. Via con la bacchetta e ragazze e violino iniziano Imagine, però in italiano. Rispettoso silenzio, totale, tanto che possono sentire Barbara, In italiano fa cagare, e Ivan, Dai, per favore. Ma subito dopo, In effetti fa cagare, ammette.

inviato il 26/08/2018
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Venga la tempesta

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Leena Lander
Venga la tempesta
Tradotto da Ernesto Boella e Jari Boella
Mondolibri 1999

La bambina, gracile e bionda, è in mezzo al cortile, silenziosa, immobile.
Cosa vuoi, piccola?
Voglio morire.
No, scaccia quell'immagine. Non pensarci. Ti fa male. E tu non vuoi sapere che cosa è accaduto.
è di pietre che vuoi parlare. Ti hanno sempre affascinata. Fin da bambina raccoglievi normalissimi sassi, che lavavi e custodivi sotto il letto dentro scatole di cartone. All'inizio le tue sorelle trovavano la cosa divertente, poi penosa. Per loro, non aveva alcun senso. Le pietre non sono niente. Non valgono niente.
Ma non è vero. La pietra è il tempo, la pazienza incrollabile del tempo.

inviato il 07/05/2018
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Greazieeeee, veramente di cuore

Ciao Cristina, per Te un libro incentivo come finalista del mese di maggio, 10righe scelte da Voi utenti.
Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Grazieeeeeeeeeeeee mi fa molto piacere

Ciao Cristina, sei nella finale di maggio, 10righe scelte da Voi utenti.

La custode di mia sorella

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Jodi Picoult
La custode di mia sorella
Tradotto da Lucia Corradini Caspani
Corbaccio 2005
10 righe da pagina 144:

Quando apre gli occhi, rischio di cadere dal letto; è un momento da Esorcista. "Anna?" dice lei, guardandomi dritto in faccia. Non vedevo il suo sguardo così spaventato da quando eravamo piccole e Jesse ci faceva credere che un vecchio fantasma indiano fosse ritornato a pretendere le sue ossa sepolte per errore sotto la nostra casa,
Se avete una sorella, e questa muore, non dite più che avete una sorella? Oppure siete sempre una sorella, anche quando l'altra metà dell'equazione se n'è andata?
Striscio sul letto, che è stretto, ma grande abbastanza per noi due. Appoggio il capo sul suo petto, così vicino al tubo centrale che posso vedere il liquido gocciolare dentro di lei. Jesse si è sbagliato, non sono venuta a trovare Kate perché poi mi sentirò meglio. Sono venuta perché senza di lei è difficile, per me, ricordare chi sono.

inviato il 01/05/2018
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significativo..:-)

Maria Stuarda. La rivale di Elisabetta I d'Inghilterra

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Stefan Zweig
Maria Stuarda. La rivale di Elisabetta I d'Inghilterra
Tradotto da Lorenza Pampaloni
Bompiani 2015
10 righe da pagina 218:

A volte è persino difficile distinguere: è Maria Stuarda che vaga di notte per le stanze, insonne, stravolta, torturata a sangue dalla coscienza, o è lady Macbeth che vuole lavare dalle sue mani il sangue invisibile? È Bothwell o è Macbeth che diventa sempre più deciso e duro ad azione compiuta, che sempre più audace e temerario sfida l'odio dell'intero paese pur sapendo che il coraggio è inutile e i fantasmi sono sempre più forti dei vivi? Qui come là la passione di una donna è la forza trainante e l'uomo è l'esecutore, ed è tremendamente simile soprattutto l'atmosfera, l'oppressione crescente sulle anime confuse, torturate, uomo e donna incatenati l'uno all'altro dallo stesso delitto, che li trascina nello stesso atroce abisso.

inviato il 01/05/2018
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secondo mè il potere fà sì che si deformi ogni tipo di carattere e di propria cognizione..sia uomini che donne al potere sono solo degli esecutori in un contesto a cui è impossibile sottrarsi...

