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Pagina di Cristina Fanni

Vita su un pianeta nervoso

immagine copertina
Matt Haig
Vita su un pianeta nervoso
Tradotto da Silvia Castoldi
Edizioni e/o 2019
10 righe da pagina 34:

Quando, negli anni Novanta, lo slogan di Microsoft ci chiedeva: "Dove vuoi andare oggi?" si trattava di una domanda retorica. Nell'era digitale, la risposta è "Ovunque". L'ansia, per citare il filosofo Soren Kirkegaard, può essere "la vertigine della libertà ", ma tutta questa libertà di scelta è un miracolo.
Eppure, nonostante le scelte siano infinite, le nostre esistenze si svolgono su un arco temporale finito. Non possiamo vivere ogni vita. Non possiamo guardare ogni film o leggere ogni libro o visitare ogni luogo di questa bellissima terra. Invece di lasciarci bloccare da questa evidenza, dobbiamo rivedere le scelte che abbiamo davanti. Scoprire cosa va bene per noi e lasciar perdere il resto. Non è necessario un altro mondo. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è già qui, se smettiamo di credere di aver bisogno di tutto.

inviato il 26/05/2019
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La figlia della libertà

immagine copertina
Luca Di Fulvio
La figlia della libertà
Rizzoli 2019
10 righe da pagina 16:

«No, tu non capisci, vedi?» fece padre Cecè. «Certo che
la gente teme il Barone. Ma credi davvero che sia per questo
che si accaniscono contro di te? Sbagli. Non hai capito niente. Per loro tu sei addirittura più pericolosa del Barone…
e per certi versi non posso dargli torto. Tu sei una donna,
Rosetta.»
«E allora?»
«Cosa succederebbe se altre donne si comportassero come te?» disse padre Cecè, infervorandosi. «È una cosa contro natura! Anche Dio la condanna!»
«Io valgo quanto un uomo.»
«È proprio questo che Dio condanna!» Il prete la afferrò
per le spalle. «Una donna deve…»
«La conosco questa cantilena» lo interruppe irosamente
Rosetta, scansandosi. «Una donna deve sposarsi, figliare e
prendere botte dal marito senza ribellarsi, come una brava
serva.»

inviato il 25/04/2019
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Ancora grazie, sono contentissima

Ciao Cristina, per Te un libro incentivo come finalista nel mese di Aprile, scelte da Voi utenti. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Grazieeeeeeeeeeeeee

Ciao Cristina sei nella classifica del mese di aprile, 10righe scelte da Voi utenti.

Son luce e ombra

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Eliano Cau
Son luce e ombra
Condaghes 2016
10 righe da pagina 36:

Soggiunse: "Io non l'ho mai vista, Dio me ne liberi, e tutto ciò che so l'ho sentito dalle mie amiche".
Forse la proteggeva il Maligno, "Quella", o forse non esisteva, si ripetevano i religiosi ogni volta che ne parlavano. Era più semplice spegnere i fulmini e mettere la cavezza ai tuoni, agguantare la nebbia del fiume che la "Bestia" inafferrabile.
A un certo punto Loìsa ebbe un'illuminazione, un raggio di sole che le squarciò il drappo nero della mente.
"Il suo primo nome non lo sa nessuno, ma il secondo è Inghènia, così la chiamano i pochi che la conoscono. È anche bella e molto giovane, Padre Lo', e da come riesce a comandare alle ragazze che vanno a trovarla, deve avere una volontà di ferro" disse orgogliosa della sua osservazione, articolando chiaramente le frasi per non ripeterle un'altra volta.

inviato il 25/04/2019
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La storia dell'acqua

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Maja Lunde
La storia dell'acqua
Tradotto da Giovanna Paterniti
Marsilio 2018
10 righe da pagina 36:

