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Pagina di _Strawberry_

Come un romanzo

immagine copertina
Danie Pennac
Come un romanzo
Feltrinelli
10 righe da pagina 139:

L'uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun'altra, ma che nessun'altra potrebbe sostituire. Non gli offre alcuna spiegazione definitiva sul suo destino ma intreccia una fitta rete di connivenze tra la vita e lui. Piccolissime, segrete connivenze che dicono la paradossale felicità di vivere, nel momento stesso in cui illuminano la tragica assurdità della vita. Cosicché le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. E nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità.

inviato il 29/02/2012
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Il gusto proibito dello zenzero

Jamie Ford
Il gusto proibito dello zenzero
Garzanti
10 righe da pagina 186:

Henry emise un sommesso sospiro di sollievo e si sedette su una vecchia cassa di legno, di quelle per le bottiglie del latte. Come tante altre cose che Henry aveva voluto nella vita - suo padre, il suo matrimonio, la sua vita stessa - anche questa era un pò danneggiata. Imperfetta. Ma non gli importava, ciò che aveva fra le mani era la cosa che aveva desiderato più di ogni altra. L'oggetto di tante speranze: l'aveva trovato. E, anche se era rotto, non aveva importanza.

inviato il 08/12/2011
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Pane e tempesta

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Stefano Benni
Pane e tempesta
Feltrinelli
10 righe da pagina 117:

- Volete sapere come è cambiato questo posto? Ebbene cominciamo a chiarire le cose, ragazzi: il Bar Sport non è solo luogo di chiacchiere superficiali, come vuole uno stereotipo, né uno spazio qualsiasi per consumare cicchetti e spuntini. E' ritrovo di allegria e condivisione, teatro di narrazioni e ironia. Credo che i bar della mia giovinezza siano quasi estinti, come le balene e le macchine da scrivere. Ne sopravvivono alcuni nelle periferie delle città e nei paesi. Solo i sociobarologi sanno dove trovarli, e conservano gelosamente il segreto.

inviato il 05/09/2011
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Tutti i figli di Dio danzano

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Murakami Haruki
Tutti i figli di Dio danzano
Einaudi
10 righe da pagina 58:

Danzare non è male, pensò. Non è niente male. Chiuse gli occhi, e sentendo sulla pelle la luce bianca della luna, da solo, cominciò a danzare. Inspirò profondamente, e poi espirò. Poiché non gli veniva in mente una bella musica che si adattasse al suo stato d’animo, danzò in accordo col fruscio dell’erba e il fluttuare delle nuvole. A un tratto si rese conto che qualcuno lo stava guardando. Riuscì a percepire distintamente di essere nel campo visivo di qualcuno. La sua pelle, le sue ossa, lo captarono. Ma di questo non gli importava nulla. Chiunque fosse, se voleva guardare, guardasse pure. Tutti i figli di Dio danzano!”

inviato il 28/08/2011
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AGGIUNGO SEGNALIBRO

Le quattro casalinghe di Tokyo

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Natsuo Kirino
Le quattro casalinghe di Tokyo
Neri Pozza
10 righe da pagina 274:

Avvolto dall'atmosfera della città soffocante per i gas di scarico e le esalazioni, non riusciva più a distinguere l'esterno e l'interno di se stesso. L'aria corrotta della strada penetrava nei suoi pori e lo insudiciava, e dentro di lui le emozioni si gonfiavano e strisciavano fuori dal suo corpo fino a traboccare nella strada. aveva il terrore di essere contagiato da quella città vorace e dissoluta - da Tokyo nel colmo dell'estate. Perciò sarebbe stato meglio allontanare da sé quell'estate, prima che si impadronisse di lui con tutto il calore vomitato sulle strade dai condizionatori.

inviato il 08/03/2011
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Accabadora

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Michela Murgia
Accabadora
Einaudi
10 righe da pagina 145:

Gli occhi della vecchia furono i soli a vedere che dal cesto delle ciliegie di Aritzo un pugno di frutti neri spariva tra le pieghe del vestitino di Maria, nel segreto di una tasca bianca. Su quel volto infantile Tzia Bonaria non vide comparire né vergogna né consapevolezza, come se l'assenza di giudizio fosse il giusto contrappasso della sua dichiarata invisibilità. Le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge.

inviato il 25/01/2011
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Senza sangue

