Accedi da qui per inserire le tue 10 righe

Per inserire le tue 10 righe registrati oppure effettua il login
Richiedi una nuova password

Pagina di deborarpg

Italians una giornata nel mondo

immagine copertina
Beppe Severgnini
Italians una giornata nel mondo
Rizzoli
10 righe da pagina 71:

Ci conosciamo tutti ormai, pendolari dal nulla al nulla.Andata e ritorno. Ci scrutiamo a distanza, ci annusiamo come cani. Chi non è della razza, si vede: non dorme, guarda fuori dal finestrino.Ha valigie, borse, cappotti, intralcia, inciampa, parla.Non sa che qui è silenzio e sguardi. Non si chiede della prossima stazione. Il percorso il pendolare lo conosce dal colore del cielo.Lo porta dentro, mentre scende dal treno e riconosce il pilastro dove si è appoggiato l’ultima volta (come su un legno va alla deriva) quando cadevano tutte le carte lette nel treno, desiderando solo risalire sul treno. Culla del pendolare, madre calorosa, abbraccio appassionato dell’amante. Treno. L’odore del treno avvolge, penetra nei polmoni, segue fino a casa (casa? forse albergo,camera, nicchia), droga.

inviato il 21/12/2010
Nei segnalibri di:

Bianca come il latte, rossa come il sangue

immagine copertina
Alessandro D'Avenia
Bianca come il latte, rossa come il sangue
Mondadori
10 righe da pagina 146:

Piango a dirotto con tutto il dolore che posso, perché mi fa bene, quasi come quando ho donato il sangue. Posso piangere e non so quando capiterà di nuovo,
anche se mi sento uno stupido di proporzioni globali.
Il Sognatore rimane in silenzio accanto a me, con la sua mano forte sulla spalla. Mi sento un cretino. Sono un maschio di sedici anni e sto piangendo. Sto piangendo
davanti al mio prof di storia e filo, con la bocca ancora sporca di gelato. Pazienza, ormai è andata. La diga è rotta e per il momento un milione di metri cubi di dolore si sta riversando sul mondo a causa mia, ma almeno non è più solo dentro di me.

inviato il 18/12/2010
Nei segnalibri di:

La solitudine dei numeri primi

immagine copertina
Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
Mondadori
10 righe da pagina 58:

I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci. Il secondo pensiero lo sfiorava soprattutto di sera, nell'intrecciarsi caotico di immagini che precede il sonno, quando la mente è troppo debole per raccontarsi delle bugie.
In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero.

inviato il 18/12/2010
Nei segnalibri di:

Sette piccoli sospetti

immagine copertina
Christian Frascella
Sette piccoli sospetti
Fazi Editore 2010
10 righe da pagina 61:

Che ci faceva Gaetano Moretti, settant'anni, in piedi sul tavolo del soggiorno? Spolverava il lampadario, Oppure?
No. Billo vide una corda. Legata in un cappio. L'altra estremità di questa sollevata dalla mano tremante del vecchio. che, con ogni probabilità , stavatentando di assicurarla al soffitto.
E perchè cavolo legare un cappio al soffitto e salire su un tavolo se l'intenzione non era proprio quella di impiccarsi?

inviato il 18/12/2010
Nei segnalibri di:

Commenti

Ciao Christian, perché non scrivi un commento a questo libro?
http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/sette-piccoli-sospetti

Meditazioni per la stanza da bagno

immagine copertina
Michelle Heller
Meditazioni per la stanza da bagno
Tradotto da Maria Grazia Oddera
Newton & Compton Editori 2004
10 righe da pagina 32:

Nel corso della maggior parte della vita, non accade niente di meraviglioso. Se non ti diverti alzandoti al mattino, lavorando e portando a termine il lavoro e sedendoti a tavola per un psto con parenti e amici, non esistono grandi possibilità per te di essere molto felice. Se un individuo identifica la felicità o l'infelicità con gli eventi ecczionali, come un nuovo impiego di grande prestigio, una quantità enorme di denaro, un matrimonio fortunato e perfetto, o un viaggio a Parigi, quell'individuo riuscirà di rado a essere felice. Se, d'altra parte, la felicità dipende da un buon pasto, dai fiori nel giardino di casa, da un buon bicchiere o da un pisolino, ci sono maggiori probabilità di vivere notevolmente appagati.

inviato il 27/12/2010
Nei segnalibri di:

Commenti

Proprio vero, bisogna accontentarsi di piccole cose, questo è il segreto della felicità, letteraria e non!