Sorrise di nuovo, stava davvero cercando di essere gentile. E io le risposi con altrettanta gentilezza, la ringraziai per la disponibilità, per dimostrarle che anch’io sapevo essere gentile. Sedevo con le braccia strette al corpo, irrigidito. Cercavo di nascondere il sudore sotto alle ascelle, i grossi aloni sulla maglietta. Gettai un’altra occhiata a Lou.
Ancora non riuscivo a vederle il viso. Sedeva rigida come me, solo che teneva la fronte sulle ginocchia. Quando la sollevò, vidi che la stoffa dei pantaloni aveva lasciato impresso un sottile reticolato sulla sua pelle liscia. Non la presi per mano quando ce ne andammo. Avrei voluto mettermi a correre. Gridare. Ma mi costrinsi a camminare tranquillamente.
Le cicale. Le cicale non si arrendono. Le cicale sopportano.
Io sono una cicala.

inviato il 05/04/2019
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Paura e carne

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Giorgio Todde
Paura e carne
Il Maestrale - Frassinelli 2003
10 righe da pagina 23:

Dall'altra parte del mare crescono papaveri, vicino al deserto.
La dimenticanza è la medicina che si trova tra i lenitivi conservati nelle ampolle di vetro riposte in penombra.
Il sole ha ingrassato il petalo rosso sul quale suda curvo il raccoglitore che mette da parte anche una porzione per sé contro ogni dolore e ora ha lo sguardo ebete dell'estatico.
Ha iniziato a raccogliere quando era bambino e oggi di anni ne ha quasi settanta. Da molto non lascia la piantagione, l'oasi e la sua acqua nutriente. Riposa sulla paglia nella capanna ma non dorme mai davvero e pensa alla moglie, Hana, che vive nell'altra città da venti e più anni.

inviato il 20/01/2019
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Ciao Natalina :)

Solitudine...e papaveri..
Ciao Cristina!!!

La casa del pittore

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Adèle Geras
La casa del pittore
Tradotto da Anna Luisa Zazo
Mondadori 2003
10 righe da pagina 164:

Quella fu l'ultima volta in cui Alex ricordava di aver visto piangere Efe. Era a terra, vicino a Markie, e stringeva in grembo la testa del bambino e piangeva come una ragazza. Più di qualsiasi ragazza Alex avesse mai visto. Aveva il viso arrossato e bagnato e gli occhi gonfi, quasi chiusi per le lacrime.
Alex aveva chiuso a sua volta gli occhi per cancellare l'immagine del fratello maggiore, del suo eroe, della persona che aveva amato più di ogni altro, ridotto a quel povero essere tremante, disperato. Allora non aveva saputo che cosa fare, e anche adesso dopo tanti anni si vergognava a pensare quanto fosse stato inutile.

inviato il 17/09/2018
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Resto qui

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Marco Balzano
Resto qui
Einaudi 2018
10 righe da pagina 133:

Della vita nelle capanne, di Erich che aveva disertato, di me che avevo sparato ai tedeschi non mi chiese niente. Era diventata vecchia Ma’, aveva gli occhi scoloriti e la faccia rugosa come una foglia secca. Eppure ancora stringeva i pugni, ancora lottava per non farsi derubare i giorni dai troppi pensieri.
“Sono tenaglie i pensieri, lasciali perdere”, diceva quando lavavamo i panni al fiume o certe sere che andavamo avanti a rammendare fino a tardi.
Curon e il maso erano sì la sua vita, eppure dai ricordi, persino dalle radici, Ma’ se ne sapeva staccare un attimo prima che la rendessero prigioniera. Non si perdeva mai come fanno i vecchi in racconti d’altri tempi, e anche quando parlava di Pa’ più che rievocare certi momenti sembrava rimproverargli di essersene andato alla chetichella, lavandosene le mani di lei..

inviato il 26/08/2018
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La Collina

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Andrea Delogu e Andrea Cedrola
La Collina
Fandango 2014
10 righe da pagina 99:

Fuori ha smesso di piovere, dentro si spengono le luci.
Fischi dei ragazzi, un accenno di applauso, segue un silenzio di dieci secondi, poi il suono di un violino. Ci voltiamo tutti in direzione del palco, un occhio di bue illumina Berta, la responsabile delle animatrici. S'illumina anche il resto del palco. Venti ragazze vestite di bianco. Il colore della Collina. Lo dirige Giulio. Via con la bacchetta e ragazze e violino iniziano Imagine, però in italiano. Rispettoso silenzio, totale, tanto che possono sentire Barbara, In italiano fa cagare, e Ivan, Dai, per favore. Ma subito dopo, In effetti fa cagare, ammette.

