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Pagina di Cristina Fanni

La figlia della libertà

immagine copertina
Luca Di Fulvio
La figlia della libertà
Rizzoli 2019
10 righe da pagina 16:

«No, tu non capisci, vedi?» fece padre Cecè. «Certo che
la gente teme il Barone. Ma credi davvero che sia per questo
che si accaniscono contro di te? Sbagli. Non hai capito niente. Per loro tu sei addirittura più pericolosa del Barone…
e per certi versi non posso dargli torto. Tu sei una donna,
Rosetta.»
«E allora?»
«Cosa succederebbe se altre donne si comportassero come te?» disse padre Cecè, infervorandosi. «È una cosa contro natura! Anche Dio la condanna!»
«Io valgo quanto un uomo.»
«È proprio questo che Dio condanna!» Il prete la afferrò
per le spalle. «Una donna deve…»
«La conosco questa cantilena» lo interruppe irosamente
Rosetta, scansandosi. «Una donna deve sposarsi, figliare e
prendere botte dal marito senza ribellarsi, come una brava
serva.»

inviato il 25/04/2019
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Ciao Cristina, per Te un libro incentivo come finalista nel mese di Aprile, scelte da Voi utenti. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Grazieeeeeeeeeeeeee

Ciao Cristina sei nella classifica del mese di aprile, 10righe scelte da Voi utenti.

Son luce e ombra

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Eliano Cau
Son luce e ombra
Condaghes 2016
10 righe da pagina 36:

Soggiunse: "Io non l'ho mai vista, Dio me ne liberi, e tutto ciò che so l'ho sentito dalle mie amiche".
Forse la proteggeva il Maligno, "Quella", o forse non esisteva, si ripetevano i religiosi ogni volta che ne parlavano. Era più semplice spegnere i fulmini e mettere la cavezza ai tuoni, agguantare la nebbia del fiume che la "Bestia" inafferrabile.
A un certo punto Loìsa ebbe un'illuminazione, un raggio di sole che le squarciò il drappo nero della mente.
"Il suo primo nome non lo sa nessuno, ma il secondo è Inghènia, così la chiamano i pochi che la conoscono. È anche bella e molto giovane, Padre Lo', e da come riesce a comandare alle ragazze che vanno a trovarla, deve avere una volontà di ferro" disse orgogliosa della sua osservazione, articolando chiaramente le frasi per non ripeterle un'altra volta.

inviato il 25/04/2019
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La storia dell'acqua

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Maja Lunde
La storia dell'acqua
Tradotto da Giovanna Paterniti
Marsilio 2018
10 righe da pagina 36:

Sorrise di nuovo, stava davvero cercando di essere gentile. E io le risposi con altrettanta gentilezza, la ringraziai per la disponibilità, per dimostrarle che anch’io sapevo essere gentile. Sedevo con le braccia strette al corpo, irrigidito. Cercavo di nascondere il sudore sotto alle ascelle, i grossi aloni sulla maglietta. Gettai un’altra occhiata a Lou.
Ancora non riuscivo a vederle il viso. Sedeva rigida come me, solo che teneva la fronte sulle ginocchia. Quando la sollevò, vidi che la stoffa dei pantaloni aveva lasciato impresso un sottile reticolato sulla sua pelle liscia. Non la presi per mano quando ce ne andammo. Avrei voluto mettermi a correre. Gridare. Ma mi costrinsi a camminare tranquillamente.
Le cicale. Le cicale non si arrendono. Le cicale sopportano.
Io sono una cicala.

inviato il 05/04/2019
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Paura e carne

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Giorgio Todde
Paura e carne
Il Maestrale - Frassinelli 2003
10 righe da pagina 23:

Dall'altra parte del mare crescono papaveri, vicino al deserto.
La dimenticanza è la medicina che si trova tra i lenitivi conservati nelle ampolle di vetro riposte in penombra.
Il sole ha ingrassato il petalo rosso sul quale suda curvo il raccoglitore che mette da parte anche una porzione per sé contro ogni dolore e ora ha lo sguardo ebete dell'estatico.
Ha iniziato a raccogliere quando era bambino e oggi di anni ne ha quasi settanta. Da molto non lascia la piantagione, l'oasi e la sua acqua nutriente. Riposa sulla paglia nella capanna ma non dorme mai davvero e pensa alla moglie, Hana, che vive nell'altra città da venti e più anni.

inviato il 20/01/2019
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Ciao Natalina :)

Solitudine...e papaveri..
Ciao Cristina!!!