I Borgia Danzando con la fortuna

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Sarah Dunant
I Borgia Danzando con la fortuna
Tradotto da Maddalena Togliani
Neri Pozza 2017
10 righe da pagina 172:

Cade il silenzio. Non è cambiato nulla nelle reciproche posizioni, ma sembra che non gli interessi più, quasi come se ora apprezzasse la loro compagnia. O forse ama il suono della sua voce, perché il dialogo ha lasciato il posto al soliloquio. Niccolò si trova a chiedersi che aspetto abbia quel volto senza maschera. È a tal punto rovinato dal mal francese da dover essere tenuto nascosto? O la maschera rientra negli accessori di scena che accrescono il senso di minaccia? Se i soldati sono ancora infervorati dall'azione militare recente, il loro comandante lo sarà a maggiore ragione. Il sonno deve apparire scialbo a un uomo del genere, anche se la Fortuna lo aspetta nel suo letto.

inviato il 29/04/2018
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Un segreto nel cuore

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Nicholas Sparks
Un segreto nel cuore
Tradotto da Alessandra Petrelli
Frassinelli 2001

Dove comincia veramente una storia? Nella vita è difficile che si verifichino inizi netti, momenti precisi nei quali, a posteriori, possiamo dire che tutto sia cominciato. Tuttavia, esistono attimi in cui il destino incrocia la nostra vita quotidiana, mettendo in moto una serie di eventi assolutamente inaspettati e dall'esito imprevedibile.
Sono quasi le due di notte e sono sveglio. Dopo essermi infilato a letto, ieri sera, mi sono rigirato per quasi un'ora prima di gettare la spugna. Adesso sono seduto alla scrivania, con la penna in mano, a riflettere con il mio personale incontro col destino. Mi capita spesso. Ultimamente non riesco a pensare ad altro.

inviato il 27/04/2018
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Ciao Cristina, sei nella finale del mese di aprile, 10righe scelte da Voi utenti.

La montagna rossa

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Olivier Truc
La montagna rossa
Tradotto da Raffaela Fontana
Marsilio Editori 2018
10 righe da pagina 21:

Persson, per esempio, era bravissimo a fare il doppio gioco, sfruttando il ruolo di allevatore in contesti diversi ed esigendo il rispetto dei suoi diritti di membro di una minoranza. Questo non piaceva a tutti. Altri allevatori part time davano meno problemi, ma a volte bastava anche solo Persson perché gli svedesi si coalizzassero e vedessero i sami come noiosi questuanti in cerca di sovvenzioni.
Anche gli altri si osservavano a vicenda.
«La polizia delle renne tornerà domani mattina, e noi ne prendiamo atto. Non possiamo permetterci il minimo passo falso con il processo in corso.»
Questa volta ci fu solo un grugnito da parte di Persson.
Gli altri restarono in silenzio.
«Inoltre vi ricordo che è stato trovato un cadavere» continuò Petrus. «Scaveranno nelle nostre storie. E tu, Persson, farai bene a non dimenticartelo.»

inviato il 20/02/2018
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Il tempo di parlare Sopravvivere nel lager a passo di danza. Diario di una ballerina ebrea

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10 righe da pagina 43:

Quando entrammo nel grande atrio del Palazzo del commercio, il 5 agosto 1942, ci fermammo un attimo a considerare la scena davanti ai nostri occhi. Mi ricordava le illustrazioni del Vecchio Testamento di Gustave Doré, che guardavo con terrore quando da bambina andavo a trovare i nonni. Era una raffigurazione del diluvio universale, col mare che sparisce sotto una moltitudine di corpi annegati, con la sola differenza che in questo caso la massa umana fluttuava su una superficie di migliaia di materassi e valigie. I nostri sensi furono sopraffatti dalla vista di così tanti corpi in perpetuo movimento, e dai rumori misteriosi eppure assolutamente umani che riempivano l'aria. Ma non c'era tempo per riflettere, dovevamo trovarci uno spazio, impresa apparentemente impossibile. Quando infime lo trovammo, sparimmo anche noi nella massa anonima che

inviato il 14/02/2018
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Quando infime lo trovammo, sparimmo anche noi nella massa anonima che si era aperta un momento e poi richiusa sopra di noi. Fu allora che sperimentai per la prima volta la sensazione di aver perso l'identità - il mio nome, il mio passato, me stessa. Adesso ero BA677.
Continua così

Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico

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Luis Sepúlveda
Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
Tradotto da Ilide Carmignani
Guanda 2012
10 righe da pagina 8:

Potrei dire che Mix è il gatto di Max, oppure che Max è l’umano di Mix, ma come ci insegna la vita non è giusto che una persona sia padrona di un’altra persona o di un animale, quindi diciamo che Max e Mix, o Mix e Max, si vogliono bene.
Max e Mix, o Mix e Max, vivevano in una casa di Monaco di Baviera e la casa era in una strada fiancheggiata da alti ippocastani, splendidi alberi che d’estate offrivano una bella ombra e che furono sempre la grande gioia di Mix e la grande preoccupazione di Max.
Quando Mix era piccolino, approfittando di una distrazione di Max e dei suoi fratelli, uscì in strada, sentì il richiamo dell’avventura, si arrampicò sui rami più alti di un ippocastano e, una volta lassù, scoprì che scendere era più difficile che salire, perciò tenendosi ben stretto al ramo cominciò a miagolare per chiedere aiuto.

inviato il 18/06/2018
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Grazie Staff :)

Ciao Giovanni, sei nella finale di giugno. 10righe scelte da Voi utenti.

Grazie Marcello :)

Caro Giovanni, ho appena avvisato la Redazione di aver scelto questo brano come mio preferito. Ciao

Luis Sepúlveda Calfucura (Ovalle, 4 ottobre 1949)

La strada presa

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Edward Thomas
La strada presa
Tradotto da Paolo Febbraro
Elliot 2017
10 righe da pagina 77:

Bellezza
Che vuol dire? Stanco, arrabbiato e a disagio,
nessun uomo, donna, bambino potrebbe andarmi
a genio, ora. Eppure so quasi ridere
bello seduto a comporre un epitaffio -
"Qui giace tutto ciò che nessuno amò di lui
e che non amò nessuno". Poi, in un baleno quel capriccio
si sfilaccia. Ma, per quanto io sia come un fiume
sul far della sera quando sembra che mai
il sole l'abbia acceso o scandalo, mentre
brezze oblique ne increspano la superficie,
il cuore, frazione di me stesso, felice
si libra per la finestra anche ora, verso l'albero
d'una nebbiosa e fioca, quieta valle;
non come un vanello che torni a gemere
per ciò che ha persona, ma come un colombo
che plani ad ali ferme sul nido amoroso.
Li trovo il riposo, e nel crepuscolo la brezza
solleva ciò ch'è vivo in me. E' lì la Bellezza.

inviato il 18/06/2018
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Grazie

Ciao Elena, sei nella finale di giugno. 10righe scelte dalla redazione.

Lambeth (Londra)3 marzo 1878

Storia delle miei possessioni

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Jeanne Des Anges
Storia delle miei possessioni
Tradotto da Mino Bergamo
Castelvecchi 2017
10 righe da pagina 27:

Dal crocefisso venivano queste parole: "Non volgermi le spalle, e io avrò cura di te. Sappi che sono i tuoi peccati a tenermi inchiodato a questa croce, e che la salvezza della tua anima conta, per me, ancor più che per me stessa. L'azione che stavi per compiere ti avrebbe precipitata negli abissi infernali. Torna da me ed esci dalle tenebre".
Udendo queste parole, rimasi stupefatta, ed ebbi, al tempo stesso, una sorta d'illuminazione. Dal più profondo del mio cuore, cominciai a chiedere misericordia a quell'infinita bontà. Con tutte le mie forze, impetrai il suo perdono per i miei peccati, che mi apparivano d'un tratto in tutto il loro orrore. Fui colta da un vivissimo senso di costrizione, e da allora la mia volontà mutò radicalmente

inviato il 18/06/2018
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Cozes 2 febbraio 1602

LA BARACCA

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VINCENTE BLASCO IBÁÑEZ
LA BARACCA
Tradotto da Rosalia Gwiss Adami
Bietti 1946
10 righe da pagina 121:

Un giovedì mattina, Battista prese la via per Valenza, triste e
accigliato come se andasse a un funerale. Era giorno di mercato d’animali nel
letto del fiume, ed egli portava nella fascia, come una grossa protuberanza, un
sacchettino di tela da involgere con il resto dei suoi risparmi.
Sulla baracca piovevano le disgrazie. Mancava soltanto che crollasse il
tetto su di loro Schiacciandoli tutti.