inviato il 26/08/2018
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Venga la tempesta

immagine copertina
Leena Lander
Venga la tempesta
Tradotto da Ernesto Boella e Jari Boella
Mondolibri 1999

La bambina, gracile e bionda, è in mezzo al cortile, silenziosa, immobile.
Cosa vuoi, piccola?
Voglio morire.
No, scaccia quell'immagine. Non pensarci. Ti fa male. E tu non vuoi sapere che cosa è accaduto.
è di pietre che vuoi parlare. Ti hanno sempre affascinata. Fin da bambina raccoglievi normalissimi sassi, che lavavi e custodivi sotto il letto dentro scatole di cartone. All'inizio le tue sorelle trovavano la cosa divertente, poi penosa. Per loro, non aveva alcun senso. Le pietre non sono niente. Non valgono niente.
Ma non è vero. La pietra è il tempo, la pazienza incrollabile del tempo.

inviato il 07/05/2018
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Greazieeeee, veramente di cuore

Ciao Cristina, per Te un libro incentivo come finalista del mese di maggio, 10righe scelte da Voi utenti.
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Grazieeeeeeeeeeeee mi fa molto piacere

Ciao Cristina, sei nella finale di maggio, 10righe scelte da Voi utenti.

La custode di mia sorella

immagine copertina
Jodi Picoult
La custode di mia sorella
Tradotto da Lucia Corradini Caspani
Corbaccio 2005
10 righe da pagina 144:

Quando apre gli occhi, rischio di cadere dal letto; è un momento da Esorcista. "Anna?" dice lei, guardandomi dritto in faccia. Non vedevo il suo sguardo così spaventato da quando eravamo piccole e Jesse ci faceva credere che un vecchio fantasma indiano fosse ritornato a pretendere le sue ossa sepolte per errore sotto la nostra casa,
Se avete una sorella, e questa muore, non dite più che avete una sorella? Oppure siete sempre una sorella, anche quando l'altra metà dell'equazione se n'è andata?
Striscio sul letto, che è stretto, ma grande abbastanza per noi due. Appoggio il capo sul suo petto, così vicino al tubo centrale che posso vedere il liquido gocciolare dentro di lei. Jesse si è sbagliato, non sono venuta a trovare Kate perché poi mi sentirò meglio. Sono venuta perché senza di lei è difficile, per me, ricordare chi sono.

inviato il 01/05/2018
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significativo..:-)

Attraverso il fuoco

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Robert Crais
Attraverso il fuoco
Tradotto da A. Raffio
Mondadori 2009
10 righe da pagina 54:

Immaginai Lionel Byrd seduto sulla sua poltrona con l’album in grembo. Nel mio film mentale gira le pagine a una a una, rivivendo ogni omicidio, la pistola posata sulla poltrona accanto alla gamba. Se ha la pistola, significa che ha programmato il suicidio. Si porterà album e pistola alla poltrona. Si abbandonerà ai ricordi. Forse si pentirà di ciò che ha fatto. Poi, quando non ne potrà più, si unirà alle sue vittime nella morte. Mi chiesi se avrebbe pensato a come spararsi. Sotto il mento o alla tempia? Sotto il mento fa accapponare la pelle. Potresti sbagliare e farti saltare la bocca. E ti sveglieresti in ospedale, vivo, accusato di tutti quegli omicidi, ma senza bocca.
Io avrei scelto la tempia. Pensavo che Lionel Byrd avrebbe scelto la tempia.

inviato il 26/05/2019
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Maledetti toscani

immagine copertina
Curzio Malaparte
Maledetti toscani
Leonardo editore, Milano
10 righe da pagina 133:

E questo che io dico, che siamo la cattiva coscienza d'Italia, non è un'offesa, ma un elogio dei toscani. Poiché ogni uomo, come ogni popolo, se non vuole addormentarsi dall'adipe, e affogar nella retorica, ha bisogno di qualcuno che gli dica in faccia quel che si merita, quel che tutti pensano di lui e nessuno osa dirgli, se non dietro la sciena e a voce bassa. Quel che salva un uomo o un popolo, è la sua cattiva coscienza, non la coscienza tranquilla: questo è particolarmente vero in Italia, dove la storia non è intesa se non come panegirico, e tutto, anche i tradimenti, le fughe, le vigliaccate, diventa materia di lode e di trionfo.