Michelle heller ha ragione: la felicità dipende da piccole cose!

Pazzesco! un libro particolare, ma che attira!

In molte stanze da bagno ho visto dei libri, particolare la scrittura di un libro dedicato a questo ambiente.

L'ho letto, veramente rilassante!

Veramente strano questo libro, ma è un piacevole passatempo!

La felicità, a parer mio, si trova nelle piccole cose, ma é anche bello sognare!

Con 18 segnalibri, le tue 10 righe sono state le più gradite dagli utenti per questa settimana... e ti sei aggiudicato il libro incentivo! Non devi far altro che comunicarci un recapito a cui fartelo pervenire, indicandoci anche il genere che preferisci, a info@10righedailibri.it e lo riceverai al più presto!

forte!

L'ho letto anche io; veramente è sempre lì sul bordo della vasca da bagno, ho trovato le tue 10 righe pagina 41, non credevo sarebbe stato tanto apprezzato, anche perchè son tute massime e citazioni, mi sa che hai trovato l'unica più lunga da scrivere 10 righe!

La Lentezza

immagine copertina
Milan kundera
La Lentezza
Tradotto da Ena Marchi
Adelphi 1995
10 righe da pagina 11:

Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti i perdigiorno di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all'altro e dormono sotto le stelle? Sono scomparsi insieme ai sentieri fra i campi, ai prati e alle radure-insieme alla natura? Un proverbio ceco definisce il loro placido ozio con una metafora: essi contemplano le finestre del buon Dio. Chi contempla le finestre del buon Dio non si annoia; è felice. Nel nostro mondo l'ozio è diventato inattività, che è tutt'altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca.

inviato il 27/12/2010
Nei segnalibri di:

Commenti

Kundera è sempre una garanzia!! Questo non l'ho ancora letto ma mi sa che lo metto in wishlist! :-)

Italians una giornata nel mondo

immagine copertina
Beppe Severgnini
Italians una giornata nel mondo
Rizzoli
10 righe da pagina 71:

Ci conosciamo tutti ormai, pendolari dal nulla al nulla.Andata e ritorno. Ci scrutiamo a distanza, ci annusiamo come cani. Chi non è della razza, si vede: non dorme, guarda fuori dal finestrino.Ha valigie, borse, cappotti, intralcia, inciampa, parla.Non sa che qui è silenzio e sguardi. Non si chiede della prossima stazione. Il percorso il pendolare lo conosce dal colore del cielo.Lo porta dentro, mentre scende dal treno e riconosce il pilastro dove si è appoggiato l’ultima volta (come su un legno va alla deriva) quando cadevano tutte le carte lette nel treno, desiderando solo risalire sul treno. Culla del pendolare, madre calorosa, abbraccio appassionato dell’amante. Treno. L’odore del treno avvolge, penetra nei polmoni, segue fino a casa (casa? forse albergo,camera, nicchia), droga.

inviato il 21/12/2010
Nei segnalibri di:

Parliamone Charlie Brown

immagine copertina
Abraham J.Twerski
Parliamone Charlie Brown
Oscar Saggi Mondadori
10 righe da pagina 75:

Coloro che circondano la persona affetta da dipendenza potranno criticare molto severamente il suo comportamento, e quest'ultima potrebbe non capire il motivo per cui gli altri non apprezzino il valore dell'oggetto (siano coperta, cibo o alcol) tanto quanto lui. L'oggetto ha un valore funzionale talmente grande che secondo lui tutti dovrebbero apprezzarlo, almeno in qualche misura

inviato il 20/12/2010
Nei segnalibri di:

Commenti

Consiglio questo libro per la sua capacità di comprendere le emozioni dell'animo umano attravero le vignette dei personaggi Peanuts che per l'autore (e non solo per lui) sono simboli della condizione umana...attraverso di loro possiamo, anche divertendoci, imparare a riappacificarci con gli altri e soprattutto con noi stessi

Bianca come il latte, rossa come il sangue

immagine copertina
Alessandro D'Avenia
Bianca come il latte, rossa come il sangue
Mondadori
10 righe da pagina 146:

Piango a dirotto con tutto il dolore che posso, perché mi fa bene, quasi come quando ho donato il sangue. Posso piangere e non so quando capiterà di nuovo,
anche se mi sento uno stupido di proporzioni globali.
Il Sognatore rimane in silenzio accanto a me, con la sua mano forte sulla spalla. Mi sento un cretino. Sono un maschio di sedici anni e sto piangendo. Sto piangendo
davanti al mio prof di storia e filo, con la bocca ancora sporca di gelato. Pazienza, ormai è andata. La diga è rotta e per il momento un milione di metri cubi di dolore si sta riversando sul mondo a causa mia, ma almeno non è più solo dentro di me.

inviato il 18/12/2010
Nei segnalibri di:

La solitudine dei numeri primi

immagine copertina
Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
Mondadori
10 righe da pagina 58:

I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci. Il secondo pensiero lo sfiorava soprattutto di sera, nell'intrecciarsi caotico di immagini che precede il sonno, quando la mente è troppo debole per raccontarsi delle bugie.
In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero.

inviato il 18/12/2010
Nei segnalibri di:

Sette piccoli sospetti

immagine copertina
Christian Frascella
Sette piccoli sospetti
Fazi Editore 2010
10 righe da pagina 61:

Che ci faceva Gaetano Moretti, settant'anni, in piedi sul tavolo del soggiorno? Spolverava il lampadario, Oppure?
No. Billo vide una corda. Legata in un cappio. L'altra estremità di questa sollevata dalla mano tremante del vecchio. che, con ogni probabilità , stavatentando di assicurarla al soffitto.
E perchè cavolo legare un cappio al soffitto e salire su un tavolo se l'intenzione non era proprio quella di impiccarsi?

inviato il 18/12/2010
Nei segnalibri di:

Commenti

Ciao Christian, perché non scrivi un commento a questo libro?
http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/sette-piccoli-sospetti

L'eleganza del riccio

immagine copertina
Muriel Barbery
L'eleganza del riccio
Tradotto da Emanuelle Caillat e Cinzia Poli
Edizioni e/o (collana Dal mondo) 2007
10 righe da pagina 39:

Nella nostra società essere povera, brutta e per giunta intelligente condanna a percorsi cupi e disillusi a cui è meglio abituarsi quanto prima. Alla bellezza si perdona tutto, persino la volgarità. E l'intelligenza non sembra più una giusta compensazione delle cose, una sorta di riequilibrio che la natura offre ai figli meno privilegiati, ma solo un superfluo gingillo che aumenta il valore del gioiello. La bruttezza, invece, di per sé è sempre colpevole, e io ero già votata a quel tragico destino, reso ancora più doloroso se si pensa che non ero affatto stupida.

inviato il 14/12/2010
Nei segnalibri di:

Commenti

Uno dei libri che amo di più.........ecco come ne ho parlato io: http://lamiadolcebambina.blogspot.it/2012/03/la-settimana-delle-parole.html

Ho letto il libro passatomi da una mia carinissima amica e devo dire che leggendolo ho avuto la percezione di aver già vissuto paradossalmente alcune situazioni citate nel libro, poichè mia madre lavorò come portinaia diversi anni in uno stabile dìepoca. l'autore ha interpretato a meraviglia i sentimenti di ognuno dei protagonisti con ilarità, fermezza, coesione, semplicità, affiancando senza alcun privilegio ignoranza e cultura delle parti. Un vero capolavoro!!!

La figura della portinaia é straordinaria: potrebbe aiutare ad abbattere gli stereotipi moderni, che, nonostante tutto, resistono!

Bella l'interpretazione del gatto visto come un totem moderno!