inviato il 19/06/2018
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Il padiglione cinese

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Eduard von Keyserling
Il padiglione cinese
Tradotto da Mario Benzi
Bàrbes 2010
10 righe da pagina 76:

Un crepuscolo di incolore, cristallino, si diffondeva sulla campagna. Le campane suonavano a vespro. Nel villaggio, i bambini facevano la solita chiassata prima di andare a dormire […] Brume pallide si levavano dai campi, si stendevano in lunghe strisce di frescura. Una quaglia cominciò a cantare, e continuò monotona e instancabile, come parlasse in sogno di sterminati campi di grano. Tutto ciò penetrava Marella, la commuoveva. Bello! Qui poteva riposare, aspettando l'avvenimento degno di lei. Sopra il castello splendeva la luna. Dalle finestre spalancate veniva un confuso parlottio misto al suono d’un pianoforte, le voci della vita che Marella aveva amata sì dolorosamente.

inviato il 20/06/2018
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Eduard von Keyserling (Hasenpoth 1855 – Monaco di Baviera 1918), scrittore tedesco.

BILANCIA DEL TEMPO O SIA LA DIFFERENZA FRA IL TEMPORALE E L’ETERNO

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EUSEBIO NIEREMBERG
BILANCIA DEL TEMPO O SIA LA DIFFERENZA FRA IL TEMPORALE E L’ETERNO
Tradotto da anonimo gesuita
Niccolò Pezza 1776
10 righe da pagina 44:

In riguardo alla primiera condizione del non aver fine,disse Cesario, che l’eternità
è un giorno privo di sera, perché l’Eternità de’ Santi non vedrà mai tramontare il sole
Della sua chiarezza; quella de’ peccatori è una notte, che non sarà giammai veduta dal sole
In eterno buio, ed oscurità hanno da starsi ardendo i corpi, ed arrabbiando le anime degli infelici.
E se al febbricitante, cui fugge il sonno, tuttoché si giaccia in agiatissimo letto, un ora
Della notte rassembra un secolo, e gli si fa mille anni, che sia giunto il mattino; che farà lo star senza dormire una notte eterna a coloro, che dormirono in questa vita, quando era i tempo di star desti, e patir con tanti strazi in un letto di fuoco, senza speranza mai di mattino?Questo stesso non aver fine simboleggiarono gli antichi nella figura dell’ anello, col quale dichiaravano

inviato il 20/06/2018
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Claudine a scuola

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Colette
Claudine a scuola
Tradotto da Carlo Bo
Bur 1991
10 righe da pagina 164:

Ah, i boschi, i cari boschi di Montigny! A quest'ora so bene che mormorano: le vespe, le mosche che succhiano i fiori dei tigli e dei sambuchi fanno vibrare tutta la foresta come una organo; e gli uccelli non cantano, perché a mezzogiorno stanno ritti sui rami, cercano l'ombra, si lisciano le penne e guardano il sottobosco con occhi mobili e lucenti. Me ne sarei coricata, sull’orlo dell’abetaia donde si vede tutto il paese in basso, sotto di noi, col vento caldo che mi soffia in faccia, mezza sfinita di benessere e di pigrizia.

inviato il 22/06/2018
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Colette, pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette (Saint-Sauveur-en-Puisaye 1873 – Parigi 1954), scrittrice francese.

Lucrezio e il canto del nulla

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Marcello Parsi
Lucrezio e il canto del nulla
Tradotto da Marcello Parsi
Youcanprint 2018
10 righe da pagina 31:

Perciò, quando vedi che un uomo si lamenta con se stesso, perché dopo la morte avverrà che o vada in putrefazione, una volta che sia stato sepolto, o venga distrutto dalle fiamme o dalle mascelle delle belve, è evidente che egli non parli sinceramente e che dentro al cuore gli rimanga un qualche tormento nascosto, sebbene lui stesso escluda di credere che dopo la morte gli resterà una forma di sensibilità. Infatti, come credo, non mantiene ciò che promette né è fedele alle sue premesse né si toglie dalla vita e ne esce interamente, ma egli stesso immagina inconsciamente che sopravviva qualcosa di sé. Infatti, quando ciascuno da vivo concepisce l'idea che dopo la morte gli uccelli e le fiere faranno a pezzi il suo corpo, ha pietà di se stesso; infatti non si stacca da lì né si allontana abbastanza dal suo corpo disteso...