inviato il 05/04/2014
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Ficciones

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Jorge Luis Borges
Ficciones
Alianza Editorial 2008
10 righe da pagina 134:

No sólo le costaba comprender que el símbolo genérico 'perro' abarcara tantos individuos dispares de diversos tamaños y diversa forma; le molestaba que el perro de las tres y catorce (visto de perfil) tuviera el mismo nombre que el perro de las tres y cuarto (visto de frente).
[...]
Era el solitario y lúcido espectador de un mundo multiforme, istantáneo y casi intolerablemente preciso.
[...] Había aprendido sin esfuerzo el inglés, el francés, el portugués, el latín. Sospecho, sin embargo que no era muy capaz de pensar. Pensar es olvidar diferencias, es generalizar, abstraer. En el abarrotado mundo de Funes no había sino detalles, casi inmediatos.

inviato il 29/04/2019
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Non solo gli costava comprendere che il simbolo generico 'cane' abbracciasse tanti individui differenti di diversa grandezza e forma diversa; gli dava fastidio che il cane delle tre e quattordici (visto di profilo) avesse lo stesso nome del cane delle tre e un quarto (visto di fronte).
[…]
Era lo spettatore solitario e lucido di un mondo multiforme, istantaneo e quasi intollerabilmente preciso.
[…]
Aveva imparato senza sforzo l’inglese, il francese, il portoghese, il latino. Sospetto, tuttavia, che non fosse molto capace di pensare. Pensare è dimenticare le differenze, significa generalizzare, astrarre. Nel mondo stipato di Funes, non c'erano altro che dettagli, quasi immediati.

J. L. Borges, Finzioni, a c. di A. Melis, Adelphi, 2003.

Chiamami col tuo nome

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André Aciman
Chiamami col tuo nome
Tradotto da Valeria Bastia
Guanda 2018
10 righe da pagina 73:

Un pomeriggio, quando sapevo che la casa era vuota, salii in camera sua. Aprii l'armadio e, visto che quando non avevamo ospiti lì ci dormivo io, finsi di cercare qualcosa che avevo lasciato in uno degli ultimi cassetti in basso. Il piano era rovistare tra le sue carte, ma non appena aprii le ante, lo vidi. Appeso a una gruccia c'era il costume da bagno rosso che indossava quella mattina, ma con cui non aveva fatto il bagno, motivo per cui era lì dentro e non ad asciugare sul balcone. Anche se nella vita non avevo ficcato il naso tra le cose altrui, lo presi. Me lo avvicinai alla faccia, poi ce lo strofinai contro, come se mi ci volessi rannicchiare dentro e perdermi tra le piaghe del tessuto. Allora quando non è spalmato di crema solare il suo corpo ha questo odore, ha questo odore, ha questo odore, continuavo a ripetere tra me,

inviato il 29/04/2019
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André Aciman (Alessandria d'Egitto, 2 gennaio 1951)

cercando dentro il costume qualcosa di ancora più intimo del suo odore, poi ne baciai ogni angolo,...

Fragile è la notte

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ANGELO PETRELLA
Fragile è la notte
Marsilio Editori 2018
10 righe da pagina 49:

"Ormai aveva abbastanza carte in tavola per una prima riunione col capo. C’era qualcosa, in questura, che non lo convinceva: era impossibile che Tagliamonte fosse stato così stupido da non riuscire a imbrogliare il cingalese. E come se non bastasse, alle undici di sera la Scientifica non aveva ancora identificato neanche un’impronta nell’appartamento di via Petrarca. O erano degli incapaci, o lo stavano prendendo per il culo. In ogni caso, gli impedivano di fare il suo lavoro.
Telefonò a Lettieri da una cabina pubblica, come gli era stato ordinato. La prima cosa che l’altro disse fu: «Niente nomi. Vediamoci in quel posto in cui un giorno ti stavo dando un calcio in bocca.»
«Intendi dopo che ti avevo atterrato con una gomitata e reso inoffensivo?» rispose Denis.
«Proprio lì…» rise il capo.
Si riferiva a un’indagine di due anni prima."

inviato il 03/05/2019
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Grazie infinite amici.......spero che i contributi di noi tutti siano "spronanti" affinchè la lettura sia diffusa e praticata il più possibile.