Non capisco perché sia inimmaginabile che una portinaia legga! Tutti possono avere questa grande gioia: viva la lettura!

Visto il grande successo di questo romanzo...vi scrivo l'incipit (che ho preso da Wikiquote e mi auguro che sia uguale al libro che in questo momento non ho con me):
"Marx cambia completamente la mia visione del mondo" mi ha dichiarato questa mattina il giovane Pallières che di solito non mi rivolge nemmeno la parola.
Antoine Pallières, prospero erede di un'antica dinastia industriale, è il figlio di uno dei miei otto datori di lavoro. Ultimo ruttino dell'alta borghesia degli affari – la quale si riproduce unicamente per singulti decorosi e senza vizi –, era tuttavia raggiante per la sua scoperta e me la narrava di riflesso, senza sognarsi neppure che io potessi capirci qualche cosa. Che cosa possono capirci le masse lavoratrici dell'opera di Marx? La lettura è ardua, la lingua forbita, la prosa raffinata, la tesi complessa.
A questo punto, per poco non mi tradisco stupidamente. "Dovrebbe leggere L'ideologia tedesca" gli dico a quel cretino in montgomery verde bottiglia. Per capire Marx, e per capire perché ha torto, bisogna leggere L'ideologia tedesca. È lo zoccolo antropologico sul quale si erigeranno tutte le esortazioni per un mondo migliore e sul quale è imperniata una certezza capitale: gli uomini, che si dannano dietro ai desideri, dovrebbero attenersi invece ai proprio bisogni. In un mondo in cui la hybris del desiderio verrà imbavagliata potrà nascere un'organizzazione sociale nuova, purificata dalle lotte, dalle oppressioni e dalle gerarchie deleterie.
"Chi semina desiderio raccoglie oppressione" sono sul punto di mormorare, come se mi ascoltasse solo il mio gatto. Ma Antoine Pallières, a cui un ripugnante aborto di baffi non conferisce invece niente di felino, mi guarda, confuso dalle mie strane parole. Come sempre, mi salva l'incapacità del genere umano di credere ciò che manda in frantumi gli schemi di abitudini mentali meschine. Una portinaia non legge L'ideologia tedesca e di conseguenza non sarebbe affatto in grado di citare l'undicesima tesi su Feuerbach. Per giunta, una portinaia che legge Marx ha necessariamente mire sovversive ed è venduta a un diavolo chiamato sindacato. Che possa leggerlo per elevare il proprio spirito, poi, è un'assurdità che nessun borghese può concepire.
"Mi saluti tanto la sua mamma" borbotto chiudendogli la porta in faccia e sperando che la disfonia delle due frasi venga coperta dalla forza di pregiudizi millenari".

W l'intelligenza che ti spinge a leggere!

Libro che si fa leggere d'un fiato!

La storia é molto bella, i personaggi aprticoalri!

Libro straordinario, che ho amato e che voglio rileggere!

Storie della preistoria

immagine copertina
Alberto Moravia
Storie della preistoria
Bompiani 2007
10 righe da pagina 76:

Alcuni miliardi di anni fa, tutto era molto più alla buona di oggi e si poteva ancora andare da madre Na Tura ed esporle delle lagnanze sul modo col quale lei andava creando il mondo. Madre Na Tura era una donnona gigantesca, così grande che, se uno le saliva sulla testa, anche con un buon cannocchiale non arrivava a vederle i piedi; stava distesa in una pianura sterminata, avendo come guanciale una montagna e come giaciglio un deserto; e creava il mondo sognando. Ma i suoi sogni non erano come i nostri, che una volta svegli, addio, chi se li ricorda più; i sogni di madre Na Tura diventavano immediatamente realtà.

inviato il 16/12/2010
Nei segnalibri di:

Commenti

ho trovato questa del 2001 e l'ho inserita... :)

Sì, se intendi la foto della copertina del libro, non compare perché non l'ho trovata. Adesso provo a postare qualcos'altro con la copertina.

Evvivaaaaaa! :)
hai provato a caricare anche le foto?

wow, rieccomi Patty:))

© 10righedailibri 2015

partner tecnologico

 

Privacy Policy