inviato il 24/06/2018
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Patricia Brent, zitella

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Herbert Jenkins
Patricia Brent, zitella
Tradotto da Federica Alessandri
LIT 2012
10 righe da pagina 161:

Il signor Sefton, ignaro della sorpresa nascosta tra le pieghe del tovagliolo, lo apri con un gesto largo del braccio, per dimostrare che si sentiva del tutto a suo agio. Il panino schizzò in aria, e malgrado gli sforzi del signor Sefton per riacchiapparlo andò a cadere sul naso della signorina Wangle, che proprio in quel momento aveva cominciato a raccontare a Bowen del “caro vescovo”. Patricia si morse le labbra, Bowen si chinò premurosamente verso l’adirata signorina Wangle […]. Per fortuna Gustave creò un diversivo arrivando con la zuppa. Il pover'uomo aveva le mani ingolfate in un paio di guanti bianchi di cotone, troppo larghi per lui, che lo tenevano in continua apprensione. Ogni momento libero della serata lo dedicò a ritirarli sui polsi, proprio mentre sul punto di perderli.

inviato il 25/06/2018
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Herbert George Jenkins (1876 – Londra 1923), scrittore ed editore inglese.

dove soffiano i venti selvaggi

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Nick Hunt
dove soffiano i venti selvaggi
Tradotto da Laura Prandino
Neri Pozza 2018
10 righe da pagina 145:

C'era un nuovo mondo bianco,lassù-
Gornje Sitno era il paese più in quota, alla fine della strada.
Quindici centimetri di neve farinosa mi scricchiolavano sotto i piedi mentre salivo,e si appallottolavano alle estremità dei lacci trasformandoli in code di leone.La neve si era accumulata sul lato esposto al vento di ogni foglia e filo d'erba,mentre tronchi e pali del telefono erano segnati da una striscia verticale che pareva di pelliccia bianca,impeccabilmente angolata a nordest ,come magnetizzata da un nuovo polo.Il mondo era perfettamente bisecato,suddiviso tra primavera e inverno.
Al riparo dal pendio nel tratto iniziale,potevo solo sentirla.Ma appena raggiunsi la cima,la Bora mi investì in pieno.

inviato il 25/06/2018
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Venga la tempesta

Venga la tempesta 19 settimane 3 giorni fa

Greazieeeee, veramente di cuore

Venga la tempesta 22 settimane 2 giorni fa

Grazieeeeeeeeeeeee mi fa molto piacere

Il tempo di parlare Sopravvivere nel lager a passo di danza. Diario di una ballerina ebrea

Il tempo di parlare Sopravvivere nel lager a passo di danza. Diario di una ballerina ebrea 35 settimane 1 giorno fa

Quando infime lo trovammo, sparimmo anche noi nella massa anonima che si era aperta un momento e poi richiusa sopra di noi. Fu allora che sperimentai per la prima volta la sensazione di aver perso l'identità - il mio nome, il mio passato, me stessa. Adesso ero BA677.
Continua così

Vendetta

Vendetta 48 settimane 6 giorni fa

Grazieeeeeeeeeeeeeeeeee

HERMANN HESSE

HERMANN HESSE 1 year 35 settimane fa

Vedo solo adesso.... grazie mille per tutto

Ti ricordi di me?

Ti ricordi di me? 1 year 49 settimane fa

grazie :)

Sabbie mobili

Sabbie mobili 2 years 20 settimane fa

Ringrazio l'editore per questo graditissimo regalo :)

Occhi di sale

Occhi di sale 2 years 20 settimane fa

Ciao Massimo :)

Il paradiso dell'uomo

Il paradiso dell'uomo 2 years 24 settimane fa

Grazie Giovanni! Sono contenta ti siano piaciute :)

Il paradiso dell'uomo 2 years 24 settimane fa

Grazie Emma, ho trovato tante vecchie edizioni perché sto mettendo ordine nello studio di mio padre e ci sono tantissimi libri

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