Ciao CiroCerullo, per Te un libro incentivo come finalistanel mese di maggio, 10righe scelte dalla redazione. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Grazie

Ciao Ciro, sei nella classifica del mese di maggio, 10righe scelte dalla redazione.

Ritorno al futuro

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George Gipe
Ritorno al futuro
Tradotto da Roberta Rambelli
Salani 2019
10 righe da pagina 77:

Marty restò a guardarla a bocca aperta.
La DeLorean si avvicinò lentamente e si fermò. La portiera ad ala si sollevò e rivelò la faccia sorridente di Doc Brown.
Comunque, Marty notò appena l’amico. Continuava a fissare la DeLorean. Non aveva mai visto niente del genere. Il muso della macchina avveniristica era una linea digradante ininterrotta dal parabrezza al parafango… bellissima, ma non proprio sorprendente. Dall’abitacolo alla parte posteriore, invece, era stata modificata in modo da somigliare a qualcosa che poteva capitare di vedere soltanto in una centrale a energia atomica. Al posto del sedile posteriore e del portellone c’era un enorme reattore nucleare, e dietro a questo sporgevano due grossi ugelli, ognuno dei quali aveva otto aperture.

inviato il 06/05/2019
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George Gipe (Baltimora, 3 febbraio 1933)

The game

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Alessandro Baricco
The game
Einaudi Stile Libero 2018
10 righe da pagina 160:

La pellicola fa così, mi spiegò: e fece un gesto con la mano aperta, come a pulire un vetro, una specie di anello nell'aria. Il digitale no. Con la pellicola lo schermo sembra respirare, capii. Col digitale è piantato nel muro e bon.
Così mi rimase quel gesto della mano nell'aria, e da allora so che ciò di cui sentiamo la mancanza, in qualsiasi oggetto digitale, e in definitiva nel mondo digitale, è quel respiro, quella oscillazione, quella irregolarità.
Come una vibrazione.
In effetti è una cosa inspiegabile, e se non sai cos'è non lo saprai mai. [...]come una vibrazione. L'abbiamo persa per sempre? Quelli che oggi hanno dieci anni non sapranno mai cos'è ? ne stiamo smarrendo, collettivamente, la memoria? Era quello che chiamavamo anima? Difficile dirlo ...

inviato il 06/05/2019
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Ciao Francesca le tue 10righe sono nella finale di maggio. 10righe scelte da Voi utenti.

Grazie :))

Ciao Francesca, sei nella finale settimanale di maggio.

Il piccolo libraio di Archangelsk

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G.Simenon
Il piccolo libraio di Archangelsk
Tradotto da Massimo Romano
Adelphi (collana Gli Adelphi) 2007
10 righe da pagina 72:

Jonas i era rivolto a tutte le autorità immaginabili,sia russe,sia francesi,ma non aveva ottenuto alcuna informazione sulla sorte dei genitori.Poteva sperare che suo padre,a ottantadue anni,e sua madre,settantasei,fossero ancora vivi?Che ne era stato di zia Zina,con la sua casa in cui ci si perdeva,e delle sorelle,di cui non conosceva le sembianze?Chissà?forse Dussia ignorava addirittura di avere un fratello in qualche parte del mondo.le pareti attorno a lui erano ricoperte di libri vecchi.Nel bugicattolo c'era una grande stufa che d'inverno a Jonas piaceva alimentare finché non diventava incandescente,e quel giorno avrebbe giurato che in cucina stagnasse ancora odore di aringa.La vasta tettoia del mercato riverberava il sole sulla vetrina,e tutt'intorno c'erano botteghe non più grandi della sua,tranne dal lato rue de Bourges...

inviato il 06/05/2019
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Inviato l'indirizzo,attendo fiduciosa,grazie!!!

Grazie , a tutti,provvedo ad inviare quanto richiesto!

Ciao Natalina, per Te un libro incentivo come finalista settimanale, nel mese di maggio. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

http://scrivi.10righedailibri.it/game-0 ho scelto queste 10 righe,natalina

Certamente,grazie !!!