La casa del pittore

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Adèle Geras
La casa del pittore
Tradotto da Anna Luisa Zazo
Mondadori 2003
10 righe da pagina 164:

Quella fu l'ultima volta in cui Alex ricordava di aver visto piangere Efe. Era a terra, vicino a Markie, e stringeva in grembo la testa del bambino e piangeva come una ragazza. Più di qualsiasi ragazza Alex avesse mai visto. Aveva il viso arrossato e bagnato e gli occhi gonfi, quasi chiusi per le lacrime.
Alex aveva chiuso a sua volta gli occhi per cancellare l'immagine del fratello maggiore, del suo eroe, della persona che aveva amato più di ogni altro, ridotto a quel povero essere tremante, disperato. Allora non aveva saputo che cosa fare, e anche adesso dopo tanti anni si vergognava a pensare quanto fosse stato inutile.

inviato il 17/09/2018
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Resto qui

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Marco Balzano
Resto qui
Einaudi 2018
10 righe da pagina 133:

Della vita nelle capanne, di Erich che aveva disertato, di me che avevo sparato ai tedeschi non mi chiese niente. Era diventata vecchia Ma’, aveva gli occhi scoloriti e la faccia rugosa come una foglia secca. Eppure ancora stringeva i pugni, ancora lottava per non farsi derubare i giorni dai troppi pensieri.
“Sono tenaglie i pensieri, lasciali perdere”, diceva quando lavavamo i panni al fiume o certe sere che andavamo avanti a rammendare fino a tardi.
Curon e il maso erano sì la sua vita, eppure dai ricordi, persino dalle radici, Ma’ se ne sapeva staccare un attimo prima che la rendessero prigioniera. Non si perdeva mai come fanno i vecchi in racconti d’altri tempi, e anche quando parlava di Pa’ più che rievocare certi momenti sembrava rimproverargli di essersene andato alla chetichella, lavandosene le mani di lei..

inviato il 26/08/2018
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La Collina

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Andrea Delogu e Andrea Cedrola
La Collina
Fandango 2014
10 righe da pagina 99:

Fuori ha smesso di piovere, dentro si spengono le luci.
Fischi dei ragazzi, un accenno di applauso, segue un silenzio di dieci secondi, poi il suono di un violino. Ci voltiamo tutti in direzione del palco, un occhio di bue illumina Berta, la responsabile delle animatrici. S'illumina anche il resto del palco. Venti ragazze vestite di bianco. Il colore della Collina. Lo dirige Giulio. Via con la bacchetta e ragazze e violino iniziano Imagine, però in italiano. Rispettoso silenzio, totale, tanto che possono sentire Barbara, In italiano fa cagare, e Ivan, Dai, per favore. Ma subito dopo, In effetti fa cagare, ammette.

inviato il 26/08/2018
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Venga la tempesta

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Leena Lander
Venga la tempesta
Tradotto da Ernesto Boella e Jari Boella
Mondolibri 1999

La bambina, gracile e bionda, è in mezzo al cortile, silenziosa, immobile.
Cosa vuoi, piccola?
Voglio morire.
No, scaccia quell'immagine. Non pensarci. Ti fa male. E tu non vuoi sapere che cosa è accaduto.
è di pietre che vuoi parlare. Ti hanno sempre affascinata. Fin da bambina raccoglievi normalissimi sassi, che lavavi e custodivi sotto il letto dentro scatole di cartone. All'inizio le tue sorelle trovavano la cosa divertente, poi penosa. Per loro, non aveva alcun senso. Le pietre non sono niente. Non valgono niente.
Ma non è vero. La pietra è il tempo, la pazienza incrollabile del tempo.

inviato il 07/05/2018
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Greazieeeee, veramente di cuore

Ciao Cristina, per Te un libro incentivo come finalista del mese di maggio, 10righe scelte da Voi utenti.
Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Grazieeeeeeeeeeeee mi fa molto piacere

Ciao Cristina, sei nella finale di maggio, 10righe scelte da Voi utenti.