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Alessandro Baricco
Senza sangue
Feltrinelli
10 righe da pagina 80:

Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi la attraversiamo con l’unico desiderio di ritornare all’inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi, una volta, da quell’inferno, ci ha salvato. Provò a chiedersi da dove venisse quell’assurda fedeltà all’orrore, ma scoprì di non avere risposte.
Capiva solo che nulla è più forte di quell'istinto a tornare dove ci hanno spezzato, e a replicare quell'istante per anni. Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa poi fare per sempre. In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo. Ma d'improvviso clemente. E senza sangue."

inviato il 07/01/2011
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Nel segno della pecora

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Haruki Murakami
Nel segno della pecora
Einaudi
10 righe da pagina 154:

L'hotel Delfino si trovava tre vie a ovest e una a sud del cinema dove eravamo stati il pomeriggio. Era un albergo piccolo e insignificante. Incredibile che esistesse un albergo così, la sua mancanza di carattere aveva addirittura qualcosa di metafisico. Non era segnalato né da una luce al neon né da un'insegna, e non aveva neppure una vera e propria hall. Accanto a una brutta porta a vetri che sembrava l'ingresso di servizio di un ristorante, c'era soltanto un cartello sul quale erano incise le parole "Dolphin Hotel". Non si erano neanche dati la pena di disegnarlo, il delfino.

inviato il 05/01/2011
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verissimo!!

Come sempre Murakami ti costringe, ogni tanto, a darti un pizzicotto per capire se sei sveglio o stai sognando.

L'ombra del vento

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Carlos Ruiz Zafòn
L'ombra del vento
Tradotto da Lia Sezzi
Arnoldo Mondadori 2004
10 righe da pagina 9:

Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un'anima,l'anima di chi lo ha scritto e l'anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza. Molti anni fa, quando mio padre mi portò qui per la prima volta, questo luogo era già vecchio, quasi come la città. Nessuno sa con certezza da quanto tempo esista o chi l'abbia creato. Ti posso solo ripetere quello che mi disse mio padre: quando una biblioteca scompare, quando una libreria chiude i battenti, quando un libro si perde nell'oblio, noi, custodi di questo luogo, facciamo in modo che arrivi qui. E qui i libri che nessuno ricorda , i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito. Noi li vendiamo e li compriamo, ma in realtà i libri non ci appartengono mai.

inviato il 04/09/2011
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ciao carissima!! questo passaggio non solo è bellissimo ma anche vero!

Sono Strawberry!!! Che bello questo passaggio!! :')

L'elefante scomparso e altri racconti

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Murakami Haruki
L'elefante scomparso e altri racconti
Tradotto da Antonietta Pastore
Einaudi 2009
10 righe da pagina 84:

-Senti, facciamo un'altra prova, - disse allora il ragazzo in una pausa della conversazione,- Se siamo veramente perfetti al 100% l'uno per l'altra, di sicuro un giorno ci incontreremo di nuovo da qualche parte. E quando ci rincontreremo, se ci troveremo ancora perfetti al 100%, ci sposeremo subito, lì sul posto. Sei d'accordo?
-Si, sono d'accordo,- rispose la ragazza.
Così i due si separarono.
Invece non c'era nessun bisogno di fare un'altra prova. Erano assolutamente perfetti l'uno per l'altra, al 100%.
Ma le onde inevitabili del destino si presero gioco di loro.

inviato il 19/07/2011
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AVVISO AI NAVIGANTI: c'è in questo libro un racconto intitolato:" L'uccello giraviti e le donne del martedì" che ricopia fedelmente le prime pagine de "L'uccello che girava le viti del mondo". L'unica differenza è che qui la storia dura trenta pagine ed ha un 'altro finale, mentre "L' uccello" madre di pagine ne aveva, se ricordo bene, circa ottocento.

