Le 10 righe di claudia maltese
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Le nebbie di Avalon

Rimase immobile nella tensione della magia, poi protese le braccia sopra la testa, con le palme rivolte al cielo, e le riabbassò all'improvviso. A quel gesto le nebbie scesero, la visione della chiesa e dell'Isola dei Preti scomparve. La barca avanzò nella nebbia impenetrabile, scura come la notte. Viviana sentì che Morgana ansimava come una bestiola spaventata, ma non le parlò per rassicurarla. La ragazzina era una futura sacerdotessa e doveva imparare a dominare la paura.
La barca continuò a procedere, E poi, come una tenda scostata, la nebbia sparì. Davanti a loro stava una distesa d'acqua assolata e una riva verdeggiante. Il Tor era là.

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Il Gattopardo

Don Fabrizio quella sensazione la conosceva da sempre. Erano decenni che sentiva come il fluido vitale, la facoltà di esistere, la vita insomma, e forse anche la volontà di continuare a vivere andassero uscendo da lui lentamente ma continuamente come i granellini che si affollano e sfilano ad uno ad uno, senza fretta e senza soste, dinanzi allo stratto orifizio di un orologio a sabbia.

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Intervista col Vampiro

"Questa è la morte" le diceva, indicandole il cadavere putrefatto di una donna, "che noi non possiamo patire. I nostri corpi resteranno sempre come sono, freschi e vivi; ma non dobbiamo mai esitare a dare la morte; perché di questo viviamo". E Claudia contemplava con liquidi occhi imperscrutabili.
Se non c'era discernimento in lei in quei primi anni, non c'era neppure ombra di paura. Muta e bella, giocava con le bambole, vestendole e svestendole per ore. Muta e bella, uccideva.

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L' Aleph

Narrano gli uomini degni di fede (ma Allah sa di più) che nei tempi antichi vi fu un re delle isole di Babilonia che riunì i suoi architetti e i suoi maghi e comandò loro di costruire un labirinto tanto involuto e arduo che gli uomini prudenti non si avventuravano ad entrarvi, e chi vi entrava si perdeva. Quella costruzione era uno scandalo, perché la confusione e la meraviglia sono operazioni proprie di Dio e non degli uomini. Passando il tempo, venne alla sua corte un re degli arabi, e il re di Babilonia (per burlarsi della semplicità del suo ospite) lo fece penetrare nel labirinto, dove vagò offeso e confuso fino al crepuscolo. Allora implorò il soccorso divino e trovò la porta.

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Wesley il gufo

Le risposte emotive di Wesley - che era una creatura da "tutto o niente" - erano trasparenti come quelle di un bambino. Per lui le cose erano bianche o nere, buone o cattive, sicure o pericolose, pertanti si aspettava sempre che facessi esattamente quello che dicevo di avere intenzione di fare. In caso contrario diventava visibilmente turbato, si rifiutava di incrociare il mio sguardo e, in alcuni casi, arrivava addirittura a strillare in segno di protesta fino a quando non facevo quello che gli avevo promesso, qualunque cosa fosse. I gufi non tollerano le bugie.

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Il viaggio della strega bambina

Non so mai se Penna Azzurra sarà lì. Appare e basta. Non lo vedo mai. Potrebbe essere a poche spanne e non lo capirei. Mi insegna a essere silenziosa nella foresta, abbastanza perché gli animali escano allo scoperto senza avere paura. E mi insegna i richiami degli uccelli. Ora riesco a fare la ghiandaiai quasi bene come lui. Ecco come faccio a sapere se c'è. Io chiamo e lui risponde.

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Cosmetica del nemico

Inutile che glielo racconti: se le dicessi che aveva i capelli castani e gli occhi azzurri, com'era in realtà, non sarebbe un gran progresso. Non sono forse fastidiose, nei romanzi, le descrizioni di rito delle in cui non ci viene risparmiata nessuna sfumatura, come se questo cambiasse qualcosa? In verità, se fosse stata bionda con gli occhi marroni, non avrebbe fatto differenza. Descrivere la bellezza di un volto del genere è vano e stupido quanto tentare di dire cogliere con le parole, l'ineffabile di una sonata o di un canto. Ma un canto o una sonata avrebbero forse potuto parlare del suo viso. Il guaio per chi si imbatte in un tale mistero è che non riesce più a interessarsi di nient'altro

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La neve se ne frega

Lei è una nascita ottantuno. Del tipo post. Cioè ci hanno abbinati subito, ma fin dall'inizio sappiamo che lei vivrà gli ultimi due anni da sola. Ho sempre pensato che sarebbe stato molto meglio se fosse stata una pre. A quest'ora avrebbe già vissuto i suoi due anni in più. Due anni, però, ad aspettare me. Con tutta la vita davanti. E poi avremmo potuto parlarne a fondo. Risolverli. Metterli alle spalle. Invece, adesso ogni volta che si fa largo l'ombra di quel tempo in cui non saremo insieme, ci affanniamo a cambiare argomento o a minimizzare. Ma sia io che lei lo sappiamo quanto quello sia, anche nella testa dell'altro, un pensiero invadente. Spilloso. Invincibile.

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Gli effetti secondari dei sogni

Si allontana, le mani in tasca, l'orlo dei jeans logoro a furia di strisciare per terra, è bello anche da lontano. Forse non ci sarà un'altra volta. Forse nella vita c'è una sola occasione, peggio per te se non sei pronto a coglierla, non si ripresenta più. Forse ho appena perso la mia occasione. Guardo le persone sull'autobus, mi chiedo se hanno saputo cogliere la loro occasione, nulla lo dimostra né lo smentisce, hanno tutte la stessa espressione affaticata, qualcuna un vago sorriso, scendo un paio di fermate prima, per camminare, lo faccio sempre quando non ho voglia di tornare a casa, non subito.

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Commenti
Questo titolo mi incuriosisce molto!ti metto un segnalibro!
Lun, 09/04/2012 - 10:15- accedi o registrati per inviare commenti
Il Barone Rampante

Quando mio fratello era preso dalle sue furie, c'era davvero di che stare in ansia. Lo vedevamo correre (se la parola correre ha senso tolta dalla superficie terrestre e riferita a a un mondo di sostegni irregolari a diverse altezze, con in mezzo il vuoto) e da un momento all'altro pareva che dovesse mancargli il piede e cadere, cosa che mai avvenne. Saltava, muoveva passi rapidissimi su di un ramo obliquo, s'appendeva e sollevava di scatto a un ramo superiore, e in quattro i cinque di questi precari zig-zag era sparito.

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Commenti
Claudia, hai vinto AllORA 1 libro lettera I con più segnalibri
Lun, 19/03/2012 - 14:10- accedi o registrati per inviare commenti




















































Commenti
.. anche quello era sul mio tavolino ieri, sceso dalla libreria a prendere aria per un po', lontano dalal polvere..
Mar, 20/03/2012 - 14:01