La custode di mia sorella

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Jodi Picoult
La custode di mia sorella
Tradotto da Lucia Corradini Caspani
Corbaccio 2005
10 righe da pagina 144:

Quando apre gli occhi, rischio di cadere dal letto; è un momento da Esorcista. "Anna?" dice lei, guardandomi dritto in faccia. Non vedevo il suo sguardo così spaventato da quando eravamo piccole e Jesse ci faceva credere che un vecchio fantasma indiano fosse ritornato a pretendere le sue ossa sepolte per errore sotto la nostra casa,
Se avete una sorella, e questa muore, non dite più che avete una sorella? Oppure siete sempre una sorella, anche quando l'altra metà dell'equazione se n'è andata?
Striscio sul letto, che è stretto, ma grande abbastanza per noi due. Appoggio il capo sul suo petto, così vicino al tubo centrale che posso vedere il liquido gocciolare dentro di lei. Jesse si è sbagliato, non sono venuta a trovare Kate perché poi mi sentirò meglio. Sono venuta perché senza di lei è difficile, per me, ricordare chi sono.

inviato il 01/05/2018
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significativo..:-)

Maria Stuarda. La rivale di Elisabetta I d'Inghilterra

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Stefan Zweig
Maria Stuarda. La rivale di Elisabetta I d'Inghilterra
Tradotto da Lorenza Pampaloni
Bompiani 2015
10 righe da pagina 218:

A volte è persino difficile distinguere: è Maria Stuarda che vaga di notte per le stanze, insonne, stravolta, torturata a sangue dalla coscienza, o è lady Macbeth che vuole lavare dalle sue mani il sangue invisibile? È Bothwell o è Macbeth che diventa sempre più deciso e duro ad azione compiuta, che sempre più audace e temerario sfida l'odio dell'intero paese pur sapendo che il coraggio è inutile e i fantasmi sono sempre più forti dei vivi? Qui come là la passione di una donna è la forza trainante e l'uomo è l'esecutore, ed è tremendamente simile soprattutto l'atmosfera, l'oppressione crescente sulle anime confuse, torturate, uomo e donna incatenati l'uno all'altro dallo stesso delitto, che li trascina nello stesso atroce abisso.

inviato il 01/05/2018
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secondo mè il potere fà sì che si deformi ogni tipo di carattere e di propria cognizione..sia uomini che donne al potere sono solo degli esecutori in un contesto a cui è impossibile sottrarsi...

Vittorio De Sica: Un maestro chiaro e sincero

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Giancarlo Governi
Vittorio De Sica: Un maestro chiaro e sincero
Bompiani 2016
10 righe da pagina 183:

“De Sica era un uomo affascinante” ricordava Sordi “un uomo allegro, disponibile, un gran compagno di gioco. Con lui mi sono fatto le più matte risate della mia vita. Insieme ci divertivamo come bambini. Mi ricordo che avevo preso l’abitudine, quando camminavamo fianco a fianco, di dargli sulle spalle delle piccole spinte con la mano, per gioco. E lui rispondeva invariabilmente: ‘e daje Alberto, nun me spigne, è tutta la vita che me spigni.’ Questo semplice scherzo ci faceva ridere per mezz’ora, come degli scolaretti.

inviato il 15/04/2019
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Giancarlo Governi (Roma, 16 giugno 1939)

Una volta per un pelo non la combinammo grossa. Si inaugurava lo stabilimento della De Laurentiis e Fanfani era venuto a mettere la prima pietra. De Sica era piazzato proprio dietro di lui. Allora io non resistetti e gli diedi una spinta, forte. De Sica perse l’equilibrio e il suo gran corpo andò a cadere sopra il piccolo Amintore. Ci fu un momento di gelo. Ma De Sica rialzandosi e aiutando il senatore a rimettersi in piedi, gridò verso di me: ‘è stato lui, è stato lui! Mi sta sempre a spigne. È tutta la vita che me spigne!’”