Sentieri sotto la neve.

immagine copertina
Mario Rigoni Stern
Sentieri sotto la neve.
Einaudi 2008
10 righe da pagina 70:

Era stato lungo l'inverno; di sofferenze, di battaglie, di tormente.
Dopo,quando in primavera venne la pace, scendemmo dai monti del patimento e ci accampammo in un luogo selvaggio e torrido dove tra i cespugli spinosi e le tende strisciavano le vipere. Ma partimmo anche da là e dopo nove giorni di marcia giungemmo al mare.
Sulla sabbia per ore distesi, nudi per farci cavare dalle ossa l'umore della guerra. Il mare ci lambiva a ogni flusso e il sole ci asciugava a ogni riflusso.

inviato il 16/08/2011
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Scritti costieri

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Gabriel Garcìa Márquez
Scritti costieri
Tradotto da Angelo Morino
Mondadori 1997
10 righe da pagina 452:

APRILE 1952 Un modo per morire il giorno prima.
Nessuna sapeva, all'inizio di questa settimana, chi fosse Jack Westeren. Da ieri, pochissimi lettori dei giornali ignorano che questo nome corrispondeva a un venerabile signore di novantadue anni, il cui unico patrimonio era una deficienza cardiaca. Forse in conseguenza a questa- e sicuramente anche in conseguenza a uno squisito senso dell'originalità, che con grande modestia teneva in serbo per la sua ultima ora-, il signor Westeren ha oggi l'onore- postumo e tutto quello che si vuole- di essere l'unico uomo che sia morto il giorno prima.
Il comunicato, proveniente da Sidney recita: "Jack Westeren è morto ieri sera per un attacco cardiaco. Oggi il biglietto della lotteria del Nuovo Galles del Sud che aveva comprato ieri ha vinto 16000 sterline"

inviato il 23/08/2011
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In verità ho trovato questo volume su una bancarella. Non so se sia più stato ristampato. Racchiude gli articoli di cronaca scritti quando il buon Gabo aveva circa vent'anni. Molti sono di carattere decisamente locale sullo stile "Cacciatore vede un fagiano, spara ma colpisce un geometra", ma son decisamente carini e lo stile è già inequivocabilmente il suo.

Il linguaggio segreto dei fiori

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Vanessa Diffenbaugh
Il linguaggio segreto dei fiori
Tradotto da Alba Mantovani
Garzanti 2011
10 righe da pagina 278:

Nella tasca posteriore dei Jeans avevo infilato una spatola. La presi e comincia a strappare il musco verde e spugnoso dai tronchi delle sequoie. Ricadde a terra in strisce lunghe e folte che sistemai con cura sul fondo e ai bordi della culla, facendo in modo che i frammenti più odorosi potessero circondarle il viso.
Quando la cesta fu pronta, sollevai la bambina addormentata e la adagiai dolcemente sulla coperta di muschi.
Amore materno. era l'unica cosa che potevo offrirle.
Un giorno, sperai, lo avrebbe compreso.

inviato il 22/08/2011
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Grazie Giulia,mi fa piacere,ciao

a me è piaciuto molto, spero ti accompagni piacevolmente durante la tua vacanza!

aggiungo segnalibro,questo libro è la mia prossima lettura ,è pronto per partire con me..inella prossima vacanza..

L'ombra del vento

immagine copertina
Carlos Ruiz Zafòn
L'ombra del vento
Tradotto da Lia Sezzi
Oscar Mondadori 2009
10 righe da pagina 284:

Scesi un gradino dopo l'altro sino in fondo. La candela illuminava fiocamente una sala rettangolare, dalle nude pareti di pietra ricoperte di crocefissi. Faceva un freddo terribile, lì sotto. In mezzo alla sala, su una lastra di marmo, mi parve di notare due oggetti simili, entrambi bianchi ma di dimensioni diverse. Poichè riflettevano il chiarore della candela con maggiore intensità rispetto al resto degli oggetti della stanza, immaginai che fossero smaltati. Ma fu solo dopo aver fatto un passo avanti che compresi: erano due bare. Una misurava poco più di mezzo metro. Un brivido gelido mi corse lungo la schiena. Era la bara di un bambino. Mi trovavo in una cripta.
Quasi senza rendermi conto di quello che facevo, mi diressi verso la lastra di marmo e mi fermai solo quando fui abbastanza vicino da poterla toccare. Le due bare erano coperte da un manto di polvere grigia. Posai la mano sulla cassa più grande e, lentamente, tolsi la cenere che si era depositata sul coperchio. Nella luce della candela lessi: Penélope Aldaya 1902-1919.

inviato il 24/08/2011
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E chi se lo dimentica più questo momento!

In fondo anche i librai sono dei pusher!

