Venere lesa

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immagine copertina
Paolo Maurensig
Venere lesa
Mondadori 1998
10 righe da pagina 100:

[...] ricordo in particolar modo una garrula signora sulla cinquantina, vittima consenziente di un parrucchiere senza scrupoli.[...]
Parlava di musica, ma pensava alla pittura e ne utilizzava i termini. Dipingeva, infatti, paesaggi accesi con minuscoli villaggi popolati da beoti felici. Era inoltre la pitonessa della compagnia e nessuno poteva sfuggire alla sua attenzione. La prima cosa che chiedeva a un nuovo arrivato era la data e possibilmente l’ora di nascita, e dopo qualche giorno tornava con il disegno del cielo astrale del malcapitato, subito costretto a un interrogatorio a conferma, molto spesso forzata, di quanto sostenevano gli astri. Gli astri naturalmente non potevano essere in alcun modo smentiti. E neppure la pitonessa sopportava di essere contraddetta. Non solo compilava oroscopi, ma leggeva il futuro anche nei tarocchi [...]. Per lungo tempo [...] aveva dipinto in trance, ovvero si era lasciata guidare da uno spirito di scarso talento, un vignettista dell’aldilà, il quale l’aveva indotta a riempire dozzine di tele, prima che lei mettesse bruscamente fine al sodalizio.

inviato il 06/12/2017
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