Cervello di gallina

immagine copertina
Giorgio Vallortigara
Cervello di gallina
Bollati Boringhieri 2016
10 righe da pagina 42:

Tutte le specie attualmente viventi giacciono sulle estremità apicali dell'albero darwiniano: in un certo senso sono tutte egualmente evolute. Noi possiamo formulare giudizi sensati sulle relazioni di affinità genetica e affermare, per esempio, che un ratto ci è parente più stretto di un piccione: infatti dobbiamo percorrere a ritroso i rami dell'albero e scendere molto più in basso per trovare un antenato comune a noi e al piccione di quanto non dobbiamo scendere per trovare un antenato comune con il ratto. Detto questo, però, non siamo autorizzati a concludere che il ratto sia più evoluto del piccione o che il suo cervello sia migliore. È un cervello diverso, senza dubbio. Ma quello che dobbiamo capire è quali siano le conseguenze, se ve ne sono, di tale diversità.

inviato il 15/04/2019
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Prima edizione: 2005.

La Peste

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Albert Camus
La Peste
Tradotto da YASMINA MELAOUAH
CLASSICI CONTEMPORANEI BOMPIANI 2018
10 righe da pagina 25:

Avevano spinto una porta e si trovavano sulla soglia di una stanza piena di luce, ma arredata poveramente. Un ometto grassoccio era coricato sul letto di ottone. Aveva il respiroe l'altro, gli pareva di udire lievi gridolini di topi. Ma negli angoli della stanza non c'era nulla che si muovesse.Rieux andò verso il letto. L'uomo non era caduto da molto in alto, nè violentemente, le vertebre avevano retto. Certo, un po' di asfissia. Avrebbe dovuto fare un aradiografia. IL dottore gli fece un'iniezione di olio canforato e disse che tutto si sarebbe risolto in pochi giorni.

inviato il 15/04/2019
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Il tuo sguardo illumina il mondo

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Susanna Tamaro
Il tuo sguardo illumina il mondo
Solferino 2018
10 righe da pagina 114:

In un pomeriggio di pioggia ho sperimentato le stesse sensazioni che descrivi anche tu, raccontando di quando hai scoperto Addio alle armi di Hemingway.
"Man mano che la lettura procedeva, riconoscevo i miei luoghi. La desolazione delle pietre era la stessa che vedevo io; la pioggia cattiva che sferza le colonne in ritirata durante la disfatta di Caporetto e chiude in un rintocco funebre il romanzo era la stessa pioggia cattiva che il cielo friulano scaricava sulla mia testa, dopo che le montagne raccoglievano tutte le nuvole salite dal mare. La tristezza dei ruderi bagnati era la stesse che vedevo ogniqualvolta passavo accanto alle case sventrate dal terremoto e non ancora ricostruite. I maccheroni scotti erano gli stessi che anch'io avevo mangiato in piatti di plastica durante l'emergenza, quando le cucine militari da campo lavoravano

inviato il 15/04/2019
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Grazie

Ciao Elena, sei nella finale di aprile, 10righe scelte da Voi utenti.

:)

Bene,grazie...auguri per te e tutti gli amici di 10 righe dai libri ...per tutti pace nel cuore!!!

Grazie Naty. Buona Pasqua a te e tutti gli amici di 10 righe.
Come stai? Io, ho mangiato assai! :D

http://scrivi.10righedailibri.it/il-tuo-sguardo-illumina-il-mondo-
Amici dello Staff...le 10 righe da me scelte ,sono queste,naty

Susanna Tamaro, Trieste 12 dicembre 1957

a ritmo serrato per sfamare i terremotati."

