Viaggio al termine della notte

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Louis Ferdinand Céline
Viaggio al termine della notte
Corbaccio
10 righe da pagina 157:

Entravo in un cinema per passare il tempo.
All'uscita del cinema salivo su un tram, qui e là, e facevo escursioni nella notte.
Dopo le due passate salivano i viaggiatori timidi, d'una specie che non s'incontra quasi prima di quell'ora, sempre così pallidi e sonnolenti, come docili fagotti fino ai sobborghi.
Con loro si andava lontano.
Ancora più lontano delle fabbriche, verso lotti imprecisi, stradine dalle case indistinte.
Sul selciato viscido delle pioggerelle dell'aurora il giorno veniva a brillare in azzurro.
I miei compagni del tram sparivano insieme alle loro ombre.
Chiudevano gli occhi sul giorno.
Farli parlare quegli scontrosi, che fatica.
Troppa fatica.
Non si lamentavano, no, erano quelli che pulivano durante la notte i negozi e gli uffici di tutta la città, dopo la chiusura.
Sembravano meno inquieti di noialtri, gente del giorno.
Forse perché erano arrivati, loro, al gradino più basso delle persone e delle cose.

inviato il 17/10/2013
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