Versi d'amore

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Gabriele d'Annunzio
Versi d'amore
Einaudi 1995
10 righe da pagina 313:

No, non soffro. Se sono taciturno,
la sera, quando mi ti seggo ai piedi
(oh il terrore del prossimo notturno
supplizio in quel gran letto bianco!), credi,
è perché meglio l'anima assapora
questa tranquillità deliziosa
(giorno e notte un pensiero mi divora
l'anima, senza posa, senza posa),
questa tranquillità che mi circonda
d'un gaudio troppo, forse, inconsueto.
(Fate, Signore, fate ch'io nasconda
per sempre il mio terribile segreto!)
Oh questa gran rinunzia e quest'oblío
di tutto, ai piedi tuoi! Sii benedetta,
(L'anima non avrà giammai l'oblío,
giammai l'oblío, giammai.) Sii benedetta.

inviato il 17/06/2014
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Ciao Barbara sei in finale con le tue 10 righe settimanali... ricordati di scegliere le dieci righe da oggi a domenica 29 Giugno.

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