Karma city

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Massimo Bisotti
Karma city
Harper Collins 2019
10 righe da pagina 61:

In realtà non ce l'ho con più con te. Oggi mi sento serena e coltivare rancore non è mai una buona idea. Non ne nasce mai niente di buono, anzi, il rancore secca tutto ciò che tocca e io non voglio sentirmi arida per colpa di qualcun altro.
Ti perdono, perciò, ma non dimentico, perché le persone come te sono inaffidabili e tu tradiresti di sicuro la mia fiducia. Le persone non cambiano. Il vento però cambia sempre, non è mai lo stesso per troppo tempo e ti soffia addosso tutte le occasioni sprecate. Dovresti saperlo. Hai avuto la tua occasione con me e l'hai bruciata. Stop. E ora, se non hai interesse ad ascoltare la mia vita, bevi pure, Zac, bevi fino allo sfinimento. Qui nessuno ti chiederà il conto alla fine della serata. Resta pure a tu per tu con le tue azioni. Domani il tuo ricordo migliore sarà quella sensazione di alcol che

inviato il 15/04/2019
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Massimo Bisotti, Roma 1979

ti sale dallo stomaco, ti percorre l'esofago e finisce nel water. Ora però levati dalla mia visuale che mi inquini lo sguardo."

Dal paese di Siddharta

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Hermann Hesse
Dal paese di Siddharta
Tradotto da Tiziana Prina e Lydia Salerno
Guanda 1993
10 righe da pagina 76:

Palembang è una città su palafitte di circa settantacinquemila abitanti a sud-est di Sumatra,situata lungo la riva paludosa di un grande fiume.
Alcuni viaggiatori molto superficiali le hanno affibbiato l'impropria qualifica di Venezia Malese,che non significa nulla se non che l'abitato sorge vicino all'acqua e gli spostamenti avvengono prevalentemente via acqua.
Palembang sta da mezzogiorno a mezzanotte nel fango,in una sporcizia grigia ,densa,che puzza terribilmente,e il cui spettacolo e odore mi hanno perseguitato per una settimana e persino in mare,dopo la partenza,creando come un velo di ribrezzo e dandomi la sensazione di avere la febbre.In quell'atmosfera,tuttavia,e attraverso quel velo,io ho vissuto questa favolosa città come un avventura eccitante,Al mattino,il fiume e i cento fiumiciattoli laterali,simili a canali, lungo le ...

inviato il 15/04/2019
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Grazie.

...SIDDHARTA!!!...errore mio...

Elemento Neutro

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Alex Sebastianutti
Elemento Neutro
ReadAzione
10 righe da pagina 11:

A tutti piace leggere belle paroline, ma ho cercato di basarmi sulla realtà dell’esperienza.
Per questo motivo non vi darò nessuna ipotetica ricetta del successo, io non sono andato in cerca del bianco o del nero, sono partito dal presupposto che la vita è grigia, come la bussola di Elemento Neutro.
Il nero esiste solo al momento della morte, ma non te ne puoi rendere conto, perché non sei più cosciente.
Il bianco puro non esiste, perché tutti sappiamo che ci si può sempre migliorare, e su questo dovremmo focalizzare la nostra attenzione.
Non esistono persone nere e persone bianche, nemmeno riguardo al colore della pelle.

Ci sono mille sfumature che dobbiamo essere in grado di elaborare o meglio processare nella nostra mente.

inviato il 16/04/2019
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Benvenuto Alex :)

Filomena non era bugiarda

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Carlo Sperduti
Filomena non era bugiarda
Lavieri 2018
10 righe da pagina 24:

[...] Gilberto si precipitò nel bagno quando gli fu indicata la porta.
[...] su una mensola, in alto, dietro due ante di vetro scorrevoli semiaperte, stava accovacciato un volpacchiotto.
Non era un peluche, ma una volpe vera, in carne e ossa. [...]
Afferrato uno sgabello di legno che si trovava vicino alla lavatrice, lo posizionò per bene sotto la mensola e vi salì per acchiappare la volpe.
Non appena ne toccò la coda, che penzolava morbida e rilassata dal ripiano, la bestiola scrociò un getto d'acqua calda sulla testa di Gilberto.
La signora Dina, che dal corridoio aveva percepito lo scroscio, subito seguito da un tonfo, si allarmò e bussò alla porta:
- Gilberto, non avrai mica azionato il fox doccia, vero? Ho domenticato di avertirti!

inviato il 16/04/2019
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Grazie :)

Errata corrige: riga 11, scrosciò un getto d'acqua calda; riga 14, Ho dimenticato di avvertirti.