La dama e l'unicorno

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Tracy Chevalier
La dama e l'unicorno
Tradotto da Massimo Ortelio
Neri Pozza 2003
10 righe da pagina 104:

"Gli arazzi sono molto diversi dai dipinti", ho esordito. "Uno che non ci ha mai lavorato non può capirlo. Spesso un pittore pensa che basti semplicemente ingrandire e tessere le figura che ha dipinto, lasciandole così come sono. Ma guardare un arazzo non è come guardare un quadro. Il dipinto di solito è più piccolo, così lo sguardo riesce ad abbracciarlo tutto in una volta. Non ci si deve avvicinare troppo, basta rimanere a un paio di passi di distanza, come se ci si trovasse davanti a un prete o a un insegnante. All'arazzo, invece, ci si avvicina come a un amico. Se ne vede solo una parte per volta, e non necessariamente quella più importante. Ecco perché nessuna delle figure deve risaltare troppo, ma integrarsi in modo armonico in un insieme piacevole alla vista, ovunque vadano a posarsi gli occhi dell'osservatore.

inviato il 23/08/2011
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Viaggi belli vero! storici ,e l'arte,il mistero ,veramente intriganti,io considero sempre un avventura leggere,ed allora dico silenzio..che sto viaggiando ..

Ciao Natalina!! La i libri della Chevalier mi piacciono molto...

Cristina ben tornata..con un libro he anch'io ho letto...ciao

aggiungo segnalibro

La Tredicesima Storia

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Diane Setterfield
La Tredicesima Storia
Arnoldo Mondadori
10 righe da pagina 253:

Sembrava la fine di tutto. Avevo un unico desiderio: sedermi come John, immobile, a fissare il vuoto senza muovere un dito. Ma il tempo non si era fermato. Sentivo ancora il cuore scandire i secondi. Sentivo la fame crescere nello stomaco e la sete nella gola. Erco così triste che pensavo di morirne, e invece ero scandalosamente e paradossalmente viva, talmente viva che, giuro, sentivo i capelli e le unghie crescere.

inviato il 22/08/2011
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Libri e amori a Los Angeles

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K.Mack, J.Kaufman
Libri e amori a Los Angeles
Mondadori
10 righe da pagina 22:

"Colleziono nuovi libri allo stesso modo in cui le mie amiche comprano borse firmate. A volte mi basta sapere di averli e non mi pongo il problema se riuscirò a leggerli. Non che alla fine non li legga tutti, a uno a uno. Lo faccio. Ma il solo gesto di comprarli mi rende felice: la vita diventa più promettente, più appagante. E' difficile da spiegare, ma io mi sento, in certo senso, più ottimista. Tutta la trafila dell'acquisto mi mette allegria."

inviato il 22/08/2011
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...perfettamente d'accordo!!!!

Eva Luna

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Isabel Allende
Eva Luna
Tradotto da Angelo Morino
Club degli editori su licenza Feltrinelli 1995
10 righe da pagina 148:

‎- Sono graziosa?- volle sapere.
- Sì.
- Sembro giovane?
- Sì.
- Che età?
- Come nella foto del giorno delle sue nozze.
- Perché mi parli di ciò? Non voglio ricordarmi delle mie nozze. Va', stupida, lasciami sola...
Si sedette su una sedia a dondolo di vimini sotto la tettoia del cortile a guardare il pomeriggio e ad attendere il ritorno del suo amante. Aspettai con lei, senza osare dirle che Kamal se n'era andato. Zulema passò ore a dondolarsi e chiamarlo con tutti i suoi sensi, mentre io ciondolavo sulla seggiola. Il cibo si scuoceva in cucina e nella stanza svaniva l'odore discreto dei fiori. Alle undici di sera mi svegliai spaventata dal silenzio, i grilli erano ammutoliti e l'aria era immobile, nel cortile non si muoveva neppure una foglia. L'odore del desiderio era scomparso. La mia padrona rimaneva ancora immobile sulla sedia a dondolo, col vestito stropicciato, le mani contratte, il viso rigato di lacrime, il trucco disfatto, sembrava una maschera abbandonata all'intemperie.

inviato il 26/08/2011
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splendido...

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Sono Strawberry!!! Che bello questo passaggio!! :')

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grandissimo Gabo!

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E chi se lo dimentica più questo momento!

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verissimo!!

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Grande Murakami!! Kafka sulla spiaggia finora è il suo libro che mi è piaciuto di più!

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