VERSO TINDARI - 10 racconti a teatro
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"Che posto è?", dovetti ripetere, perchè la luce m'abbagliava e non distinguevo più il mare dal cielo: lì, spesso, la linea di confine si perde, e le isole s'arrampicano fino alle nuvole, si siedono nella cavea del teatro a guardare gli uomini.
Qualche volta si vedono i coni delle montagne galleggiare fino al centro del mare, scambiarsi di posto con gli scogli, e il sale condensarsi in vapori, nubi bianche che bussano ai vetri, si fermano sui balconi.
"E' il muro dei desideri", rispose.
Il vento sollevò un lembo della voce e lo fece vorticare in alto e poi in basso, andando a tormentare tamerici e agavi. Voci vegetali e animali risposero, dal folto. I fiori che portavo con me, avvolti nella carta, tremarono appena. Me li accomodai in braccio come un neonato dalla carnagione di rosa canina. Si chetarono.
"Quali desideri?", dissi ancora alla vecchia.
"Tutti", scrollò le spalle. Era ovvio, d'altronde.
(dal racconto "La custode" di Anna Mallamo)


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Commenti
Ciao Emy! mi piace questa immagine; pensiamo di essere noi ad osservare la natura...e troppo spesso ci dimentichiamo che può essere lei a scrutarci silenziosamente. Hai il mio segnalibro! Silvia
Gio, 26/07/2012 - 22:07