Il tempo della decrescita

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Serge Latouche, Didier Harpagès
Il tempo della decrescita
Tradotto da -guido Lagomarsino
Elèuthera 2010
10 righe da pagina 78:

La modernità, traviata dall'ideologia della crescita, non poteva che apparentarsi alla velocità, sinonimo di autorità, audacia, progresso, prestazioni, record, controllo del tempo e dello spazio. La macchina ecologica planetaria è andata avanti a un ritmo infernale, con un processo irreversibile nel quale si sono integrati solo i più adatti a sostenerlo. I sognatori, gli indolenti, i flemmatici, gli incuranti, i moderati, gli ingenui non completamente sottomessi alla forza delle cose, ma anche i più fragili, hanno cercato un posto per sé a alcuni di loro si sono ritrovati, senza sapere come, al bordo della strada. Adesso è il momento di riaffermare la buona reputazione della lentezza.

inviato il 17/04/2019
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Serge Latouche (Vannes, 12 gennaio 1940), economista e filosofo francese.

Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj

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Nicola Lagioia
Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj
Minimum Fax 2011
10 righe da pagina 24:

«Pensi che dovrei tornare a scrivere?», mi chiede Lev Nikolaevič. «Che genere di cose?», faccio io. Si aggiusta il bavero della giacca, solleva il bicchiere con la coca-cola. Fa tintinnare il ghiaccio. Un sorso prima di attaccare, sorride... mio Dio, quest’uomo crede ancora nella letteratura! «Un’idea ci sarebbe... anzi, è più di un’idea... una vera e propria ossessione... non ci dormo la notte». Si carezza la barba. «Dunque... c’è la moglie di un alto funzionario, giusto? Si chiama Anna. Si innamora di un bell’ufficiale, mi segui? Resta incinta! Fugge in Italia col suo amante e viene messa al bando dalla società pietroburghese. Il marito non le concede il divorzio...» A questo punto devo fermarlo. «Questa storia fa schifo», dico con noncuranza. Tolstoj si irrigidisce. Depone il bicchiere sul tavolo. Incrocia le braccia.

inviato il 18/04/2019
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La figlia della libertà

La figlia della libertà 3 settimane 3 giorni fa

Grazieeeeeeeeeeeeee

Paura e carne

Paura e carne 16 settimane 1 giorno fa

Ciao Natalina :)

Venga la tempesta

Venga la tempesta 50 settimane 3 giorni fa

Greazieeeee, veramente di cuore

Venga la tempesta 1 year 1 week fa

Grazieeeeeeeeeeeee mi fa molto piacere

Il tempo di parlare Sopravvivere nel lager a passo di danza. Diario di una ballerina ebrea

Il tempo di parlare Sopravvivere nel lager a passo di danza. Diario di una ballerina ebrea 1 year 14 settimane fa

Quando infime lo trovammo, sparimmo anche noi nella massa anonima che si era aperta un momento e poi richiusa sopra di noi. Fu allora che sperimentai per la prima volta la sensazione di aver perso l'identità - il mio nome, il mio passato, me stessa. Adesso ero BA677.
Continua così

Vendetta

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Grazieeeeeeeeeeeeeeeeee

HERMANN HESSE

HERMANN HESSE 2 years 14 settimane fa

Vedo solo adesso.... grazie mille per tutto

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Ti ricordi di me? 2 years 28 settimane fa

grazie :)

Sabbie mobili

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Ringrazio l'editore per questo graditissimo regalo :)

Occhi di sale

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Ciao Massimo :)

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