Volevo un marito nero

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Valentina Gerini
Volevo un marito nero
0111 Edizioni

Questa era la sensazione che avevo ogni volta che guardavo il cielo di notte. Sembrava di poter realmente toccare le stelle con un dito, di poterle sfiorare, di poter solleticare la luna. Un'immensa distesa di piccole lampadine luminescenti su di un manto nerissimo, infinito. Non c'erano luci artificiali, nè lampioni a rovinare questa visione. le uniche luci erano quelle dei pochi hotel della zona, e dei pochi bar in spiaggia. Nient'altro. Niente strade illuminate, discoteche con cartelli importanti, negozi e supermercati con insegne accese giorno e notte. Solo mare e cielo, il blu della notte si confondeva con quello del mare e le stelle illuminavano tutto, sovrane.

inviato il 04/02/2015
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