Ciao Natalina, sei nella finale settimanale di aprile. Scegli da lunedì 13 maggio a domenica 19 maggio, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Ogni tanto seguo i consigli ..Saggi,grazie a te !

il mio libro preferito di Simenon ! grazie Natalina

Migrante per sempre

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Chiara Ingrao
Migrante per sempre
Baldini+Castoldi 2019

Io mi credevo che venivo da Biagio mio, quando partii. Mi credevo che gli facevo da mangiare, che gli pulivo la casa, che la notte ci scaldavamo i piedi sotto alla coperta, quando alla Germania fa freddo... Invece al freddo ci stiamo tutti e due, ma uno da una parte e uno dall’altra, Rituzza mia. Perché Biagio mio dorme alle baracche, vicino a zu’ Nino. Perché lui dice che non ci sta niente da fare, per noi siciliani: la regola è questa, e i germanesi le regole non le cambiano mai. Dice che se un forestiero vuole lavorare alle loro fabbriche, ci deve restare pure alla notte, come gli scecchi che il padrone finito il lavoro li chiude alla stalla. E nelle stalle nostre, Rituzza mia, almeno quando c’è la luna un po’ di chiaro ci entra; mentre alle baracche dei germanesi certe sere sale una nebbia che pare di stoppa, e non si vede da qui a lì.

inviato il 09/05/2019
Nei segnalibri di:

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Chiara Ingrao
Roma, 25 aprile 1949

Burnout, il ritorno del maresciallo Greco

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Massimo Fagnoni
Burnout, il ritorno del maresciallo Greco
minerva edizioni
10 righe da pagina 12:

Marco osserva l’arma: è imponente, un chilo e
cinquecento grammi di ferro e piombo, con i suoi
dieci piccoli proiettili incastrati ordinatamente nel
caricatore.
È così facile farla finita, basta un momento di incertezza,
la debolezza di un uomo solo, la solitudine
di una malattia, la sconfitta di un divorzio con
avvocati, giudici, alimenti da pagare, il fallimento
di un lavoro che non piace più, la scoperta di qualche
nuova impotenza, sessuale, sentimentale.
Ogni scusa è buona per un uomo ferito armato
di un giocattolo come quello, nove millimetri di
diametro sparati veloci in bocca e, se sei fortunato,
l’universo esplode con te in un buio definitivo.

inviato il 11/05/2019
Nei segnalibri di:

Commenti

Ciao Maxfag, per Te un libro incentivo come finalista nel mese di maggio, 10righe scelte da Voi utenti. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Maxfag, sei nella classifica di maggio, 10righe scelte da Voi utenti.

La figlia della libertà

La figlia della libertà 2 settimane 6 giorni fa

Ancora grazie, sono contentissima

La figlia della libertà 6 settimane 5 giorni fa

Grazieeeeeeeeeeeeee

Paura e carne

Paura e carne 19 settimane 3 giorni fa

Ciao Natalina :)

Venga la tempesta

Venga la tempesta 1 year 1 week fa

Greazieeeee, veramente di cuore

Venga la tempesta 1 year 4 settimane fa

Grazieeeeeeeeeeeee mi fa molto piacere

Il tempo di parlare Sopravvivere nel lager a passo di danza. Diario di una ballerina ebrea

Il tempo di parlare Sopravvivere nel lager a passo di danza. Diario di una ballerina ebrea 1 year 17 settimane fa

Quando infime lo trovammo, sparimmo anche noi nella massa anonima che si era aperta un momento e poi richiusa sopra di noi. Fu allora che sperimentai per la prima volta la sensazione di aver perso l'identità - il mio nome, il mio passato, me stessa. Adesso ero BA677.
Continua così

Vendetta

Vendetta 1 year 31 settimane fa

Grazieeeeeeeeeeeeeeeeee

HERMANN HESSE

HERMANN HESSE 2 years 17 settimane fa

Vedo solo adesso.... grazie mille per tutto

Ti ricordi di me?

Ti ricordi di me? 2 years 31 settimane fa

grazie :)

Sabbie mobili

Sabbie mobili 3 years 2 settimane fa

Ringrazio l'editore per questo graditissimo regalo :)

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